Il sushi e il sashimi sono piatti sempre più diffusi, ma il consumo di pesce crudo comporta dei rischi. È fondamentale conoscere i sintomi di un'intossicazione alimentare e le precauzioni da prendere per evitare problemi di salute.

Sushi e Sashimi

Sindrome sgombroide: il "mal di sushi"

A Milano, l'aumento dei casi di intossicazione alimentare da pesce crudo, soprannominata "mal di sushi", ha destato preoccupazione. Questa condizione è spesso causata dalla sindrome sgombroide, un'intossicazione alimentare dovuta all'eccessiva presenza di istamina nel pesce mal conservato.

La sostanza responsabile dell’intossicazione è l’istamina che si sviluppa per l’azione di alcuni enzimi. In poche parole l’istidina, a causa della cattiva conservazione del pesce, può trasformarsi in istamina. Le quote più elevate di questo aminoacido sono state riscontrate nei tonni, negli sgombri, nelle sardine e nelle aringhe.

Sintomi della sindrome sgombroide

I sintomi della sindrome sgombroide compaiono rapidamente, da pochi minuti a 2-3 ore dopo l'ingestione dell'alimento, e includono:

  • Mal di testa
  • Congiuntive arrossate
  • Bocca che brucia
  • Rossore diffuso della cute
  • Orticaria
  • Nausea
  • Vomito
  • Diarrea
  • Dolori crampiformi addominali
  • Crampi addominali
  • Palpitazioni
  • Difficoltà respiratorie

Nei casi più gravi, possono insorgere difficoltà respiratorie, ipotensione e ischemia miocardica. In queste situazioni, è essenziale rivolgersi immediatamente al pronto soccorso o al centro antiveleni.

Leggi anche: Come fare la Marmellata di Fichi

Infatti, invece di nausea e mal di pancia, questa particolare intossicazione alimentare dà mal di testa e prurito.

L'eventuale trattamento in caso di grave intossicazione prevede l'impiego di antistaminici.

Anisakis: un altro rischio del pesce crudo

Un altro rischio legato al consumo di pesce crudo è l'anisakiasi, un'infezione causata da parassiti (anisakis) che si annidano nelle pareti dello stomaco.

L’anisakidosi (o anisakiasi) è un disturbo causato dagli anisakis, nematodi (vermi) parassiti capaci di annidarsi nelle pareti dello stomaco.

L’anisakis, durante lo stadio di sviluppo tipico dell’infestazione del pesce, è visibile ad occhio nudo e si presenta come un verme di lunghezza compresa tra 1-3 cm; il colore è variabile, di gradazione tra il bianco ed il rosato (nel pesce può prendere in parte il colore della carne). Il corpo, a sezione tonda, è piuttosto sottile e tende a presentarsi arrotolato su sé stesso in una spirale.

Leggi anche: Consigli per broccoli e cavolfiore

Una volta fecondate le uova vanno incontro a maturazione fino a diventare larve che vengono ingerite da piccoli crostacei, a loro volta preda di pesci, seppie e calamari.

Anche se ben cotte, le larve di Anisakis possono ancora rappresentare un pericolo per gli esseri umani.

Sintomi dell'infezione da Anisakis

I sintomi dell'infezione da anisakis possono manifestarsi da un'ora a due settimane dopo l'ingestione di pesce crudo o poco cotto e comprendono:

  • Forti dolori addominali
  • Nausea
  • Vomito
  • Reazioni allergiche (fino allo shock anafilattico)
  • Mal di stomaco
  • Nei casi più gravi, perforazione dell'intestino

Alcune persone, dopo o durante l’ingestione di pesce crudo o poco cotto, avvertono una sensazione di prurito in gola: si tratta del verme che si muove nella bocca o nella gola.

Per individuare l’anisakis si utilizza l’endoscopio, un dispositivo a fibre ottiche che permette allo specialista di esaminare l’interno dello stomaco. Un’estremità dell’endoscopio è dotata di una piccola pinza meccanica che può essere usata per rimuovere il parassita. Un’altra soluzione per individuare l’anisakis è la radiografia.

Leggi anche: Trucchi per riscaldare le crepes

Se il verme si è annidato nelle pareti dell’apparato digerente, potrebbe essere necessario rimuoverlo con un intervento chirurgico.

I sintomi di un’intossicazione da pesce crudo avariato

Prevenzione: come consumare pesce crudo in sicurezza

Per evitare intossicazioni alimentari, è fondamentale seguire alcune precauzioni:

Catena del freddo

È essenziale che il pesce sia conservato a basse temperature dalla pesca fino al consumatore finale, garantendo la catena del freddo. Utilizzare borse termiche per il trasporto del pesce e non ricongelare prodotti scongelati.

Abbattimento

L'abbattimento, ovvero il congelamento rapido del pesce a temperature molto basse (-20°C per almeno 24 ore o -35°C per almeno 15 ore), è essenziale per eliminare il rischio di sopravvivenza dei parassiti.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che l'eviscerazione, il congelamento ad almeno -23 °C per una settimana e la cottura avvengano il più presto possibile.

Congelamento domestico

I congelatori domestici raggiungono raramente temperature inferiori a -10°C, quindi è meglio non rischiare. Se si desidera congelare il pesce a casa, assicurarsi che il congelatore possa raggiungere la temperatura di -20°C e che abbia una cella super freeze.

Cottura

L'EFS (Autorità europea per la sicurezza alimentare) suggerisce di portare la parte più interna del pesce a una temperatura superiore a 60 °C per almeno un minuto. Per ottenere questo risultato è necessario cuocere il pesce per un tempo maggiore e a una temperatura più alta.

Altre precauzioni

  • Evitare di lasciare a lungo a temperatura ambiente pietanze a base di pesce.
  • Scegliere ristoranti di cui ci si fida, dove si è già mangiato prima.
  • Evitare di consumare pesce acquistato da rivenditori che potrebbero non aver rispettato le norme di sicurezza alimentare.
Abbattimento pesce

Cosa fare in caso di intossicazione?

In caso di sospetta intossicazione alimentare, è importante:

  • Andare in Pronto Soccorso e riferire cosa si è mangiato.
  • Rivolgersi al medico in caso di sospetta anisakiosi.

Consigli generali per la prevenzione delle intossicazioni alimentari

Oltre alle precauzioni specifiche per il pesce crudo, è importante seguire alcune regole generali per la prevenzione delle intossicazioni alimentari:

  • Assicurarsi di aver cotto per bene i cibi.
  • Lavare correttamente gli alimenti, soprattutto frutta e verdura che spesso vengono consumate crude.
  • Fare attenzione alla conservazione dei cibi per garantire la maggiore sterilità possibile.
  • Seguire le norme igieniche prima di preparare i pasti, lavando dunque sia le mani che il piano di lavoro con tutti gli utensili da utilizzare.
  • Separare i cibi crudi da tutti gli altri per prevenirne la contaminazione.

Alimenti da evitare

I cibi da evitare sia a scopo preventivo, sia in caso di intossicazione alimentare in atto, sono rappresentati da:

  • Carne cruda
  • Pesce crudo non trattato con abbattitore professionale che porta la temperatura a -20°C per almeno 24 ore
  • Uova crude
  • Latte e latticini non pastorizzati
  • Salumi crudi

Tabella riassuntiva dei rischi e delle precauzioni

Rischio Sintomi Prevenzione
Sindrome sgombroide Mal di testa, prurito, rossore, nausea, vomito Corretta conservazione del pesce, catena del freddo
Anisakiasi Dolori addominali, nausea, vomito, reazioni allergiche Abbattimento, cottura adeguata

tags: #Sushi

Post popolari: