La data di scadenza viene riportata sulle confezioni o sulle etichette di alcuni alimenti ed indica la data entro cui un alimento deve essere consumato. Questa data cambia in termini di durata, in base al tipo di alimento. Mangiare un alimento oltre la data di scadenza può portare ad un’intossicazione alimentare (con sintomi come: febbre, brividi, crampi allo stomaco, diarrea, nausea e vomito).
La commestibilità di un alimento, superata la data di scadenza riportata sulla confezione, è essenzialmente correlata alla natura del cibo stesso che ne determina anche la deperibilità più o meno lunga dal momento della produzione a quello in cui viene posto in tavola. Quindi, sì, alcuni cibi possono essere mangiati oltre la data di scadenza; tuttavia, è fondamentale che vengano conservati in maniera ottimale e a corrette temperature.
Una corretta conservazione degli alimenti è fondamentale per la sicurezza alimentare.
Cosa Indica la Data di Scadenza?
I prodotti alimentari in commercio confezionati hanno una etichetta su cui viene indicata una data di scadenza, utilizzata per comunicare al consumatore entro quando dovrà mangiare un determinato alimento. Esistono alimenti, nella maggior parte dei casi freschi e senza conservanti, che non andrebbero consumati dopo la data di scadenza proprio per il rischio di incorrere in brutte soprese per l'organismo.
Interpretare l'etichetta è fondamentale: quando vogliamo essere sicuri di ciò che stiamo per consumare o cucinare, dobbiamo leggere attentamente l'etichetta. Le diciture ci dicono "quanta vita ha ancora un alimento" per essere buono e sicuro. Alcuni alimenti riportano infatti la dicitura: "da consumare entro", mentre altri "da consumarsi preferibilmente entro". La prima dà al consumatore un'indicazione più precisa.
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"Da consumarsi entro" vs. "Da consumarsi preferibilmente entro"
La data di scadenza deve essere obbligatoriamente indicata sulle confezioni dei prodotti alimentari preconfezionati e altamente deperibili quali ad esempio carni e formaggi freschi, latte e latticini freschi, pasta fresca e all’uovo, prodotti ittici. In quelli non soggetti a rapida deperibilità deve comparire la scritta «Da consumarsi preferibilmente entro».
Secondo l’EFSA (autorità europea per la sicurezza alimentare) la dicitura “DA CONSUMARSI ENTRO IL” riguarda la “SICUREZZA ALIMENTARE”, pertanto gli alimenti non possono essere consumati oltre la data di scadenza, seppur ne preservano l’aspetto e l’odore; tra gli alimenti che riportano questa dicitura sull’etichetta troviamo i cibi freschi e i salumi. Diversamente, quando troviamo la dicitura "DA CONSUMARSI PREFERIBILMENTE ENTRO IL" si riferisce alla “QUALITÀ ALIMENTARE” , quindi l’alimento sarà sicuro da consumare anche dopo la data riportata sull’etichetta, ma potrebbe avere sapore o consistenza alterati, ad esempio un pacchetto di grissini potrebbe perdere la sua friabilità.
Intossicazione Alimentare: Cause, Sintomi, Prevenzione e Trattamento
Rischi e Sintomi dell'Intossicazione Alimentare
Se la confezione era sigillata e non presentava danni o odori strani, è meno probabile che tu stia per avere problemi gravi. I sintomi di un'intossicazione alimentare possono manifestarsi entro poche ore o al massimo uno-due giorni, e includono nausea, vomito, diarrea o crampi addominali. In caso di malessere, contatti il medico.
La durata dell’intossicazione alimentare può variare da soggetto a soggetto, soprattutto in vista dei quantitativi e dal tipo di tossine ingeriti. Solitamente i sintomi compaiono poco dopo la consumazione del pasto contaminato e durano poche ore o giorni, raramente durano settimane.
Cosa Fare in Caso di Intossicazione Alimentare?
In caso di intossicazione alimentare è importante evitare di sovraccaricare di lavoro il nostro apparato digerente. Nei bambini, negli anziani e nei casi di intossicazione alimentare in gravidanza infatti, la reidratazione risulta essere di vitale importanza.
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Alcuni cibi sono da evitare in caso di intossicazione alimentare.
Alimenti e Scadenza: Linee Guida Generali
Fatta questa premessa, in linea generale riguardo al consumo, oltre la data di scadenza, dei cibi più facilmente deperibili e di più largo uso si possono seguire alcune indicazioni di massima:
- Yogurt: Può essere consumato fino a 6-7 giorni dopo la data di scadenza seppure perda in parte le proprietà nutritive originarie.
- Latte fresco: Sarebbe meglio astenersi dal consumo oltre la data di scadenza per non incorrere nell’eventuale presenza di tossine.
- Formaggi stagionati e a pasta dura: Rimuovendo accuratamente la muffa, è possibile consumare questi prodotti senza incorrere in alcun problema.
- Formaggi freschi: Per il loro consumo sarebbe meglio attenersi strettamente alla data di scadenza indicata sulla confezione.
- Uova: Se crude o alla coque dovrebbero essere consumate nei 3 giorni successivi alla data di scadenza, se invece sono fritte si possono consumare al massimo entro una settimana dalla data di scadenza.
- Pesce e piatti surgelati: Se la conservazione è avvenuta correttamente, possono essere mangiati tranquillamente fino a due mesi dopo la data di scadenza.
- Pesce in scatola: Può essere consumato tranquillamente entro uno o due mesi dalla data di scadenza.
- Pasta secca e riso: Consumati anche qualche mese dopo il termine indicato sulla confezione non creano alcun tipo di danno o di rischio alla salute.
- Biscotti secchi e cracker: Consumati oltre la data di scadenza perderanno molto delle proprietà organolettiche e della consistenza, ma non sono nocivi.
- Olio: Gli oli di ottima qualità possono essere consumati fino a 8 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.
- Conserve sottaceto: La scadenza variabile da 2 a 3 anni può essere superata, in sicurezza, anche di un paio di mesi.
- Conserve di pomodoro: Possono essere consumati anche oltre i due mesi dalla data di scadenza.
- Salumi affettati: Vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Oltre il termine vi è il rischio che possano sviluppare delle tossine.
- Succhi di frutta: È consigliabile rispettare le scadenze variabili dai 6 ai 12 mesi.
- Panettoni, pandori e colombe: Possibilità di consumo anche oltre due settimane dalla data indicata sulla confezione.
Alimenti Senza Data di Scadenza
Rientrano in questa categoria diverse tipologie di alimenti, alcuni di essi sono particolarmente resistenti come bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero, mentre altri possono deperire molto facilmente (pesce fresco e carne fresca).
Consigli per la Prevenzione delle Intossicazioni Alimentari
Vedremo ora dei semplici consigli e rimedi contro l’intossicazione alimentare:
- Assicurarsi di aver cotto per bene i cibi
- Lavare correttamente gli alimenti, soprattutto frutta e verdura che spesso vengono consumate crude
- Fare attenzione alla conservazione dei cibi per garantire la maggiore sterilità possibile
- Seguire le norme igieniche prima di preparare i pasti, lavando dunque sia le mani che il piano di lavoro con tutti gli utensili da utilizzare
- Separare i cibi crudi da tutti gli altri per prevenirne la contaminazione
Quali Alimenti Evitare?
I cibi da evitare sia a scopo preventivo, sia in caso di intossicazione alimentare in atto, sono rappresentati da:
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- Carne cruda
- Pesce crudo non trattato con abbattitore professionale
- Uova crude
- Latte e latticini non pastorizzati
- Salumi crudi
| Alimento | Consumabile Oltre la Scadenza? | Note |
|---|---|---|
| Yogurt | Si, fino a 6-7 giorni | Potrebbe perdere proprietà nutritive |
| Latte Fresco | No | Rischio di tossine |
| Uova | Si, con cautela | Crude entro 3 giorni, fritte entro 1 settimana |
| Formaggi Stagionati | Si, rimuovendo la muffa | - |
| Pasta e Riso | Si, fino a qualche mese | - |
| Salumi Affettati | No | Rischio di tossine |
Il Rischio Botulino nelle Conserve Casalinghe
Il botulino è un batterio che prolifera in assenza di ossigeno e che è in grado di resistere sotto forma vegetativa di spora a qualunque ambiente per tantissimo tempo. La caratteristica principale di questo batterio è la sua pericolosità: è in grado infatti di produrre la tossina botulinica che, se ingerita, agisce sui muscoli bloccando ogni tipo di movimento e causare, in casi estremi, la morte.
Le conserve fatte in casa, poiché sottovuoto, sono il terreno fertile in cui la spora di botulino può schiudersi e proliferare lentamente, contaminando così il cibo, non è così per i prodotti freschi in cui il batterio non ha "il tempo" per trasformarsi in botulino.
Consigli per le Conserve Casalinghe
- Quando si aprono le conserve bisogna fare attenzione ad attingere al contenuto con una posata sempre pulita.
- Il freddo è un buon alleato della buona conservazione dei cibi.
- Verificare che il contenuto sia completamente immerso nel liquido, che sia olio o salamoia.
- L’aria è nemica dei prodotti in conserva.
- Consumare i vasetti aperti entro un mese dalla loro apertura.
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