Nel mondo della musica e del ballo, l'evoluzione dei generi e degli stili è un fenomeno continuo. Questo nuovo genere è nato nella prima metà degli Anni 70 parallelamente all’apertura di un nuovo tipo di locali, che negli States venivano chiamati Disco Clubs (le nostre discoteche, insomma).
Nel primo articolo della nostra rubrica abbiamo conosciuto l’etichetta SalSoul, che ha dato un forte contributo alla nascita ed alla diffusione della discomusic, fondendo tramite i suoi artisti le sonorità R’n’B, Soul, Funk e Salsa.
La Nascita dell'Hustle
Un nuovo genere, nato con l’esplicito scopo di essere ballato, necessitava quindi nuovi passi di ballo, e qui torniamo al discorso della contaminazione musicale: essendo infatti la disco music la risultanza della fusione di più generi, il modo di ballarla non poteva essere altro che la fusione di più stili di ballo tra loro differenti. Fu così che, contemporaneamente alla nascita di questi nuovi fenomeni, si iniziò a parlare di un nuovo ballo chiamato “Hustle”.
Non ci fu un vero e proprio inventore di questa danza e ci volle anche un po’ di tempo prima che i passi vennero ufficialmente codificati, proprio per il fatto che regole vere e proprie inizialmente non ce n’erano e molto veniva lasciato all’improvvisazione delle coppie.
Sappiamo solo che i primi posti in cui l’Hustle (traduzione letterale del termine è “Lotta”, “Combattimento”) prese piede furono le comunità ispano-americane di New York e della Florida, i due luoghi che vantavano il maggior numero di immigrati latinoamericani.
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I passi base dell’Hustle, infatti, arrivavano direttamente dal Mambo e dalla Salsa, cui vennero aggiunti anche passaggi dello Swing e del Discofox, un altro stile che era sorto praticamente in contemporanea.
Inizialmente il conteggio del passo base era 1,2 & 3,4 - 5 & 6: la base era comune per tutti, ma non il nome, a seconda di dove veniva ballato lo si chiamava “Latin Hustle”, “Same Step Hustle”, “New York Hustle”, “Tango Hustle”, “L.A.Hustle”.
La Canzone di Van Mc Coy
Il New York Hustle è diventato il più ballato e il più seguito da quando uscì una canzone che lo rese popolare nell’estate del 1975: il dj David Todd, che lavorava nel disco club “Adam’s Apple” nell’East Side, fece una soffiata al musicista e cantante Van Mc Coy, il quale mandò il suo partner musicale Charlie Kipps ad osservare questo nuovo modo di ballare in coppia.
Rimasti impressionati dalla bellezza delle coreografie e dalla bravura dei ballerini, Kipps e McCoy scrissero un brano dedicato proprio a questo ballo e nel video inserirono sia coppie di ballerini che un piccolo gruppo di ballerine che eseguivano i passi in linea.
L’Avvento del Bus Stop e del Free Style
Se il New York Hustle era diventato il modo più popolare di ballare l’Hustle in coppia, il “Bus Stop” diventò la più comune forma di ballare l’Hustle in linea senza partner.
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Lo stile Bus Stop, molto popolare nel 1976 e nel 1977, prese piede sulla costa Occidentale degli Stati Uniti, tanto che molti lo chiamarono inizialmente anche “L.A. Bus Stop Hustle”, e aveva nel “Continental Walk”, inventato dal cantante Soul Archie Bell e dai suoi ballerini, il suo più stretto antenato.
La prima parte di questo ballo prevede una camminata indietro e in avanti ed una laterale incrociata da destra e sinistra, tutte di tre passi inframezzati dal tap (o battuta) con il piede che poi riparte: con le sottili differenze del caso è quanto più di simile ci possa essere ai passi di base della salsa venezuelana.
Anche in Europa, ormai, il free-style nelle discoteche aveva relegato l’Hustle nella categoria dei balli da sala, dove pian piano scomparve anche da lì, un po’ perché passato di moda, un po’ a causa delle continue improvvisazioni e della mancanza di regole fisse, cosa che metteva in difficoltà e non poco chi lo doveva insegnare.
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La Febbre del Sabato Sera e la Disco Music
La moda dell’Hustle e del Bus Stop si spense quindi in America, ma proprio quell’anno divampò in tutto il resto del mondo grazie ad un film a basso budget che diventò una pietra miliare della storia della disco music e del ballo: Saturday Night Fever (La febbre del sabato sera).
Grazie all’indimenticabile performance di un giovanissimo John Travolta e a una colonna sonora che con le sue 40 milioni di copie è una tra le più vendute nella storia della musica, la disco music si trasformò da movimento nato nei quartieri afro e ispano americani a fenomeno di dimensioni mondiali, con una band di bianchi che per la prima volta si cimentava in un genere fino ad allora esclusivo della popolazione nera: i Bee Gees.
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Saturday Night Fever è il film che più di ogni altro ci aiuta a capire cosa fosse la disco music a tutto tondo, dalla musica al ballo, dai locali al nuovo modo di vestire dei loro frequentatori.
Una Colonna Sonora Leggendaria
I Bee Gees composero per l’occasione Staying Alive, Night Fever, How Deep is Your Love e More Than a Woman cantate da loro stessi, poi If I can’t have You, cantata da Yvonne Elliman (la Maria Maddalena di Jesus Christ Superstar).
Nell’album troviamo anche una versione più orchestrale e d’ascolto di More Than a Woman, eseguita dai Tavares. Fanno parte della soundtrack anche altre due canzoni, già apparse in un precedente album dei Bee Gees, vale a dire Jive Talkin (che nel film però non appare) e You should be Dancing: proprio quest’ultima è quella che risente maggiormente le influenze latine, specie nell’intro e nella parte strumentale che precede il finale, con una ritmica affidata quasi totalmente alle congas e con un ruolo preminente anche della sezione fiati.
You should be dancing è anche il brano in cui John Travolta-Tony Manero si esibisce in un free-style ormai entrato nella leggenda.
Sarebbe riduttivo però attrubuire solo ai Bee Gees la realizzazione della colonna sonora de La Febbre del Sabato Sera: i brani strumentali sono stati composti e orchestrati da David Shire e se li ascoltate non potrete non notare che il sound è un discendente diretto di quello della Salsoul Orchestra e dell’orchestra MFSB, depositari del Sound of Philadelphia.
I tre brani in questione sono: Manhattan Skyline, con la contrapposizione dei fiati nelle strofe e degli archi nei ritornelli, il tutto arricchito dalle nuove ritmiche e sonorità disco; Night on Disco Mountain è la rivisitazione in chiave disco di un brano di musica classica di Mussorgsky, intitolato per l’appunto Night on Bald Mountain, con la parte ritmica in cui spiccano strumenti latini. Questo brano accompagna la scena del suicidio dal ponte di Verrazzano.
Per quanto concerne il terzo e ultimo brano, Salsation, il titolo parla da solo; si potrebbe affermare senza timore di smentite che possa essere tranquillamente stato composto ed eseguito dalla Salsoul Orchestra tanto lo stile è simile. Un errore comune che si compie riguardo a questa canzone è associarla all’esibizione in gara della coppia portoricana (l’equazione: parola “Salsa” nel titolo = ballerini portoricani, del resto, si presta a questo equivoco).
Le Coreografie Hustle del Film
Il primo è Open Sesame di Kool & the Gang, gruppo storico della disco anni 70/80: anch’essi di estrazione Newyorchese, quindi anch’essi influenzati dagli artisti della SalSoul records: alla ritmica latina i musicisti aggiungono anche sonorità arabeggianti (del resto il titolo in Italiano significa “apriti sesamo”). I due Ballerini afro-americani lo interpretano con un Hustle che prevede tanti passi in linea e staccati gli uni dagli altri, per ricongiungersi in un paio di prese d’effetto, l’ultima delle quali arriva direttamente dal Rock’n’Roll.
Il secondo brano è il già citato More Than a Woman, nella versione dei Bee-Gees, ballato da John Tarvolta e Karen Lynn-Gorney: è quello che meno di tutti risente di influenze latine (si fa eccezione per un suono di congas, ma molto in sottofondo); anche coreograficamente non ci sono passaggi di particolare effetto, i passi che vengono usati sono quelli del Tango Hustle, uno stile che viene inventato proprio per l’occasione (se ne parla per la prima volta quando Tony e Stephanie si allenano per la gara nella scuola di ballo e proprio Manero presenta i passi come frutto di variazioni di sua invenzione). A renderlo indimenticabile sono il carisma e la passione negli sguardi con cui i due partners lo interpretano e il look di John Travolta, divenuto una vera e propria icona.
L’ultimo brano è quello sul quale si esibisce la coppia di ballerini portoricani; lo hanno composto ed eseguito i MFSB (acronimo per Mother, Father, Sister, Brother), un’orchestra nata a Philadelphia nei primi anni 70, nella quale suonavano anche parecchi elementi della Salsoul Orchestra, e che raggiunse il successo planetario col brano TSOP (The Sound Of Philadelphia), che divenne anche il nome del loro particolare stile, caratterizzato da un forte uso di archi all’interno di ritmiche funky, soul, salsa e disco.
Il pezzo che composero per la soundtrack del film si intitolava K-Jee, era totalmente strumentale, partiva proprio come una salsa, ma subito dopo pochi secondi arrivavano tutte le sonorità tipiche di quell’orchestra.
Il Latin Hustle Ritorna nel Cinema con Carlito's Way
Nel mondo del cinema ci sono voluti poi altri sedici anni per vedere nuovamente ballare il Latin Hustle in scene di un film di un certo rilievo. E’ infatti nel 1993 che il regista Brian De Palma ricrea le giuste atmosfere del periodo della nascita della disco nel gangster-movie Carlito’s Way.
Un’Altra Imperdibile Colonna Sonora
La soundtrack di questo film è a dir poco strepitosa, composta da brani la maggior parte dei quali a metà Anni 70 ha conosciuto il primo posto nelle classifiche.
Il film è ambientato proprio in quel decennio nel quartiere portoricano di New York, ma la disco che si sente e che viene ballata non è più di estrazione newyorchese, com’era avvenuto per Saturday Night Fever, ma raggruppava artisti che venivano anche dalla Florida, dalla California e da altre località degli States. COMPARE NUOVAMENTE IL “LATIN HUSTLE”.
Il primo momento in cui possiamo vedere figure di Hustle in Carlito’s Way è quando il protagonista Al Pacino-Carlito Brigante ha un secondo diverbio nel locale da lui gestito, il “Paraiso”, con un giovane gangster che ne vuole emulare le gesta.
Mentre tutto ciò si svolge, si possono notare i ballerini compiere evoluzioni e passi di Latin Hustle sulle note di due famosissime canzoni dell’epoca: in ordine di esecuzione la prima è Rock the Boat, degli Hues Corporation, considerato da molti il primo brano disco nella storia a raggiungere la vetta della classifica di vendite di Billboard nel 1974. Il disco era uscito un anno prima ed arrivò al successo solo nell’estate successiva; pur non essendo stato realizzato a New York è intriso di ritmiche latineggianti, specie nella parte iniziale.
L’altra canzone che subentra a Rock the Boat è That’s the way (I like it) di KC & The Sunshine Band, una formazione originaria della Florida; anche questo brano raggiunse la cima della classifica di Billboard tra il novembre e il dicembre del 1975, e lo fece per per più volte nel giro di questi due mesi; anche qui potete notare congas e fiati arrivati direttamente del mondo caraibico.
Il momento però in cui si vede meglio ballare il Latin Huslte in questo film arriva quando la fidanzata di Carlito, interpretata da Penelope Ann Miller, balla con un italo-americano in un locale: la canzone sulla quale si esibiscono è quanto di più di azzeccato ci possa essere: Rock Your Baby, Nel film è cantata da Ed Terry a mo’ di cover, ma la versione originale è di George McCrea, anch’egli proveniente dalla Florida, tra l’altro questa canzone è stata scritta da due componenti del gruppo di KC and the Sunshine Band; se sentite questa versione potere notare ben distintamente qualcosa di molto simile al suono di una clave.
George McCrea e Kc & the Sunshine Band erano artisti di un’altra mitica etichetta discografica, la Tk Records, che aveva sede in Florida. La TK Records fu da quelle parti per la disco quello che la SalSoul rappresentò a New York.
Tutti i brani di cui abbiamo parlato, sia nella versione radio edit che in quella 12? Mix , sono disponibili in questa playlist della nostra pagina Spotify “Music Contamination”.
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