La leishmaniosi canina è una grave malattia parassitaria sostenuta da Leishmania sp. e trasmessa ai cani dalle femmine di flebotomi (o pappataci), piccoli insetti simili alle zanzare, attivi nelle tarde ore serali e durante la notte nella stagione calda, che fungono da unico vettore del parassita sia nel cane che nell'uomo. Corrisponde al vero che la leishmaniosi canina sta diventando un problema rilevante nel nostro paese.
La leishmaniosi canina è stata descritta in tutti i continenti, eccetto Antartide, Australia e Isole del Pacifico, dove il flebotomo non è presente. Nonostante in passato la presenza di flebotomi sul territorio italiano fosse circoscritta alle regioni del centro e sud, comprese le isole, e ad alcune aree costiere del nord (es.
Quando la prevenzione non è bastata e un cane contrae la leishmaniosi, il trattamento diventa fondamentale per gestire la malattia e migliorare la qualità della vita dell'animale. Questo articolo esplorerà in dettaglio l'uso dello sciroppo Milteforan per il trattamento della leishmaniosi nei cani, fornendo informazioni utili su come funziona, quando è indicato, le precauzioni da prendere e le alternative disponibili.
Cos'è Milteforan?
La miltefosina (Milteforan) viene somministrata per via orale per 28 giorni, quindi di più facile gestione rispetto al Glucantime per alcuni proprietari. La miltefosina è un farmaco che appartiene alla classe dei fosfolipidi e viene utilizzata principalmente nel trattamento della leishmaniosi, una malattia parassitaria causata dai protozoi del genere Leishmania. Questa molecola non è in grado di eliminare del tutto la Leishmania dai soggetti infetti, anche se gli studi hanno dimostrato una riduzione marcata della carica parassitaria. La sua efficacia aumenta in associazione con l’allopurinolo.
Proprietà della Miltefosina
- Attività antiprotozoica: La miltefosina agisce interferendo con la membrana cellulare dei parassiti, inclusi quelli della Leishmania, causandone la morte o impedendo la loro moltiplicazione.
- Azione immunomodulante: La miltefosina può influenzare il sistema immunitario, aiutando il cane a combattere l'infezione da Leishmania.
Indicazioni Terapeutiche
Le indicazioni per l'uso della miltefosina nei cani includono il trattamento dei segni clinici della leishmaniosi canina, causata da Leishmania infantum. Il trattamento con miltefosina può essere raccomandato dal veterinario dopo una diagnosi accurata e una valutazione della gravità della malattia. I sintomi clinici della malattia iniziano a decrescere in modo accentuato subito dopo l'inizio del trattamento e si riducono ulteriormente 2 settimane dopo. Questi sintomi continuano a migliorare per almeno 4 settimane dopo il completamento del trattamento.
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Come si Usa Milteforan
Il medicinale veterinario deve essere somministrato alla dose di 2 mg/kg di peso corporeo, corrispondenti ad 1 ml di soluzione orale per 10 kg di peso corporeo. Il medicinale deve essere mescolato con una parte dell'alimento, e somministrato al cane, una volta al giorno per 28 giorni. Una volta che l'animale ha consumato completamente l'alimento medicato, si può offrire il resto del pasto al cane.
Poiché il parassita è localizzato anche nei tessuti profondi (midollo osseo, linfonodi, milza, fegato), è fondamentale rispettare la durata del trattamento (28 giorni) per garantire l'efficacia del medicinale veterinario. Per garantire un dosaggio corretto, il peso corporeo deve essere determinato nel modo più accurato possibile prima e durante il ciclo di trattamento. Il sottodosaggio può comportare un uso inefficace e può favorire lo sviluppo di resistenza.
La soluzione orale deve essere somministrata secondo le modalità descritte qui di seguito:
- Indossare guanti protettivi prima di maneggiare il medicinale veterinario.
- Agitare vigorosamente il flaconcino prima dell'uso.
- Svitare il cappuccio protettivo.
- Inserire la siringa nella parte bianca superiore del cappuccio (rotella di scorrimento) spingendo con decisione.
- Mentre si spinge, girare la siringa verso destra (in senso orario) finché non appare la barretta verde.
- Aspirare nella siringa il volume corretto del medicinale veterinario.
- Svitare la siringa dal tappo senza spingere, ruotandola verso sinistra (in senso antiorario) fino alla ricomparsa della barretta rossa, quindi continuare a girare per sganciare la siringa. Il sistema può essere chiuso anche ruotando manualmente la rotella di scorrimento.
- Riavvitare il cappuccio protettivo.
- Aggiungere la dose consigliata all'alimento per cani. Si consiglia di versare la dose nell'alimento del cane su una porzione del pasto, attendere che l'animale abbia consumato completamente l'alimento medicato, quindi somministrare il resto del pasto.
- Non lavare la siringa.
- Togliere i guanti protettivi e conservarli correttamente nel loro supporto.
Si raccomanda di mescolare il medicinale veterinario con l'alimento dell'animale per assicurarsi che lo stomaco non sia vuoto prima della somministrazione e di conseguenza per ridurre gli eventi avversi del tratto digerente.
Avvertenze e Precauzioni
La leishmaniosi canina è una zoonosi parassitaria trasmessa dai flebotomi (Phlebotomus spp), il cane è il principale serbatoio domestico del parassita. Con questo medicinale veterinario non si ottiene un effetto curativo e il parassita non viene completamente eliminato dai linfonodi e da altri tessuti dei cani trattati. Il trattamento non elimina il parassita nei cani e la malattia può essere fatale.
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Di conseguenza, l'eutanasia può essere raccomandata per un animale in cattive condizioni generali e/o quando l'animale si trova in prossimità di una persona immunocompromessa. La prevenzione dovrebbe essere un approccio integrato nella gestione della leishmaniosi canina. Gli insetticidi topici a lunga azione (spot-on o collari) dovrebbero essere applicati ai cani che vivono o viaggiano in aree endemiche e devono essere mantenuti durante l'intero periodo a rischio di potenziale esposizione all'attività dei flebotomi. È inoltre consigliabile tenere il cane in casa durante la stagione dei flebotomi, dal tramonto all'alba.
L'uso non necessario di farmaci antiprotozoari o l'uso non conforme alle istruzioni fornite nell'RCP può aumentare la pressione di selezione della resistenza e portare a una riduzione dell'efficacia. La decisione di utilizzare il medicinale veterinario deve basarsi sulla conferma della diagnosi di leishmaniosi nel singolo animale.
Nei cani e nell'uomo sono stati segnalati casi di resistenza di Leishmania infantum o recidive cliniche dopo il trattamento con miltefosina. In caso di sospetta resistenza alla miltefosina, il cane infetto deve essere trattato con adeguati insetticidi sistemici o topici se si trova in un'area endemica al fine di ridurre il rischio di diffusione di parassiti resistenti. È stata dimostrata resistenza crociata tra miltefosina e amfotericina B in Leishmania infantum.
L'uso di questo medicinale veterinario deve tenere in considerazione le informazioni locali sulla sensibilità dei parassiti bersaglio, ove disponibili. Si raccomanda di investigare ulteriormente i casi di sospetta resistenza, utilizzando un metodo diagnostico appropriato (ad esempio real time PCR). La resistenza confermata deve essere segnalata al titolare dell'autorizzazione all'immissione in commercio o alle autorità competenti.
Effetti Indesiderati
L'uso della miltefosina nei cani può comportare alcuni effetti collaterali. Ecco quelli più comuni:
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- Disturbi gastrointestinali: La miltefosina può causare effetti collaterali gastrointestinali nei cani, tra cui vomito, diarrea, perdita di appetito e nausea.
- Disturbi epatici: Alcuni cani possono sviluppare alterazioni della funzionalità epatica durante il trattamento con miltefosina.
- Disturbi renali: Alcuni cani possono sviluppare insufficienza renale o compromissione della funzionalità renale durante il trattamento.
- Reazioni cutanee: Alcuni cani possono manifestare reazioni cutanee, come prurito, eruzioni cutanee o dermatite, in risposta alla miltefosina.
- Letargia e debolezza: Alcuni cani possono manifestare sintomi di letargia, debolezza o malessere generale durante il trattamento.
È fondamentale che il trattamento con miltefosina sia supervisionato da un veterinario esperto, che valuterà attentamente i rischi e i benefici del farmaco per il cane specifico e monitorerà da vicino eventuali segni di effetti collaterali o complicazioni.
Alternative Terapeutiche
Purtroppo, i trattamenti attualmente disponibili spesso non sono in grado di eradicare completamente il parassita, e la guarigione parassitologica rappresenta un risultato molto raro. Gli obiettivi della terapia si concentrano quindi sull’ottenimento di un animale privo di segni clinici e sul mantenimento di questo stato di salute per il più lungo tempo possibile.
Oltre alla miltefosina, ci sono altre opzioni terapeutiche disponibili per la leishmaniosi canina:
- Meglumina Antimoniato (Glucantime): Il primo farmaco viene somministrato per bocca per almeno 4-6 mesi mentre il Glucantime viene somministrato per un periodo variabile dalle 4 alle 8 settimane. Il Glucantime, come dimostrato da diversi studi, ha una buona efficacia clinica. Permette un miglioramento clinico e dei parametri di laboratorio dopo un periodo variabile di tempo. L’elettroforesi delle proteine può modificarsi più lentamente. Gli effetti collaterali più frequentemente riscontrati sono febbre, diarrea, perdita di appetito, dolore e rigonfiamento locale. La limitazione all’uso del farmaco è dovuta soltanto alla difficoltà di somministrazione per il proprietario. Gli studi clinici, ad oggi, non mostrano evidenza di danno renale indotto dai composti antimoniali.
- Allopurinolo (Zyloric): Lo Zyloric (allopurinolo) viene somministrato per bocca a cicli di 4-6 mesi per tutta la vita dell’animale. La combinazione dei precedenti due farmaci è quella più utilizzata anche se non consente una guarigione parassitologica completa.
- Domperidone (Leisguard): Leisguard 5 mg/ml os sosp. riduzione del rischio di sviluppare un'infezione attiva e la malattia clinica derivanti dal contatto con Leishmania infantum mediante il potenziamento della risposta immunitaria cellulo-mediata. L'efficacia del prodotto è stata dimostrata nei cani sottoposti a molteplici esposizioni naturali al parassita in zone ad alto rischio d'infezione.
Domperidone fai da te? No, grazie!
- Terapie collaterali: In associazione alle terapie descritte sopra, è sempre possibile utilizzare delle terapie collaterali, ‘non convenzionali’, quali l’omeopatia, l’agopuntura, l’omotossicologia. A seconda del quadro clinico e degli eventuali organi colpiti, si possono utilizzare sia rimedi specifici per il singolo animale che complessi che aiutano sia nel sostenere gli organi che nello stimolare le difese immunitarie dell’animale. A seconda del caso clinico, sarà possibile valutare una strategia piuttosto che un’altra.
Prevenzione
Poiché non esistono farmaci in grado di guarire la malattia, l'adozione contemporanea di tutti questi provvedimenti (nessuno dei quali è, ovviamente, efficace al 100%) rappresenta attualmente l'unica arma disponibile per proteggere il cane.
Proteggere il tuo cane dalla puntura dei flebotomi è essenziale per ridurre drasticamente il rischio di infezione. A tal fine, è fortemente raccomandato l'utilizzo costante e corretto di prodotti antiparassitari specifici con attività repellente nei confronti dei flebotomi. Questi prodotti sono disponibili in diverse formulazioni, come collari, spot-on e spray.
Esempi di antiparassitari:
- Pipette per cani da 25 kg in su: la posologia minima consigliata perché venga mantenuto l'effetto è di 50 mg/kg peso corporeo di permetrina (e 10 mg/kg di imidacloprid). Il contenuto delle pipette va applicato interamente sulla cute del cane.
- Il prodotto va nebulizzato sul mantello del cane, fino ad inumidire completamente il pelo, che va poi massaggiato in modo da favorire la penetrazione del prodotto fino alla pelle. Durante l'applicazione vanno indossati guanti come misura di protezione personale. Dopo che il pelo si è asciugato occorre spazzolare il cane.
- Il collare va fatto indossare al cane in modo da lasciare uno spazio di 2 dita tra questo e il collo dell'animale. Poiché il rilascio del principio attivo avviene in modo costante durante tutto il periodo in cui il collare viene indossato dal cane, l'efficacia non viene compromessa nemmeno se questo si bagna frequentemente.
Se utilizzati secondo le istruzioni presenti nella confezione, gli antiparassitari con effetto repellente sono sicuri per il cane. Non vanno assolutamente utilizzati nei gatti, per i quali le piretrine risultano, invece, estremamente tossiche.
Classificazione dei Cani Infetti
La gestione della leishmaniosi canina varia a seconda dello stadio della malattia. Ecco una classificazione dei cani infetti:
| Categoria | Descrizione | Trattamento |
|---|---|---|
| Soggetti clinicamente sani | Cani senza alterazioni clinico patologiche. Gli animali compresi in questo stadio vivono oppure hanno vissuto in un territorio dove è stata accertata la presenza di flebotomi. | Monitoraggio e prevenzione |
| Cani infetti asintomatici | Cani senza alterazioni clinico patologiche dimostrabili in cui la presenza del parassita è stata dimostrata attraverso metodi diretti o indiretti. | La terapia è consigliabile se la dimostrazione diretta del parassita è associata ad un aumento degli anticorpi specifici. |
| Cani infetti sintomatici | Cani infetti con alterazioni clinico patologiche riferibili alla Leishmaniosi canina. In questi casi il titolo anticorpale è solitamente molto più alto rispetto al valore soglia di riferimento. | Terapia specifica e di supporto |
| Casi complessi | Rientrano in questa categoria animali con insufficienza renale cronica o nefropatia proteinuria, gravi malattie oculari che potrebbero comportare la perdita funzionale, gravi malattie concomitanti (di natura infettiva, neoplastica, endocrina, metabolica). | Gestione delle patologie concomitanti e terapia specifica |
| Cani resistenti al trattamento | Cani che non rispondono al trattamento specifico. In questo caso sarebbe opportuno rivalutare il protocollo terapeutico e la correttezza nella somministrazione della terapia. Bisogna anche escludere altre malattie concomitanti che possono influenzare negativamente l’esito della terapia. | Rivalutazione del protocollo terapeutico e esclusione di altre patologie |
| Cani con recidiva precoce | Cani che, dopo un trattamento specifico, presentano precocemente una recidiva. | Valutazione di terapie alternative e gestione delle recidive |
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