Molti italiani si chiedono come si mangia il sushi, dopo che questa pietanza giapponese ha spopolato sulle tavole del Bel Paese. Questo articolo spiegherà come mangiare il sushi correttamente per evitare di fare brutta figura al ristorante giapponese con amici e parenti. Ecco il galateo del sushi da tenere a mente durante un pranzo o una cena giapponese. Troverai 10 consigli fondamentali da seguire alla lettera per sfatare alcuni miti.
Non importa quale tipo di sushi dobbiate mangiare, seguendo questi consigli saprete finalmente come saziarvi di sushi nella maniera corretta. Stupite i vostri commensali seguendo i nostri suggerimenti e i nostri trucchi, non ne rimarrete delusi!
1. Usare le Mani o le Bacchette?
Si è portati a credere che l’unico modo corretto di mangiare il sushi sia quello di utilizzare le bacchette, ma non c’è niente di più sbagliato. Se non siete abituati ad usare le bacchette, anzi, sarà molto meglio utilizzare le mani, eviterete così di ‘fare a pezzi’ il sushi e anche una brutta figura. L’unica eccezione si ha nel caso in cui dobbiate mangiare il sashimi: lì la tradizione giapponese impone l’uso delle bacchette.
In Asia, quando si serve il sushi, al cliente si porge una salvietta umida e calda per pulire bene le mani (o-shibori).
2. Rispetto per lo Chef
È considerata una grande mancanza di rispetto verso lo chef, che impiega le sue forze e la sua attenzione al fine di rendere il vostro sushi perfetto.
Leggi anche: Menu YUM Sushi Campi Bisenzio
Le bacchette vanno tenute solo lateralmente. Non devono mai essere incrociate e non bisogna mai raschiare una contro l’altra: sarebbe come dire allo chef che sono bacchette molto economiche.
3. Non Miscelare il Gari con il Sushi
Il gari è un sottaceto che accompagna solitamente il sushi e il sashimi: si tratta di zenzero marinato in una soluzione di aceto, acqua e zucchero. Proprio per questo non è consigliabile mischiarlo con il sushi: perderete il suo vero sapore e anche in questo caso non renderete felice il vostro sushi maker, infatti in Giappone è considerato maleducato unire le due pietanze.
4. Assaporare il Vero Sapore del Sushi
Se volete rendere più saporito il vostro sushi fate pure, ma non privatevi del suo sapore unico!
Pesce e riso si devono mangiare insieme. Chi vuole gustarli separatamente dovrebbe ordinare piatti come il donburi (la ciotola di riso con pesce) o il sashimi. Il nigiri, inoltre, (che dovrebbe essere lungo 6 centimetri) deve essere consumato tutto da una sola persona.
5. Come Intingere il Sushi nella Salsa di Soia
Intingere il sushi dalla parte del riso significherebbe innanzitutto sfaldarlo ed inoltre coprire completamente il sapore! Pensate che Naomichi Yasuda, uno dei più grandi sushi maker mondiali, ritiene che sia molto più importante il riso rispetto al pesce!
Leggi anche: Wasabi: usi e benefici
Non esagerare con la soia. Se il riso si bagna, il pezzo si distrugge e si finisce per mangiare soia con un po’ di riso, e non, come sarebbe opportuno, il sushi con un po’ di soia. La salsa andrebbe aggiunta con una delle bacchette.
6. Fidarsi dello Chef
Se il vostro nigiri arriva già condito con un po’ di wasabi fidatevi del vostro chef! Prepara attentamente il vostro sushi, dosa bene tutti i sapori ed è il più adatto a bilanciare gli elementi.
Lo zenzero non è prosciutto e il wasabi non è guacamole. Quindi un po’ di zenzero è utile, ma solo per purificare il palato e per apprezzare meglio i vari nigiri preparati con diversi tagli di pesce.
7. Non Condividere il Sushi in Modo Inappropriato
Da qui nasce l’esigenza di non prendere mai lo stesso pezzo di sushi contemporaneamente e di non passare il sushi da bacchetta a bacchetta, in quanto questo gesto ricorda molto il rituale del passaggio delle ossa.
Nei 3 giorni dell’Obon vengono addobbate le case e i cimiteri con delle lanterne, per permettere ai morti di ‘tornare a casa’ dove li accoglieranno i parenti che li onoreranno dandogli anche del cibo.
Leggi anche: Guida al sushi nella zona di Olbia
8. Servire gli Altri
State accompagnando il vostro sushi con del sake o qualsiasi altra bevanda? Non riempite il vostro bicchiere! Esatto, in Giappone è considerato maleducato il gesto di versarsi da bere da soli, al contrario bisogna versarlo ai propri commensali, i quali riempiranno poi il nostro bicchiere una volta vuoto.
9. Dimenticare Forchetta e Coltello
Avete mai visto qualcuno mangiare sushi con forchetta e coltello? Eravate voi quel qualcuno?
10. Abbinare il Tè al Sushi
La bevanda migliore da abbinare al sushi è il tè. L’«agari» è un tè che viene appositamente preparato per accompagnare i pezzi di sushi. Aiuta anche a digerire più velocemente. Meglio evitare le bibite come la Coca-Cola.
Cosa Mangiare al Ristorante Giapponese Oltre al Sushi?
La cucina nipponica è caratterizzata da una vasta gamma di piatti e tecniche di preparazioni alquanto particolari. Ovviamente non parliamo di solo sushi e sashimi in pieno stile all you can eat, ma di veri e propri capisaldi della tradizione. Il tipico pasto domestico è solitamente composto da una scodella di riso bianco, zuppa di miso, verdure e un alimento proteico (pesce, carne o tofu), oltre a una piccola porzione di insalata.
In Italia esistono alcuni posticini che offrono esperienze culinarie autentiche, oltre i già noti izakaya, ramen house, sake e sushi bar, e i kaitenzushi, magari a conduzione familiare, e poco conosciuti, se non da veri intenditori.
TUTTO QUELLO CHE HO MANGIATO IN GIAPPONE - Miglior cibo economico
Piatti Speciali da Mangiare al Ristorante Giapponese
- Chawanmushi: Letteralmente, una zuppa solida di uova: in pratica, un budino salato di uova e bacche di ginnan (ginkgo biloba) servito di solito in piccole porzioni, come antipasto.
- Curry rice: Una miscela di spezie importata nel Paese del Sol Levante dagli inglesi, a metà del XIX secolo: ma da allora è stata fortemente adattata ai gusti locali.
- Gyudon: È un donburi, cioè un piatto di riso sormontato da altri ingredienti: nel caso del gyudon, straccetti di manzo e cipolle.
- Potato salad: Preparata con patate bollite, schiacciate, mescolate con uova soda, carote, cipollotti, maionese Kewpie e altro ancora.
- Shirako: Piatto delle feste, considerato prezioso e prelibato. Si tratta delle gonadi, cioè dei testicoli, di merluzzo, di pesce palla o di salmone.
- Soba: Sono semplicemente spaghetti di grano saraceno: più sottili e saporiti degli udon, possono essere usati in loro sostituzione quasi in ogni ricetta.
- Sukiyaki: È una zuppa della festa, particolarmente sostanziosa e per questo servita di solito nella stagione più fredda, intorno a capodanno.
- Tsukemono: Verdure sottaceto, proposte come contorno di moltissimi piatti.
- Unagi-no-kabayaki: Kabayaki indica la cottura alla piastra, unagi è invece l’anguilla: si tratta quindi di anguilla alla piastra, preparata secondo la tradizione alla fine dell’estate e servita come donburi, insieme a una ciotola di riso.
- Yakitori: Gli spiedini di pollo alla giapponese stanno diventando pian piano popolari anche in Italia, dove a volte sono proposti come street food.
- Yuba: Yuba, o pelle di tofu. Si ottiene facendo bollire il latte di soia: le proteine si condensano in superficie formando una pellicola dal sapore simile al tofu, che può essere utilizzata in molti modi diversi.
Piatti Comuni da Mangiare al Ristorante Giapponese
- Gyoza: Ravioli farciti con carne di maiale macinata, cipollotto, aglio, cavolo verza e zenzero ma possono anche essere trovati con un ripieno di gamberi o verdure.
- Katsui Tataki: Un sashimi di tonnetto grigliato, appena scottato, e poi tagliato a fette.
- Nigiri sushi: In genere, prevede una polpettina di riso su cui viene messo del pesce crudo: salmone, tonno, branzino, anguilla.
- Onigiri: È fatto con una polpetta di riso triangolare farcita di pesce (crudo o cotto).
- Ramen: A base di spaghetti di frumento, originari della Cina e introdotti in Giappone all’inizio del XX secolo, serviti in un brodo a base di salsa di soia o di miso.
- Tempura: Vari ingredienti in pastella vengono fritti e poi intinti in una salsa a base di soia e dashi.
- Wakame: Un’insalata di alghe condita con aceto di riso, olio di sesamo, miso e salsa di soia.
- Zuppa di miso: Un brodo da bere dopo le portate principali o alla fine di un pasto.
Dolci (Wagashi) da Mangiare al Ristorante Giapponese
- Anmitsu: Frutta a pezzi (di solito, ananas, pesca e ciliegie) è addensata con gelatina di agar agar e succo di mela, poi insaporita con composta di fagioli azuki.
- Anpan: Un panino dolce riccamente farcito con pasta zuccherata di azuki o, più raramente, con sesamo o fagioli bianchi.
- Castella: Una torta rettangolare preparata con farina, uova, zucchero, sciroppo di amido.
- Chinsuko: Biscottino di Okinawa, perfetto per accompagnare un buon tè fumante.
- Dango: Spiedini dolci, in cui si infilano tre o quattro polpettine di riso glutinoso.
- Dorayaki: Due soffici pancake racchiudono una farcitura di anko (la tradizionalissima pasta dolce ottenuta da fagioli azuki).
- Green tea ice cream: Il gelato più diffuso in Giappone.
- Manju: Un ripieno di anko avvolto da polvere di riso e grano saraceno.
- Melonpan: Paninetto tipico del Giappone, rafforzato da uno strato superiore di pasta biscotto.
- Mochi: Riso bollito pestato nel mortaio e poi modellato in graziose polpettine.
- Rakugan: Dolci nipponici scenografici, ottenuti grazie a stampi appositi, di solito a forma di fiori e piante.
- Sata andagi: Palline di farina, zucchero e uova calate nell’olio bollente.
- Uiro: Farina di riso glutinoso mescolata con lo zucchero e cotta al vapore, fino a ottenere un amalgama morbido e soffice.
- Warabimochi: Una sorta di mochi in cui il riso è sostituito da amido e pasta di soia tostata.
- Yatsuhashi: Una sorta di sfoglia croccante ottenuta passando in forno farina di riso glutinoso, zucchero e cannella.
Tipi di Sushi: Una Panoramica
Esistono varie tipologie di sushi che differiscono per sapore, ingredienti, forma e modalità di preparazione. Per avvicinarsi al sushi e per imparare a gustarlo appieno, si dovrebbe partire dalla forma più semplice per poi, gradualmente, arrivare alle preparazioni dagli ingredienti e dai gusti più complessi.
- Hosomaki: È il sushi “arrotolato” con alga nori. Maki piccoli con un solo ingrediente al centro, al massimo due. È il più classico dei sushi rolls, un rotolino di riso avvolto nell’alga nori, ripieno di pesce, crostacei, frutta o verdura, a seconda del tipo.
- Futomaki: Molto simili agli hosomaki, i futomaki sono più grandi e bassi, con due o tre ingredienti all’interno e l’alga all’esterno.
- Gunkan: Sono composti da una polpettina di riso avvolta verticalmente dall’alga nori in modo da formare una sorta di barchetta al cui interno verrà inserita una tartare o uova di pesce.
- Temaki: È composto da un foglia di alga nori arrotolata a forma di cono al cui interno vi è riso, pesce crudo e verdure.
- Onigiri: È una sorta di street food giapponese, composto da una polpetta di riso bianco con un cuore di salmone, tonno o altro, al quale vengono aggiunti vari condimenti (sesamo, maionese, wasabi, ecc.).
- Nigiri: È una pallina ovale di riso, modellata a mano e guarnita da una fettina sottile di pesce. Solitamente si tratta di salmone, tonno, anguilla, polpo, gambero o anche di frittata.
- Uramaki: Maki arrotolati “al contrario”, ossia facendo in modo che l’alga si trovi all’interno. Spesso l’esterno del maki è passato nelle uova di pesce volante così da acquisire un bel colore arancio! In giapponese significa rotolo “dentro e fuori”.
- Chirashi: È una delle preparazioni tradizionali della cucina giapponese, che utilizza gli stessi ingredienti del sushi, servendoli in una ciotola di riso interamente coperta da pesce crudo, molluschi, verdure e salse.
- Sashimi: È uno dei piatti più raffinati della cucina giapponese a base, principalmente, di pesce e molluschi freschissimi serviti crudi.
Calorie del Sushi
Ecco una tabella che riassume le calorie dei vari tipi di sushi:
| Tipo di Sushi | Calorie |
|---|---|
| Hosomaki | [Calorie Hosomaki] |
| Futomaki | [Calorie Futomaki] |
| Gunkan | [Calorie Gunkan] |
| Temaki | [Calorie Temaki] |
| Onigiri | [Calorie Onigiri] |
| Nigiri | [Calorie Nigiri] |
| Uramaki | [Calorie Uramaki] |
| Chirashi | [Calorie Chirashi] |
| Sashimi | [Calorie Sashimi] |
Sicurezza Alimentare: Rischi e Come Evitarli
Il consumo di pesce crudo può avere come conseguenze rischi legati alla conservazione, di catena del freddo, che si traduce in rischi di sicurezza alimentare, per la formazione di pericolosi parassiti, tra i quali l'Anisakis e il Vibrio. Il rischio biologico del pesce crudo, non deve comunque essere sottovalutato, anche quando si consuma a casa e viene acquistato nella pescheria di fiducia.
Il rischio di intossicazione maggiore correlato al consumo di pesce crudo e quindi anche di sushi è imputabile alla presenza di un parassita del pesce e dei molluschi che può infettare varietà come salmone, aringa, merluzzo, sgombro, calamaro ecc. Ingerendo il pesce crudo con tali parassiti, si dà libero accesso alla larva nell'intestino umano. Nei pesci, inoltre, si possono accumulare livelli elevati di mercurio e altri metalli tossici che provocano intossicazioni con sintomi diversi come una debolezza muscolare, difficoltà motoria, e calo della vista.
Il processo prevede la congelazione del pesce ad una temperatura di almeno -18° fino a -20° per un tempo di almeno 24 ore. Per raggiungere questa temperatura in poco tempo è necessario essere in possesso di un abbattitore professionale.
Come Conservare e Consumare Pesce Crudo a Casa per Essere Sicuri?
A casa come si può stare tranquilli senza correre rischi con il pesce crudo? Non disponendo di abbattitori professionali come per i ristoranti, bisogna assicurarsi che il congelatore domestico possa raggiungere la temperatura di -20°, e che eventualmente abbia una cella super freeze (contrassegnata da tre stelle di ghiaccio come simbolo).
Come Valutare la Sicurezza del Pesce al Ristorante?
Quando ci si reca in un ristorante giapponese o di cucina asiatica in cui viene servito del pesce crudo, non è ovviamente possibile controllare i metodi di conservazione ed abbattimento in cucina, ma è bene osservare alcuni dettagli utili a valutare la sicurezza del pesce servito.
Le superfici di lavoro devono essere pulite e ordinate, così come divise e strofinacci devono essere puliti. Il pesce crudo deve apparire lucido, senza macchie o cromie insolite, inodore e compatto. Qualora si dovesdse avvertire cattivo odore o si dovessero notare colori sospetti, meglio non consumare pesce crudo.
La sindrome sgombroide è conseguenza di un processo di mal conservazione del pesce, e viene scatenata da un eccesso di istamina nel pesce stesso. I sintomi sono di lieve entità e si risolvono spontaneamente o con l'assunzione di farmaci antistaminici in caso di reazioni più severe, nel giro di 8 ore.
tags: #Sushi