Che tu sia un professionista, un appassionato di cucina o no, siamo sicuri che nella tua ci sia almeno un tagliere: strumenti sempre più utilizzati, sono ottimi alleati per tagliare e maneggiare i nostri alimenti. Come ben noto, in commercio ne esistono di diversi materiali e forme: in generale, i più utilizzati sono da sempre legno, plastica e, da un po' di tempo, anche in silicone. Ma ogni materiale ha un suo uso specifico, in cui vengono valutati resistenza, facilità di utilizzo e versatilità. Ma come fare a sceglierlo al meglio?

I taglieri sono utensili presenti da secoli nelle cucine, da quelle più abbienti a quelle più povere. Storicamente rotondi o rettangolari e intagliati in legno, oggi vengono prodotti e venduti in diverse forme e materiali. Ci sono i classici taglieri in legno, ma intagliati con essenze diverse; così come taglieri in plastica, silicone, vetro, acciaio, marmo e altri materiali ancora.

Scegliere un tipo di tagliere piuttosto che l’altro può dipendere anche dall’uso che se ne vuole fare. Può sembrare scontato specificarlo, ma al momento dell’acquisto va innanzitutto posta attenzione al fatto che il tagliere sia stato prodotto con materiali idonei al contatto con gli alimenti (MOCA). Fra i vari materiali in commercio, non ne esiste uno migliore in assoluto rispetto agli altri.

Quindi, infine, quale scegliere? Per un uso domestico versatile, un tagliere in legno di qualità è una buona scelta, così come il tagliere in silicone, decisamente versatile e adattabile alle varie preparazioni; per un uso professionale, o per chi cerca la massima igiene, i taglieri in plastica o acciaio sono da preferire. Se ti piace maneggiare i coltelli e sei avvezzo a disossare e separare carni importanti, il tagliere in marmo è sicuramente la scelta più utile: ricorda però che non è facile da spostare, quindi posizionalo in un posto specifico in modo fisso. Infine, per chi invece vuole usarlo come oggetto, per esempio come vassoio, la scelta è il vetro, decisamente elegante.

In Veneto viene chiamato anche “panaro”: è il tipico tagliere in legno largo e tondo, con l’impugnatura a lato dotata di un foro per essere appeso al muro.

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I Diversi Materiali dei Taglieri e i Loro Usi

Esploriamo i diversi materiali utilizzati per i taglieri e le loro caratteristiche specifiche:

  1. Legno: Senza dubbio uno dei più diffusi nelle cucine casalinghe, è particolarmente indicato per tagliare pane, formaggio, verdura e lavorare la pasta fresca.

    Come si può intuire, non esiste un solo tipo di legno con cui realizzarli: essi infatti possono essere in rovere, pioppo, faggio, noce, bambù, abete e ulivo. In generale è sempre bene scegliere un tipo di legno più resistente, come ad esempio rovere o faggio.

    Questo perché uno dei maggiori difetti dei taglieri in legno è la possibilità che si creino degli incavi più o meno profondi, in cui possono annidarsi i batteri, a causa dell’utilizzo dei coltelli sulla sua superficie. Inoltre il legno assorbe molta acqua, favorendo la moltiplicazione dei microbi. Per questo motivo è importante evitare di lasciarli bagnati per troppo tempo dopo averli lavati, magari lasciandoli asciugare al sole o su un termosifone.

    Tagliere in legno
  2. Plastica: Così come quello in legno, anche il tagliere in plastica è soggetto agli effetti delle lame dei coltelli, che creano tagli e incisioni.

    Per questo motivo è consigliato sostituirlo più frequentemente rispetto ad altri, anche per la possibilità che piccoli trucioli di plastica possano contaminare gli alimenti. Grazie al suo materiale però è più facile da pulire e può tranquillamente essere lavato in lavastoviglie.

  3. Silicone: Molto simile al precedente, il tagliere in silicone è molto semplice da pulire e soprattutto comodo da utilizzare: infatti la sua composizione fa sì che aderisca molto bene al piano di appoggio, senza spostarsi continuamente.

    Rispetto a quelli in plastica inoltre resiste meglio all’usura e all’azione dei coltelli. Sul tagliere in silicone puoi tagliare un po' di tutto: dalla carne alle verdure, passando per patate o tuberi più duri.

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  4. Vetro: In questo caso, si considera più l’estetica che la praticità.

    Molto belli da vedere, i taglieri in vetro infatti sono spesso utilizzati più come vassoi che come taglieri. Questo perché il materiale con cui sono realizzati potrebbe danneggiare le lame dei coltelli, sono scivolosi e possono essere pericolosi se qualche frammento entrasse accidentalmente all’interno degli alimenti.

  5. Acciaio: Il tagliere in acciaio è sicuramente il più utilizzato dai professionisti e perfetto per lavorare i lievitati.

    Grazie al suo materiale non poroso, non assorbe acqua, odori e batteri, il che lo rende adatto a maneggiare qualsiasi tipo di alimento ed evita che gli impasti si attacchino al piano.

  6. Marmo: Terminiamo la nostra lista parlando dei taglieri in marmo.

    Difficilmente utilizzati, sono pesanti, difficili da spostare e da lavare. Non si tratta di un materiale poroso, ma molto sensibile e per questo si rovina facilmente venendo a contatto con alimenti acidi come limoni, pomodori o aceto. Sono particolarmente indicati invece per temperare il cioccolato.

    Tagliere in marmo

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Qual è il Migliore?

In generale, è difficile stabilire quale sia il miglior tagliere. Questo perché, da come abbiamo visto, ciò che lo caratterizza è un insieme di elementi che ne determina l'utilizzo. Possiamo dire comunque che un buon tagliere deve essere resistente, compatto e dotato di una superficie non molto porosa, in modo da evitare l’assorbimento di acqua, cattivi odori e batteri. Importante la facilità di utilizzo, perché un buon tagliere deve essere stabile e quindi non scivolare mentre viene utilizzato. Se il materiale non è di per sé molto aderente, è bene che possegga dei piedini di appoggio. Segue poi la robustezza: un tagliere robusto è di solito resistente agli urti, indipendentemente dai materiali con cui viene costruito. Infine la versatilità.

Igiene e Pulizia del Tagliere

I diversi materiali con cui sono prodotti i taglieri da cucina hanno ricadute importanti su aspetti legati all’igiene e alla corretta manutenzione di questi utensili. Nel caso dei taglieri in legno, con il loro utilizzo si creano solchi più o meno profondi che possono favorire l’annidamento dei batteri, proteggendoli e rendendo le operazioni di pulizia e sanificazione più difficoltose. La profondità di questi solchi dipende soprattutto dalla durezza del legno.

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Per la fabbricazione dei taglieri possono essere utilizzate diverse essenze come rovere, faggio, ulivo, noce, acero, teak, acacia così come pioppo, cipresso, abete oppure i compensati. Il legno inoltre assorbe molta acqua, fattore che favorisce la moltiplicazione dei batteri. È quindi molto importante evitare di lasciare i taglieri di legno a lungo in ammollo o nel lavandino: dopo accurato lavaggio, prima di riporli nella credenza vanno ben asciugati al sole oppure sul termosifone, in modo da eliminare tutta l’umidità.

Anche la plastica, analogamente al legno, viene incisa dall’azione del coltello che crea solchi che possono favorire la crescita dei batteri. Tuttavia questo materiale necessita di meno accortezze per essere opportunamente asciugato, e può essere lavato anche in lavastoviglie.

Il silicone è associabile ai taglieri in plastica, e ha il vantaggio di offrire una buona aderenza ai piani d’appoggio oltre che essere più resistente ai tagli.

In commercio si trovano poi taglieri in vetro. Quest’ultimo è un materiale duro ma fragile: taglieri di questo materiale si prestano bene per la presentazione in tavola degli alimenti, ma hanno lo svantaggio di rovinare il filo dei coltelli se usati per tagliare. Sono inoltre scivolosi, per cui durante l’uso potrebbero favorire il ferimento accidentale di chi li utilizza.

I taglieri in marmo sono pesanti, scomodi da spostare e da lavare, e non si prestano molto ad essere usati come vassoi per servire il cibo. Non è un materiale poroso ma è molto sensibile: infatti basta l’esposizione ad alimenti acidi come limone, aceto o pomodori oppure a sostanze chimiche per rovinarne la superficie. Similmente al vetro sono fragili e duri, motivo per cui rovinano le lame dei coltelli.

L’acciaio inox è un buon materiale per il contatto con gli alimenti perché non teme la corrosione provocata dai cibi acidi. Un tagliere prodotto con questo materiale è inoltre facilmente sanificabile, poiché la sua superficie liscia e priva di porosità è antibatterica.

Qualsiasi sia la tipologia di tagliere che abbiamo a disposizione, è importante ricordare che il rischio principale quando utilizziamo questi utensili è dato dalle cross-contaminazioni (o contaminazioni crociate). Con questo termine si indica il trasferimento non intenzionale di microrganismi o sostanze chimiche da un alimento a un altro.

Non c’è dunque un tagliere perfetto, ma ognuno ha pregi e difetti. Non esiste un tagliere perfetto: ognuno ha pregi e difetti, e l’importante è utilizzarli e igienizzarli nella maniera corretta.

A livello domestico, una soluzione possibile può essere quella di usare taglieri di legno per verdure, frutta, pane o formaggio; e usare invece taglieri di plastica di colore diverso per carne e pesce crudi. L’utilizzo del tagliere di plastica con un colore specifico per gli alimenti crudi più a rischio ci consente di identificare bene l’utensile in modo da evitare cross-contaminazioni; inoltre questo materiale può essere lavato ed asciugato opportunamente in tempi più rapidi.

La pulizia del tagliere non va mai trascurata, per evitare contaminazioni e per salvaguardare il normale sapore degli alimenti. Tanti studi, negli ultimi anni, hanno dimostrato quanto una scorretta pulizia dei taglieri possa essere pericolosa per la nostra salute. Tra gli utensili che ci sono in cucina, infatti, i taglieri sono senza ombra di dubbio quelli in cui abbondano maggiormente germi e batteri, facendo talvolta peggio delle scope!

Come Pulire i Diversi Tipi di Tagliere

Ecco alcuni consigli su come pulire i diversi tipi di tagliere:

  • Tagliere in legno: Per pulire un tagliere di legno è bene prima di tutto metterlo in ammollo in acqua calda e sapone, per poi strofinarlo con una spugna e quindi risciacquarlo con abbondante acqua. Fatto questo, il tagliere va asciugato attentamente con un panno, senza dunque lasciarlo bagnato: in quel caso, infatti, sarebbe preda di pericolose muffe. Questo per quanto riguarda la pulizia normale del tagliere.
  • Tagliere in plastica: Puliamoli come qualsiasi altra stoviglia in plastica, quindi con spugna e sapone per piatti. Sconsiglio però di lavarli in lavastoviglie, poiché il calore eccessivo potrebbe deformarli. Se vogliamo igienizzarli completamente, possiamo prima lavarli con qualche goccia di candeggina e poi procedere con il detersivo per piatti.

Consigli aggiuntivi:

  • utilizzare taglieri di plastica di colori diversi per alimenti diversi.
  • levigare periodicamente i taglieri di legno, soprattutto quando presentano vistosi graffi o crepe in superficie. Queste possono infatti favorire la permanenza dei batteri sull’utensile anche dopo il lavaggio.
  • dopo ogni singolo utilizzo, pulire il tagliere con acqua calda e detergente.
  • dopo il lavaggio asciugare i taglieri di legno in modo naturale, oppure utilizzando una salvietta di carta.

Come Pulire un Tagliere in Legno: Metodo Naturale

Oggi vi spiegherò come pulire i taglieri in legno. Il tagliere è un utensile indispensabile in tutte le nostre cucine. Quasi tutti i cibi infatti prima di essere mangiati o cucinati hanno bisogno di essere tagliati o tritati in qualche modo. Come fare senza il nostro fidato tagliere? I taglieri in legno hanno bisogno però di essere puliti in un determinato modo per durare più a lungo ed essere igienizzati al meglio. Nell’articolo vi mostrerò com’è facile e veloce pulire perfettamente un tagliere in legno.

Il legno è un materiale poroso che tende ad assorbire i liquidi e gli odori. Pensiamo ad esempio a quando affettiamo una cipolla su un tagliere in legno; i liquidi prodotti dalla cipolla durante il taglio verranno assorbiti dal legno diventando parte del tagliere stesso. Per questo motivo consiglio un tagliere specifico per ogni alimento, quindi uno per le verdure, uno per la carne e un altro per il pesce, in maniera tale da evitare contaminazioni. Sempre a causa della sua porosità il tagliere in legno non andrebbe mai pulito con il classico detersivo per piatti…il legno inevitabilmente assorbirebbe il detersivo rilasciandolo poi nei cibi che andremo a tagliare sopra. Lavare i taglieri in lavastoviglie è ancora peggio; non solo assorbirebbero il detersivo, ma addirittura le alte temperature del lavaggio li farebbero scollare.

Quindi come lavare i taglieri in legno?

  1. Spargiamo sulla superficie del tagliere del bicarbonato.
  2. Quindi con una spugnetta leggermente abrasiva sfreghiamo la superficie.
  3. Sciacquiamo il tagliere sotto l’acqua corrente per eliminare ogni residuo di bicarbonato.
  4. Una volta fatto, passiamo un limone tagliato a metà sulla superficie del tagliere e laviamolo ancora.

Se vogliamo invece mantenere l’elasticità e la brillantezza del legno, consiglio periodicamente di passare su tutta la sua superficie una goccia di olio di semi.

Taglieri in Polietilene: Un'Alternativa Igienica

I taglieri in plastica solitamente sono realizzati in polietilene, anche se sono meno belli rispetto a quelli in legno, hanno il grande pregio di essere molto igienici. Non assorbono infatti odori e liquidi, quindi lavarli è molto semplice. I taglieri in polietilene hanno sostituito i taglieri in legno negli alberghi e nei ristoranti, proprio per i loro requisiti igienici.

Riferimenti:

  • Aviat F. et al. (2016). Microbial safety of wood in contact with food: a review.
  • Canadian Institute of Food Safety (2022).
  • Food Safety Authority of Irland (2024).
  • (2017). An assessment of L. monocytogenes transfer from wooden ripening shelves to cheeses: Comparison with glass and plastic surfaces.
  • NC State University (2014).
  • USDA - Food Safety and Inspection Service (2017).

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