Il Timballo del Gattopardo è un piatto «principe» (non solo di Salina) di tutta la tradizione gastronomica siciliana. Questa antica ricetta è quella che si avvicina alla descrizione del timballo fatta da Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel suo capolavoro. È un piatto elaboratissimo esclusivo delle classi nobiliari.
Per questo ne Il Gattopardo, la serie di successo in onda su Netflix, tratta dal celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è in qualche modo il protagonista in fatto di cibo. La trama la conosciamo ormai tutti, chi per aver letto il libro chi per chi ha già guardato i sei episodi della serie. Ma, a parte le vicende di famiglia, tra amori, tradimenti, rivalità politiche (…), c’è un dettaglio non dettaglio che è sempre presente in ogni episodio: il cibo.
Ambientata nell’aristocrazia siciliana del XIX secolo, la serie Il Gattopardo riflette l’abbondanza e il lusso tipici delle feste e dei banchetti dei nobili dell’epoca. Le pietanze ricche e prelibate, tutte fortemente legati alla tradizione siciliana, fanno parte integrante delle scene della serie, che spesso si svolgono davanti alla tavola imbandita delle sontuose residenze di Don Fabrizio Corbera, Principe di Salina (Kim Rossi Stuart).
Il Simbolo di un'Epoca in Decadenza
Nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il banchetto e i cibi abbondanti erano simboli di un mondo che stava cambiando, ma che conservava ancora i segni del suo passato opulento. Questi momenti gastronomici sono anche legati a riflessioni sulla decadenza e sul passaggio del tempo, temi centrali della storia.
Sulla tavola del Principe di Salina non mancano mai alzatine con frutta fresca o secca, frutta martorana (dolci di marzapane modellati a mano che imitano la frutta) dolci tipici siciliani come pasticciotti, cannoli, cassate. Anche durante le feste danzanti, ogni tavolo è imbandito di ogni ben di Dio, il tutto accompagnato da bicchierini di Marsala o di cognac.
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Ma c’è un piatto in particolare che fa la differenza in tutta la serie (e anche nel libro): il timballo di maccheroni in crosta, chiamato anche “Timballo dei Monsù”, un piatto borbonico ai tempi del Regno delle Due Sicilie. Siamo nell’agosto del 1860, Garibaldi e i suoi Mille hanno concluso da poco la campagna di unificazione sull’Isola e la nobiltà storica è al tramonto. In tale contesto, il Gattopardo ospita un banchetto nella sua residenza a Donnafugata, per combinare il matrimonio tra l’adorato nipote Tancredi e la bellissima Angelica, figlia del nuovo sindaco del paese.
Nella grande sala adornata per il banchetto, i servitori portano in tavola, come entrée, tre “torreggianti” timballi di maccheroni. Un piatto succulento che Giuseppe Tomasi di Lampedusa descrive così nelle pagine del suo libro: «L'oro brunito dell'involucro, la fragranza di zucchero e di cannella... non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il coltello squarciava la crosta: ne erompeva dapprima un vapore carico di aromi, si scorgevano poi i fegatini di pollo, gli ovetti duri, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi impigliate nella massa untuosa, caldissima dei maccheroncini corti cui l'estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio».
Tra le pagine del romanzo, il timballo di maccheroni fa il suo ingresso nel sontuoso banchetto di Donnafugata proprio come se fosse un personaggio a sé. Lo scrittore siciliano indugia sui particolari, su tutte le prelibatezze racchiuse nella crosta di pasta frolla: i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto e una massa unta e calda di maccheroni corti. Non è un caso che, persino il Telegraph, l'abbia definito "the sexiest pasta dish in literature" (il piatto di pasta più sexy della letteratura).
Approdata su Netflix lo scorso 5 marzo, la serie basata sull'omonimo romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, è ambientata in Sicilia durante i moti del 1860 e segue le vicende di Don Fabrizio Corbera, il Principe di Salina, interpretato da Kim Rossi Stuart. Il cast principale include anche Benedetta Porcaroli nel ruolo di Concetta, Deva Cassel come Angelica e Saul Nanni nei panni di Tancredi.
Il Gattopardo di Netflix è composto da sei episodi, e offre una rappresentazione epica e sensuale della Sicilia dell'epoca, esplorando temi universali come il potere, l'amore e il costo del progresso.
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Il timballo non è l'unica pietanza a comparire nel romanzo prima, nel pluripremiato film di Luchino Visconti dopo (con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale), e nella serie ora. Accanto al principe della tavola, compaiono anche consommé servito in due monumentali zuppiere d'argento, aragoste lessate, vitello, dolci di riposto (mai consumati, ma utilizzati come decorazione e simbolo di abbondanza) e i ricci del Gattopardo, i biscotti preparati dalle monache Benedettine del convento di Palma di Montechiaro (Agrigento), che ancora oggi si possono assaggiare.
La Ricetta del Timballo del Gattopardo
Il Gattopardo ed il Timballo del Principe
Se invece volete cimentarvi nel vostro personale banchetto decadente e preparare il timballo, qui sotto trovate la ricetta.
Ingredienti per 6 persone:
Per la pasta frolla:
- 400 g di farina
- 200 g di zucchero
- 200 g di burro a temperatura ambiente
- un pizzico di sale
- un pizzico di cannella
- 4 tuorli d'uovo
Per la crema pasticcera:
- 3 cucchiai di zucchero
- 3 tuorli d'uovo
- 2 cucchiai di farina
- un pizzico di sale
- un pizzico di cannella
- 1/2 litro di latte
Per il ripieno:
- 400 ml di sugo di carne
- 1/2 pollo lessato
- 100 g di funghi freschi o surgelati
- 100 g di fegatini di pollo
- 200 g di prosciutto cotto tagliato a striscioline
- 100 g di salsiccia
- 120 g di pisellini lessati al dente
- 500 g di maccheroni
- formaggio grattugiato (preferibilmente pecorino siciliano)
- 3 uova sode a fette
- burro q.b.
- sale e pepe q.b.
Preparazione:
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Pasta frolla: Impastare la farina con il burro, lo zucchero, un pizzico di sale, cannella e i tuorli d'uovo fino a ottenere un composto omogeneo. Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigorifero per circa un'ora.
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Crema pasticcera: Scaldare il latte con un pizzico di cannella. In una ciotola, montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina setacciata e un pizzico di sale. Versare lentamente il latte caldo sul composto, mescolando continuamente. Riportare il tutto sul fuoco e cuocere fino a ottenere una consistenza cremosa. Lasciar raffreddare coprendo con pellicola a contatto.
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Ripieno: Preparare delle polpettine con 200 g di carne tritata di pollo lesso, mescolata a 1 uovo, 100 g di prosciutto cotto tagliato a listarelle, 2 cucchiai di pecorino siciliano (o parmigiano), prezzemolo tritato e un pizzico di sale. Friggerle in olio caldo e metterle da parte. In una padella, soffriggere nel burro il pollo e il prosciutto rimasti, tagliati a striscioline; aggiungere i fegatini, la salsiccia sbriciolata, i funghi affettati, le polpettine e i pisellini. Cuocere per alcuni minuti, quindi trasferire il tutto in una casseruola, aggiungere qualche cucchiaio di sugo di carne e cuocere ancora per amalgamare i sapori.
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Pasta: Lessare i maccheroni molto al dente, scolarli e condirli con il sugo di carne, burro e abbondante formaggio grattugiato. Lasciarli intiepidire.
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Assemblaggio: Imburrare una tortiera di circa 30 cm di diametro e rivestirla con la pasta frolla stesa a uno spessore di circa 1/2 cm, lasciando che la pasta sbordi leggermente. Disporre metà dei maccheroni sul fondo, aggiungere il mix di carni e verdure, le fette di uova sode, il tartufo a lamelle (se utilizzato) e spolverare con formaggio grattugiato. Coprire con i restanti maccheroni e versare sopra la crema pasticcera, assicurandosi che penetri bene tra gli strati.
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Chiusura: Ripiegare i bordi della pasta frolla sul ripieno e coprire con un altro disco di pasta frolla, sigillando bene i bordi. Spennellare la superficie con un uovo sbattuto e praticare qualche foro con una forchetta per permettere la fuoriuscita del vapore durante la cottura.
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Cottura: Infornare in forno preriscaldato a 180°C per circa 45 minuti, o fino a quando la superficie sarà dorata. Una volta sfornato, lasciar riposare il timballo per 5 minuti prima di sformarlo e servirlo caldo.
Consigli aggiuntivi
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La preparazione richiede un po’ di tempo, ma sarete senza alcun dubbio ripagati quando andrete a gustare il timballo del Gattopardo.
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Il timballo del gattopardo è un ricchissimo primo piatto della tradizione siciliana, dove ogni famiglia ne custodisce una variante tutta personale.
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Si tratta di un involucro dorato di pasta frolla, che racchiude un pasticcio di maccheroni, funghi, piselli, carne di pollo e prosciutto cotto, il tutto aromatizzato alla cannella.
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È un piatto impegnativo, ma che regala incredibili soddisfazioni.
Seguendo questa ricetta, portare in tavola il timballo del gattopardo non è mai stato così semplice. Buon appetito!
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