La Torta di Pasqua al formaggio è una ricetta tipica Umbra del periodo Pasquale. La pizza di Pasqua viene chiamata anche crescia di Pasqua, torta di Pasqua, torta al formaggio, crescia brusca o crescia al formaggio di Pasqua ma fondamentalmente stiamo parlando della stessa ricetta con tutte le varianti apportate nelle varie zone e dalle varie famiglie in base agli ingredienti che si riuscivano a reperire.

La forma tipica della torta al formaggio è simile a quella di un panettone, con la testa che straborda in cottura e viene cotta solitamente in appositi stampi di alluminio. La ricetta della torta al formaggio umbra o pizza al formaggio è un pane salato lievitato tipico del centro Italia, le versioni umbre e marchigiane sono molto simili e si preparano con farina, uova, formaggio e pecorino e vengono servite solitamente con la colazione la mattina di Pasqua insieme alle uova sode (una volta benedette dal parroco) e alla ciaramicola.

La torta al formaggio umbra o pizza al formaggio umbra è ottima per accompagnare i salumi ma è buonissima anche da sola, e in Umbria è usanza farci colazione la mattina di Pasqua, insieme alle uova benedette. Se state cercando come fare la pizza di formaggio, siete nel posto giusto perché la torta al formaggio umbra ricetta tradizionale è la più buona del mondo e la mia ricetta vi piacerà tantissimo.

Esistono diverse ricette per poterla realizzare, alcune con lievito madre, altre con l’aggiunta di pepe nero nell’impasto, altre ancora con lo strutto del maiale, ma io sono legata a questa ricetta di mamma preparata con il burro e ancora mi sembra di sentire il profumo della torta appena sfornata, del clima che c’era in casa e delle grandi abbuffate mie e di mio fratello Michele. Infatti, quando avevo circa 14 anni, mangiai così tanta torta di pasqua che mi vennero delle macchioline marroni in volto, questo solo per dirvi quanto mi piace e quanto è buona la pizza di pasqua al formaggio.

La Crescia di Pasqua, chiamata così nelle Marche, deriva dal fatto della crescita ovvero della lievitazione dell’impasto e pare che abbia origine nel lontano Medioevo. Questa ricetta torta al formaggio umbra è una versione velocissima che non prevede il pre-impasto, potrebbe farla anche un bambino e vi assicuro che non ha nulla da invidiare a quelle con lunghe lievitazioni, comunque, tra poco, vi spiego anche come farla con lievito madre.

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Porta in tavola la torta salata delle monache ed è subito Pasqua! La torta delle monache altro non è che una specialità pasquale molto simile alla cosiddetta Crescia o torta di formaggio diffusa in Centro Italia, in particolare nelle zone del Lazio, dell’Umbria e delle Marche. A seconda della regione geografica di origine, ne esistono tantissime versioni diverse.

TORTA DELLE MONACHE 🥰 delicata e leggera SENZA FARINA e SENZA LIEVITO ‼️

A riprendere questa antichissima e gustosissima ricetta ci hanno pensato delle monache più moderne. Quelle del format televisivo di Food Network La cucina delle monache, appartenenti al Monastero Benedettine di Sant’Anna, a Bastia Umbria. Se anche tu vuoi provare a portare in tavola per Pasqua la famosa torta salata delle monache benedettine de La cucina delle monache non ti resta che seguire la ricetta di oggi.

La amiamo tutti la torta al formaggio: una specie di star della rete, che rimbalza di bacheca in bacheca con consigli e varianti. È una ricetta della tradizione umbra, saporita e antispreco, molto antica: un emblema della cucina monastica che stiamo imparando a riscoprire grazie a programmi televisivi di grande successo.

L'ultima novità è La Cucina delle Monache, in onda ogni sabato alle 17:45 su Food Network canale 33 e disponibile in streaming su Discovery+. «Amiamo molto la torta al formaggio» conferma Madre Noemi, abbadessa del Monastero delle Benedettine di Sant’Anna, a Bastia Umbria, in cui si gira il programma: un paradiso di silenzi, natura, dove le monache pregano, lavorano, aiutano chi ha bisogno, anche cucinando ricette come questa. «La prepariamo tutto l'anno, perché è ottima e consente di recuperare formaggi che altrimenti rischierebbero di essere perduti» prosegue Madre Noemi, che è una delle quattro monache giovani e decisamente smart protagoniste della novità televisiva: l'ennesima prova - per chi ne avesse bisogno - che sono ancora tanti gli stereotipi sulla vita monastica.

In La Cucina delle Monache raccontano della vita in monastero e nel frattempo donano ricette e amore, preparando piatti semplici e confortanti come i tozzetti, il pancotto alle verdure o, appunto, questa torta al formaggio secondo noi particolarmente emblematica. «Tutte le ricette che proponiamo durante il programma sono dello stile della torta al formaggio: sono ricette quotidiane, che si fanno con quello che si ha in casa, cercando di riutilizzare ingredienti che altrimenti potrebbero essere buttati via. Piatti che servono anche per spendere meno, una necessità di tutti» spiega Madre Noemi.

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«Ci scrivono in tantissimi, tutti molto entusiasti di poter fare facilmente i piatti che proponiamo. È bello sapere che facciamo compagnia a chi ci segue, ci sono tanti anziani che così si sentono molto meno soli» dice Madre Noemi, raccontando che i telespettatori mandano spesso consigli e commenti sulle ricette. «In tanti, per esempio, ci hanno raccontato che la torta al formaggio si fa anche in Abruzzo e nelle Marche, in versioni leggermente diverse» prosegue l'abbadessa, che in questa intervista racconta del programma, della vita in monastero, del perché il cibo è un conforto, e deve essere la via della felicità.

«Abbiamo un libro, ormai un cofanetto, con ricette antiche che ci siamo tramandate: risalgano al ‘700, alcune anche al ’600, e proviamo a rifarle, tali quali (le ricette sono anche racchiuse nel libro dal titolo Antiche ricette delle Monache, di Monica Falcinelli, Bertoni Editore, ndr). Pensi che la Madre Priora fa i tozzetti (biscotti tipici umbri) esattamente come stati tramandati. Altre ricette invece vengono dalle nostre culture, ed è un bel mescolare. Abbiamo anche delle sorelle filippine, che portano la propria conoscenza esapori».

«Noi facciamo vita monastica, e da benedettine seguiamo la regola ora et labora: preghiamo e lavoriamo. Ci occupiamo di tutto, dalla cucina alla lavanderia e poi dobbiamo curare la biblioteca, l'ospitalità, l'orto che coltiviamo nel rispetto della natura. Ovviamente ci occupiamo anche del cibo, che è legato alla vita: è un modo per prendersi cura degli altri, e aiutare chi ha bisogno. Tutto questo fa parte della nostra quotidianità, e nella quotidianità noi siamo persone felici della nostra scelta. L'idea è nata perché volevamo condividere tutto questo».

Questo ritorno di monaci e monache in tv, in un momento di forte crisi anche delle vocazioni, è un modo per riavvicinare il pubblico alla religione?«Può darsi. Sicuramente è un modo per normalizzare la vita religiosa e per mostrare che la spiritualità, a prescindere dal fatto che si creda o che non si creda, fa parte dell'essere umano. Questo è importante ricordarlo, perché oggi si ha tutto, ma si dimentica quanto sia importante la profondità nella vita. Io l'ho capito quando ho fatto la scelta di diventare monaca».

Anche il cibo conforta l’anima?«Sì, assolutamente, perché quando ci si approccia correttamente al cibo si vive in armonia. La mente e lo spirito vanno di pari passo». Il presupposto è che mangiare è sicuramente il fabbisogno più importante, da assecondare in base agli sforzi e ai periodi, per esempio mangiando meno d'estate e in periodi come la Quaresima. Di sicuro, i più confortevoli sono i dolci. Pensi al cioccolato: è uno di quegli alimenti che Dio ci ha donato per essere felici».

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Il peccato di gola è una perversione, una distorsione nel modo di approcciarsi al cibo, per provare piacere in modo egoistico nei confronti di noi stessi ma anche del prossimo, quando si fa per togliere questo cibo agli altri. Se si mangia qualcosa che piace, invece, si fa bene alla vita. Il Signore ci vuole felici. E voi, lo siete anche mangiando?«Certo: beato chi cucina, e beato anche chi mangia».

Ricetta della Torta al Formaggio delle Monache

Soffice, alta e saporitissima: la torta al formaggio la amano tutti. Esiste una ricetta classica che mette d’accordo un po’ tutti, ma è chiaro che ogni zona poi ha la sua variante. E non solo ogni zona, ma anche ogni monastero! Sì perché anche la torta al formaggio, come tantissime altre ricette, è stata ideata da alcune monache, nello specifico quelle del monastero di Santa Maria Maddalena a Serra de’ Conti, nell’anconetano, in epoca medievale. E proprio da un altro gruppo di monache arriva una squisita variante alternativa per preparare la torta al formaggio.

Questa semplice preparazione, infatti, è molto amata dalle monache ed è stata proposta perché ottima non solo a Pasqua come da tradizione, ma tutto l’anno. Permette infatti di recuperare formaggi che rischierebbero magari di rovinarsi, è semplice e piace a tutti. Le monache del monastero Benedettine di Sant’Anna la propongono in modo leggermente diverso da come è generalmente conosciuta, con l’aggiunto di strutto, burro e capocollo per la guarnizione. Il motivo viene spiegato sempre da Madre Noemi: la ricetta della torta al formaggio, come tutte le altre proposte, proviene da un libro antico che si tramanda nel monastero, con ricette che risalgono al ‘600 e al ‘700.

Al di là di qualche ingrediente, la torta al formaggio delle monache è abbastanza simile, dal punto di vista della preparazione, alla classica torta al formaggio. Intanto al resto della farina e il lievito si aggiungono le uova, lo strutto, il burro, l’olio e una dose molto abbondante di pecorino e parmigiano grattugiati. Dopo avere impastato tutto si aggiungono per ultimi il panetto lievitato, poi si inserisce l’impasto in una tortiera dai bordi alti e si aggiunge l’emmenthal tagliato a cubetti. A questo punto la preparazione deve lievitare per circa due ore fino a raddoppiarsi, per poi essere cotta in forno.

Prima di servirla le monache consigliano di lasciare raffreddare la torta al formaggio e poi di guarnirla con fette di capocollo, da sistemare intorno e sopra la torta. Si tratta di preparazioni quotidiane che si fanno con quello che si ha in casa, cercando di riutilizzare ingredienti che altrimenti potrebbero essere buttati via e che aiutano anche a spendere meno in cucina. Qualche esempio? Il gateau di Santa Chiara, il “torcolo delle monache”, un ciambellone soffice e leggero, il pancotto alle verdure, i fagioli in salsa, specialità delle consorelle dell’800, e i tozzetti che, come racconta madre Noemi nella sua intervista, la Madre Priora prepara esattamente come stati tramandati dallo storico libro di ricette.

Le nuove puntate andranno in onda dal 16 marzo, ogni domenica alle 17.45 su FoodNetwork canale 33, e come sempre saranno dedicate alle antiche ricette monastiche benedettine che proprio grazie a questo programma abbia scoperto e imparato ad amare, ma anche alle tante sfumature delle cucine regionali che ciascuna delle protagoniste racconta con la propria storia.

Ci sono sempre loro: Madre Noemi, che è un'ex campionessa di pallacanestro, Suor Debora, che è anche architetto, Suor Miriam (che di lauree ne ha ben quattro) e Suor Eleonora, psicoterapeuta. E saranno sempre nello stesso posto, meraviglioso: il Monastero delle Benedettine di Sant’Anna, nel cuore del centro storico di Bastia Umbra, diventato una tappa fondamentale del viaggio per tutti quelli che passano in zona che qui si fermano anche solo per un saluto, un abbraccio con le suore che con i loro piatti e le loro storie fanno compagnia a milioni di persone, o per scambiarsi una nuova ricetta.

Nemmeno il format è cambiato: Madre Noemi, Suor Debora, Suor Miriam e Suor Eleonora saranno insieme in cucina, alternandosi, per preparare piatti gustosi e semplici raccontandone le origini e i segreti. E anche per questa nuova stagione - sempre prodotta da Milano Produzioni per Warner Bros. Discovery - saranno tanti: dal tortano napoletano alla crescionda di Spoleto (dolce a tre strati a base di cacao e amaretti), e poi la bandiera (contorno tipico della cucina umbra con peperoni, cipolle e pomodori), i mostaccioli (biscotti speziati al cioccolato tipici del sud Italia) e - tra le tante ricette della nuova stagione - la torta di Pasqua nella sua versione marchigiana, di cui vi sveliamo in anteprima la ricetta (la trovate alla fine dell'articolo).

La torta di Pasqua ha tanti nomi (e tante versioni). C'è anche chi la chiama “pizza di Pasqua al formaggio”, o “Crescia”, ed è una preparazione molto ricca e saporita. La ricetta che proporranno le monache in puntata è diversa dal lievitato che spesso porta lo stesso nome: è una sorta di frittata arricchita dalla caciotta che un tempo si faceva con ben 40 uova, tante quanti i giorni della Quaresima.

Tutto secondo un rituale molto preciso: con un impasto preparato il giovedì santo e fatto lievitare tutta la notte prima di essere informato e mangiato la domenica di Pasqua, cioè alla fine del digiuno quaresimale. Fatela il giorno stesso, è comunque molto buona.

Torta di Pasqua Marchigiana: Ricetta de La Cucina delle Monache

Ingredienti:

  • 5 uova
  • 500 g di caciotta
  • Un pizzico di cannella
  • La buccia grattugiata di un limone
  • Farina q.b.
  • Olio, sale e pepe q.b.

Procedimento:

  1. Dividere la caciotta a metà, una parte va tagliata a cubetti e una parte grattugiata.
  2. Rompere le uova e mettere un pizzico di sale e pepe. Unire la cannella e la buccia grattugiata di un limone.
  3. Incorporare le uova al formaggio e mescolare bene. Lasciare riposare per 12 ore in frigorifero.
  4. Infarinare il piano di lavoro e trasferire il composto sul piano, cercare di modellare per quanto possibile in una forma circolare.
  5. Scaldare olio quanto basta in una padella e adagiare il composto circolare.
  6. Cuocere a fuoco medio e quando il lato inferiore si sarà rappreso e dorato, rigirarla a mo’ di frittata e cuocere e dorare anche l’altro lato.

La torta delle monache senza farina e senza lievito è un dolce semplice, profumatissimo e cremoso, che sembra sciogliersi in bocca. Il dolce ha origini antiche e affascinanti. Mi sono ispirata agli insegnamenti del bravissimo (e simpaticissimo!) chef Giorgione, che ringrazio per aver riportato alla luce una ricetta tanto semplice quanto geniale.

Secondo la leggenda, risalente addirittura al XIII secolo, nel convento di Santa Chiara una suora si ammalava ogni volta che mangiava. Una consorella, intuendo che potesse trattarsi di un’intolleranza al grano, ebbe l’idea di preparare un dolce con le mandorle macinate al posto della farina. Nacque così questa torta soffice e profumata, probabilmente il primo dolce senza glutine della storia. Oggi la chiamiamo “torta delle monache”, ed è perfetta anche per chi ha intolleranze alimentari, ma piace davvero a tutti.

Si prepara con pochi ingredienti genuini: ricotta freschissima, uova, zucchero, farina di mandorle e scorza di limone grattugiata al momento. Nessun lievito, nessuna farina: solo tanta semplicità e gusto autentico. A me piace cuocerla in una teglia quadrata, da 20 x 20 cm, così da poterla tagliare a quadrotti e servirla spolverizzata con zucchero a velo, magari con qualche mandorla intera per decorazione.

In inverno la tengo fuori sul terrazzo chiusa in un contenitore. Nelle altre stagioni meglio metterla in frigo per massimo 4 giorni. Bisogna riportarla a temperatura ambiente prima di servirla. La ricotta dev’essere freschissima e ben scolata. Certo! Sì, puoi usare mandorle pelate tritate finemente in casa, ma assicurati che siano ben asciutte. La farina di mandorle già pronta dà un risultato più omogeneo. Se sei intollerante puoi usare pinoli tritati o farina di cocco.

La Pizza di Pasqua è un lievitato salato tipico della tradizione pasquale del centro Italia, Marche e Umbria. Si tratta di un pane alto, dalla forma simile ad un panettone, a base di farina, uova e un mix di formaggi grattugiati: parmigiano e pecorino per questo chiamata anche Pizza al formaggio o Pizza de cacio. Immaginate una consistenza soffice e morbidissima che ricorda un Pan brioche, ma dal gusto più saporito! Ecco per voi la Ricetta Pizza di Pasqua con tutti i Trucchi illustrati con foto passo passo e Consigli utili per realizzare a casa la miglior pizza di pasqua al formaggio di sempre!

Esiste anche una versione dolce, oltre che tante varianti! Si tratta di una preparazione facile e veloce, anche a mano senza planetaria! Il segreto per un ottimo risultato è realizzare un lievitino, che implica una doppia lievitazione; questo vi permetterà di avere una Pizza al formaggio sofficissima per alcuni giorni! Poi incordate aggiungendo a poco a poco l’olio e lo strutto morbido. Mi raccomando, aggiungete altro grasso solo quando il precedente è perfettamente assorbito.

A questo punto lasciate lievitare l’impasto in luogo temperato a 28° ( forno spento acceso da poco) fino a quando non raggiunge il bordo. Fate la prova con uno stecchino di legno lungo, infilazato al centro della vostra pizza di pasqua, se esce umido proseguite la cottura per ancora 5 - 6 minuti. Attenzione dipende molto dal forno dopo 45 minuti dovrebbe essere asciutta. Attenzione che il segreto per avere una pizza di pasqua al formaggio alta, soffice, umida e non secca, sta proprio nella cottura: non dev’essere prolungata, quindi monitorate bene.

Per rendere ancora più saporita la preparazione, potete aggiungere anche 80 gr di formaggio pecorino a pezzetti nell’impasto. Infine potete anche congelare la vostra pizza di pasqua sia intera che in pratiche monoporzioni. Scongelate poi gradatamente a temperatura ambiente.

Tra le molte varianti della ricetta, una delle più antiche e tradizionali è quella delle suore benedettine, che utilizzano pochi e semplici ingredienti, facilmente reperibili e a basso costo.

Il formaggio è uno degli alimenti più apprezzati in cucina. Si può usare per arricchire antipasti, primi piatti, secondi piatti e persino dolci. Viene utilizzato in numerose ricette per il suo sapore intenso e la sua consistenza cremosa.

Varietà di formaggi

Oltre a essere un ingrediente gustoso, il formaggio può anche essere una fonte importante di nutrienti. È ricco di proteine ad alto valore biologico, vitamina B12, calcio e fosforo. Tuttavia, il formaggio è anche una fonte di grassi saturi e sale, quindi è importante consumarlo con moderazione. Il formaggio contribuisce a rafforzare le ossa, i denti e il sistema immunitario.

In cucina, il formaggio può essere utilizzato in molte varianti, a seconda della consistenza e del gusto desiderati. Il formaggio fresco può essere spalmato su pane o utilizzato per creare salse leggere per la pasta, mentre il formaggio stagionato può essere grattugiato su piatti caldi o utilizzato come ingrediente principale in quiche e torte salate.

Formaggi e frutta

Il formaggio fuso è perfetto per la preparazione di panini e hamburger, mentre il formaggio cremoso può essere utilizzato come ripieno per condire gli gnocchi e pasta ripiena.

Tuttavia, bisogna fare attenzione a non esagerare con il consumo di formaggio, soprattutto se è molto grasso o salato. Il formaggio va inserito in una dieta equilibrata e variata, che includa anche frutta, verdura e cereali integrali.

Per preparare la torta al formaggio seguendo la ricetta delle suore benedettine occorrono solo pochi e semplici ingredienti: farina, formaggio grattugiato, uova, latte, olio, sale e pepe. Con circa 3 euro di spesa, è possibile acquistare gli ingredienti necessari per preparare una torta al formaggio per quattro persone.

Torta al formaggio

La torta al formaggio delle suore benedettine può essere servita sia calda che fredda, ed è perfetta per accompagnare un bicchiere di vino o per essere gustata come spuntino durante la giornata. Grazie alla sua semplicità e alla bontà degli ingredienti utilizzati, questa torta rappresenta un’ottima soluzione per una cena veloce e gustosa a basso costo.

Ricetta Dettagliata della Torta al Formaggio

Ingredienti:

  • 5 uova
  • 70 gr parmigiano grattugiato
  • 70 gr pecorino romano grattugiato
  • 50 gr Emmenthal
  • 50 gr burro
  • 50 gr lievito di birra
  • 1 cucchiaio di strutto
  • 150 gr capocollo
  • q.b. sale
  • q.b. olio

Istruzioni:

  1. Per la preparazione della torta al formaggio versate in una ciotola 150 grammi di farina e aggiungete la metà del lievito precedentemente sciolto in un po' di acqua a temperatura ambiente.
  2. Iniziate a lavorare l'impasto con le mani fino ad ottenere un panetto morbido e compatto.
  3. Mentre l'impasto lievita, per circa 30 minuti, preparate la crema aggiungendo la farina rimasta alle uova.
  4. Aggiungete anche l'altra metà del lievito, spezzettandolo con le mani, lo strutto, il burro, i formaggi grattugiati e l'olio.
  5. Mescolate bene gli ingredienti fino ad ottenere una crema omogenea.
  6. Passato il tempo prendete il panetto di impasto lievitato e unitelo al composto di uova, formaggi, burro, strutto, olio e farina.
  7. Lavorate bene l'impasto fino a quando tutti gli ingredienti saranno ben amalgamati e avrete ottenuto una pasta liscia e omogenea.
  8. In questo modo si otterrà una torta al formaggio morbida e soffice.
  9. Mettete l'impasto nella teglia con i bordi alti e aggiungete i cubetti di emmenthal.
  10. Coprite e lasciate lievitare per circa 2 ore, fino a quando l'impasto sarà raddoppiato di volume.
  11. Mettete la tortiera nel forno già caldo a 180 gradi e lasciate cuocere la torta per circa 60 minuti, finché non diventa dorata.
  12. Durante la cottura, controllate la torta di tanto in tanto per evitare di bruciarla.
  13. Quando la torta sarà pronta, estrarre dal forno e lasciar raffreddare per alcuni minuti.

La torta di formaggio si può gustare fredda o a temperatura ambiente e può essere accompagnata da diverse guarnizioni. Tra queste, il capocollo è una scelta popolare per la sua intensità di sapore e la sua consistenza. Una volta che la torta di formaggio è pronta, si può tagliare a fette e disporre su un piatto da portata, poi si può guarnire con fettine di capocollo disposte intorno o sopra le fette.

Il capocollo può anche essere accompagnato da altre verdure o condimenti a piacere, come pomodorini, foglie di basilico, olio extravergine d'oliva, e così via. In ogni caso, la guarnizione dovrebbe essere scelta in modo da abbinarsi bene al sapore intenso e cremoso della torta di formaggio, senza coprirne il gusto.

Abbinamenti: Vini da Servire con la Torta al Formaggio

La scelta del vino da abbinare alla torta al formaggio delle suore benedettine dipende principalmente dal tipo di formaggio utilizzato nella ricetta. Poiché la torta al formaggio delle suore benedettine contiene diversi formaggi, come l’emmental, il parmigiano e il pecorino, la scelta del vino dovrebbe essere orientata su un vino bianco strutturato e profumato, in grado di sostenere l’intensità e la complessità dei sapori della torta.

Un’ottima scelta potrebbe essere un bianco di origini italiane, come un Verdicchio dei Castelli di Jesi o un Gavi. Entrambi sono vini dal carattere fresco e fruttato, con un bouquet floreale e agrumato, che si abbinano bene con il sapore deciso dei formaggi.

Se invece si preferisce un vino rosso, si potrebbe optare per un Chianti o un Bardolino, vini dal profumo fruttato e dal sapore morbido e leggermente tannico, in grado di bilanciare i sapori della torta. In ogni caso, la temperatura di servizio del vino dovrebbe essere attorno ai 12-14 gradi per i bianchi e ai 16-18 gradi per i rossi.

Angela Piaccione

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