La torta di riso bolognese, conosciuta anche come "torta degli addobbi", è un dolce tradizionale originario della città di Bologna. Uno dei dolci tipici del territorio, che ci ha resi famosi e che offriamo volentieri, come fine pasto, ai numerosi turisti che vogliono degustare un menù tradizionale.
Associata per secoli alle celebrazioni del Corpus Domini, oggi la torta di riso si trova nei forni di Bologna tutto l’anno, come è accaduto spesso con altri dolci ‘festivi’.
La Storia della Torta di Riso
La torta di riso dolce è legata alla festa religiosa del Corpus Domini; una ricorrenza religiosa, che risale alla fine del 1200. Per provare a limitare le correnti alternative che periodicamente mettevano in dubbio alcuni dogmi cattolici, nel 1264 Papa Urbano IV formalizzò la festa del Corpus Domini come celebrazione del sacramento dell’Eucaristia.
In questa occasione, le finestre delle case bolognesi venivano addobbate con i drappi di tessuto rosso, a ricordare il lino macchiato del sangue di Gesù, e bordati di passamaneria dorata. Al termine delle funzioni l’usanza vuole che venisse servita questa torta di riso, tagliata a rombi. Ed ecco qui svelata l’origine del nome di torta degli addobbi.
La Tåurta di Adòb sembra nascere in questa occasione nel XV secolo: una torta a base di ingredienti piuttosto pregiati per l’epoca - come il riso che si iniziava a coltivare nelle vicine Ferrara e Mantova, canditi e frutta secca - il cui nome venne associato alla ricorrenza religiosa.
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Nel 1566 il cardinale di Bologna, Gabriele Paleotti, riorganizzò l’evento. Leggendo le cronache del tempo, ho provato a immaginare Bologna in quei giorni di giugno.
Facciamo un viaggio nel tempo? I portici erano arredati come case, le colonne rivestite di stoffe preziose e festoni di alloro, le facciate dei palazzi impreziosite da drappi, ghirlande e fiori. Da un lato all’altro della strada si tendevano grandi pezze di tela che dovevano proteggere la processione dal sole e che, al contempo, contribuivano a creare una atmosfera intima, come se tra casa e portico fosse un continuum.
Le famiglie benestanti ricevevano per strada e le case erano sempre aperte per accogliere ospiti e amici. La sera, la città s’illuminava. Balconi, terrazze e portici si riempivano di candelabri e lumi di cera.
E se di giorno le funzioni religiose scandivano la festa degli Addobbi, la sera era festa di popolo che affollava le strade bevendo vino e mangiando torta di riso. La torta degli addobbi si poteva comprare a tranci da uno qualunque dei banchi di dolci che accompagnavano l’evento religioso e si consumava come un cibo di strada.
Il poeta e letterato Giacomo Leopardi, spettatore degli Addobbi nel 1826, descrisse l’evento al padre in una lettera del 3 luglio. Leggi cosa scrisse: Il tempo ha favorito la festa degli addobbi, che a me, poco amante degli spettacoli, è parsa una cosa bella e degna d’esser veduta, specialmente la sera, quando tutta una lunga contrada, illuminata a giorno, con lumiere di cristallo e specchi, apparata superbamente, ornata di quadri, piena di centinaia di sedie tutte occupate da persone vestite signorilmente, par trasformata in una vera sala di conversazione.
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Torta di Riso: Un Dolce in Evoluzione
Nel tempo, dello sfarzo di quelle celebrazioni restò dapprima poco e poi nulla. Torta di riso a parte. Naturalmente quella del Quattrocento era molto diversa dalla versione moderna. Non avremmo trovato amaretti e liquore alle mandorle che, oggi, sono considerati due sapori classici della torta di riso tradizionale.
Anticamente era un dolce costoso che pochi potevano permettersi per via di zucchero, mandorle, cedro candito. Nel corso del Novecento gli ingredienti divennero più accessibili e la ricetta quella che conosciamo oggi. Nel secondo dopoguerra, a Bologna, la torta di riso era già diventata la torta delle feste (di Natale e Pasqua). Oggi è un dolce che si trova tutto l’anno nei forni della città. Per me resta un dolce delle occasioni speciali.
La torta di riso bolognese è un dolce tradizionale e ogni famiglia custodisce la sua ricetta, gli ingredienti sono sempre gli stessi ma possono variare sia nella proporzione che nel procedimento.
Naturalmente, esiste una ricetta originale depositata, e come accade per altre nostre ricette, ogni famiglia ha la sua versione più o meno ricca. Qui per voi una versione strepitosa.
Consigli Utili
Vi starete sicuramente chiedendo perché lo ripropongo adesso? Perché è un dolce che è davvero buono consumato freddo, subito dopo averlo estratto dal frigorifero, e quindi secondo me, perfetto per la stagione più calda.
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Affinché lo si possa degustare al massimo del suo potenziale, è bene prepararlo in anticipo e farlo stare al fresco almeno un giorno. In questo modo i sapori si incontrano e si fondono. Il risultato è davvero celestiale.
L’usanza dalle mie parti prevede di bucherellare il dolce già cotto, con uno stecchino, e spennellarlo con del liquore alla mandorla amara, ma c’è chi usa il Misto per Dolci, oppure una miscela di mandorla amara e alchermes, per poi coprirla con una leggera pioggia di zucchero a velo, che permette a questa torta di avere l’inconfondibile crosticina dolce.
Normalmente la tradizione prevede che si tagli a rombi, io ho scelto dei quadrati per praticità e necessità estetiche. La torta di riso, noi bolognesi, la mangiamo tutto l’anno.
Oggi vi lascio la ricetta della Torta di riso bolognese. Come per tutte le ricette tradizionali ne esistono diverse varianti. In questa ricetta il riso viene cotto nel latte e poi si aggiungono amaretti, mandorle e alchermes. Io non li ho messi ma se volete potete aggiungere i canditi.
E’ un dolce fresco, cremoso e dal sapore delicato. Se volete preparare anche voi la torta di riso bolognese, seguite la mia ricetta, sono sicura che vi piacerà.
La torta di riso è una ricetta della tradizione amata da tutti i bolognesi. In passato si chiamava torta degli Addobbi come la festa religiosa durante la quale era tradizione prepararla.
Una volta cotto il riso nel latte, potete aggiungere di tutto al composto come ad esempio: frutta candita, cedro, uvetta, granella di nocciole e mandorle.
La versione arricchita infatti non era presente sulla tavola tutto l’anno; canditi, mandorle, amaretti e zucchero lo rendevano un dolce costoso che pochi potevano permettersi.
Questa ricorrenza fu da ispirazione al Cardinale Paleotti che, nel sedicesimo secolo istituì la Festa degli addobbi, così chiamata per i drappi colorati (“addobbi”) che venivano appesi alle finestre.
Fate attenzione a non far attaccare il riso al fondo della pentola mescolando di tanto in tanto e facendo attenzione a non mettere il fuoco troppo alto. Finito il tempo di cottura il riso avrà assorbito la maggior parte del latte e si presenterà un composto budinoso, quasi colloso.
Appena sfornata la torta degli addobbi, punzecchiatela con i rebbi di una forchetta e spennellateci sopra il liquore alla mandorla. In questo modo la torta rimarrà bella umida.
Fatela intiepidire e riponetela in frigorifero ancora in teglia coprendo con della pellicola alimentare.
Torta di riso - Veramente irresistibile!
Ricetta Torta di Riso Bolognese
Ingredienti
- 100 g riso (io carnaroli)
- 1 l latte
- 3 uova
- 50 g amaretti
- 150 g mandorle
- 200 g zucchero semolato
- 40 g alchermes
- Scorza di limone
- 1 bicchiere di liquore di mandorla amara
- 100 gr di cedro candito
Procedimento
- Per preparare la torta di riso bolognese iniziate scaldando il latte in un tegame.
- Quando il latte raggiunge il bollore, aggiungete il riso e lasciate cuocere a lungo a fiamma bassa, per circa 20-25 minuti. Il riso deve assorbire il latte.
- Una volta trascorso il tempo necessario, spegnete il fornello e lasciate intiepidire.
- Tritate finemente gli amaretti e le mandorle.
- A questo punto trasferite il riso con il latte in una ciotola e unite lo zucchero, poi gli amaretti e le mandorle tritate.
- Aggiungete un uovo alla volta e mescolate.
- Unite infine l’alchermes.
- Imburrate e infarinate uno stampo di 22 cm e versateci il composto.
- Cuocete in forno statico a 180° per circa 55-60 minuti. Regolandovi sempre con il vostro forno.
- Sfornate la torta di riso bolognese, fate intiepidire e servite.
- Cuoci nel latte il riso e la scorza di limone. A fine cottura del riso aggiungi lo zucchero al composto caldo.
- Mentre il primo preparato intiepidisce, in un contenitore unisci le 5 uova, il cedro a cubetti, amaretto e mandorle. Frulla il tutto con mixer ad immersione.
- Unisci i due composti e mescola.
- Una volta omogeneo versa in teglia ed inforna a 170 gradi per 50 min.
- Sforna e bagna di liquore di mandorla amara abbondante.
- Mentre il primo preparato intiepidisce, in un contenitore unisci le 5 uova, il cedro a cubetti, amaretto e mandorle. Frulla il tutto con mixer ad immersione.
- Unisci i due composti e mescola.
- Una volta omogeneo versa in teglia ed inforna a 170 gradi per 50 min.
La giovane creator emiliana Carlotta Lolli condivide in questo video la versione della nonna. Lasciando liberi di ‘correggerla’ con qualche tocco personale, ma partendo da alcuni punti fermi. Come riso bisogna infatti scegliere varietà molto amidacee, come il Carnaroli o l’Arborio, in modo da garantire la giusta cremosità.
A parte si sbattono uova e zucchero, da miscelare al riso una volta raffreddato. Si aggiunge poi un goccio di liquore Sassolino e, per chi lo desidera, un po’ di arancia o cedro canditi e mandorle tritate. È importante foderare uno stampo con carta da forno umida per facilitare la rimozione, poi cuocere in forno per 40 minuti a 165°.
Come si fa a capire se la torta di riso è venuta bene? Fuori dev’essere ben dorata e con una crosticina croccante, dentro restare umida e cremosa.
Potete servirla a fette oppure tagliata a rombi.
La torta di riso bolognese si conserva in frigorifero per qualche giorno.
Tabella Nutrizionale (per porzione)
| Nutriente | Valore Approssimativo |
|---|---|
| Calorie | 350 kcal |
| Carboidrati | 50 g |
| Proteine | 8 g |
| Grassi | 15 g |
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- Pinza bolognese
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Spero che questa ricetta vi piaccia e che possiate preparare questa deliziosa torta di riso bolognese per le vostre occasioni speciali. Buon appetito!
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