La torta di riso reggiana è una specialità della tradizione dolciaria della regione Emilia Romagna: è inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Provincia di Reggio Emilia. Buonissima, golosa e dall’altissimo contenuto nutritivo è una bontà che farà subito colpo in famiglia. Oggi vi prendo per mano e vi porto nuovamente in viaggio nella mia terra e andiamo ad aggiungere un altro piatto tipico allo Speciale Ricette Emilia Romagna. Vi racconto quindi la torta di riso reggiana, un dolce tradizionale che credevo fosse diffuso in ogni dove e davo un po’ per scontato, ma che ho scoperto essere tipico proprio della mia provincia e che, addirittura, è elencata nei P.A.T.
È sconvolgente l’attaccamento che gli Emiliani hanno verso le proprie tradizioni: non si staccano mai dai prodotti tipici della propria terra; il cibo tradizionale ha un ruolo centrale nelle loro abitudini, non lo rispolverano soltanto per qualche strana occasione. L’erbazzone al bar presente nella vetrina ogni mattina, l’accoppiata gnocco fritto e tigelle nella serata tra amici e praticamente in ogni festa estiva, il Parmigiano Reggiano presente ovunque (e che sia Parmigiano Reggiano!). La torta di riso reggiana è proprio uno di quei sapori, che rievoca le mondine, cioè il personale (principalmente donne) che si occupava, in condizioni sfiancanti, del lavoro nelle risaie; un mestiere che, negli anni addietro, molte signore della mia Regione, in particolare delle zone della Bassa (a nord dell’area), hanno praticato. La torta di riso reggiana è molto semplice da realizzare ed è caratterizzata dalla morbidezza del riso sovrastata da un piccolo strato cremoso, che si scioglie in bocca. Non c’è nient’altro da aggiungere: è una torta fatta di semplicità. Non vi resta che provarla!
Torta di Riso alla Reggiana / Reggiana Rice Cake / Thermomix TM31
Origini e Storia
L’origine di questa torta risale agli inizi del 1900 quando le “mondine”, le donne delle famiglie contadine, si trasferivano nelle piantagioni delle zone di Vercelli per raccogliere il riso. La sua diffusione a Reggio Emilia nasce grazie alle “mondine”, le donne più giovani delle famiglie contadine che nei primi anni del 1900, durante la raccolta del riso, si trasferivano nelle piantagioni delle zone di Vercelli.
Sembra che questo dolce venisse confezionato già nella Bologna del 1400 per celebrare il Corpus Domini, importante solennità religiosa che cade ogni anno sessanta giorni dopo la Pasqua. La torta di riso è una ricetta tradizionale della cucina emiliana, un dolce non troppo dolce, semplice, ma sostanzioso. La preparazione ha origini contadine e la sua diffusione in Emilia avvenne grazie alle mondine, le donne che andavano a raccogliere il riso nelle zone di Vercelli, che spesso venivano pagate anche con parte del raccolto.
Ricetta Tradizionale
La torta di riso è un dessert profumato e scioglievole in bocca tipico della pasticceria emiliana, una ricetta molto golosa, adatta anche a soggetti celiaci e intolleranti al glutine, a base di latte, uova, zucchero, farina di mandorle, riso e aromi. Per portarla in tavola, ti basterà cuocere il cereale per assorbimento nel latte insieme allo zucchero semolato, amalgamare poi la crema di riso ottenuta, una volta tiepida, a un composto montato a base di uova, zucchero e scorza grattugiata di limone, e incorporare infine la farina di mandorle e il liquore all'amaretto. Il passaggio in forno caldo a 180 °C per meno di un'ora farà il resto, regalando una vera delizia fragrante e irresistibile, da spolverizzare in superficie con uno strato leggero di zucchero a velo e gustare poi a merenda o fine pasto con un bicchierino di vino liquoroso.
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Ingredienti Principali
- Latte
- Riso
- Uova
- Zucchero
- Scorza di limone
- Liquore Sassolino (o anisetta)
Preparazione
- Fate bollire il latte con un pizzico di sale.
- Aggiungete lo zucchero, il Sassolino (o l’anisetta) e la scorza di un limone.
- Versate il primo uovo e amalgamate completamente, poi ripetete l’operazione con il secondo uovo e il terzo.
- Versate il composto in uno stampo imburrato e infarinato e lasciate riposare per 2 ore.
- Mettete la torta in forno preriscaldato a 180° C sul ripiano centrale.
- Dopo 45 minuti toglietela dal forno, spolverate la superficie calda con un po’ di zucchero e spruzzate con anisetta o Sassolino.
Preparazione con il Bimby
Ecco una versione della ricetta adatta all'uso del Bimby:
- Mettere nel "coperchio chiuso" il latte e il sale 10 min/95°/vel.2
- Mettere il riso e impostare 9 minuti/95°/"antiorario" /vel.1
- Inserire lo zucchero, la scorza del limone e il sassolino 5 min/"antiorario" /vel.1
- Nel frattempo aggiungere 1 alla volta le uova, non inserire l'altra se è ancora visibile il tuorlo del precedente.
- Imburrare e infarinare lo stampo e versare il composto.
- Con la spatole uniformare la torta e lasciar riposare almeno 2 ore nello stampo.
- Infornare 40/45 minuti a 180°, quando inizia a fare la crosticina è pronta.
- Da ultimo mettere uno o due cucchiai di zucchero semolato sulla superficie, spruzzare un pochino di liquore sassolino e rimettere in forno spento per 10 minuti a caramellare.
Consigli e Varianti
Se desideri puoi arricchire il dolce con qualche cucchiaiata di crema pasticciera, così da renderlo ancora più morbido e cremoso, puoi aggiungere a piacimento scagliette di cioccolato fondente, uvetta e frutta candita, oppure puoi cimentarti con una versione ancora più ghiotta al cacao. Per aromatizzare la torta di riso, si può usare liquore all’amaretto che regala un profumo squisito insieme alla vaniglia. Se volete rendere analcolico il dolce, potete sostituire il liquore con succo di arancia filtrato. In questo modo, potranno mangiarlo anche i bambini!
Noi abbiamo utilizzato nell'impasto anche delle mandorle tostate e del cedro candito.
Conservazione: La torta di riso si conserva a temperatura ambiente, sotto a una campana per dolci, per 3-4 giorni massimo. A temperatura ambiente per circa 3 - 4 giorni. Se fa caldo, potete conservarla anche in frigo!
Tabella Nutrizionale (valori approssimativi per porzione)
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Calorie | Circa 300-350 kcal |
| Grassi | 10-15 g |
| Carboidrati | 40-50 g |
| Proteine | 5-7 g |
La Bomba di Riso
Il nome fa già immaginare qualcosa di “illegale”, opulento senza ritegno, letteralmente “esplosivo”. Siamo in Emilia, per la precisione nelle province di Reggio Emilia e Parma ma anche di Piacenza, dove nel Novecento erano presenti numerose risaie. La bomba di riso nasce dalla necessità delle donne reggiane di dare un senso - e di utilizzare - la chilata di riso che veniva loro conferita come retribuzione all’attività di mondine. La preparazione è lunga ma il risultato eccezionale. Il tocco in più è nell’aggiunta di funghi secchi rinvenuti in acqua - che sarà utilizzata per la cottura del ragù - e strizzati.
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Quindi si fodera uno stampo a ciambella con fette di prosciutto cotto che devono sbordare dal recipiente e formaggio. Si cuoce il riso per circa otto minuti, lo si manteca con burro e parmigiano e lo si versa nello stampo “foderandolo” con il prosciutto. Infine, il passaggio in forno a bagnomaria per circa 30 minuti a 180 gradi. A cottura ultimata, si rovescia la “ciambella” di riso sul piatto da portata ponendo al centro il ragù e servendolo a fette nappate con l’intingolo. Un ricco piatto di altri tempi che come al solito viene preparato in diverse varianti (per esempio con la selvaggina nel condimento) a seconda delle zone, e che è ancora possibile gustare in ristoranti e trattorie di stretta tradizione emiliana.
Dove Gustarla
Ecco alcuni locali dove è possibile gustare la torta di riso e la bomba di riso:
- Bar Trattoria da Gianni - Carpineti (RE) - fraz. In molti la conoscono per la bomba di riso, un’inamovibile specialità che questa osteria storica a gestione familiare propone da oltre mezzo secolo ormai onorando la classica ricetta.
- Osteria della Capra - Bibbiano (RE) - fraz. Angela, Alfonso e Romana sono i timonieri di un posto genuino e casalingo, votato alla tradizione rispettata senza se e senza ma.
- RossodiVino Osteria con Locanda - Cavriago (RE) - p.zza A. Gestione tutta al femminile per questo caldo rifugio all’insegna della pura tradizione emiliana.
- Ostreria Fratelli Pavesi - Podenzano (PC) - loc. È tra i sette nuovi Tre Gamberi della guida Ristoranti d’Italia 2025 questo gioiello nascosto nella campagna piacentina.
Marta Ferrari era simpatica, radiosa, stravagante, una grande amante della cucina, ideatrice di tante ricette di cucina, poi pubblicate anche su dei libri. Oggi la grande regina della cucina reggiana Marta Ferrari purtroppo non c'è più. Ed ha lasciato a tutti gli abitanti di Reggio Emilia e non solo, un grande vuoto.
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