Il biglietto dorato che spalanca le porte di un mondo magico a una persona umile e ignara del grande destino che la aspetta è uno dei massimi lasciti culturali della storia del bambino e del cioccolatiere strambo inventati da Roald Dahl. Provate a fermare per strada una persona e chiedetele se ha visto Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, o in alternativa La fabbrica di cioccolato. Se vi risponde no ignoratela e passate oltre; se vi risponde sì provate a chiederle di citarvi al volo le prime cose che le vengono in mente: vi parlerà del biglietto dorato, o in alternativa degli Umpa-Lumpa, un’altra delle maggiori eredità lasciate dalle opere di, nell’ordine, Dahl, Mel Stuart e Tim Burton.

Il romanzo racconta la storia di Willy Wonka, lo stravagante proprietario della fabbrica di dolciumi più famosa al mondo, che decide di indire un concorso speciale: all'interno di 5 tavolette inserisce altrettanti biglietti d'oro, e i bambini che riusciranno a trovarli potranno visitare la fabbrica e riceveranno una scorta di cioccolato e dolci vari per il resto della loro vita. Tra i fortunati vincitori c'è anche il piccolo Charlie Bucket, un bambino molto povero che vive con la sua famiglia in una casa di legno.

Quando arriva il giorno tanto atteso, tutti i bambini restano incantati davanti alle dolci meraviglie che trovano all'interno della fabbrica. Tuttavia, durante la visita, diventano protagonisti di svariate disavventure e quattro di loro finiscono fuori gioco, a causa dei loro vizi. La storia del piccolo Charlie e di Willy Wonka riesce ancora oggi a stimolare la nostra fantasia e a suscitare un forte interesse nei lettori che non smettono di fantasticare durante tutto il racconto.

Vediamo di seguito alcune curiosità su La fabbrica di cioccolato e i film che ha ispirato.

L'Infanzia di Roald Dahl e l'Ispirazione del Libro

Il libro La fabbrica di cioccolato è ispirato alla giovinezza di Roald Dahl. Ogni confezione conteneva ben 12 barrette di cioccolato avvolte in carta stagnola: una barretta "di controllo" e undici nuovi gusti. I dolci che ottenevano più voti dagli studenti, venivano poi messi in commercio. Il piccolo Dahl aveva iniziato così a fantasticare di essere un inventore di cioccolata e quell'idea gli tornò in mente prima di scrivere il suo secondo libri per bambini.

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Il Titolo Originario del Libro

Il titolo originario del celebre libro di Roald Dahl era "Charlie's Chocolate Boy" e raccontava la storia del piccolo Charlie che, insieme ai suoi nove amici, aveva trovato i biglietti d'oro e vinto una visita nella famosa Fabbrica di Cioccolato.

Tuttavia, mentre visitano il fantastico e magico edificio, Charlie finisce per cadere in uno stampo per cioccolato, diventando anche lui un dolcetto, e il proprietario della fabbrica, ignaro della presenza del ragazzino al suo interno, vende il cioccolatino ad una bambina per Pasqua.

I Nomi dei Personaggi e le Accuse Razziste sugli Umpa Lumpa

Quello che non tutti sanno è che Roald Dahl ha modificato più volte i nomi a moltissimi dei personaggi protagonisti de La fabbrica di cioccolato, a partire proprio dal celebre Willy Wonka. Inizialmente infatti il bizzarro e stravagante proprietario della ditta di cioccolato si chiamava Mr. Ritchie.

Tuttavia negli anni '70 le prime associazioni per i diritti civili accusarono Dahl di razzismo e lo scrittore decise di modificare il racconto descrivendo gli Umpa Lumpa come persone piccole dalla pelle bianca-rosata e lunghi capelli marrone dorato.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato

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Le Bozze Originarie del Romanzo

Esistono ben cinque bozze de La fabbrica di cioccolato e sono tutte conservate all'interno dell'archivio del Roald Dahl Museum e Story Center a Great Missenden, nel Buckinghamshire in Inghilterra. Negli anni successivi alla pubblicazione del libro molti dei capitoli tagliati sono stati ritrovati da Ofelia, la figlia di Dahl, tra le carte e i documenti dello scrittore e sono stati poi pubblicati online.

Tra questi c'è un capitolo in cui Willy Wonka porta i bambini nella Vanilla Fudge Room, dove si trova una gigantesca e altissima montagna fatta di crema pasticcera vanigliata. Un altro capitolo s'intitolava invece Warming-Candy Room ed è stato reso noto in anteprima da Vanity Fair.

In questo paragrafo i bambini venivano accompagnati in una stanza dove era in funzione un macchinario che produceva caramelle in grado di scaldarti quando le mangiavi. Spinti dalla golosità, alcuni di loro iniziarono a mangiarle avidamente, imparando a loro spese che non si dovrebbe mai ingerire più di una caramella calda alla volta.

Miranda Mary Piker e Marvin Prune

Come detto in precedenza, Roald Dahl scrisse diverse bozze prima di arrivare a quella definitiva e la trama venne cambiata più volte. Nell'idea iniziale dello scrittore britannico, i protagonisti del racconto erano prima dieci e poi sette. Alla fine Dahl optò per i cinque bambini che tutti conosciamo: Charlie Bucket, Augustus Gloop, Violetta Beauregarde, Veruca Salt e Mike Tivù.

Tra i personaggi che sono stati rimossi troviamo la piccola Miranda Mary Piker, che l'autore descriveva come "la bambina più sporca, scortese e disobbediente che potessi immaginare". In una delle prime bozze del libro, la ragazzina finisce per cadere nella cascata di cioccolato e si ritrova nella stanza dove vengono prodotte le famose barrette fragili di arachidi, e viene così trasformata in un croccante di arachidi.

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Un altro bambino che Roald Dahl ha scelto poi di eliminare dalla storia è il piccolo Marvin Prune, un ragazzino presuntuoso, che, durante la visita al Giardino di Perry-Plum, si avvicina troppo ad alcune fate. E quest'ultime gli spruzzano sul volto una specie di nebbia rosa violaceo e lui si ritrova completamente ricoperto di prugne, tra l'orrore dei suoi genitori.

Willy Wonka

Roald Dahl non Approvò il Primo Film

Nel 1971 il regista Mel Stuart ha diretto il primo adattamento cinematografico intitolato Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato e ispirato proprio al famoso romanzo di Roald Dahl. A vestire i panni dello strampalato proprietario della fabbrica è Gene Wilder. Nonostante Dahl figurasse tra gli sceneggiatori del film, in realtà lo scrittore non approvò la pellicola in quanto la trama si allontanava da quella del suo libro e dava più importanza al personaggio di Willy Wonka, invece che al piccolo Charlie che era il vero protagonista. Inoltre Dahl trovava la versione cinematografica molto scadente e il regista, secondo lui, non aveva talento.

La pellicola con Gene Wilder è stato un flop anche al botteghino dove ha incassato circa 4,5 milioni di dollari. Tuttavia con il passare degli anni è diventato un vero e proprio cult, grazie alla trasmissione del film in televisione soprattutto durante le festività natalizie.

I Sequel del Libro e la Morte di Roald Dahl

Lo scrittore Roald Dahl ha scritto anche un sequel de La fabbrica di cioccolato, intitolato Il grande ascensore di cristallo e pubblicato nel 1972. In realtà il famoso autore britannico nel 1990 stava lavorando ad un terzo libro che doveva così completare una trilogia. Il romanzo doveva intitolarsi Charlie alla Casa Bianca, ma Dalh non è mai riuscito a completarlo in quanto è morto poco dopo, il 23 novembre di quello stesso anno.

Gli Altri Adattamenti de La Fabbrica di Cioccolato

Nel 2005 è arrivato sul grande schermo La fabbrica di cioccolato, il nuovo adattamento cinematografico diretto dal visionario regista Tim Burton che vedeva protagonista Johnny Depp nel ruolo di Willy Wonka. Lo scrittore Roald Dahl non ha specificato l'anno preciso in cui è ambientato il suo libro, ma sappiamo che la storia si svolge in inverno: Charlie e gli altri fortunati bambini infatti visitano la fabbrica il 1° febbraio.

La famosa fabbrica di cioccolato di Willy Wonka è situata in una piccola cittadina in Inghilterra. La fabbrica di cioccolato di Willy Wonka non esiste nella realtà. Tuttavia l'idea del libro è nata allo scrittore quando da ragazzo assaggiava i dolciumi della Cadbury, una famosa ditta di produzione di cioccolato.

Timothée Chalamet si prepara a dare vita a Willy Wonka sul grande schermo, e il suo nuovo film, “Wonka“, in uscita alla fine del 2023, sta generando un’attesa febbrile. A differenza dei precedenti adattamenti del romanzo di Roald Dahl, “Wonka” sarà un prequel, esplorando il passato misterioso e affascinante di Willy Wonka.

Da dove ha tratto ispirazione Roald Dahl per creare l’eccentrico Willy Wonka? Contrariamente a molte aspettative, Dahl non ha basato il suo personaggio su una persona reale. Wonka è una creazione pura e fantastica della mente dell’autore, un cioccolatiere stravagante e magico che ha conquistato il cuore di generazioni.

Ma come ha concepito Dahl questo universo cioccolatoso così unico? La risposta risale all’infanzia dell’autore, quando fu coinvolto in un evento straordinario. Invitato a provare le nuove creazioni della fabbrica di cioccolato Cadbury, Dahl ebbe l’opportunità di sperimentare un’esperienza simile a quella vissuta da Charlie Bucket nella fabbrica di Wonka.

La storia di Willy Wonka è davvero una storia colma di insegnamenti e spunti di riflessioni. Tra queste, di sicuro, ricordiamo che “le gioie più grandi si celano spesso nelle piccole cose”, e “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl incarna perfettamente questo pensiero.

Nel tessuto narrativo del romanzo, la grandezza e la bontà sono spesso attribuite a elementi apparentemente modesti. Charlie, con la sua piccolezza e denutrizione, rappresenta un esempio tangibile. Fuori dalla fabbrica, la folla sottovaluta la sua fragilità, ignorando la forza interiore che lo guida. Similmente, il signor Wonka, con la sua statura apparentemente modesta, cela dietro di sé un’incredibile energia e un potere straordinario. Le tavolette di cioccolato, anch’esse piccole, diventano simbolo di speranza e desiderio.

Il film si concentra su un capitolo inedito della vita di Willy Wonka, fornendo una sorta di racconto delle origini che rimane avvolto nel mistero, alimentando intense speculazioni tra i fan. Le immagini promozionali e gli sneak peek già rilasciati rivelano un mondo magico, fedele allo spirito del libro originale di Dahl.

Chalamet, con il caratteristico cappello a cilindro marrone e il lungo cappotto viola, riprende l’iconico look già indossato da Wilder nel 1971 e da Depp nel 2005. Mentre il pubblico attende con ansia di immergersi in questo nuovo capitolo cinematografico ispirato al genio di Roald Dahl, il film promette di regalare una visione fresca e affascinante del personaggio di Willy Wonka, aggiungendo nuovi strati di profondità alla storia amata da generazioni.

Wonka, il nuovo film di Paul King con Timothée Chalamet sta riscuotendo un grande successo in tutto il mondo, di pubblico e critica. In questo speciale vi facciamo notare alcune curiosità che forse ancora non sapete su questo prequel de La Fabbrica di Cioccolato

Dal 14 Dicembre è arrivato al cinema “Wonka” (qui potete leggere la nostra recensione), il nuovo film sul famoso cioccolatiere della nostra infanzia. Attenzione però! A interpretarlo non sarà un attore qualsiasi, ma Timothée Chalamet. Vale la pena precisare da subito che “Wonka“, sebbene sia ispirato dal celebre personaggio del romanzo di Roald Dahl, non rappresenta un remake de “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” (1971) diretto da Mel Stuart e de “La fabbrica di cioccolato” (2005) di Tim Burton, bensì è un film prequel, ossia racconta le origini dell’eccentrico fondatore della fabbrica di cioccolato.

Ora vediamo cinque interessanti curiosità su questo nuovo film:

Top 10+10 CURIOSITÀ su WILLY WONKA e la FABBRICA di CIOCCOLATO che NON SAPEVI!

  1. La trama: Di cosa parlerà il film? Il film è chiaramente un omaggio all’immaginazione di Roald Dahl e al suo personaggio più iconico. I film precedenti hanno infatti stregato tutte le passate generazioni, sia con i loro personaggi, che con le loro meravigliose ambientazioni. Lo spettatore viene direttamente spedito in un mondo magico e straordinario, dove la fantasia e la creatività (ma sopratutto la bontà) la fanno da padroni. Un film che promette di non deludere le aspettative dei fan della saga e dei cinefili alla ricerca di un’esperienza unica e coinvolgente. Con un mix di magia, musica, humor ed emozioni, Wonka si ispira al personaggio di Willy Wonka, il geniale cioccolatiere della Fabbrica di Cioccolato, uno dei libri per bambini più apprezzati e conosciuti di sempre. Vedremo come finalmente i sogni si trasformeranno in realtà e anche come il personaggio di Willy Wonka andrà incontro alla sua crescita. Come il più grande inventore, mago e cioccolataio del mondo sia diventato l’affascinante e misterioso personaggio che conosciamo oggi. Dalla sua gioventù all’età adulta. O forse non proprio così tanto adulta…
  2. Un Umpa - Lumpa particolare: Tutti conosciamo la famosissima figura dell’Umpa - Lumpa, presente all’interno di tutti i film che riguardano la fabbrica di cioccolato, ma questa volta ci troviamo di fronte ad un Umpa - Lumpa molto particolare. Ad interpretarlo all’interno del film è infatti Hugh Grant, il quale racconta di aver odiato prendere parte alle riprese del film a causa della fastidiosa attrezzatura che ha dovuto indossare per diventare così piccolo attraverso la CGI. Aggiunge però di essere stato quasi “obbligato” a partecipare al film, principalmente per una questione economica. L’attore infatti racconta di non riuscire a sostentare tutti i suoi figli, motivo per cui alla fine avrebbe accettato di partecipare. Non dimentichiamoci però che il patrimonio stimato dell’attore è di circa 150 milioni di dollari.
  3. Un set super super cioccolatoso: Il regista Paul King durante un’intervista ha parlato di un goloso avvenimento che vede come protagonista il set del film. Ha infatti svelato di aver messo su circa 15 kg durante le riprese del film. Questo perché ogni volta che arrivava sul set non faceva altro che mangiare la cioccolata presente in ogni dove, dato che a quanto pare il set ne era pieno (e non a caso!). Ha aggiunto “È un miracolo che Timothée sia rimasto così magro e in forma”. Parlandoci chiaro, chi non vorrebbe il metabolismo di Timothée Chalamet?
  4. Timothéè Chalamet non era l’unico attore previsto per il ruolo: Ovviamente, come per tutti quanti i film, anche in questo caso l’attore scelto poi per il ruolo non era l’unico candidato. Infatti alcuni rumor vorrebbero anche Tom Holland tra i vari candidati per il ruolo di Wonka. Per quale motivo l’amichevole spider-man di quartiere sia stato poi scartato non ci è dato saperlo. Quello che sappiamo è che il provino alla fine fu “vinto” dalla star di Dune.
  5. Cosa c’entra Johnny Depp? Il film sembra presentarsi come un prequel del famoso film del 2005 che vede nei panni del personaggio di Willy Wonka il giovanissimo Johnny Depp. In realtà come possiamo vedere all’interno del film non è così. La storia prequel del film si dimostra un totale cambio di rotta da questo punto di vista. Non vi è nessun accenno ne al famoso papà dentista, ne tantomeno a nessuna delle future vicende del vecchio protagonista. Al contrario, ci viene presentata una situazione completamente diversa…che attenzione però non si può dire perché sarebbe uno spoiler!

Curiosità sul Film di Tim Burton (2005)

Nominato agli Oscar per i miglior costumi opera della toscana Gabriella Pascucci, il film di Burton è il secondo adattamento del romanzo. In La Fabbrica di Cioccolato Charlie Bucket è un bambino gentile e poverissimo che vive in una casa malandata con i genitori e i quattro nonni. Il suo unico vero desiderio è assaporare, almeno una volta l’anno, una tavoletta di cioccolato, che riceve come regalo per il compleanno.

Cinque biglietti d’oro, nascosti in altrettante tavolette di cioccolato Wonka, daranno ad altrettanti bambini l’opportunità di visitare l’incredibile stabilimento e forse ottenere un premio speciale. Tra i fortunati vincitori ci sono personaggi bizzarri e stravaganti, ognuno con le proprie debolezze: dall’ingordo Augustus Gloop alla capricciosa Veruca Salt, dalla vanitosa Violetta Beauregarde al tecnologico Mike Teavee. Accompagnato dal nonno Joe, ex dipendente della fabbrica, Charlie vivrà un’avventura straordinaria tra invenzioni meravigliose, ambienti fantastici e gli enigmatici Oompa Loompa.

Ma nell’attesa dell’arrivo nelle sale cinematografiche il prossimo 14 dicembre con Warner Bros. ecco alcune curiosità:

  1. Per il suo adattamento cinematografico del 2005, Tim Burton ha scelto un approccio visivo coerente con il suo stile onirico e gotico, ma evitando l’eccessivo utilizzo della computer grafica. Il regista ha preferito ricorrere a oggetti reali, scenografie in scala e costruzioni fisiche per rendere il mondo della fabbrica tangibile anche agli attori, in particolare ai bambini. Un esempio curioso è il trono di Willy Wonka, un oggetto di scena già comparso in Batman (1989), sempre diretto da Burton, nella famosa scena della parata del Joker. Le riprese del film sono durate sei mesi, principalmente a causa delle severe restrizioni imposte dalla British Equity: i bambini attori non potevano lavorare per più di quattro ore e mezza al giorno.
  2. Il film è ricco di riferimenti e omaggi ad altri grandi classici del cinema. Una delle citazioni più evidenti è quella a 2001: Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick: nella scena della sala della televisione, quando la tavoletta di cioccolato viene teletrasportata, la musica e la presenza della scimmia rievocano chiaramente l’incipit del film di Kubrick.
  3. Nel romanzo originale di Roald Dahl, la figura paterna di Willy Wonka non è presente. Tim Burton ha introdotto questo personaggio inedito, interpretato da Christopher Lee, per dare maggiore profondità psicologica al protagonista e spiegare parte della sua eccentricità attraverso il rapporto conflittuale con il padre, un rigido dentista contrario ai dolciumi. I flashback dell’infanzia di Wonka, in cui indossa un ingombrante apparecchio per i denti, sono ispirati a ricordi personali di Burton stesso.
  4. Per interpretare tutti gli Oompa Loompa, Tim Burton ha scelto l’attore Deep Roy, che ha dovuto girare centinaia di scene separate per poi essere replicato digitalmente. Roy ha appreso coreografie complesse per le performance musicali, anche se per la parte canora è stato aiutato da Danny Elfman, autore delle canzoni del film.
  5. Gli elementi commestibili della scenografia - alberi, fiori, funghi, lecca-lecca - sono stati progettati e creati dalla rinomata cioccolateria Choccywoccydoodah di Brighton. Dopo l’uscita del film, molte di queste creazioni sono state esposte e messe in vendita. Il celebre fiume di cioccolato è stato realizzato con ben 780.000 litri di cioccolato finto, e per simulare la cascata ne sono stati usati 145.000 litri. Anche per le barrette si è fatto un enorme lavoro: 1.850 vere fornite da Nestlé, mentre altre 110.000 finte, ma con involucri originali, sono state distribuite sul set.
  6. Una delle scelte più particolari di Burton è stata l’utilizzo di 40 scoiattoli veri per la scena della selezione delle noci con Veruca Salt. Gli animali sono stati addestrati per dieci settimane, sin da cuccioli, alimentati con biberon per creare un legame con gli addestratori. Hanno imparato a sedersi su sgabelli blu, a picchiettare le noci e a posarle su un nastro trasportatore. La scena è stata integrata con CGI e animatronics solo nei momenti più complessi, ma la gran parte dell’azione - inclusi i primi piani - è autentica, come confermato dallo stesso Burton.
  7. Gene Wilder, l’indimenticabile interprete di Willy Wonka nel film del 1971, si è dichiarato contrario al nuovo progetto di Burton, accusando i produttori di voler semplicemente lucrare su un classico. Johnny Depp ha però difeso con fermezza la pellicola, spiegando che non si trattava di un remake, bensì di una reinterpretazione fedele al romanzo di Roald Dahl.

Il Film del 1971: Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato

Alzi la mano chi non ha mai segretamente desiderato di trovare un biglietto d’oro aprendo una barretta di cioccolato. Poco plausibile, è vero, ma l’importante è tenersi sempre stretta l’immaginazione. È quello che accade a Charlie Bucket (Peter Ostrum), un bambino povero che vive con la madre e i quattro nonni in una piccola e misera casa, poco distante da una maestosa Fabbrica di Cioccolato.

A dirigere la fabbrica c’è Willy Wonka (Gene Wilder), magnate del mondo dei dolciumi, creatore di magiche e misteriose ricette, che decide inaspettatamente di aprire le porte della sua casa-fabbrica ai cinque fortunati che troveranno il biglietto d’oro dentro una delle barrette Wonka. Quando Charlie ha ormai perso le speranze, ecco che finalmente trova l’ultimo biglietto dorato.

Nonostante Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato sia indiscutibilmente un film culto, di quelli capaci di sedimentarsi nella mente e nei cuori di generazioni di spettatori, quando uscì nel 1971 non fu accolto con grande entusiasmo, e nonostante venne definito da Roger Ebert “un nuovo Il Mago di Oz“, guadagnò appena 4 milioni di dollari a fronte di un budget di 3, tanto che la Paramount cedette presto i diritti di distribuzione.

Un’accoglienza sicuramente migliore la ebbe invece al momento del rilascio della versione home-video negli anni ’80 e con la re-release Warner Bros. del 1996, che segnarono la definitiva consacrazione della pellicola a classico della storia del cinema. Lo script invece porta la firma di David Seltzer, che proprio negli anni ’70 stava vivendo il periodo più proficuo della propria carriera di sceneggiatore.

Il merito principale dietro il successo di Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è però senza dubbio soprattutto dell’iconica interpretazione consegnataci dal geniale Gene Wilder, che costruisce un Willy Wonka straordinariamente carismatico, ambiguo e imprevedibile. Riassume bene tale approccio la zoppia presente nella sua apparizione in scena, che progressivamente sparisce e ‘cede il passo’ a salti e capriole: non una semplice burla, ma un modo per sottolineare quanto sia sfuggente e misterioso il personaggio di Wonka; un espediente che Wilder mise come conditio sine qua non per l’interpretazione dello strambo cioccolatiere.

Una delle più caratteristiche presenze nel film di Mel Stuart sono di certo gli Umpa Lupa, minuti e colorati operai nella magica fabbrica di cioccolato. Quel che tutti non sanno è che il lavoro di adattamento su pellicola dei personaggi si dimostrò particolarmente ostico: infatti nel libro di Dahl gli Umpa Lumpa erano degli Africani pigmei, e in quegli anni ’70 in cui la popolazione nera stava iniziando a conseguire le prime conquiste civili e politiche, le sfumature razziste dello scritto di Dahl andavano opportunamente modificate.

Dietro a tanta attenzione al politicamente corretto non c’è però solo un’espressa volontà politica del regista, ma anche la necessità da parte dei produttori di tenersi lontani da ulteriori polemiche. Mel Stuart si deve certamente esser divertito molto in scena: nonostante la chocolate room sia mostrata all’inizio del film, non fu permesso di vederla a nessun attore se non al momento di girare le scene lì ambientate.

Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato è stato in grado, anno dopo anno, di insinuarsi tanto nei cuori degli spettatori da diventare un tassello indispensabile nel nostro immaginario filmico collettivo. La sua forza iconica è diventata una costante della cultura pop, portando a una moltitudine di citazioni (basti pensare a quante ve ne siano ne I Simpson), e non è stata adombrata nemmeno dall’adattamento realizzato nel 2005 da Tim Burton, così come il Wonka di Johnny Depp non ha minimamente scalfito il ricordo della straordinaria interpretazione di Wilder.

Tabella Comparativa dei Film di Willy Wonka

Film Anno Regista Attore Protagonista (Willy Wonka)
Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato 1971 Mel Stuart Gene Wilder
La fabbrica di cioccolato 2005 Tim Burton Johnny Depp
Wonka 2023 Paul King Timothée Chalamet

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