Il cortisone è un termine comunemente usato per riferirsi a una categoria di farmaci chiamati corticosteroidi, noti anche come glucocorticoidi o steroidi. Questi farmaci possono essere somministrati per via topica o sistemica, a seconda della condizione da trattare.

Questo articolo fornisce una guida dettagliata sull'uso del Bentelan sciroppo nei bambini, incluse le indicazioni, i potenziali rischi e gli effetti collaterali, al fine di aiutare genitori e operatori sanitari a prendere decisioni informate.

Bentelan Sciroppo

Quando si usa il cortisone?

I farmaci corticosteroidi aiutano ad attenuare la risposta infiammatoria del nostro corpo e sono molto utili e potenzialmente salvavita in numerose situazioni.

Il pediatra potrebbe infatti prescriverli in caso di un grave attacco di asma o di una reazione allergica. Vi sono inoltre alcune patologie autoimmuni che richiedono l’utilizzo - anche per un periodo prolungato - di questi farmaci.

Meglio evitare invece il cortisone per trattare la febbre, sebbene questo farmaco abbia una potente azione antipiretica. Gli effetti collaterali dell’uso di cortisone nei bambini possono essere importanti e difficili da gestire.

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Vi sono poi condizioni in cui il cortisone va assolutamente evitato, ad esempio nel caso di infezioni importanti (per il suo potere immunosoppressivo) o nel caso di ferite estese (può ritardare la guarigione delle ferite stesse).

I farmaci corticosteroidi aiutano ad attenuare la risposta infiammatoria del nostro corpo e sono molto utili e potenzialmente salvavita in numerose situazioni.

Quando si usa il cortisone? Il piccolo Emanuele ha la febbre da sei giorni e la mamma e il papà sono molto preoccupati. Dato che paracetamolo e ibuprofene riescono a tenere sotto controllo i sintomi solo per poche ore, chiedono al pediatra se possono dare al piccolo un po’ di cortisone, giusto per aiutarlo a “sfiammare”. Ma allora, quando usare il cortisone nei bambini? E in quali casi è meglio invece evitare?

Vie di somministrazione del cortisone nei bambini

Tra le somministrazioni locali, una delle più utilizzate è quella tramite aerosol, utilizzata per trattare o prevenire gli attacchi di asma. L’infiammazione dei bronchi è infatti la causa dell’asma e il cortisone per via inalatoria agisce attenuando questa infiammazione. In tal caso gli effetti collaterali sono molto meno comuni e seri rispetto alla somministrazione sistemica.

Altra via di somministrazione è quella intranasale, molto utile nel caso di sintomi allergici come naso che cola e congestione nasale da rinite allergica. L’effetto collaterale più comune, oltre al fastidio per la sensazione di un liquido che scende in gola, è l’epistassi (sangue dal naso). Per ridurre il rischio di epistassi basta evitare somministrazioni prolungate e, se si verifica, interrompere qualche giorno (due-tre) per poi, se necessario, ricominciare.

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Effetti collaterali del cortisone nei bambini

I cortisonici sono farmaci molto potenti, in grado di trattare patologie anche gravi, ma la loro assunzione prolungata (basta anche solo qualche settimana) può causare effetti collaterali nei bambini, tra cui l’irritabilità, che può rendere difficile interagire con loro, visti i frequenti scatti di rabbia e i tanti “capricci”. Qualora si associasse anche insonnia, si consiglia di anticipare la dose serale nel primo pomeriggio, per evitare che questo effetto comprometta il sonno notturno.

A ciò, spesso si accompagna un aumento dell’appetito e, di conseguenza, un aumento di peso, agevolato anche dalla ritenzione idrica che queste medicine causano. A volte può verificarsi anche dolore allo stomaco. In questi casi, sarà il pediatra che segue il bambino a decidere se aggiungere alla terapia un protettore gastrico, che, comunque, non va dato di routine.

Alcuni effetti collaterali sono più rari e si verificano se la terapia cortisonica viene assunta per settimane o mesi.

Effetti collaterali comuni

  • Cambiamenti dell’umore: il bambino diventa irritabile, con sbalzi umore, fa i capricci, fatica a prendere sonno.
  • Aumento del peso: è dovuto sia ad un aumento dell’appetito che all’aumento dei liquidi corporei indotti dal farmaco.

Effetti collaterali meno comuni

Il cortisone, soprattutto se somministrato a lungo e ad alte dosi, può ridurre le difese immunitarie del bambino, favorendo le infezioni, o rendendo alcune infezioni più aggressive (ad es. la varicella). Pertanto se al bambino viene la febbre o la varicella in corso di terapia contattate immediatamente il medico.

Durante la terapia possono manifestarsi alterazioni psichiche di vario genere, che comprendono tra l’altro euforia, insonnia, mutamenti dell’umore o della personalità, depressione grave o sintomi di vere e proprie psicosi. Una preesistente instabilità emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dal glicocorticoide.

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In corso di terapia con cortisonici, specie per trattamenti intensi e prolungati, possono manifestarsi alcuni tra i seguenti effetti: alterazioni del bilancio idro-elettrolitico, soprattutto ipokaliemia, che raramente ed in pazienti particolarmente predisposti, possono arrivare all'ipertensione e all'insufficienza cardiaca congestizia; alterazioni muscoloscheletriche quali osteoporosi, osteonecrosi asettica, in particolare alla testa del femore, miopatie, fragilità ossea; complicazioni a carico dell'apparato gastro-intestinale che possono arrivare fino alla comparsa o all'attivazione di ulcera peptica; alterazioni cutanee quali ritardi nei processi di cicatrizzazione, assottigliamento e fragilità della cute; alterazioni neurologiche quali vertigini, cefalea ed aumento della pressione endocranica, instabilità psichica, gli effetti indesiderati che possono insorgere con frequenza non nota, sono iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansietà, depressione, aggressività, disturbi di comportamento (prevalentemente nei bambini); disendocrinie quali irregolarità mestruali, segni di ipercorticismo, aspetto simil-cushingoide, disturbi della crescita nei bambini; interferenza con la funzionalità dell'asse ipofisi-surrene, particolarmente in momenti di stress; diminuita tollerabilità ai glucidi e possibile manifestazione di diabete mellito latente, nonché aumentata necessità di farmaci ipoglicemizzanti nei diabetici; complicazioni oftalmiche quali glaucoma, cataratta posteriore subcapsulare ed aumentata pressione endoculare; negativizzazione del bilancio dell'azoto, per cui, nei trattamenti prolungati, la razione di proteine deve essere adeguatamente aumentata.

Con l'uso inalatorio: raramente si possono verificare una serie di effetti psicologici e comportamentali che includono iperattività psicomotoria, disturbi del sonno, ansietà, depressione, aggressività, disturbi del comportamento (prevalentemente nei bambini).

Una terapia protratta con corticosteroidi tende a deprimere la produzione di cortisolo da parte dell’organismo. È quindi importante che la sospensione della terapia avvenga gradualmente, seguendo le indicazioni del medico. Inoltre, è preferibile somministrare la dose di farmaco al mattino prima delle 9, in modo da consentire all’organismo di produrre normalmente il cortisolo durante la giornata.

Una preesistente instabilità emotiva o tendenze psicotiche possono essere aggravate dal glicocorticoide.

Precauzioni e controindicazioni

I glicocorticoidi devono essere somministrati con cautela nei seguenti casi: colite ulcerosa non specifica con pericolo di perforazione, ascessi ed infezioni piogeniche in genere, diverticolite, anastomosi intestinali recenti, ulcera peptica attiva o latente, insufficienza renale, ipertensione, osteoporosi, miastenia grave.

I bambini e gli adolescenti sottoposti a prolungata terapia devono essere strettamente sorvegliati dal punto di vista della crescita e dello sviluppo. Il trattamento dovrebbe essere limitato alle dosi minime ed al periodo di tempo più breve possibile. Al fine di ridurre al minimo la soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene ed i ritardi della crescita, dovrebbe essere valutata la possibilità di effettuare una somministrazione singola a giorni alterni.

Nei pazienti anziani la terapia, in particolare se prolungata, deve essere pianificata in considerazione della maggiore incidenza degli effetti collaterali quali osteoporosi, peggioramento del diabete, dell'ipertensione, maggiore suscettibilità alle infezioni, assottigliamento cutaneo.

Ipersensibilità al principio attivo, ai corticosteroidi o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1.

Infezioni sistemiche, qualora non venga attuata specifica terapia antinfettiva.

Immunizzazione con virus attenuati; altri procedimenti immunizzanti non vanno intrapresi in pazienti che ricevono glicocorticoidi, specialmente ad alte dosi, a causa di possibili rischi di complicazioni neurologiche e di insufficiente risposta anticorpale.

Generalmente controindicato in gravidanza e durante l'allattamento.

Si consiglia cautela nei pazienti con Herpes simplex oculare, perché è possibile una perforazione corneale.

Gli steroidi possono ridurre gli effetti delle anticolinesterasi nella miastenia grave, dei mezzi di contrasto radiografici nella colecistografia, dei salicilati e degli antinfiammatori non steroidei.

L'effetto degli steroidi può essere ridotto da fenitoina, fenobarbitone, efedrina e rifampicina.

Nei pazienti con ipoprotrombinemia, si consiglia prudenza nell'associare l'acido acetilsalicilico ai glicocorticoidi.

Interazioni farmacologiche

Può rendersi necessaria una modifica, usualmente in diminuzione, del dosaggio degli anticoagulanti somministrati in concomitanza.

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Dosaggio

La posologia di mantenimento deve essere sempre la minima in grado di controllare la sintomatologia; una riduzione posologica va fatta sempre gradualmente durante un periodo di alcune settimane o mesi in rapporto alla dose precedentemente assunta ed alla durata della terapia.

Bambini I bambini tollerano in genere dosi proporzionalmente superiori a quelle stabilite per gli adulti: si consigliano 0,1-0,2 mg/kg di peso corporeo al giorno.

Le compresse di BENTELAN sono divisibili a metà per facilitare l'aggiustamento della posologia, inoltre la solubilità in acqua consente una pratica ed agevole somministrazione.

Aerosolterapia: 0,5-1 mg sciolti al momento dell'uso in 1-2 mL di acqua.

È importante assumere la dose come indicato nel foglio illustrativo o come prescritto dal medico. Non bisogna aumentare o diminuire la dose senza prima consultare il medico.

Nei pazienti in terapia con glicocorticoidi sottoposti a particolari stress, è indispensabile un adattamento della dose in rapporto all'entità della condizione stressante.

Avvertenze speciali

  • Il prodotto deve essere usato sotto il personale controllo del medico.
  • Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.
  • Deve essere valutata l'opportunità dell'alimentazione al seno da parte di pazienti sottoposte a trattamento con dosaggi elevati; ciò in quanto i corticosteroidi vengono secreti nel latte materno.
  • Non è nota l'influenza diretta del farmaco sulla capacità di guidare e di usare macchine che può tuttavia essere ridotta in rari casi di effetti indesiderati di tipo neurologico.
  • L'uso del farmaco senza necessità terapeutica costituisce doping e può determinare comunque positività ai test anti-doping.

I glicocorticoidi possono mascherare alcuni segni di infezione e durante il loro impiego si possono verificare infezioni intercorrenti a causa delle difese immunitarie ridotte. In questi casi va sempre valutata l'opportunità di istituire un'adeguata terapia antibiotica.

Se i glicocorticoidi vengono somministrati nei pazienti con tubercolosi latente o con risposta positiva alla tubercolina, è necessaria una stretta sorveglianza in quanto si può verificare una riattivazione della malattia. Nella terapia prolungata questi soggetti devono ricevere una chemioprofilassi.

Uno stato di insufficienza surrenale secondaria, indotta dal glicocorticoide, può essere minimizzato con una riduzione graduale del dosaggio. Questo tipo di relativa insufficienza può persistere fino ad un anno dopo la sospensione della terapia. Quindi, in qualsiasi situazione di stress che si manifestasse in questo periodo, la terapia ormonale dovrebbe essere ripresa.

A causa della possibilità di una ritenzione di liquidi, bisogna porre attenzione nella somministrazione di corticosteroidi a pazienti con insufficienza cardiaca congestizia. In corso di terapia prolungata e con dosi elevate, se si dovesse verificare un'alterazione del bilancio elettrolitico, è opportuno adeguare l'apporto di sodio e di potassio.

La terapia corticosteroidea può peggiorare il diabete mellito, l'osteoporosi, l'ipertensione, il glaucoma e l'epilessia.

Dopo la somministrazione di corticosteroidi sistemici è stata segnalata crisi del feocromocitoma, che può essere fatale.

I pazienti trattati con dosaggi immunosoppressivi di corticosteroidi devono essere avvisati di evitare l'esposizione a varicella e morbillo e, se esposti, di richiedere un parere medico.

Con l'uso di corticosteroidi sistemici e topici possono essere riferiti disturbi visivi.

L'insufficienza surrenalica secondaria indotta da glucocorticoidi può essere minimizzata da una riduzione graduale della dose. Questo tipo di insufficienza relativa può durare fino a un anno dopo l'interruzione della terapia.

Si ritiene che il trattamento concomitante con inibitori di CYP3A, compresi i medicinali contenenti cobicistat, possa aumentare il rischio di effetti indesiderati sistemici.

Gravidanza e allattamento

Nelle donne in stato di gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità, sotto il diretto controllo del medico.

Deve essere valutata l'opportunità dell'alimentazione al seno da parte di pazienti sottoposte a trattamento con dosaggi elevati; ciò in quanto i corticosteroidi vengono secreti nel latte materno.

Una revisione dei dati sulla sicurezza dei corticosteroidi sistemici usati in gravidanza e nell'allattamento, condotta dal Comitato per la sicurezza sui medicinali in UK, ha concluso che non vi era alcuna prova convincente che i corticosteroidi abbiano causato un aumento dell'incidenza di anomalie congenite. L'uso prolungato o ripetuto durante la gravidanza ha aumentato il rischio di ritardo della crescita intra-uterina, ma questo non sembra rappresentare un rischio nel trattamento a breve termine.

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