Oggi vi presentiamo la ricetta dei biscotti alle mandorle ricci, conosciuti anche come biscotti ricci delle monache di clausura o biscotti ricci del Gattopardo. Questi biscotti sono un vero tesoro della pasticceria siciliana, con una storia affascinante e un sapore indimenticabile.
La ricetta originale proviene dalle suore di clausura benedettine di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, in Sicilia. Le suore, ancora oggi, danno la forma caratteristica a questi biscotti utilizzando un apposito attrezzo che li rende ricci e li vendono ai visitatori del Convento. La ricetta si è poi diffusa in tutta la Sicilia, dove vengono preparati soprattutto nel periodo di Pasqua, ma apprezzati durante tutto l'anno.
I biscotti ricci sono biscotti alla mandorla aromatizzati al limone tipici della tradizione siciliana, in particolare del comune agrigentino di Palma di Montechiaro. Esistono diverse varianti, tra cui quelle con aroma al pistacchio, alla nocciola, al cacao e quelle aromatizzate al limone.
Resi famosi dal romanzo "Il Gattopardo" insieme a diverse altre delizie della pasticceria siciliana, i biscotti ricci erano una produzione esclusiva delle suore del locale Monastero di clausura del Santissimo Rosario già almeno nel Settecento.
Questi biscotti alle mandorle sono ideali da servire con un tè o una tisana, ma sono perfetti anche inzuppati nel caffellatte!
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La Storia dei Biscotti Ricci
La ricetta di questi biscotti è strettamente legata alla storia del Monastero del Santissimo Rosario di Palma di Montechiaro. La ricetta viene messa a punto dalle suore del monastero del Santissimo Rosario intorno al 1650, in occasione della visita del Duca Santo, Giulio Tomasi di Lampedusa, antenato dell'autore del Gattopardo, divenuto poi Principe.
Questi biscotti, infatti, vengono citati come i suoi preferiti anche nel celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, da cui è stato tratto anche il bellissimo film di Luchino Visconti con Alain Delon e Claudia Cardinale. Si legge nel libro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Il monastero di Santo Spirito era soggetto ad una rigida regola di clausura e l’ingresso ne era severamente vietato agli uomini. Appunto per questo il Principe era particolarmente lieto di visitarlo, perché per lui, discendente diretto della fondatrice, la esclusione non vigeva, e di questo suo privilegio, che divideva soltanto con il Re di Napoli, era geloso e infantilmente fiero. (…) gli piacevano i mandorlati che le monache confezionavano su ricette centenarie”. Infatti, ogni volta che veniva in visita, era solito consumare il mandorlato.
Oggi il monastero li vende ancora a 20€ al chilo, ma oramai li preparano anche le pasticcerie tutt’attorno e specialmente nei giorni di Pasqua.
Ed è per tutti questi motivi che Angelica Augusto, giovane e abile pasticcera di Licata, studentessa dell’Alma, ha deciso di dedicarci una tesi, da cui sono tratti gran parte delle informazioni che seguono.
Come vi avevamo già raccontato a proposito di cibo e migrazioni, la pasticceria siciliana è di chiara ispirazione araba (i Saraceni dominarono l’isola dall’anno mille al 1200), così come buona parte degli ingredienti.
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Purtroppo i monasteri, con il trascorrere degli anni, si sono via via svuotati. Le religiose sono sempre meno, e il rischio di perdere uno straordinario bagaglio di conoscenza in cucina è concreto, scrive Angelica. Soltanto in poche città sono ancora presenti suore che producono i dolci della tradizione, come ad esempio a Palermo, Alcamo, Mazara del Vallo, o Agrigento, dove al Monastero dello Spirito Santo preparano il cous cous dolce, un’invenzione delle suore cistercensi della Badia Grande tipico delle feste natalizie; oppure al Monastero del Santissimo Rosario di Monastero, dove attualmente, continua Angelica, vivono tre suore molto anziane, ma l’unica che continua a portare avanti la produzione dei dolci tradizionali è Suor Maria Nazarena, che si dedica a tempo pieno a questa attività.
I biscotti ricci delle monache, o mandorlati come vengono chiamati nel Gattopardo, si preparano secondo l’antica ricetta, rimasta invariata dopo ben 4 secoli. Presenta pochi ingredienti: pari peso di farina di mandorle e zucchero semolato, scorza di limone e uova intere da aggiungere nella quantità necessaria per realizzare un composto omogeneo e modellabile.
L’ingrediente principale del biscotto riccio, scrive Angelica, sono le mandorle Girgenti-Palma, insieme di varietà presenti nel territorio compreso tra Palma e Agrigento. Le, “mennule” (nome delle mandorle in siciliano) sono tritate tramite uno strumento simile ai moderni tritacarne, appositamente fabbricato da un artigiano di Palma di Montechiaro per le suore del Monastero.
Alla farina vengono poi aggiunte uova intere, lo zucchero semolato e la scorza di limone; dopo aver amalgamato il composto, lo si sposta in uno strumento in legno a forma di siringa che modella il biscotto della forma desiderata, ovvero un bastoncino della lunghezza di 10 cm circa.
Nell’istituto religioso vengono prodotte anche altre specialità di pasticceria.
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Quando si arriva al Monastero di Palma di Montechiaro, vi troverete di fronte a una ruota in legno (chiamata la “rota degli esposti” per i bambini abbandonati che, appunto, venivano “esposti”) con accanto una finestra dalle robuste sbarre, tipo una grata in ferro e un campanello. Si suona, si aspetta che aprano e poi si entra; a questo punto arriverà una suora, che vedrete solo attraverso la grata in ferro: vi chiederà come potervi aiutare, che cosa desiderate, la quantità di biscotti. Voi ricambierete con l’importo dovuto e attenderete. Dopo pochi minuti la ruota gira, e troverete, già ben confezionati in appositi vassoi con carta rosa, i vostri biscotti. Il contatto con loro sarà finito qui, poiché le suore, essendo di clausura, non possono mostrarsi. Ecco come nell’era dell’immagine, dell’autopromozione e dell’ostentazione, i biscotti delle monache sono qualcosa di raro, la massima espressione di un cibo prodotto e venduto nell’intimità di un luogo sacro, veramente sacro. Insomma, un mondo in via d’estinzione.
Monastero di Palma di Montechiaro
Ricetta Originale dei Biscotti Ricci
Ecco la ricetta originale per preparare i biscotti ricci a casa:
Ingredienti:
- 400 g di farina di mandorle Agrigentine
- 400 g di zucchero semolato bianco
- 4 uova fresche intere
- La buccia di un limone grattugiata
Procedimento:
- Versare in una terrina e unire la farina di mandorle, lo zucchero semolato, le uova intere e la scorza grattugiata di un limone.
- Impastare con le mani fino a ottenere un composto omogeneo che sia di consistenza leggermente soda.
- Versare il composto in una sac à poche con bocchetta a forma di stella e formare su una teglia rivestita con carta da forno dei bastoncini lunghi circa 8 centimetri e del diametro di 3 cm, avendo cura di mantenere una distanza di almeno 2 cm tra di loro.
- Create dei tronchetti di impasto lunghi circa 8 centimetri e lasciate spazio fra uno e l’altro.
- Infornare in forno già caldo a 180° per 15 minuti circa. I dolcetti dovranno colorirsi appena.
- Una volta cotti, i ricci di mandorle risulteranno mollicci, aspettare che si raffreddino nella stessa teglia, prima di tirarli via.
- Situare su di un vassoio e far cadere su di essi dello zucchero a velo, se gradito, altrimenti, anche senza sono ottimi lo stesso.
Per creare una forma che più si avvicina a quella originale, potete utilizzare una sac a poche con la bocchetta a stella di 2 cm. Se non avete la sac a poche, create dei tronchetti con l’impasto e date loro la forma di S.
Molto importante: la quantità delle uova dipende dal grado di assorbimento della farina di mandorle o delle mandorle tritate, quindi vi consiglio di aggiungere prima un uovo solo; solo se necessario aggiungete anche il secondo. La farina che utilizzo io richiede ad esempio 2 uova, come indicato nella ricetta ma per i vostri ingredienti forse potrebbe bastarne 1.
Se non trovate una farina di mandorle buona, tritate finemente 240 grammi di mandorle in un tritatutto.
Consigli aggiuntivi
- Se volete preparare i biscotti di mandorla ricci secondo la ricetta tradizionale, preparate il vostro impasto il giorno precedente.
- Macinate le mandorle finemente insieme allo zucchero e versateli in una terrina.
- Versate le mandorle e lo zucchero in una terrina, unite la buccia del limone grattugiata, gli albumi e gli aromi. Mescolate il tutto energicamente fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo.
- Il vostro impasto deve risultare morbido ma non troppo molle. Lasciatelo riposare per una notte intera in frigo ricoperto da un foglio di pellicola.
- Il giorno seguente, versate il contenuto in una tasca o in una siringa per dolci, con la bocchetta a stella, molto larga e preparate i biscotti. Scegliete voi se farli tondi o allungati. Se decidete di fari allungati, tagliate delle striscioline di 5-6 cm. Altrimenti se li fate rotondi decorateli con mezza ciliegia candita o una mandorla.
- Vi consiglio di prepararli direttamente sulla leccarda da forno, precedentemente ricoperta da un foglio di carta per il forno.
- Spolverate i vostri biscotti con lo zucchero semolato.
- Infornate i vostri biscotti ricci in forno già caldo al massino a 200°. I biscotti saranno pronti quando assumeranno un colore leggermente ambrato.
- Prima di riporli in una latta o sottovuoto fateli raffreddare.
- Servite i vostri biscotti di mandorla ricci: ricetta siciliana con un buon caffè o una tazza di tè.
Biscotti Ricci Siciliani
Varianti dei Biscotti Ricci
Esistono diverse varianti dei biscotti ricci ovvero quelle con l’aroma al pistacchio, alla nocciola, al cacao e quelli aromatizzati al limone tipici del comune agrigentino di Palma di Montechiaro.
Sono dei dolci che si possono anche preparare durante il periodo natalizio e farne dono ad amici e parenti, debitamente situati in vassoi, incartati e infiocchettati.
Non si può visitare la Sicilia e non gustare i Ricci di mandorle, assieme a tante altre specialità culinarie che la nostra tradizione isolana ci riserva.
La ricetta di questi biscotti è simile a quella dei dolcetti di pasta di mandorle pugliesi; cambia però il procedimento e soprattutto cambiano i tempi di cottura.
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Biscotti di Mandorla Siciliani
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