Ti è mai capitato di trovare un pacco di biscotti nella tua dispensa e scoprire che è scaduto? Ti sei mai chiesto quali possano essere le conseguenze di mangiare biscotti che hanno superato la loro data di scadenza? La data di scadenza sui biscotti può generare confusione.
La risposta è: dipende. Se decidi di mangiare biscotti scaduti, potresti non avvertire alcun problema, ma è sempre meglio essere prudenti. Mentre mangiare biscotti scaduti non significa automaticamente ammalarsi, è sempre meglio essere prudenti. Infine, in caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare un professionista della salute.
Cosa succede se mangio cibo scaduto
Un alimento scaduto si può mangiare? Secondo la Commissione Europea, in molti casi si può. Infatti l’organismo nella bozza per la revisione delle norme che regolano la data di scadenza degli alimenti ha proposto di aggiungere, accanto alla indicazioni di scadenza “da consumarsi preferibilmente entro”, anche la scritta “spesso buono oltre”.
Secondo la Commissione, questa ulteriore informazione aiuterebbe i cittadini a un consumo più consapevole e contribuirebbe a contrastare lo spreco alimentare, ancora di dimensioni considerevoli: nel 2020 i paesi dell’Unione Europea hanno mandato in pattumiera circa 57 milioni di tonnellate di cibo, un valore pari a circa 130 miliardi di euro, uno spreco al 55% nella responsabilità dei consumi domestici. La nuova dicitura potrebbe sicuramente funzionare, soprattutto se aumenterà la buona abitudine di leggere l’etichetta alimentare.
Le informazioni che ci comunicano fino a quando un alimento può essere consumato senza preoccupazione sono di due tipi; la differenza sembra sottile, invece è fondamentale.Quando troviamo la dicitura “da consumare entro il” è la data di scadenza: significa che quel prodotto, dopo la data indicata non deve essere consumato. Pensiamo a prodotti delicati come carne o pesce: mangiarli oltre la scadenza potrebbe essere rischioso, pertanto questi alimenti scaduti non possono essere venduti o donati.
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Quando invece viene riportata la scritta “da consumarsi PREFERIBILMENTE entro il”, è il termine minimo di conservazione (TMC). Il prodotto dopo la data segnalata può essere tranquillamente consumato senza rischi per la salute, a condizione che venga conservato correttamente; mantiene la sua qualità, le caratteristiche nutrizionali, ma potrebbe non essere nelle condizioni ottimali per quanto riguarda il sapore e la consistenza. Pensiamo ai biscotti che sono commestibili anche dopo la scadenza, anche se risultano meno fragranti; questi alimenti possono essere donati (dopo la scadenza) alle organizzazioni no profit come previsto dalla recente normativa per il contrasto allo spreco alimentare.
Per i consumatori, conoscere la differenza fra data di scadenza e termine minimo di conservazione è importante per evitare di buttare nella spazzatura un prodotto che può ancora essere utilizzato, si risparmia e si riduce lo spreco alimentare domestico.
Cibi Scaduti: Quando Non Rischiare
Prima, però, occorre fare chiarezza su cosa dice la legge italiana in materia di scadenza dei cibi. La data di scadenza riportata sulle confezioni indica il giorno (o il mese) fino al quale il prodotto è idoneo a essere consumato rispettando le regole di conservazione suggerite dal produttore. Oltre questo termine, nei cibi si potrebbero sviluppare batteri nocivi per la nostra salute. Carni, formaggi freschi, latte, pasta fresca e altri prodotti rapidamente deperibili devono riportare la dicitura «Da consumarsi entro»: qui non sono ammesse deroghe, se non limitatissime. Meglio quindi attenersi rigorosamente alla data di scadenza, con le pochissime eccezioni che vedremo tra poco.
Quel “Preferibilmente” Che Fa La Differenza
Mentre in quelli non soggetti a rapida deperibilità deve comparire la scritta «Da consumarsi preferibilmente entro». Per i prodotti che si conservano fino a 3 mesi è obbligatoria l'indicazione del giorno, fra 3 e 18 mesi è sufficiente il mese, oltre i 18 mesi è invece sufficiente specificare l'anno di scadenza.
L'indicazione della data di scadenza non è obbligatoria per frutta e verdura fresca (e integra, non sbucciata), vino, aceto, sale, zucchero allo stato solido, pane, focacce, prodotti di pasticceria fresca, bevande alcoliche con percentuale di alcol non superiore al 10% e gomme da masticare.
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Riepilogando: la scadenza degli alimenti cambia in base alla loro tipologia. Mangiare cibo scaduto fa male? Non sempre. La data di scadenza dei prodotti alimentari è importante ma, come abbiamo visto, mangiare cibo scaduto è possibile quando si tratta di cibi scaduti che si possono mangiare "preferibilmente entro". Sempre a patto che siano stati conservati in maniera ottimale. In generale, sono gli alimenti secchi e privi di acqua.
Data di scadenza vs. data di consumo preferibile: Non tutti i biscotti hanno una data di scadenza rigorosa. Condizioni di conservazione: La durata dei biscotti dipende molto da come sono stati conservati.
Quali Alimenti Si Possono Mangiare Dopo La Scadenza?
- Biscotti e crackers: Possono perdere in friabilità e freschezza ma non rappresentano alcun pericolo per la salute.
- Cereali: Si possono consumare fino a un anno dopo la data di scadenza, se conservati correttamente in un luogo fresco e asciutto.
- Fette biscottate: Come i biscotti, possono essere consumate sino a due mesi dopo la data indicata.
- Pasta secca: Dura tantissimo, fino a 2/3 anni, grazie alla sua bassa umidità.
- Riso: Come la pasta, può durare anche un paio d’anni. Controllare sempre che non ci siano insetti.
- Inscatolati: Pomodoro, fagioli, piselli o ceci possono essere consumati sino a un anno dopo la data indicata.
In definitiva, è sì necessario fare molta attenzione alla scadenza degli alimenti ma diversi cibi scaduti si possono mangiare. Tuttavia, al di là delle regole da osservare su conservazione e scadenza, bisogna sempre affidarsi anche il buon senso.
Alimenti Che Non Scadono Mai
La scadenza degli alimenti non sempre è importante perché ci sono alimenti che non scadono mai:
- Caffè: Purché conservato nella confezione originale, pena la perdita dell’aroma.
- Cioccolato fondente: Non deperisce se ben conservato.
- Miele: Contiene poca acqua e tanti zuccheri, caratteristiche che inibiscono lo sviluppo di batteri.
La data di scadenza degli alimenti va assolutamente rispettata quando riguarda gli alimenti freschi, senza conservanti e quindi soggetti a deterioramento e a contaminazioni. In questo caso, mangiare cibo scaduto può esporre a seri guai per l’organismo.
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Alimenti Freschi: Attenzione Alla Scadenza
- Formaggi freschi: Prima della scadenza, riciclateli.
- Latte fresco: Si può consumare solo fino a sei giorni dopo la data del trattamento termico.
- Pesce: Quello azzurro va consumato nel giro di due giorni dopo che è stato pescato.
- Yogurt: Può essere mangiato sino a una settimana dopo la data di scadenza con, però, una riduzione delle sue proprietà nutritive.
Saper organizzare il frigo per evitare gli sprechi è una delle regole più importanti da rispettare perché, come si è visto, la corretta conservazione è davvero fondamentale.
Quando la data di scadenza degli alimenti si avvicina, si può però ricorrere a una delle tante ricette antispreco disponibili. Ad esempio, se la data di scadenza incombe su affettati e formaggi si può preparare una gustosa torta salata. Oppure, si possono trasferire gli alimenti negli appositi sacchetti e congelarli per essere consumati al momento opportuno. E ancora, se il cibo non è proprio più commestibile utilizzatelo nella compostiera per ottenere un ottimo fertilizzante fai da te. Basta un po’ d’attenzione e di buona volontà per salvare il cibo dalla spazzatura.
Consigli Pratici Per Evitare Lo Spreco Alimentare
Una delle prime regole da rispettare per evitare di buttare via il cibo e contrastare al contempo lo spreco alimentare è fare una spesa mirata. Meglio comprare solo quel che si è certi di mangiare, facendo anche caso alla data di scadenza degli alimenti. A volte però le stesse date di scadenza degli alimenti, indicate sulle confezioni, ci possono confondere con il risultato di far crescere gli sprechi.
Politiche anti-spreco a tavola in primo piano alla Commissione Europea che ha proposto proprio di recente di affiancare su tutti i prodotti la dicitura 'Spesso buono oltre' a 'da consumarsi preferibilmente entro' aprendo un ampio fronte di dibattito.
Già esistono diversi Tmc (Termine minimo di conservazione) per i prodotti meno deperibili per i quali è più garantita la sicurezza. Per lo scatolame ad esempio la scadenza può essere prolungata di un anno e più se la confezione è integra e non sottoposta a sbalzi di temperature e luce. Anche i prodotti secchi come i biscotti possono essere consumati dopo la scadenza se si presentano bene, e non hanno quindi muffe o filamenti da parassiti o farfalline.
Latte di mucca UHT, spezie ed erbe aromatiche, salse come maionese, ketchup e senape, succhi di frutta hanno una stima di 6 mesi oltre il tmc e ci sono prodotti che fino a un anno oltre il Tmc risultano perfettamente conservati, come il caffè macinato, tè e infusi, olio, acqua in bottiglia e tonno sottolio. Il caffè macinato ad esempio può essere consumato fino a 1 anno oltre il tmc, anche se dopo perde l’aroma.
Tabella Riassuntiva: Scadenza e Consumabilità degli Alimenti Comuni
| Alimento | Tipo di Scadenza | Consumabile Dopo la Scadenza? | Note |
|---|---|---|---|
| Biscotti secchi | TMC | Sì, per alcuni mesi | Possono perdere fragranza |
| Pasta secca | TMC | Sì, fino a 2 anni | Verificare assenza di impurità |
| Riso | TMC | Sì, fino a 2 anni | Verificare assenza di insetti |
| Conserve in scatola | TMC | Sì, fino a 1 anno | Verificare che la lattina non sia danneggiata |
| Latte fresco | Data di scadenza | No | Rischio di tossine |
| Yogurt | Data di scadenza | Sì, fino a 7 giorni | Riduzione delle proprietà nutritive |
| Formaggi freschi | Data di scadenza | No | Rischio di batteri |
| Uova | Data di scadenza | Sì, fino a 3 giorni (crude) o 7 giorni (cotte) | Utilizzare la "prova dell'acqua" |
La data di scadenza sulle etichette alimentari non è perentoria per il consumo ma bisogna stare attenti alla tipologia di prodotto e al loro grado di conservazione.
In conclusione, e in attesa delle decisioni della Commissione europea sulla proposta della nuova dicitura in aggiunta, rispettiamo le indicazioni di scadenza essendo una garanzia dei produttori. Ma prima di buttare il cibo, controlliamo con i nostri sensi: vista per valutare l’aspetto, olfatto per verificare l’odore, gusto per assaggiarne il sapore; spesso i cibi scaduti dopo il termine minimo di conservazione sono ancora commestibili, e buoni per noi piuttosto che per la spazzatura.
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