Il bostrengo è un dolce natalizio tipico della cucina marchigiana. Si tratta di una ricetta antica, realizzata con ingredienti poveri, a base di riso, pane raffermo, farina, frutta essiccata, burro, uova e zucchero. Il riso, in questa ricetta, sostituisce il farro e l'orzo, i cereali utilizzati un tempo.
Una torta dal sapore rustico e genuino, dalla consistenza umida e dal profumo intenso grazie all'aggiunta della scorza di arancia grattugiata e di un goccio di rum. Semplice e veloce, è perfetta da gustare a fine pasto con il caffè o a merenda, in accompagnamento a una tazza di tè.
Come per la maggior parte dei piatti della tradizione, soprattutto quelli più umili, ne esistono numerose versioni differenti e ciascuna famiglia ha il suo personale mix di ingredienti. Chiamato un tempo "svuota credenza", poiché si preparava con tutto ciò che si aveva in casa, il bostrengo è un dolce tipico della zona di Montefeltro.
È conosciuto anche come burlengo nelle province di Pesaro e di Urbino, e frustingo nel sud delle Marche. Realizzato con ingredienti poveri e di facile reperibilità, è stato man mano arricchito con cacao, miele, frutta secca e rum, finendo per assomigliare al celebre cugino toscano: il panforte.
Le origini del bostrengo sono incerte, sia il Montefeltro che la zona dell'ascolano si contengono la paternità di questo dolce che però viene chiamato burlengo in provincia di Pesaro-Urbino fino alla Romagna e frustingo nel sud delle Marche.
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Tipico dolce familiare delle feste del Montefeltro e della Romagna, a base di farine di grano e granturco, frutta secca, miele, mele, pere offre moltissime varianti (ciascuna famiglia ha la sua) che possono includere anche olio e parmigiano o uova e vino bianco. Molto simile ad altri dolci del Centro Italia come pangiallo e panforte, si richiama piuttosto alla tradizione bolognese nelle sue varianti a base di riso cotto nel latte e per l’uso di agrumi canditi. Ne esistono anche versioni completamente salate
Ingredienti e Preparazione
Per preparare il bostrengo, segui questi passaggi:
- Mettete il pane raffermo in ammollo nel latte.
- Tritate tutta la frutta secca.
- Aggiungete il pane ben strizzato, le farine, il cacao, la frutta secca e mescolate ancora.
- Unite la mela, sbucciata e tagliata a pezzetti.
- Rivestite con della carta forno, bagnata e strizzata, una teglia rettangolare, versate il composto e livellatelo con cura.
- Trascorso il tempo di cottura, sfornate il dolce e fatelo raffreddare, quindi sformatelo e tagliatelo a cubotti.
- Cospargetelo con abbondante zucchero a velo e servite.
Il consiglio è di utilizzare un riso della varietà Balilla: appartenente alla categoria dei risi tondi, è ricco di amido, resiste poco alla cottura e si presta perfettamente a questo genere di preparazioni. Potete anche sostituirlo con del farro o dell'orzo, oppure utilizzare una miscela di più cereali (fate attenzione ai tempi di cottura che potrebbero essere differenti). Potete realizzarne anche una versione molto golosa e profumata utilizzando la farina di castagne.
Potete sostituire i fichi secchi con un'altra tipologia di frutta essiccata, come le albicocche e i datteri, e i gherigli di noce con nocciole o mandorle.
Nel corso dei secoli il bostrengo si è arricchito via via di nuovi ingredienti sempre più sfiziosi, come il cacao, il miele, la frutta secca, il rum ecc, prima difficili da reperire o comunque molto costosi ed oggi quello che si trova già pronto e confezionato assomiglia molto al cugino famoso toscano, il panforte.
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Il DOLCE BOSTRENGO tra MARCHE e ROMAGNA
Varianti e Curiosità
Il bustrengo è un dolce svuota credenza della tradizione contadina romagnola. Per alcuni è una ricetta della Romagna di collina, per altri della zona di pianura. Nella provincia di Forlì-Cesena, il paese di Borghi gli dedica una festa. Di certo è diffuso in buona parte della Romagna e oltre.
È una ricetta antica che lo studioso Graziano Pozzetto, conoscitore delle cucine di Romagna, definisce la torta della famiglia contadina per il fatto di essere preparata con gli ingredienti che solitamente sono disponibili in dispensa. È un dolce tipico del periodo invernale, povero ma ricco per numero di ingredienti.
Il bustreng, in dialetto romagnolo, non è da confondere con il borlengo, una preparazione emiliana completamente diversa. Ma è parente del bustrengolo umbro ed è diffuso, oltre che in Romagna, nella zona contigua del Montefeltro marchigiano.
Anche se il dolce presenta delle variazioni da zona a zona e da famiglia a famiglia, la farina di mais è l’ingrediente che caratterizza la preparazione. Ad esempio, in Valmarecchia, Romagna, la farina di castagne rimpiazza quella di mais. Mentre in altre valli sono la farine di ceci o il riso che sostituiscono il mais.
Tra gli altri ingredienti che, di solito, fanno parte del bustrengo, ci sono anche pangrattato, miele, frutta secca, agrumi, mele. La presenza delle mele non è una costante ma ricorre con frequenza. La versione di bustrengo con cacao e spezie è più recente.
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È un dolce che, da cotto, ha la consistenza del castagnaccio. Del bustrengo esistono anche versioni salate e in alcune ricette il parmigiano grattugiato si mescola con miele o zucchero.
Conservazione
Il bostrengo si conserva a temperatura ambiente, sotto una campana di vetro o in un apposito contenitore ermetico, per 4-5 giorni.
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