Chi ha già sentito parlare della Passita? Chi ha già assaggiato la Passita? Parliamo della Salsiccia Passita CLAI, vera eccellenza della tradizione rurale e gastronomica romagnola. Prodotta fin dagli anni ’60 con le migliori carni magre di suini italiani, nati e allevati in Italia, e insaccata in budello naturale, la Passita è facilmente pelabile, tenera, dolce e si scioglie letteralmente in bocca. Un tempo, era il primo salume, tra quelli dell’invitante riserva appesa in cucina, a venire consumato subito dopo le carni fresche.

Oggi, la Passita è sempre la stessa, e se da un lato rimane fedele alla tradizione e al suo gusto inconfondibile, dall’altro si è però messa al passo coi tempi, diventando addirittura testimonial del rebranding di un’intera cooperativa agricola romagnola, il Gruppo CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi).

CLAI ha deciso di ripartire proprio da qui, dalla tradizione, dal Made in Italy, dalla terra e dalle persone che vi lavorano quotidianamente, per attivare un processo di aumento del valore della cooperativa in ottica di un miglior posizionamento sul mercato. Il nuovo logo, infatti, collega storia e valori del passato e del presente, con il futuro e con ciò che CLAI sa far meglio: coltivare, allevare, produrre, vendere e distribuire nel mondo prodotti alimentari Made in Italy di eccellenza, attraverso la valorizzazione di una filiera integrata e certificata.

Per questo CLAI investe in sicurezza e innovazione di prodotto, così da garantire, in ogni momento e in ogni fase della filiera, precisi standard di qualità, benessere dei lavoratori e la soddisfazione delle esigenze del consumatore. Ma torniamo alla vera protagonista: la Passita. È un prodotto semplice, buono, adatto ad ogni occasione (antipasto, aperitivo, panino, picnic, nel classico tagliere italiano, nelle ricette gourmet…), per chi sta cercando un salame dal gusto e dall’aspetto unico. Ora non vi rimane che assaggiare la Passita e lasciare che la scioglievolezza al palato faccia il resto.

Preparazione tagliere insaccati stagionati | Storti salumi

La Filiera e i Valori di CLAI

Superato, non senza fatiche e sacrifici, il periodo della pandemia, gli italiani hanno ripreso alcune delle vecchie abitudini che fanno parte della tradizione gastronomica del Paese. Tra queste anche l’acquisto dei salumi al banco assistito, scelti e affettati al momento e non confezionati. Un ritorno al passato, sinonimo di rinnovata voglia di qualità, freschezza e riduzione degli sprechi, tradotto in un 58% delle vendite a peso variabile contro il 42% di quelle a peso imposto.

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Segmento, quello del peso variabile, nel quale è fortemente radicata l’attività della bolognese CLAI (Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi) fondata nel 1962 e specializzata nella produzione di salumi - salami in particolare - e carni fresche bovine e suine. Un marchio che oggi rappresenta un punto di riferimento per la carne 100% italiana, forte di una base di soci allevatori che declinano tradizione e artigianalità di oltre sessant’anni di storia in prodotti sicuri per i consumatori grazie ad una filiera controllata dai mangimi alla lavorazione finale.

Se, infatti, il marchio ha compiuto negli ultimi quindici anni passi avanti molto importanti sotto il profilo dell’innovazione implementando e rafforzando l’approccio quotidiano al prodotto, dall’altro è riuscito a non intaccare il valore di cooperativa inteso nel senso più profondo, favorendo un confronto continuo fra i soci - oggi 140 allevatori e circa 250 lavoratori - tenendoli costantemente informati e coinvolti nell’attività e i risultati aziendali.

In un contesto competitivo complicato qual è il tratto distintivo di questa cooperativa che negli ultimi quindici anni ha conquistato rilevanti quote di mercato? Secondo Gianfranco Delfini, responsabile marketing della Cooperativa “Il principale elemento distintivo di Clai è il suo essere una cooperativa. In un contesto in cui prevalgono marchi storici legati a famiglie, Clai è relativamente giovane con i suoi 60 anni, ma forte del fatto che i soci non solo lavorano sulla materia prima, ma la conferiscono direttamente. Questo rafforza ulteriormente il valore del prodotto. Per il consumatore, i punti di forza sono la qualità e l’artigianalità del prodotto, garantiti dal 100% di carne italiana."

Un rigore mostrato anche nel periodo post pandemico o nell’ultimo anno in cui i costi della materia prima hanno causato non pochi problemi, spingendo molte aziende a trovare soluzioni alternative mentre CLAI ha tenuto la barra dritta sul 100% italiano, prendendosi anche qualche rischio ma senza snaturare il proprio concetto di artigianalità e proposta qualitativa come tratti distintivi agli occhi dei clienti e degli utilizzatori finali.

Questo in un momento in cui le vendite dei salumi nella GDO italiana stanno vivendo un periodo di transizione e contrasti con un 2024 che si chiuderà probabilmente con una leggera contrazione (-0,5%) a volume dopo che il 2023 aveva mostrato segnali di crescita con un aumento significativo del valore della produzione, spinto da inflazione e aumenti dei costi delle materie.

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Fattori che hanno fatto emergere lo spirito resiliente del settore dei salumi che si sta ritagliando ottimi risultati nell’ambito delle esportazioni e che si pone con sempre maggior attenzione alla diversificazione dell’offerta e soprattutto alla sostenibilità, punto cardine del mercato in generale.

Sotto questo aspetto CLAI, che ha l’attenzione all’ambiente nel suo DNA, come spiega chiaramente Gianfranco Delfini.“Clai ha sempre prestato grande attenzione alla sostenibilità, realizzando già dieci anni fa un impianto di biogas che crea un’economia circolare della produzione. Questo sistema recupera i sottoprodotti della lavorazione della carne e li trasforma in gas, utilizzato per alimentare i processi produttivi.

Inoltre, Clai ha avviato iniziative per la riduzione delle emissioni di CO2, come la piantumazione di oltre 3.000 alberi autoctoni e l’efficientamento energetico dei propri impianti. L’impegno di Clai si estende anche al benessere dei lavoratori, con miglioramenti nell’ambiente lavorativo e un sistema di welfare aziendale, e alla responsabilità sociale, con progetti come la “spiaggia dei valori”, che permette a persone con gravi disabilità di vivere il mare grazie a strutture appositamente create.

Importantissima è la stretta collaborazione tra Clai e il Banco Alimentare. È nata invece più di recente la sinergia con un’associazione di Faenza che ha creato “La spiaggia dei valori”, un progetto rivolto alle persone con gravi difficoltà alle quali è stata data la possibilità di vivere il mare con attrezzature dedicate.

Un forte senso di comunità e radicamento nel territorio che CLAI ha ulteriormente rafforzato con l’ingresso nella cooperativa di Zuarina, prosciuttificio di Langhirano le cui origini risalgono alla seconda metà dell’Ottocento che di recente è stato anche insignito del riconoscimento di “Marchio storico”. Un Brand riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo - percentuale export del 40% - che incarna pienamente lo spirito di CLAI votato alla ricerca della qualità e al rispetto delle tradizioni con un prodotto di primissimo livello.

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Stesso spirito che ha portato all’acquisizione del piccolo caseificio di Palazzolo sul Senio “Faggiola latte e formaggi” che aggiunge lavorazioni di prodotto 100% italiano all’offerta della cooperativa. Una sfumatura qualitativa in una gamma che resta ovviamente fortemente legata alla carne e ai salumi venduti ai retail come alle piccole realtà di Centro e Nord Italia.

Da sempre però CLAI è stata sinonimo di salumi in grado di intercettare i trend del mercato ma con la forte impronta delle tipicità, romagnole e non, visto che ha saputo proporre anche ricette emblematiche della cultura gastronomica del Sud Italia.

Ma non solo, perché è stata in grado di orientarsi anche nel comparto salutistico con salami light a bassa percentuale di grassi che abbinano gusto e leggerezza, così come salami totalmente privi di conservanti, sia tecnici che vegetali.

Oggi però il fiore all’occhiello di CLAI è la “Passita”, tipica salsiccia romagnola con una stagionatura molto lenta e delicata ristretta però ad una ventina di giorni.

Clai presenta i risultati del Rebranding, affidato all’Università di Milano-Bicocca e a Rob Janoff Tra tradizione e innovazione, nel segno della continuità, il Gruppo C.L.A.I., Cooperativa Lavoratori Agricoli Imolesi, da oltre un anno ha iniziato un percorso di accrescimento del valore del brand, che parte dalla storia della Cooperativa, guarda con realismo il presente e si adopera per costruire il futuro. Un percorso che passa anche attraverso un nuovo logo.

Per realizzare questo grande progetto, Clai si è affidata all’Università di Milano-Bicocca, per migliorare il suo processo interno di valore, e a Rob Janoff, tra i più significativi graphic designer al mondo (colui che ha creato l’iconica mela di Apple), per far emergere nel nuovo logo i valori, l’identità e le distintività della Cooperativa: le persone al centro, la filiera 100% italiana e la sinergia tra tradizione e innovazione.

“Ciò che è accaduto in questi mesi - spiega Pietro D’Angeli, direttore generale Clai - ha messo ancora più in evidenza che i cambiamenti delle necessità, ma anche dei desideri dei consumatori, richiedono prodotti, servizi e modelli commerciali di valore. Oggi più che mai vogliamo affermare un ethos che parte dal cuore dell’azienda e si coinvolge con l’esperienza del consumatore. Siamo una cooperativa agricola che dal 1962 è sempre stata al passo con i tempi, orgogliosa del proprio passato e della sua tradizione, ma proiettata al futuro verso il miglioramento costante del processo produttivo. Capace di innovare in modo etico e sostenibile il settore agroalimentare italiano, creando una forte connessione con il mercato e i consumatori in termini di qualità del brand e specializzazione produttiva e commerciale”.

Il salume simbolo (Title product) del percorso di valore intrapreso da Clai è la “Salsiccia Passita”, un’eccellenza dalla tradizione rurale e gastronomica della Romagna, terra della Cooperativa. Insaccata in budello naturale e prodotta esclusivamente con le migliori carni magre di suino italiane, la “Passita” è caratterizzata dalla facile pelabilità, dal gusto dolce, tenera e scioglievole al palato.

Sono 150 i soci allevatori di Clai che ogni giorno gestiscono i propri allevamenti e conferiscono il bestiame alla cooperativa. L’attenzione per l’alimentazione, il benessere animale e le buone pratiche di allevamento sono da sempre le priorità per ottenere qualità e costanza.

“Rinnovarsi ed essere innovativi - dice Giovanni Bettini, presidente Clai - non significa dimenticarsi della nostra storia, ma prima di tutto continuare, soprattutto nel contesto odierno, ad essere ‘nuovi’ nel modo di intendere il lavoro, cioè continuando a cooperare a favore del bene della persona. Da sempre Clai valorizza la produzione agroalimentare italiana con l’obiettivo della crescita e dello sviluppo economico e sociale della nostra impresa, con una particolare attenzione alla sostenibilità, all’etica e alla responsabilità sociale. Ogni giorno Clai lavora per essere una Cooperativa capace di innovare in modo etico e sostenibile il settore agroalimentare italiano.

Clai porta i suoi valori a Cibus, la Fiera internazionale dell’agroalimentare in scena a Parma dal 3 al 6 maggio. La food company di Imola, che comprende anche i marchi Zuarina e Faggiola, dalla sua nascita nel 1962 si è contraddistinta per la composizione della sua base sociale, costituita da soci allevatori, famiglie impegnate nell’allevamento di suini e bovini da carne, e dai soci lavoratori inseriti in vari ruoli nell’impresa. Questa realtà è riuscita a creare un profondo rapporto di fiducia con le migliaia di persone che ogni giorno acquistano i suoi prodotti.

“E questo legame - commenta Pietro d’Angeli, Direttore Generale Clai - fonda la sua più profonda ragion d’essere su qualità, carni italiane al 100%, innovazione, massima cura nella gestione della filiera, pieno supporto al cliente, sicurezza, valorizzazione del territorio e attenzione alla sostenibilità. Senza dimenticare una caratteristica che soltanto il trascorrere del tempo può ‘regalare’: in Clai i maestri salumieri hanno ormai raggiunto un livello di expertise che si tramanda, e si arricchisce, di generazione in generazione. Una componente umana che nessuna macchina potrà mai replicare e che ci consente di realizzare prodotti che ci rendono sempre più appassionati al buono e sano che i consumatori sempre di più cercano”. Imola 1962 è un salame senza conservanti e con una lista ingredienti cortissima, per rispondere alla richiesta di prodotti più naturali. È un salame unico nel suo genere, che ha richiesto un percorso di ricerca di oltre un biennio ed ha e stesse caratteristiche di quello fatto in casa, realizzato senza nessun tipo di conservante.

A rafforzare la posizione sul versante del benessere contribuisce anche il percorso legato al Bio con Zuarina, il salumificio di Langhirano (parte anch’esso della Food Company) che conta una più che secolare esperienza nell’antico “saper fare” il Prosciutto di Parma.

La stessa attenzione e flessibilità che dimostra nei confronti delle tendenze di mercato, CLAI la manifesta anche nel supporto al cliente e alle sue esigenze. Durante Cibus a regalare emozioni e tanto gusto ci sono i due Max più popolari del settore Food: Mascia (3/4 maggio) e Mariola (5 maggio). Il primo è Chef del Ristorante San Domenico di Imola, due stelle Michelin; il secondo è Executive Chef e Influencer, volto noto di Gambero Rosso, molto attivo sui social.

Nelle parole del Presidente, Giovanni, è riassunta tutta la filosofia della Cooperativa: “Ogni nostro salame è il risultato di una sfida: produrre bontà coltivando valori e passione. CLAI è nata come Cooperativa per crescere in armonia con la realtà che ci circonda: un impegno e un bene per la comunità che vuole continuare a tramandarlo come tale. E sappiamo che la nostra impresa cresce solo valorizzando le persone e dando a tutti il modo di farlo".

Ci immergiamo dunque nella storia e nel presente di CLAI, grazie a una piacevole chiacchierata con Fabrizio Facciani: “Siamo nati come cooperativa agricola che aveva l’obiettivo di sostenere i soci nel loro lavoro quotidiano, sia nella conduzione dei terreni che nell’allevamento. Erano anni in cui fare gli agricoltori e fare gli allevatori erano le due facce di una stessa medaglia. Poi ci siamo specializzati nell’allevamento. La nostra caratteristica organizzativa è quella di avere una doppia base sociale. Per capirsi, ci sono sia i soci allevatori, che conferiscono prodotti, sia i soci lavoratori. All’interno della cooperativa anche i lavoratori possono diventare soci.

“Abbiamo prodotti a 360 gradi, legati principalmente all’allevamento suino, ma non solo. La produzione è infatti completa da un punto di vista zootecnico e la nostra specializzazione è nel mondo dei salumi. Quello che ci ha caratterizzato in questi anni è stato il desiderio di arrivare a vendere direttamente al consumatore finale. Abbiamo dunque creato una rete di punti vendita, con una forte caratteristica territoriale, maturando via via rapporti con altre cooperative della zona, con prodotti differenti, dall’olio al vino al formaggio, così da poter trovare nei nostri punti vendita una gamma di prodotti accomunati da una forte territorialità e dagli stessi valori cooperativi.

“Penso alla nascita del negozio Qui da Noi a Cervia.

“A livello personale, mi è stata data molta fiducia dalla dirigenza ed è ciò che mi ha permesso di crescere in questi 25 anni. Questa è la nostra filosofia: credere nelle persone che lavorano in cooperativa. Anche la scelta di creare una cooperativa è lo specchio di tutto questo. Si lavora per fare in modo che il proprio sacrificio e il proprio sapere diventino patrimonio anche delle generazioni future che lavoreranno in Cooperativa. Il radicamento nel territorio è una forte responsabilità, significa davvero metterci la faccia. Hai una reputazione che è importantissima, permetti a molti giovani di avere un futuro lavorativo in cooperativa.

Torniamo ai vostri prodotti e parliamo di buona cucina italiana. “Alla piadina col prosciutto! Un detto dei nostri territori dice “Piadina e prosciutto è già una festa”.

“Il futuro lo vediamo negli occhi e nella passione dei giovani che crescono con noi. Ce lo creeremo con questi ragazzi. Stiamo spingendo anche molto all’estero e la passione dei ragazzi permetterà di far gettare il cuore oltre l’ostacolo, di andare oltre le difficoltà del momento. Questo farà la differenza.

Lo sapevate che Clai Salumi ha anche un canale YouTube? Via S.

“Ciò che è accaduto in questi mesi - ha spiegato Pietro D’angeli, direttore generale CLAI - ha messo ancora più in evidenza che i cambiamenti delle necessità, ma anche dei desideri dei consumatori, richiedono prodotti, servizi e modelli commerciali di valore. Oggi più che mai vogliamo affermare un ethos che parte dal cuore dell’azienda e si coinvolge con l’esperienza del consumatore e che potremmo riassumere nel concetto Esistiamo per creare “happy salami”. Siamo una cooperativa agricola che dal 1962 è sempre stata al passo con i tempi, orgogliosa del proprio passato e della sua tradizione, ma proiettata al futuro verso il miglioramento costante del processo produttivo. Capace di innovare in modo etico e sostenibile il settore agroalimentare italiano, creando una forte connessione con il mercato e i consumatori in termini di qualità del brand e specializzazione produttiva e commerciale.

“Fin da quando il maiale veniva allevato come “salvadanaio” familiare - commenta D’Angeli - in ogni casa era presente la caratteristica e preziosa riserva di salumi appesi in cucina. La salsiccia passita era il primo salume stagionato che veniva consumato subito dopo le carni fresche. Le spezie e il sale proteggevano la carne dall’ambiente particolarmente umido della Pianura Emiliano-Romagnola”.

La storia di CLAI testimonia dal 1962 una “singolare esperienza cooperativa”, in cui la persona è autenticamente protagonista di un sistema produttivo che, “facendo insieme”, contribuisce alla costruzione della "Casa CLAI". Da tre generazioni i soci lavoratori e i dipendenti della cooperativa rappresentano il valore fondamentale dell’impresa mutualistica enfatizzato nella capacità di offrire con la propria intraprendenza competenze, professionalità e il proprio contribuito sociale unitamente a percorsi interni di crescita. Sono 150 i soci allevatori di CLAI che ogni giorno gestiscono, con cura e passione, i propri allevamenti e conferiscono il bestiame alla cooperativa.

“Rinnovarsi ed essere innovativi - ha aggiunto Giovanni Bettini, presidente CLAI - non significa dimenticarsi della nostra storia, ma prima di tutto continuare, soprattutto nel contesto odierno, ad essere “nuovi” nel modo di intendere il lavoro, cioè continuando a cooperare a favore del bene della persona. Da sempre CLAI valorizza la produzione agroalimentare italiana con l’obiettivo della crescita e dello sviluppo economico e sociale della nostra impresa, con una particolare attenzione alla sostenibilità, all’etica e alla responsabilità sociale. Ogni giorno CLAI lavora per essere una Cooperativa capace di innovare in modo etico e sostenibile il settore agroalimentare italiano.

Tabella riassuntiva dei punti di forza di CLAI:

Punto di Forza Descrizione
Cooperativa Soci lavorano e conferiscono direttamente la materia prima.
Qualità Garantita dal 100% di carne italiana.
Artigianalità Processi produttivi che rispettano la tradizione.
Sostenibilità Impianto di biogas e iniziative per la riduzione delle emissioni di CO2.
Responsabilità Sociale Collaborazione con il Banco Alimentare e progetti come "La spiaggia dei valori".
Salsiccia Passita CLAI

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