Cosa sono i mochi? Con la loro consistenza leggermente gommosa e il sapore dolce ma delicato, i mochi hanno ormai conquistato non solo i nostri palati, ma anche i nostri cuori. I mochi sono quindi uno dei dolci tradizionali del Giappone. Ma cosa rende questi dolcetti giapponesi così irresistibili, tanto da farli diventare popolari in tutto il mondo?
I mochi sono dei dolcetti di riso giapponesi, esistono da secoli e per lungo tempo furono utilizzati per omaggiare gli Dei. Il mochi è uno dei dolci di riso giapponesi più famosi al mondo!
Il mochi è un dolce giapponese dalla pasta bianca, spesso colorata con colorante alimentare. Esso è a base di riso dalla forma tondeggiante e spesso viene servito durante il capodanno giapponese.
Trendy e colorate, queste palline di farina di riso dolce glutinoso stanno letteralmente spopolando anche in Italia. La globalizzazione ha favorito la diffusione di mode, costumi e abitudini gastronomiche da una parte all’altra del mondo. Un piatto tipico nipponico che sta letteralmente spopolando nelle cucine dei vari locali italiani è il mochi.
Questo dolce piace, non solo per il sapore originale, ma anche per il caratteristico gusto esotico, dovuto anche alla confettura di fagioli azuki.
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Il mochi ice cream, è una variante moderna, ma super popolare in tutto il mondo. Il mochi gelato abbina la consistenza elastica e morbida della pasta di riso alla dolcezza del gelato.
Piccoli, gustosi, morbidi fuori e più consistenti dentro. I mochi sono dei dolcetti deliziosi di origine giapponese, unici nel loro genere. Sono un dessert davvero curioso e insolito, specialmente per chi è abituato alla pasticceria occidentale.
La loro particolarità è la consistenza morbida e gommosa dovuta all’utilizzo del principale ingrediente: la farina di riso glutinoso. I mochi serviti nei ristoranti occidentali hanno subìto una contaminazione di sapori, motivo per il quale se ne trovano di ogni tipo: al cioccolato, alla fragola, al mango, al passion fruit, al cocco e persino al pistacchio.
Quelli più comuni in Giappone però, sono senza dubbio i daifuku, ovvero i mochi ripieni di anko, una sorta di marmellata di fagioli rossi. Sono dei dolci estremamente radicati nella tradizione culinaria nipponica, e il loro nome significa “grande fortuna”.
Nonostante esista una pratica ben precisa per la preparazione dei mochi, farli a casa è davvero molto semplice.
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TUTORIAL MOCHI GIAPPONESI
Origini e Tradizioni
Di origini probabilmente Cinesi poiché presenta struttura, consistenza e metodo di preparazione simile ai Nian gao, una torta consumata in Cina durante la Festa di Primavera, i mochi vengono realizzati grazie alla lavorazione di un tipo di riso chiamato riso glutinoso che, una volta cotto e pestato, si trasforma in una pasta collosa e lievemente dolce.
Tradizionalmente veniva servito come piatto speciale in varie celebrazioni e cerimonia, ma negli ultimi anni sono state create tantissime varianti, sia dolci che salate. I giapponesi lo adorano e ne fanno ampio consumo durante tutto l’anno, in particolare a Capodanno (O-Shogatsu).
I mochi, in origine, venivano utilizzati in cerimonie religiose e come offerta agli dei. Considerati simbolo di buon auspicio e prosperità, ancora oggi vengono preparati e mangiati in occasioni di festa, andando così a rendere ancora più speciali questi momenti. Ci sono quindi delle particolari tipologie di mochi legate a delle festività giapponesi.
Nella tradizione, il mochi non era soltanto un dolce, ma aveva un significato simbolico. Ad esempio, il “kagami mochi” viene esposto nelle case durante il periodo di Capodanno come offerta agli dèi, simboleggiando armonia e longevità. Inoltre, i mochi sono spesso consumati durante cerimonie religiose e matrimoni. Questo alimento è quindi un perfetto esempio di come, in Giappone, il cibo sia spesso legato a rituali e simbologie importanti.Col tempo, la ricetta dei mochi si è diffusa anche al di fuori del Giappone, conquistando i palati di tutto il mondo.
Come i dango, i mochi erano un dolce tipico del Capodanno, poiché si credeva che portassero fortuna. Tuttavia, nel corso del tempo, sono diventati un dolce al di sopra della stagionalità.
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Gli eventi di Mochi-tsuki si svolgono alla fine di ogni anno per le preparazioni dell’anno nuovo.
Finora abbiamo parlato della tradizione e della preparazione dei mochi. La pallina di riso può essere farcita con una vasta gamma di condimenti.
Preparazione Tradizionale: Il Mochitsuki
Per quanto riguarda la preparazione, invece ci sono due metodi diversi. Il primo è quello della tradizione giapponese, fatto di gestualità e passaggi che ne fanno una vera e propria cerimonia: il Mochitsuki.
Durante questa preparazione, infatti, il riso viene prima messo a bagnomaria e, una volta cotto, viene pestato all’interno dell’uso, un grande mortaio in legno, con un pestello, detto kine. Si tratta di un metodo che richiede tempo, forza e coordinazione tra tutte le persone che lavorano il preparato, perché il riso deve essere girato e pestato ritmicamente fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.
Il preparato tradizionale giapponese delle palline di riso giapponesi si ottiene seguendo i dettami della cerimonia chiamata “mochitsuki”. Il riso viene messo a bagnomaria. Successivamente viene cotto. Infine viene pestato con un martello di legno chiamato “kine”. Ciò avviene all’interno di un grande mortaio, detto “usu”.
Tale procedimento richiede l’impiego di due persone. Una pesta con il kine, mentre l’altra gira e umidifica il riso. Durante le operazioni è necessaria la massima coordinazione. Si deve infatti evitare di ostacolarsi a vicenda. È bene, dunque, che la preparazione sia affidata a una coppia ben affiatata. Spesso di tratta di marito e moglie. É possibile però che vengano coinvolti due amici abituati a lavorare insieme.
Nonostante il primo metodo sia molto affascinante, richiede molto tempo e maestria. La preparazione deve essere eseguita da due persone e ciò richiede una perfetta sincronia e velocità.
É possibile però che vengano coinvolti due amici abituati a lavorare insieme. In realtà questa pratica sta cadendo in disuso. É infatti piuttosto impegnativa e richiede molto tempo. In Giappone, viene quindi riservata solo alle cerimonie importanti.
L’altra tecnica è più semplice. Prevede l’utilizzo di appositi macchinari. Il riso glutinoso, dopo essere stato asciugato, viene ridotto in polvere.
Mochitsuki, la tradizionale preparazione del mochi
Come Preparare i Mochi in Casa
Vediamo come preparare i mochi fatti in casa.
Ma quali sono gli ingredienti base per realizzare questo dolce tradizionale giapponese?
- farina di riso glutinoso
- zucchero
- acqua
- fecola di patate
Bisogna unire la farina di riso glutinoso, precedentemente messo a bagno e poi cotto, e lo zucchero in un pentolino. Aggiungere l’acqua e mescolare con un cucchiaio di legno per ottenere una pastella senza grumi. Il composto va poi trasferito sul fuoco. Viene dunque cotto per 15 min fino a farlo rapprendere e formare una palla collosa.
Bisogna quindi distribuire un po’ di fecola di patate sul piano di lavoro e sulle mani. L’impasto di riso va lavorato fino a diventare omogeneo e fino ad ottenere una pasta bianca. Il colore verde si ottiene invece aggiungendo all’ impasto foglie di artemisia. La base per la preparazione del mochi a questo punto è pronta. Viene poi aggiunta la farcitura desiderata per dare il tocco finale. La farcia tradizionale è la marmellata di fagioli azuki.
Ecco come cucinare in casa dei perfetti mochi gipponesi:
- In una ciotola, versa la farina di riso glutinoso e aggiungi lo zucchero.
- Aggiungi l'acqua a temperatura ambiente e mescola il composto con una frusta.
- Prepara una pentola per la cottura a vapore. Puoi utilizzare un cestello in bambù o una pentola adatta alla cottura al vapore. Porta l'acqua a ebollizione.
- Posiziona la ciotola con il composto sul cestello o nella pentola a vapore.
- Una volta che il composto nella ciotola si è addensato e diventato colloso e uniforme, spegni il fuoco.
- Ribalta l'impasto su una superficie di legno abbondantemente infarinata con fecola di patate o amido di mais.
- Posiziona un po' di anko al centro di ciascun disco ottenuto.
- Chiudi bene l'anko all'interno del disco di impasto e arrotonda il mochi sul palmo della mano.
Varianti e Farciture
Dato il loro sapore delicato, i mochi giapponesi sono perfetti per essere farciti o abbinati a diversi ingredienti. Ne esistono infatti moltissime varietà, che si differenziano per colore, forma ma soprattutto per il ripieno.
I mochi classici sono le varianti più tradizionali, mangiati anche quotidianamente dai giapponesi a conclusione di un pasto o come snack dolce durante la giornata.
- Daifuku: è la tipologia di mochi più diffusa e amata, anche fuori dal Giappone.
- Ichigo daifuku: è una variante del daikufu classico, a cui viene aggiunta una fragola intera nel ripieno.
- Sakura mochi: si tratta di un’altra variante del daifuku, tipici del periodo della fioritura dei sakura. Questo è caratterizzato da una sontuosa presentazione (è infatti avvolto in una foglia di ciliegio).
- Dango: sono mochi serviti su uno spiedino. Così famosi da avere anche la loro emoji dedicata, i dango vengono di solito accompagnati da una salsa a base di soia, il mitarashi, che aggiunge una nota dolce alle polpettine di riso glutinoso.
- Kiri Mochi: infine, la variante del mochi non zuccherata. Si tratta di cubetti di mochi, privi di ripieno, che possono essere bolliti, grigliati o tostati.
- Mochi Fusion: si tratta di varianti innovative del mochi tradizionale, soprattutto nella farcitura. Sferici, morbidi e farciti con creme golosissime, i mochi sono dei dolcetti tipici giapponesi a base di pasta di riso consumati soprattutto nel periodo di Capodanno.
Un dolce molto popolare, forse il più conosciuto insieme al mochi gelato. E’ formato da una pallina rotonda di mochi farcita di anko, ovvero una marmellata di fagioli rossi o bianchi dolcificati. Variante del daifuku. Diffuso soprattutto nella regione Kansai. Non viene preparato con il riso, bensì con l’amido della pianta warabi.
Grazie alla loro versatilità in cucina, vengono utilizzati anche per realizzare squisite torte. Tra le più famose c’è il Dango, un dolce composto da mochi infilati in uno spiedino. Altro dolce molto conosciuto è il Daifuku. Si tratta di una palla rotonda di mochi con un ripieno di pasta di fagioli rossi opportunamente dolcificata. Questo dolce è molto noto anche nella versione ichigo daifuku, ossia ripieno di fragole.
Diversi ristoratori si divertono con nuove sperimentazioni. Li servono farciti con creme dolci o gelati tipicamente italiani, dando vita a un incontro di sapori multinazionali ispirati alla cucina giapponese!
Il ripieno classico è costituito dall’anko, una pasta di fagioli rossi dolci chiamati azuki, che ha un sapore delicato e un po’ terroso. Tuttavia, ci sono molte altre opzioni per variare il gusto dei mochi:
- Mochi con ripieno di cioccolato: Una delle varianti più amate al di fuori del Giappone è quella con il cioccolato. Si può utilizzare cioccolato fondente, al latte o bianco come ripieno per un gusto dolce e ricco che contrasta perfettamente con la pasta di riso neutra.
- Mochi con gelato: Una variante fresca e deliziosa, perfetta per l’estate, è quella dei mochi ripieni di gelato. Si può mescolare il matcha direttamente nella pasta di mochi per un dolce dall’aroma raffinato e intenso. Sarà possibile farcire i mochi con palline di gelato dal gusto preferito. In alternativa possiamo utilizzare insieme alla panna la nostra frutta preferita oppure miscelare della crema di nocciole o altra crema spalmabile.
- Mochi alla frutta: I mochi possono essere riempiti con frutta fresca o secca. Ad esempio, una variante molto popolare è quella con fragole intere all’interno, chiamata “ichigo daifuku”. Anche frutti come mango, kiwi o mirtilli sono ottimi abbinamenti per creare mochi dal sapore fresco e leggero.
- Mochi con ripieno di crema: Un’altra variante interessante è quella dei mochi farciti con crema pasticcera o panna montata, per un dolce che unisce morbidezza e cremosità.
Queste varianti permettono di personalizzare i mochi a seconda dei propri gusti, sperimentando sapori nuovi e creativi, ma sempre rispettando la base della tradizione giapponese.
Conservazione dei Mochi
Una delle caratteristiche dei mochi è la loro freschezza: si tratta infatti di un dolce che andrebbe consumato preferibilmente subito dopo la preparazione, poiché la pasta di riso tende a indurirsi con il tempo.
| Metodo di Conservazione | Durata | Note |
|---|---|---|
| Temperatura Ambiente | 1-2 giorni | In contenitore ermetico, ideale per mochi con ripieno di fagioli rossi. |
| Frigorifero | Più a lungo | In contenitore ben chiuso per evitare che si secchino. |
| Freezer | Settimane | Avvolgere singolarmente in pellicola trasparente, ideale per mochi ice cream. |
Possiamo conservare i mochi in frigo tenendoli scoperti fino al giorno. Nei giorni successivi l’involucro esterno tenderà ad ammorbidirsi alla base. Saranno comunque buoni da mangiare per un paio di giorni conservati a questo punto in un contenitore non completamente chiuso.
Tuttavia, esistono alcuni accorgimenti per conservarli al meglio e prolungarne la durata:
- Conservazione a temperatura ambiente: Se hai preparato i mochi con ripieno di fagioli rossi e intendi consumarli entro 1-2 giorni, puoi conservarli a temperatura ambiente, in un contenitore ermetico.
- Conservazione in frigorifero: Se vuoi conservarli per un periodo più lungo, puoi riporli in frigorifero, sempre in un contenitore ben chiuso.
- Conservazione in freezer: Un’opzione molto pratica è congelare i mochi. Questa tecnica è particolarmente utile se hai preparato mochi in grandi quantità o se stai facendo i mochi ice cream. Per congelarli, avvolgili singolarmente in pellicola trasparente per evitare che si attacchino l’uno all’altro, e mettili in un sacchetto per freezer. Quando desideri mangiarli, ti basterà scongelarli per 10-15 minuti a temperatura ambiente.
Ricorda che la consistenza dei mochi freschi è unica e difficilmente riproducibile dopo la congelazione, ma congelandoli in modo corretto, potrai comunque gustare un dolce delizioso anche dopo qualche settimana.
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