Ti senti più parte del team dolce o del team salato? Se fai parte del primo gruppo e quando pianifichi le vacanze prima di scegliere la meta dai sempre un’occhiata ai dolci tipici della località dove intendi dirigerti, allora questo articolo è perfetto per te! Soprattutto se quest’estate hai deciso di fare le valigie e dirigerti verso la Calabria, non puoi non sapere assolutamente a quali - e quanti!

Terra dalla grande e antica tradizione culinaria, la Calabria vanta tantissimi dolci e prelibatezze tipiche che, grazie alla semplicità degli ingredienti e alla lavorazione artigianale, incontrano il palato di tutti, grandi e piccoli. Ma che cosa caratterizza l’arte dolciaria di questa bellissima regione? Se consideriamo i dolci calabresi zona per zona o meglio, provincia per provincia, possiamo notare che presentano diversi tratti comuni: sono quasi tutti a pasta secca e spesso privi di creme all’interno, profumatissimi e dal gusto molto ricco.

Regione che vai, dolce tipico che trovi! Qui abbiamo appena fatto soltanto un breve assaggio degli otto dolci tipici calabresi, anche perché… l’elenco completo sarebbe davvero lunghissimo!

In questo articolo esploreremo alcuni dei dolci più emblematici di Reggio Calabria e dintorni, offrendo un assaggio della ricca tradizione dolciaria calabrese.

I Dolci Natalizi di Reggio Calabria: Un Sondaggio di Gusto

Con un sentito e gradito sondaggio ho testato i gusti dei tanti calabresi che seguono su Instagram le mie peripezie in Calabria, per capire quali sono e dove si mangiano bene 5 dolci natalizi di Reggio Calabria e dintorni!

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Petrali

I petrali sono dolci natalizi tipici di Reggio Calabria e provincia. I petrali sono delle piccole mezzelune di frolla, ripiene di un impasto di frutta secca e candita, fichi secchi, cacao e vin cotto, che deve macerare per 3 giorni prima di essere usato per la farcitura. Hanno un involucro di pasta frolla che racchiude un ripieno di frutta secca, aromatizzato con liquore e caffè.

Intanto si stanno diffondendo, sempre più negli ultimi anni, delle varianti per la farcitura come crema di cioccolato e/o nocciola, pistacchio o cioccolato bianco. Sono tipici prevalentemente della città di Reggio Calabria, ma anche dei dintorni. Dopo averne provati vari tra quelli segnalatimi, ho deciso di consigliarti quelli del Bar San Francesco, di cui abbiamo gradito la friabilità della frolla e la morbidezza della farcitura.

Una menzione speciale va alla loro variante antica dei petrali, in cui gli ingredienti della farcitura, frutta e fichi secchi, sono tagliati a mano a coltello grossolanamente, inoltre c’è un’aggiunta maggiore di miele e un pizzico di cannella. Il proprietario, Domenico Cilione, è riuscito a recuperare la ricetta dai racconti di una signora novantenne delle zone della Calabria Grecanica, l’ha poi perfezionata e proposta.

Petrali

Torrone

Dici “torrone” e dici “Calabria”. Per quanto riguarda il torrone calabrese ci sarebbe da scrivere un articolo a parte, che spero di scrivere presto, perchè la tradizione qui ha radici molto solide e consapevoli. Si tratta di un dolce, una volta considerato di lusso, per la pregiatezza delle materie prime.

Di origine greca, romana o araba, non è chiaro, la prima testimonianza scritta lo colloca in Catalogna nel 1200. In Italia arriva solo nel 1400, precisamente a Cremona, città tutt’oggi maggior produttrice in Italia, il nome torrone sembra indicare il “Torrazzo” della città! Infinite le versioni regionali, ma veniamo alla versione calabrese.

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Ne abbiamo già parlato una volta presentandovi il torrone di Bagnara IGP, una delle 5 ricette di torrone più note in Italia e l’unico a ottenere - a partire dal 2014 - il riconoscimento IGP. Pasticceria Cundari, un’azienda che da 2 generazioni produce torroni a Bagnara Calabra, la dove il torrone è addirittura IGP dal 2014, unico in Italia ad avere questo riconoscimento!!!

Stando al disciplinare, infatti, questo prodotto dal gusto inconfondibile “è il risultato che si ottiene con la cottura di miele, mandorle non tostate, chiodi di garofano in polvere, zucchero e cacao amaro”. Si narra di una nobildonna spagnola che portò qui la ricetta nel 1700, ma documenti scritti testimoniano le prime preparazioni ad opera dei monaci dell’Abbazia di Bagnara. Noto per il suo sapore intenso al retrogusto di cacao amaro e la consistenza friabile, è possibile trovarlo in due differenti tipologie: “Martiniana”, caratterizzata dalla copertura di zucchero in grani, e “Torrefatto glassato”, con copertura di cacao amaro.

Antica Pasticceria Artigianale Scutellà, alle pendici dell’Aspromonte nel borgo di Delianuova, Rocco Scutellà, pluripremiatro maestro pasticcere e pupillo del grande Iginio Massari, ha saputo creare un’oasi di gusto e raffinatezza tra le montagne calabresi. Il suo croccante di pura mandorla è il suo fiore all’occhiello ma assolutamente da gustare anche il torroncino morbido al gianduia e i biscotti di frolla al cioccolato e sale, questi ultimi, GIURO E SENZA ESAGERARE, per me al primo posto tra i biscotti di frolla più buoni mai provati! Il segreto del suo croccante? La ricerca minuziosa della più alta qualità delle 3 materie prime: mandorla, miele e zucchero.

Torrone di Bagnara

Susumelle

Le Susumelle non sono tipiche solo della città dello stretto ma un pò in tutta la Calabria. Passiamo ora a un altro grande classico della punta del nostro Stivale: le Susumelle. Conosciute anche come pitte di San Martino, sono uno dei dolci tipici più famosi della Calabria, che si prepara solitamente nel periodo natalizio. Sono dei dolci di forma ovale, fatti con un impasto di farina, zucchero, cacao, miele e un pizzico di cannella, esternamente ricoperte da uno strato di cioccolato fondente, niente burro nè uova.

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Croccanti e morbide allo stesso tempo, le Susumelle sono composte di una pasta di biscotto dal retrogusto di cannella, realizzata senza utilizzare burro e uova ma soltanto un un po’ di latte e di miele. A Reggio Calabria si preparano l’11 Novembre e sono chiamate Pitte di San Martino, il Santo della generosità verso il bisognoso, infatti una volta erano regalati dai nobili ai poveri.

A furor di popolo per le susumelle, le segnalazioni si sono concentrate verso la Dolceria De Nardo, leader da 5 generazioni nella dolceria tipica calabrese, in primis per gli “artistici” mostaccioli o ‘nzudda. Sono andata a conoscere Gianluca e Valentino, i due fratelli De Nardo che portano avanti questa antica produzione dolciaria. Tra Settembre e Dicembre si trovano a Reggio Calabria, in occasione delle feste della Madonna della Consolazione e del Natale, in Piazza Duomo.

Mi hanno raccontato della loro famiglia e della tenacia da parte del padre nel trasmettere ai figli il mestiere, la cura nei dettagli, l’importanza del lavoro manuale e artigianale quasi senza l’uso di macchinari, perchè non bisogna avere fretta, puntare alla quantità sminuisce poi il valore del prodotto.

Pignolata

Simile agli struffoli napoletani, la pignolata calabrese è un dolce formato da tante palline glassate al miele unite insieme, dalla forma di piccole pigne (da qui il nome). Piccole palline fritte e glassate al miele a forma di pigna, ricoperte da codette colorate di zucchero. Nell’impasto vietato lo zucchero (o comunque se ne usa pochissimo), dato che la dolcezza è data dal miele di castagno o di agrumi.

Si prepara in occasione del carnevale, ma non è raro trovarla anche in altri momenti dell’anno sui banconi di forni e pasticcerie calabresi. La ricetta è antichissima, probabilmente dalla Magna Grecia. Tante segnalazioni per la Pasticceria Martino di Reggio Calabria, in cui andrò breve ad assaggiare questo dolce tipico.

Nacatole

Le Nacatole sono il dolce dal significato più tenero e vicino alla natività di Gesù Bambino, perchè la loro forma ricorda una culla di nastri elissoidali fatta di farina, uova, zucchero e anice. Esiste una variante diffusa sia in città che provincia, in cui le nacatole sono lievitate a differenza della prima variante.

Il termine nacatole deriva da naca, parola dialettale che significa “culla” e che fa riferimento alla culla di Gesù Bambino. In questo modo risulterà un impasto molto morbido che dovrà lievitare prima della frittura, dopodichè dovranno essere cosparse di tanto zucchero semolato. La tradizione, infatti, vuole che queste delizie si preparino durante le feste natalizie o il carnevale, ma è ormai possibile trovarle durante tutto l’anno. Dal sondaggio, le varie risposte mi hanno fatto capire che si tratta di un dolce che si compra poco ma si prepara tanto a casa.

Altri Dolci Tipici Calabresi

Oltre ai dolci natalizi, la Calabria offre una varietà di altre prelibatezze dolciarie:

  • Pitta 'mpigliata: Conosciuta anche come Pitta n’chiusa, la Pitta ‘mpigliata è un dolce tipico della tradizione calabrese, nata a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza, e oggi largamente diffusa in tutta la Regione. La preparazione di questo dolce tradizionale, infatti, prevede una lavorazione lunga ben 3 giorni, di cui 2 di riposo del ripieno e una del dolce non cotto. Pensi di essere una persona paziente? Prima di dirlo, mettiti ai fornelli e prova a replicare la ricetta della pitta ‘mpigliata!
  • Panicelli: In Calabria sono tante le delizie a base di cedro, un frutto diffusissimo specialmente nella zona dell’Alto Tirreno Cosentino, chiamata anche “Riviera dei Cedri”. Proprio qui, infatti, nascono i panicelli: dei fagottini di foglie di cedro di forma quadrata e leggermente allungata che contengono uva zibibbo appassita e cubetti di buccia di cedro di Calabria. La preparazione di questo particolare dolce è semplice: una volta imbottite, le foglie vanno chiuse con un filo di ginestra selvatica e successivamente cotte al forno. Secondo le tradizioni di una volta, i panicelli venivano preparati nel periodo di potatura delle piante di cedro, che va da ottobre a novembre.
  • Mostaccioli calabresi: Mai sentito parlare dei mostaccioli calabresi? Si tratta di croccanti biscotti al miele formati da pochi ingredienti ma dal gusto inconfondibile. La preparazione, così come il nome, varia di zona in zona, ma la loro caratteristica distintiva è la consistenza dura e compatta, cosa che permette di conservare i mostaccioli anche molto a lungo.
  • Nacatole: Farina, uova, olio, vino e zucchero e… si frigge! Se, come si dice, a volte basta poco per essere felici, noi lo confermiamo: un modo semplice per farlo è gustare le nacatole, dei dolcetti fritti tipici della tradizione calabrese, particolarmente diffusi nella provincia di Reggio Calabria.
  • Tartufo di Pizzo Calabro: Storia, tradizione, eccellenza: stiamo parlando del Tartufo di Pizzo Calabro, il famosissimo dolce dal cuore cremoso e primo gelato in Europa ad aver ottenuto il marchio IGP! La morbidezza, la forma irregolare e soprattutto la bontà del Tartufo di Pizzo Calabro sono inconfondibili, frutto della preparazione artigianale e dell’abilità dei maestri pasticceri che tramandano questa ricetta da generazioni.
Dolci Tipici Calabresi

Cudduraci: Dolci Pasquali

Diffusi soprattutto nella zona di Reggio Calabria, la tradizione voleva che venissero realizzati dalle giovani donne per il loro promesso sposo in segno di amore. Secondo questa usanza, il dolce veniva realizzato a forma di cuore e arricchito da uova sode: più grande era il cudduraci, più lo era anche l’amore per l’altra persona. Questi dolci di pasta frolla tipici di Reggio Calabria arricchiscono oggi le tavole di Pasqua e vengono serviti a fine pasto così come la colomba o le uova di cioccolato.

Le forme in cui realizziamo i Cudduraci nel nostro panificio artigianale di Reggio Calabria sono diverse: dalle classiche colombine, cuori e fiocchetti alla più moderna tartaruga, con il guscio che nasconde l’uovo sodo.

Stomatico

Lo stomatico è uno dei dolci tipici di Reggio Calabria. La sua creazione affonda le radici nelle antiche tradizioni del territorio metropolitano mentre il suo nome, la cui radice risale al greco antico stóma (στόμα = "bocca"), trova corrispondenze nel greco antico στοματικός (stomaticós). A Reggio si acquista facilmente sia nelle pasticcerie che nei forni in tutti i mesi dell’anno, ma la semplicità lo rende facile da preparare anche in casa.

Altre Delizie Gastronomiche Reggine

Non puoi concludere il pasto senza provare qualche dolce tipico calabrese! La torta al bergamotto, preparata con l’agrume che cresce proprio nella zona, è un must assoluto.

Terminano qui tutte le info che sono riuscita a scovare su questi 5 dolci tipici di Reggio Calabria e d’intorni. Vorrei specificare che purtroppo non esistono molti testi di riferimento sulla tradizione dolciaria calabrese, ciò genera molta confusione perchè gran parte delle ricette e delle curiosità legate ai dolci sono racconti tramandati da mamme e nonne.

Mangiare in Calabria è un’esperienza unica che ti permette di scoprire la cultura locale attraverso i suoi piatti più tipici.

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