Autunno fa rima con cioccolato, una calda e dolcissima coccola che ci si concede volentieri quando le temperature cominciano a scendere. Ma quali sono le origini delle cioccolaterie italiane? Dove nasce la cioccolateria artigianale? Quali sono le migliori alternative dell’antica cioccolateria napoletana o quella piemontese? Appare evidente che, in un contesto così ricco, frammentato e diversificato, sia molto difficile individuare la più famosa cioccolateria italiana. Un'idea per una gita o un weekend autunnale è sicuramente la visita a un museo del cioccolato. Sia che stiate pianificando una fuga in una città europea o che vogliate concedervi un weekend in alcune delle città più belle d’Italia, una tappa per scoprire come dai semi di cacao si riesca a ottenere una tavoletta di cioccolato è sempre una buona idea.

Cioccolato Italiano

Torino: Capitale del Cioccolato Italiano

Quando si parla di cioccolateria e di cioccolato, è difficile non partire dal Piemonte e, in particolar modo, da Torino. Che il punto di partenza di questa esplorazione del cioccolato italiano sia proprio Torino, non deve sorprendere: il capoluogo piemontese è una vera e propria capitale del cioccolato europeo, potendo vantare una esperienza nel settore che poche altre città del vecchio Continente possono fornire. Un giro tra le cioccolaterie storiche, per fare incetta di Bicerin - la storica bevanda di caffè, cioccolato e panna amata da Cavour - e cioccolate fumanti, è sempre una buona idea.

Guido Gobino: L'Eccellenza Torinese

Simbolo dell’alta cioccolateria piemontese, Guido Gobino è conosciuto in tutto il mondo per le sue creazioni artigianali, per le collaborazioni con marchi di eccellenza come Armani/Dolci e per la nomina ad Ambasciatore di Torino nel mondo ricevuta in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006. Per lui la scelta delle materie prime è fondamentale, unita a lavorazioni all’avanguardia e al continuo impulso verso la sperimentazione. Le creazioni sono gestite secondo la filosofia del “from bean to bar”, con cui il cacao proveniente da Sudamerica e Asia viene tostato e raffinato direttamente in azienda. Le nocciole utilizzate per il cioccolato gianduja sono le Tonde Gentili di produttori selezionati che lavorano in esclusiva con Gobino. Da provare i Fogli, tavolette finissime di cioccolato con nocciole piemontesi, i Giandujotti realizzati con la tradizionale tecnica dell’estrusione e il Giandujotto Maximo senza latte, come da ricetta della metà del XIX secolo.

Peyrano Torino

Il nome della famiglia Peyrano è sinonimo di cioccolato di qualità dal 1920, data di apertura di un piccolo laboratorio in corso Moncalieri 47 a Torino. Un’impresa familiare che, dopo i primi anni di attività, riceve il prestigioso riconoscimento di “Fornitore della Real Casa di Savoia” direttamente da Vittorio Emanuele III. Negli anni ’80 Peyrano si è legato a numerose case di moda, nei cui atelier erano sempre presenti le praline “noci”, “mandorle” e “conchiglie”, e alle più lussuose catene alberghiere. Anche il design è entrato in contatto con la cioccolateria, grazie a confezioni speciali disegnate da Ettore Sottsass e Alessandro Mendini.

Caffarel

La stessa nocciola Piemonte IGP circola tra i 20mila metri quadrati della fabbrica di Paul Caffarel a Luserna San Giovanni, nell’alta Val Pellice. In questo piccolo comune dove le lucciole brillano durante le notti d’estate (da cui, la leggenda vuole, il nome di Luserna), si trova la “fabbrica” di Caffarel la cui fama è legata all’ideazione del cioccolato gianduia nel 1852 e al lancio commerciale del gianduiotto nel 1865 ad opera di Paul Caffarel e Michel Prochet. Lo stabilimento ospita anche un museo con esposti rari macchinari d’epoca ed è visitabile prenotando sul sito di Turismo Torino.

Leggi anche: Esplora il mondo del cioccolato artigianale

Cioccolatò Torino e la storia del Giandujotto - TG2 2025.02.27

Perugia e la Casa del Cioccolato Perugina

Se si pensa alla storia del cioccolato in Italia, probabilmente la prima città che verrà in mente è Perugia, sede della fabbrica della Perugina, una sorta di gigantesco museo del cioccolato dove scoprire la storia del marchio e i segreti della lavorazione. E dove fare incetta di Baci Perugina! Scoprirete tutta la storia di questo marchio, davvero affascinante, che vede come protagonisti Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni. Erano davvero i grandi imprenditori di moda e pasta che iniziarono tutto dal cioccolato. E fu proprio Luisa Spagnoli, originaria di Perugia, a realizzare un impasto con tutti gli scarti di cioccolato e granella di nocciole che a fine giornata venivano buttati. Li mescolò dando origine a un cioccolatino dalla forma improbabile, quasi di pugno chiuso. Al di là dei dettagli storici, ciò che affascina è scoprire come avviene la produzione e degustare Baci Perugina originali, che solitamente non si trovano in commercio. Potete poi partecipare anche a un corso della Scuola del Cioccolato Perugina.

Baci Perugina

La storia del cioccolato a Perugia risale al 30 novembre 1907 quando, a pochi passi dal Mercato Coperto, in Via Angusta, nacque la prima sede de La Società Perugina, un piccolo laboratorio di confetti destinato a diventare un’industria. Ben presto la sede in Via Angusta risultò troppo stretta, non riuscendo più a contenere l’aumento massiccio della produzione dettato da una domanda sempre più crescente. E così, nell’estate del 1915 la società si trasferisce a Fontivegge, in quella che allora era piena periferia, in una fabbrica costruita su un terreno pagato 30.000 lire dove viene strutturata la linea di produzione del cacao in polvere, con presse idrauliche per l’estrazione del burro di cacao.

Modica e l'Antica Dolceria Bonajuto

Ci spostiamo in Sicilia, precisamente a Modica caratterizzata da un’antichissima tradizione di lavorazione del cioccolato, con testimonianze storiche he risalgono alla metà del XVIII secolo. A Modica esiste un vero e proprio museo del cioccolato, piuttosto piccolo da visitare. Ma c’è anche il Fattojo, il laboratorio Bean to Bar, ovvero dai semi di cacao alla tavoletta di cioccolato, dell’Antica Dolceria Bonajuto. La più antica fabbrica di cioccolato della Sicilia che da oltre 150 lavora i semi di cacao. Non si tratta di un vero e proprio museo ma di uno spazio dove potete vivere una vera e propria esperienza a tema cioccolato, partendo dalla tradizione degli Aztechi fino ad arrivare a… Modica.

Cioccolato di Modica

La fabbrica di cioccolato più antica di Sicilia? Si chiama Bonajuto, si trova a Modica dal 1880 ed è gestita da Pierpaolo Ruta, sesta generazione di una famiglia di “ciucculattari”, come si dice da quelle parti. Da Bonajuto si produce l’Antico cioccolato di Sicilia a bassa temperatura (tra 42° e 45°), in modo che i cristalli di zucchero non si sciolgano, donando così una consistenza granulosa al palato e mantenendo la ricchezza aromatica del cacao. Tra le creazioni più celebri ci sono le tavolette storiche alla cannella e alla vaniglia, le aromatiche al mandarino, al limone verdello, alla maggiorana, al cardamomo e le praline.

Altre Eccellenze Italiane

Abbandonato il Piemonte, il degustatore di cioccolato di qualità non rimarrà tuttavia deluso. Insomma, un ventaglio di alternative davvero invidiabile, che pochi Paesi in Europa possono vantare.

Leggi anche: Fabbrica di cioccolato Lindt

Majani, Bologna

Nasce nel 1796 ed è la più antica fabbrica di cioccolato italiana. Majani a Bologna produce prelibatezze di cacao da oltre sette generazioni, con un occhio di riguardo per i prodotti della tradizione. Nessun semilavorato viene impiegato nel processo artigianale, al contrario, si utilizza solo cacao coltivato in 20 diverse regioni del pianeta. Tra le creazioni più famose di Majani c’è il Cremino FIAT, nato per celebrare il lancio sul mercato della Tipo 4. La ricetta nasce nel 1911 e vince la competizione con altre cioccolaterie torinesi: così nel 1913 Majani inizia a commercializzare il cioccolatino a quattro strati con nocciole e mandorle, brevettandolo. Anche la Cioccolata Scorza è un marchio di fabbrica del brand bolognese.

Pistocchi, Firenze

Non si può passare da Firenze senza assaggiare la leggendaria Torta Pistocchi. Il dolce è nato nel 1990 nel ristorante dove Claudio Pistocchi lavorava in qualità di executive chef. L’intento era di creare un cioccolatino fuori scala che fosse morbido e cremoso, prodotto artigianalmente senza aggiungere zucchero, burro, uova o farina. Il risultato? Una creazione con solo cioccolato fondente extra, cacao in polvere e crema di latte, dalla consistenza simile a quella di una ganache.

Gay-Odin, Napoli

La fabbrica di cioccolato partenopea più celebre nasce nel 1894 dal sogno di Isidoro Odin, trasferitosi dal Piemonte a Napoli per apprendere i segreti della cioccolateria dallo zio Francesco. Dopo aver aperto una piccola bottega, sposa Onorina Gay, figlia di un cioccolataio e, dalla loro storia d’amore prende vita il marchio Gay-Odin. La Fabbrica, incastonata nel palazzo Liberty di via Vetriera, dal 1993 Monumento nazionale, è ancora oggi in piena attività e offre prelibatezze realizzate con materie prime territoriali di eccellenza come le nocciole di Giffoni, le noci di Sorrento e le scorzette d’arancia provenienti dal giardino della fabbrica. Tra i cavalli di battaglia di Gay-Odin ci sono la Foresta, composta da rami di cacao tagliati a tocchetti e i cioccolatini nudi, dalla ricetta segreta, disponibili in 40 varianti di gusto. Chocorhum, Cozze al maraschino e Africanelle sono le più celebri, mentre le tavolette di cioccolato si presentano in 12 diverse varianti.

I Musei del Cioccolato più Famosi in Europa

Di seguito troverete la selezione dei musei del cioccolato più famosi in Europa. Ogni museo possiede qualcosa di particolare ed unico che vale sicuramente il prezzo del biglietto. Abbiamo riscontrato che tra le caratteristiche comuni vi è il racconto della storia del cioccolato dalle origini sino ai giorni nostri, la descrizione dell’approccio contemporaneo del cioccolato inteso più in chiave creativa ed artistica oltre al gran finale che in diversi musei culmina con la dimostrazione pratica sulla lavorazione del cioccolato artigianale ad opera di esperti maitre chocolatier.

  • Casa del Cioccolato Perugina - Perugia, Italia
  • Museo Xocolata - Barcellona, Spagna
  • Museo del Cacao e del Cioccolato - Bruxelles, Belgio
  • Museo del Cioccolato Gourmet - Parigi, Francia
  • Museo del Cioccolato - Berlino, Germania
  • Museo del Cioccolato Imhoff Stollwerck - Colonia, Germania

I Big del Cioccolato nel Mondo (Dati 2014)

Vediamo in questo ranking prodotto da Candy Industry e che si riferisce ai dati del 2014 (in milioni di dollari). I ricavi sono riferiti alla vendita dei soli prodotti in cioccolato.

Leggi anche: "La Fabbrica di Cioccolato": Analisi Approfondita

RankingAziendaPaeseRicavi (milioni di dollari)
1Mars IncUSA18,480
2Mondelēz InternationalUSA14,350
3Ferrero GroupLussemburgo/Italia10,911
5Nestlé SASvizzera10,466
6Hershey Foods CorpUSA7,485
7Chocoladenfabriken Lindt & Sprüngli AGSvizzera4,022
9ArcorArgentina3,500
10August Storck KGGermania2,272

tags: #Cioccolato

Post popolari: