La Toscana è una terra bellissima, che ha dalla sua anche un forte campanilismo, e una tradizione culinaria ricca e variegata. Un piatto che parla di mare, di città e di sapori che si intrecciano per dar vita a un piatto ricco e profumato e dove il pesce incontra i sapori semplici e autentici del pomodoro, dell'aglio e della salvia.

In Toscana, in pratica tutto quello che viene prima fritto e poi ripassato in padella con aglio, prezzemolo e pomodoro si definisce “alla livornese”.

Triglie alla Livornese
Triglie alla Livornese, un classico della cucina toscana.

Baccalà alla Livornese

Facile da preparare, ma ricco di gusto, il baccalà alla livornese saprà conquistare tutti con la sua bontà. Il baccalà alla livornese è uno di quei piatti che racconta tutta la tradizione della cucina toscana. Perfetto per chi ama i piatti di pesce, ma cerca anche un po' di calore e comfort in ogni boccone.

Quando volete realizzare la ricetta del baccalà alla livornese per prima cosa, se presenti, rimuovete le lische dal baccalà. Fate dorare il baccalà su tutti i lati girandolo delicatamente dopodiché sistematelo mantenendo la pelle rivolta verso il basso ed aggiungete i pomodori pelati spezzettati. Unite un trito realizzato con l’aglio, il peperoncino e 5-6 foglie di salvia. Muovete la casseruola in modo da amalgamare gli ingredienti, coprite e proseguite la cottura per 20-25 minuti a fuoco basso.

Triglie alla Livornese

Le triglie alla livornese sono un secondo piatto tipico della tradizione culinaria toscana, che celebra la freschezza e la bontà del pescato locale. Questa ricetta semplice e saporita vede le triglie come protagoniste indiscusse: la loro carne versatile e tenera si sposa perfettamente con un delizioso sughetto al pomodoro arricchito da aromi mediterranei.

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Oggi ho trovato in pescheria delle freschissime triglie e non ho resistito a comprarle. Di solito le faccio fritte semplicemente impanate con la semola rimacinata, ma oggi volevo provare a cucinarle con la ricetta che preparava sempre la mia mamma. Ecco allora che voglio raccontarvi la ricetta delle Triglie alla livornese con tanto sugo di pomodoro in cui poter fare la scarpetta o condire un buonissimo piatto di pasta.

L’unica difficoltà, se così la vogliamo chiamare, è quella di pulire il pesce, ma potete anche rivolgervi al vostro pescivendolo. La Triglia è un pesce azzurro dalle preziose proprietà, che fornisce un apporto eccellente di acidi grassi essenziali e sali minerali, e di polinsaturi Omega 3 che hanno effetti benefici per il nostro organismo. Io ho servito le Triglie al pomodoro con delle bruschette di pane che con il sughetti ci stanno benissimo. E non mi dite che preparare il pesce è complicato! questa ricetta è proprio semplice e alla portata di tutti.

Per preparare le triglie alla livornese per prima cosa sbucciate gli spicchi d'aglio e tritateli. Salate e aggiungete le triglie intere precedentemente eviscerate. A metà cottura girate le triglie delicatamente, poiché tendono a sfaldarsi. Per il sugo potete indifferentemente usare polpa di pomodoro, pomodori pelati, ma anche passata di pomodoro o pomodori freschi.

Braciole alla Livornese

“Ch’è avanzata quarche braciola? Ributtala dentro venvia, tanto fritto gliè bono anch’una ciabatta!”. Ecco a voi la nascita della Braciole alla Livornese, un mix di sapori talmente genuini da sciogliersi tutti contemporaneamente non appena sentono il calore delle papille gustative. È così che Nonna Argìa, la mamma di Nonna Marisa, cominciava la giornata del giovedì. Il mercoledì era giorno di fritto e le braciole che c’era bisognava buttarle tutte per sfamare i ragazzi dopo una giornata di lavoro. Quelle che avanzavano, le poche volte che avanzavano, erano oggetto, l’indomani, della frase là sopra. Bastava un pò di pomodoro ed ecco che, come di norma, diventavano “alla Livornese”.

Ormai, dopo più di 100 anni, sono nate numerose rivisitazioni. Come ci insegna Nonna Marisa: non è Braciolina alla Livornese se non si taglia col cucchiaino del caffè. La sfida è partita. La Braciolina Rifatta è semplice, e adesso, adesso, adesso, te lo dimostrerò.

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Ogni cuoco ha una propria visione su quale taglio di carne sia il migliore. Cerchiamo quindi di darvi il nostro punto di vista.

Senza dubbio le braciole cotte così non devono essere troppo massicce, perché altrimenti una volta impanate e cotte rischiano di diventare veramente pesanti. La carne migliore per questo tipo di cottura è il sottonoce di manzo. Non si può descrivere la bontà di queste bracioline. Il segreto? Beh, è più di uno in realtà… Principalmente la frittura in olio di oliva e non di semi, la carne magra e sottile e la doppia panatura.

La scelta degli ingredienti di qualità è il primo passo verso il successo di questa ricetta. Ripassate nel sugo di pomodoro, le braciole fritte diventano morbidissime, la panatura si insaporisce e, avvolgendo la carne, rende anch’essa a sua volta saporitissima oltre che, come si suol dire, “un burro”. La doppia panatura è un altro elemento chiave di questa ricetta. Passare le fettine di vitello prima nelle uova e poi nel pangrattato assicura una crosticina dorata e croccante che trattiene i succhi della carne, garantendo un risultato succulento e gustoso.

Filetti di Merluzzo alla Livornese

Ti consigliamo di prestare la massima attenzione alle liste ingredienti dei prodotti utilizzati nella ricetta che ti stiamo suggerendo.

Elenco degli ingredienti:

  • 1 confezione di Filetti di Merluzzo
  • 2 spicchi di aglio
  • 30g di capperi
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • 2 pomodori ramati
  • 80g di olive nere
  • 30g di prezzemolo
  • Q.b. sale
  • Q.b. pepe
  • Q.b. olio EVO

Quindi, lasciare dorare facendo attenzione che non si bruci. A questo punto aggiungere i Filetti di Merluzzo ancora surgelati e cuocere a fuoco basso. Aggiustare di sale e pepe, aggiungere i capperi, le olive e il prezzemolo. Dopo 5 minuti sfumare con il vino bianco, aggiungere i pomodori e far cuocere per altri 10 minuti.

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Cacciucco alla Livornese

Cacciucco alla Livornese
Cacciucco alla Livornese, una zuppa di pesce ricca di storia e sapori.

Il cacciucco è una zuppa di pesce tradizionale della città di Livorno, una ricetta la cui storia risale a diversi secoli fa.

Pare che il suo nome derivi dal turco come italianizzazione della parola küçük, che significa piccolo. Secondo la leggenda popolare, infatti, un giovane pescatore turco, arrivato a Livorno verso la fine del Seicento, chiedeva al mercato i pesci piccoli rimasti a fine giornata per cucinare nella sua taverna la zuppa imparata dalla madre a Smirne. Altre storie raccontano, invece, che la ricetta sia stata inventata dal guardiano del Fanale, il faro del porto di Livorno, che non poteva friggere il pesce per riservare l’olio alla lanterna.

Di sicuro il cacciucco è una ricetta antispreco, nella quale la lunga cottura garantiva, e garantisce, di ottenere il massimo del sapore anche da pesci di scarto, cucinati con teste e lische. Alla fine dell’Ottocento, Pellegrino Artusi la include nel ricettario La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, con il numero 455, dandone la prima versione scritta.

Oggi, grazie alla ProLoco di Livorno, abbiamo anche la ricetta certificata del piatto tradizionale, con indicazioni precise sugli ingredienti e la loro provenienza, e sulle modalità di preparazione. Il piatto ha anche un riconoscimento ufficiale: da settembre 2020 il cacciucco è inserito tra i Pat toscani, Prodotti Agroalimentari Tradizionali, sostenuti e tutelati come patrimonio culturale italiano.

Come fare il cacciucco / Ricetta toscana

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