La pizza, simbolo della cucina italiana e piatto amato in tutto il mondo, è spesso celebrata per il suo sapore unico e la sua capacità di unire le persone. Ad ogni modo oltre a essere un piacere per il palato, la pizza ha anche interessanti implicazioni per la salute e il benessere del nostro corpo. La pizza, quando preparata e consumata in modo equilibrato, non è solo un alimento delizioso, ma anche un contributo al benessere psicofisico. I suoi ingredienti influenzano positivamente il nostro organismo, sia attraverso meccanismi chimici che attraverso la gioia che porta nella nostra vita quotidiana.

Pizza Napoletana

Meccanismi Chimici Attivati dal Consumo di Pizza

Mangiare pizza attiva una serie di meccanismi chimici nel nostro organismo. La base della pizza, solitamente fatta con farina di grano, è una ricca fonte di carboidrati complessi. Questi carboidrati stimolano la produzione di insulina, che facilita l’assorbimento di triptofano, un amminoacido essenziale per la sintesi della serotonina.

Il pomodoro, un ingrediente chiave della salsa, è ricco di licopene, un potente antiossidante. L’olio extra vergine d’oliva è una componente essenziale della pizza tradizionale. La mozzarella è una fonte di proteine di alta qualità e calcio.

L'Esperienza Multisensoriale della Pizza

La pizza non è solo una combinazione di ingredienti; è un’esperienza multisensoriale che coinvolge il gusto, l’olfatto e persino la vista.

Aromi e Sapori

Gli aromi rilasciati durante la cottura della pizza stimolano i recettori olfattivi, attivando il sistema limbico, la parte del cervello responsabile delle emozioni.

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Dopamina e Ricompensa

Consumare pizza stimola il rilascio di dopamina, il neurotrasmettitore associato al sistema di ricompensa del cervello.

Equilibrio Nutrizionale e Ingredienti Salutari

Una pizza ben progettata offre un bilanciamento tra i principali macronutrienti: carboidrati dall’impasto, proteine da formaggi e condimenti proteici (come pollo, tonno o prosciutto), e grassi (sia dai latticini che da oli di qualità, come l’olio extravergine di oliva).

Fibra Alimentare

La scelta di farine integrali o semintegrali per l’impasto aumenta significativamente il contenuto di fibre. Le fibre sono essenziali per il benessere intestinale, favoriscono una digestione regolare e possono contribuire a ridurre i livelli di colesterolo e a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue.

Verdure e Benefici Micronutrizionali

L’aggiunta di verdure fresche e colorate come peperoni, zucchine, melanzane, spinaci, pomodorini e funghi non solo rende la pizza più appetitosa, ma le conferisce anche un importante apporto di vitamine, minerali e antiossidanti.

Pizza Vegetariana

Proteine Magre e Sostenibilità

Integrare la pizza con fonti di proteine magre, come pollo alla griglia, gamberetti o tofu, permette di soddisfare il fabbisogno proteico giornaliero senza appesantire il piatto con eccessivi grassi saturi.

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Grassi di Qualità

L’uso di olio extravergine di oliva, sia durante la cottura che come condimento finale, apporta grassi monoinsaturi benefici per il cuore e un prezioso contributo di vitamina E.

PIZZA - IMPASTO SEMPLICE E VELOCE

L'Impatto Sociale e Psicologico della Pizza

Oltre ai benefici chimici e nutrizionali, la pizza ha un impatto significativo sul benessere sociale. Condividere una pizza con amici o familiari non è solo un momento di piacere culinario, ma un’occasione per rafforzare i legami sociali. Quando condividiamo una pizza, ci immergiamo in un rituale che va oltre il semplice consumo di cibo. Questo gesto ha un profondo significato simbolico, legato alla condivisione e alla partecipazione. Mangiare insieme promuove un senso di appartenenza, che è fondamentale per il benessere mentale. Le relazioni interpersonali positive sono infatti strettamente collegate a una migliore salute fisica e mentale.

La pizza, inoltre, è spesso associata a ricordi felici e momenti di gioia. Pensiamo alle cene in famiglia, alle uscite con gli amici o alle serate davanti a un film. Dal punto di vista psicologico, l’atto di condividere una pizza favorisce la produzione di ossitocina, l’ormone dell’affetto e della fiducia.

Infine, la pizza ha la straordinaria capacità di abbattere le barriere culturali e linguistiche. In un mondo sempre più globalizzato, rappresenta un linguaggio universale che unisce persone di ogni età, provenienza e stile di vita. Pertanto la pizza non è solo cibo: è un veicolo di connessione sociale e di benessere mentale.

Consigli per un Consumo Equilibrato

Alcuni ingredienti, come i salumi, possono essere ricchi di sodio. La pizza, quando preparata e consumata in modo equilibrato, non è solo un alimento delizioso, ma anche un contributo al benessere psicofisico. I suoi ingredienti influenzano positivamente il nostro organismo, sia attraverso meccanismi chimici che attraverso la gioia che porta nella nostra vita quotidiana.

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Miti Sulla Pizza

Nata nella tradizione culinaria napoletana e diffusasi nel Nord Italia e nel resto del mondo nel secondo dopoguerra, oggi la pizza è indubbiamente uno degli alimenti più amati in tutto il pianeta, simbolo della cultura italiana dello stare a tavola, assieme.

  • “Non è un pasto completo”: Falso! Secondo le indicazioni LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana) gli adulti hanno un fabbisogno energetico giornaliero di circa 2000-2500 calorie, di cui circa il 50% deve essere assunto durante il pranzo. Per una pizza media di 350gr, ad esempio, l’apporto calorico stimato si aggira tra le 900 e le mille calorie, risultando quindi un pasto ideale come apporto calorico. Al suo interno contiene già carboidrati, proteine e grassi e, per rendere il pasto completo anche delle fibre, gli esperti di Sodexo consigliano di condire la pizza con le verdure. Anche per rendere il piatto sempre più buono e variegato è consigliabile seguire la stagionalità dei prodotti. Per i più tradizionalisti, coloro per cui la pizza è solo Margherita o Marinara, si suggerisce di accompagnare il piatto con un pinzimonio o con un passato di verdure. Ad ogni modo, si sconsiglia di arricchire la pizza con salumi o altre carni, per non rischiare di avere un apporto proteico troppo elevato.
  • “Fa ingrassare e gonfia”: Falso! L’errore più comune è quello di confondere il senso di sazietà e pienezza tipico di una pizza con un successivo squilibrio di peso. All’interno di una dieta bilanciata, infatti, non è mai il singolo pasto a creare questi squilibri e il consumo della pizza una volta a settimana trova benissimo il suo posto.
  • “Meglio consumarla fuori dall’orario scolastico e lavorativo”: Falso! La pizza è un alimento che suscita emozioni e ricordi legati alla socialità e alla condivisione, sentimenti che non sono necessariamente legati al solo tempo libero ma che anzi devono essere al centro del momento della pausa pranzo, sia essa a scuola o in ufficio, per favorire un ambiente sereno, a supporto della successiva concentrazione. La pizza è un pasto completo il cui apporto nutrizionale è facilmente trasformato dal corpo umano in energia, facilmente spendibile e di grande aiuto per il nostro cervello. Questa è infatti inserita in diverse forme (grandezze, peso, condimenti) nei menù dedicati a studenti e lavoratori di tutta Italia, amata da tutti i bambini e percepita anche dagli adulti come un piatto speciale. Per questo motivo spesso viene inserita nel menù del venerdì, in modo da pregustare il weekend. E per i più anziani? Anche per loro è un piatto speciale, essendo a tutti gli effetti un piatto della tradizione sempre molto apprezzato. Un piatto completo che racconta la tradizione italiana, ma che non si sottrae a nuove sperimentazioni: si pensi alla forte crescita nella tendenza a utilizzare come condimenti per la pizza prodotti ricercati, di origine controllata, rendendo il piatto sempre più gourmet e ricco di eccellenze del Made in Italy, senza dimenticare l’equilibrio tra gusto e apporto nutrizionale.

Pizza ad Alta Idratazione

Quando si parla di pizza ad alta idratazione è facile e immediato pensare a quei cornicioni alti alti, piuttosto tipici della pizza napoletana, come se al loro interno contenessero vere e proprie bolle d’aria. Al di là della curiosità visiva e del particolare gusto, molti non sanno che la presenza di tali bolle è l’effetto di una specifica tecnica di impasto che gioca con la quantità di acqua utilizzata e che influisce proprio sul livello di idratazione della pizza.

L’effetto finale che noi come consumatori percepiamo riguarda l’altezza del cornicione e la elasticità dell’impasto lievitato. Ma alla base del processo c’è solo un elemento: la quantità di acqua. Proviamo allora a capire qualcosa di più sulle caratteristiche dell’impasto della pizza ad alta idratazione.

Impasto pizza ad alta idratazione: tutta una questione di quantità di acqua

Parlare di idratazione della pizza significa parlare di quantità di acqua: è la sua percentuale a distinguere tra una pizza ad alta idratazione o meno. Questo perché l’acqua è l’elemento fondamentale degli impasti insieme alla farina: i processi chimico-fisici innescati dall’unione dei due rendono possibile la formazione dell’impasto e la sua struttura.

I prodotti da forno, pizza inclusa ovviamente, possono prevedere diversi livelli di idratazione. Ed è proprio la quantità di acqua presente a causare una struttura differente dell’impasto lievitato sia prima sia dopo la cottura. Attenzione però, giocare con la quantità di acqua non significa avere un prodotto di qualità migliore o peggiore: la sola differenza sarà a livello organolettico.

Questo perché l’acqua in differenti quantità influenza gran parte delle reazioni chimiche presenti a partire dai lieviti, oltre a conferire struttura all’impasto lievitato. Per esempio, in un ambiente più idratato, i lieviti lavorano con maggiore velocità.

In linea generale, quelle tonde al piatto hanno un livello di idratazione della pizza compreso tra il 55% e il 65%: questo permette di lavorarle bene in fase di stesura e infornamento, senza dover incappare in rischi eccessivi dovuti alla tenuta dell’impasto stesso.

Le pizze in teglia o quelle alla pala raggiungono invece un livello di idratazione compreso tra il 70% e il 90% e sono caratterizzate da maturazioni prolungate e a temperatura controllata, oltre che dalla preferenza d’utilizzo di farine deboli con un minore tenore proteico. È quindi abbastanza comune riferirsi alla pizza napoletana o alla pizza in teglia quando si parla di impasto della pizza ad alta idratazione.

Alta idratazione della pizza napoletana: 2 punti di forza

Prediligere un impasto della pizza ad alta idratazione offre il vantaggio di avere un impasto lievitato più leggero e digeribile. Ma la questione non è così semplice, ovvero: la presenza di una sostenuta quantità di acqua non è direttamente proporzionale a una maggior digeribilità del prodotto. Questa infatti dipende da diversi fattori e il livello di idratazione concorre a migliorarla solo se alla base c’è una corretta lavorazione delle materie prime.

Insomma, un impasto della pizza ad alta idratazione eseguito a regola d’arte è straordinario perché:

  • la pasta è leggerissima, scioglievole al morso, asciutta e vaporosa
  • il cornicione è indebolito e facilmente masticabile
  • la fetta conserva la giusta tenuta necessaria per essere sollevata

I rischi dell’alta idratazione della pizza

Un impasto lievitato altamente presenterà di contro maggiori difficoltà nella lavorazione: l’assorbimento dell’acqua è infatti subordinato all’energia meccanica che si trasmette impastando, oltre che al naturale potere di assorbimento della farina. Inoltre, per la buona riuscita del prodotto finale, le grandi quantità di acqua devono essere correttamente assorbite dalla farina utilizzata.

Se la lavorazione di un impasto pizza ad alta idratazione è sbagliato, l’acqua si trasforma in un’arma a doppio taglio poiché rimane “libera” nell’impasto e rende il prodotto finale pari a una massa collosa e difficile da masticare. Ecco perché gestire l’idratazione della pizza napoletana richiede senza dubbio manualità ed esperienza.

Senza dimenticare poi il fattore cottura, che dovrà rispettare tempi precisi e avvenire al giusto calore. La contropartita rischia di compromettere totalmente la qualità del prodotto finale, ottenendo un prodotto cotto male, umido e gommoso.

Idratazione della pizza: alcuni calcoli pratici e utili

Abbiamo detto che parlare di idratazione della pizza significa calcolare la quantità di acqua contenuta in un impasto lievitato rispetto al peso della farina. E abbiamo anche detto che il livello di idratazione può variare da una quantità pari alla metà del peso della farina (50%) e arrivare fino al totale del suo peso (100% altamente sconsigliato).

In linea generale, il livello di idratazione della pizza dipende molto dalle caratteristiche proprie della farina quali:

  • tipologia
  • forza, tenacia, estensibilità
  • capacità di assorbimento

Ma come calcolare la percentuale di idratazione? Vi riportiamo un calcolo pratico che sia d’esempio. Supponiamo di voler idratare l’impasto al 65%, partendo da una quantità di farina pari a 350 gr. Allora, la quantità di acqua necessaria si potrà calcolare come segue: (350 gr x 65) / 100 = 227,5 gr

Viceversa, disponendo dei grammi di acqua, il calcolo inverso permetterà di ricavare la percentuale. Per esempio, con 365 gr di acqua e 650 gr di farina, la percentuale di idratazione si potrà ottenere così: (365 gr / 650 gr) x 100 = 56,15%.

Valori Nutrizionali Medi della Pizza

La seguente tabella fornisce un'indicazione dei valori nutrizionali medi per una porzione di pizza (circa 100g), tenendo presente che questi possono variare notevolmente in base agli ingredienti e alle dimensioni della porzione.

Nutriente Valore Medio (per 100g)
Calorie Circa 250-300 kcal
Carboidrati Circa 30-40g
Proteine Circa 10-15g
Grassi Circa 8-12g
Fibre Circa 2-4g (variabile in base alla farina)

Fonte: Valori medi stimati basati su diverse ricette di pizza.

La Food Intelligence di Sodexo è un gruppo di ricerca e di lavoro composto da dietisti, nutrizionisti e tecnologi alimentari che hanno l’obiettivo di studiare, definire e sviluppare le ricette e i menù per i diversi segmenti seguiti dall’azienda (Aziende, Scuole, Sanità e Senior) che siano corretti dal punto di vista biologico e nutrizionale.

La pizza può essere un alimento che apporta soddisfazione mentale perché spesso è associata a momenti di condivisione e di piacere.

La sua storia è lunga, complessa e incerta. Il termine “pizza” sembra comparire per la prima volta nel XVI secolo a Napoli per descrivere un particolare tipo di pane con aspetto tipicamente schiacciato. Trattandosi di un alimento molto semplice e venduto in strada, per lungo tempo non fu considerato come una vera e propria ricetta di cucina. Nonostante il pomodoro fosse stato importato in Europa dalle Americhe nello stesso secolo, bisogna aspettare il tardo 1700 per vederlo utilizzare come condimento di questo particolare tipo di pane schiacciato, trasformandolo nella nota pizza rossa. Col passare degli anni, la pizza divenne una specialità locale rappresentando una vera e propria attrazione turistica.

Proprio per la sua popolarità, nel giugno 1889, il cuoco Raffaele Esposito, scelse questo alimento per onorare la Regina d'Italia Margherita di Savoia, apportando un’ulteriore modifica alla ricetta. Egli infatti creò la "Pizza Margherita", condita con pomodori, mozzarella e basilico, per rappresentare i colori della bandiera italiana, aggiungendo per primo il formaggio a pasta filata.

Oggi la pizza è un alimento molto presente nelle tavole di tutte le regioni d’Italia. Naturalmente, la pizza, come tutti gli altri alimenti, non andrebbe assunta tutti i giorni o addirittura a tutti i pasti.

Una pizza di grandezza normale apporta mediamente 700 calorie (Kcal) dovute alla tanta farina necessaria, all’olio d’oliva e alla mozzarella, che per quanto sembri un formaggio leggero, nelle quantità solitamente usate per condire una pizza (attorno ai 120 g) apporta in realtà circa 300 Kcal.

Dal punto di vista nutrizionale, la pizza è un piatto non troppo equilibrato: la maggioranza dell’energia deriva dai carboidrati e dai grassi (mozzarella e olio) ma poca dalle proteine. Per garantire un corretto apporto di proteine e ferro, infatti sarebbe bene integrarla o alternarla con ingredienti di origine animale, come la carne, il pesce e le uova o anche insaporendola con il Grana Padano DOP, che in aggiunta alla mozzarella aumenta l’apporto di proteine ad alto valore biologico.

Se si vuole insaporire e dare carattere a una pizza è sempre bene ricordare che è una preparazione già molto ricca di sale e che quindi andrebbe decorata alternando pochi e ben selezionati ingredienti. Meglio insomma evitare farciture decisamente ricche come salame piccante, würstel, patatine fritte, uova, maionese e altre salse.

È consigliabile quindi consumare la pizza una volta alla settimana, come piatto unico, preferendo condimenti molto semplici (ad esempio, condite con capperi, funghi non sott’olio, verdure grigliate o rucola). La mozzarella può essere addirittura sostituita con la ricotta o dimezzata in quantità a favore del Grana Padano.

In Italia è tradizione mangiare la pizza fuori casa ed esistono moltissime pizzerie con forno a legna che la preparano; in pizzeria occorre fare attenzione che la pizza non presenti parti bruciate ai bordi o sul fondo, le parti bruciate è bene evitarle perché possono nuocere alla salute.

Un consiglio per chi mangia fuori casa è quello di ordinare a fine pasto una bella macedonia di frutta ricca di fibra e soprattutto bere acqua per limitare la ritenzione idrica a volte causata dall’eccessiva presenza di sale nel condimento.

È possibile anche scegliere pizze con farine integrali, varianti che ultimamente sono sempre più presenti in pizzeria, ricche di fibra (che abbassa l’indice glicemico), vitamine e sali minerali come il ferro, sostanze che vanno in parte perse con la raffinazione. Invece, aggiungendo Grana Padano alla pizza assumiamo maggiori antiossidanti come lo zinco, il selenio e la vitamina A.

Anche a casa è possibile preparare un’ottima pizza, soluzione che permette di farcire la pizza secondo i gusti personali ma anche di controllare ulteriormente il condimento e gli ingredienti utilizzati. Oltre alle farine integrali in questo caso è possibile anche utilizzare il lievito madre che permette una completa lievitazione della pasta e quindi una migliore digestione.

Tutte le raccomandazioni e i consigli presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo educativo ed informativo e si riferiscono al tema trattato in generale, pertanto, non possono essere considerati come consigli o prescrizioni adatte al singolo individuo, il cui quadro clinico e condizioni di salute possono richiedere un differente regime alimentare.

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