L'indivia riccia è una varietà di insalata che si presta bene alla coltivazione nei mesi freddi, grazie alla sua resistenza alle basse temperature. Questa pianta è apprezzata per le sue foglie croccanti e dal sapore leggermente amarognolo, che la rendono un'ottima aggiunta a insalate e piatti invernali. L'indivia riccia è una verdura a foglia verde che può essere coltivata durante i mesi freddi, quando altre verdure non sono in stagione.
Si tratta di una specie da cespo al pari delle lattughe, delle dimensioni analoghe, o leggermente più grandi. Il sapore amaro, tipico delle cicorie e delle indivie, fa dividere le persone tra quelle che lo amano e quelle che non possono sopportarlo.
Caratteristiche e Varietà
Il nome botanico dell’indivia scarola è Cichorium endivia var. latifolium. La pianta: Cichorium endivia var. crispum. Spesso confusa con la Cicoria, di cui è comunque un parente, l’Indivia (Cichorium endivia) è una pianta della famiglia delle Composite presente nei nostri orti e nelle nostre tavole in due varietà principali: la crispum detta Riccia e la latifolium detta Scarola.
Uno dei vantaggi di iniziare la coltivazione partendo dai semi è la vasta gamma di scelta tra le tante varietà presenti in commercio:
- L’Indivia Scarola Full Heart ha un cespo formato da molteplici foglie raccolte a rosetta, molto ampio e con un cuore grosso, pieno e compatto.
- L’Indivia Scarola Verde a Cuore Pieno presenta un cespo riunito, largo e folto con un cuore pronunciato. Le foglie giovani sono larghe, crespe, avvolgenti, mentre le foglie adulte sono di colore verde con una costa medio-larga consistente e incurvata verso il centro.
- L’Indivia Scarola Bionda a Cuore Pieno si differenzia dalla precedente per il “cuore” che in questo caso è di un colore biondo pallido.
- L’Indivia Scarola Cornetto di Bordeaux ha invece una forma differente, caratterizzata da un cespo voluminoso, con un grosso cornetto eretto al centro, serrato e avvolto da un ampio fogliame.
- L’Indivia Riccia d’Estate a Cuore d’Oro ha un cespo basso, espanso e vigoroso, con un cuore a rosetta che ingiallisce naturalmente.
- L’Indivia Riccia Pancalieri a Costa Bianca produce un cespo rigoglioso, grosso, finemente frastagliato, molto riccio e con un cuore a rosetta, compatto e serrato.
- L’Indivia Riccia Romanesca da Taglio ha un cespo alto ed eretto con un cuore poco sviluppato bianco. Le foglie adulte sono molto lunghe e di colore verde intenso, con una costa consistente bianco-verdastra.
Esigenze Climatiche e del Terreno
La scarola è una pianta dalle ridotte esigenze termiche e infatti la si coltiva prevalentemente per l’autunno-inverno. A -7°C si verificano danni al colletto, alle radici, e anche alle foglie, le quali lessano divenendo trasparenti. Le indivie hanno condizioni di sviluppo ottimali tra 15-20°. Al di sotto dei 6° la crescita si arresta. Le varietà tardive tollerano le temperature prossime a 0°, ma gradiscono protezione con tnt in previsione delle gelate.
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Le indivie si adattano facilmente a tutti i tipi di terreno, ma preferiscono quelli leggeri o di medio impasto, profondi e ricchi di sostanza organica, ben drenati. Gradiscono pH tra 6-7. Il suolo deve essere lavorato fino ai 30 cm di profondità e ben livellato. Nei terreni argillosi è consigliata la coltivazione su aiuole rialzate, per prevenire i ristagni.
IL TERRENO: sciolto (non troppo compatto) e molto fertile (ben dotato di sostanza organica). Questo gruppo di piante preferisce un pH 6,7-7 con una idonea dotazione di calcio. Terreni acidi o salini non sono adatti.
LE ESIGENZE CLIMATICHE: le insalate preferiscono un clima temperato con temperatura media di 15-18°C e minima di 6-8°C. Nelle zone a clima mite si possono allevare tutto l’anno in pieno campo.
Coltivare l'INSALATA nell'orto. Attenzione a questo errore!
Semina e Trapianto
La scarola è una pianta che si consiglia di seminare in semenzaio, per poi trapiantare nell’orto piantine già formate. Trattandosi di un’insalata da cespo, è vivamente consigliata la semina in semenzaio e non la semina diretta nell’orto. Per la coltivazione autunnale la semina avviene a partire dal mese di luglio, la possiamo realizzare anche ad agosto o settembre se si intende raccoglierla più tardi, in particolare se abitiamo al sud o se intendiamo avvalerci di una serra. Dopo aver fatto crescere le piantine seminate in semenzaio saremo pronti per trapiantarle in campo nel giro di un mese.
Il trapianto si può effettuare all’aperto quando le temperature minime superano gli 15°C. In generale, a seconda del clima, si semina da aprile a settembre per ottenere raccolti da giugno a febbraio. L’epoca di trapianto, per la raccolta autunno-invernale è da fine luglio ai primi di settembre al centro-nord (le varietà tardive tra fine agosto e i primi di settembre) e agosto-settembre al sud (le varietà tardive da metà a fine settembre).
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IL TRAPIANTO: da effettuarsi nelle ore più fresche della giornata. Umettare bene la zolletta prima dell'impianto al suolo e irrigare leggermente il terreno per facilitare l'attecchimento. Delle insalate và piantata solo la zolletta evitando l’interramento del colletto per impedire che si verifichino ripercussioni negative sulla qualità del prodotto.
LA DISTANZA: 20-35 cm sulla fila, ossia tra una pianta e l’altra; 35-50 cm tra le file per il transito.
Cure Colturali
In entrambi i casi le piantine si trapiantano alle distanze di circa 30 cm le une dalle altre, e se le mettiamo su più file della stessa aiuola conviene adottare il sistema a quinconce, detto anche a “zig zag”, che consiste nello sfalsare le file in modo tale da ottimizzare lo spazio. La scarola è molto semplice da coltivare, basta tenere pulita l’aiuola dalle erbe infestanti e controllare che non manchi acqua alle piantine, in particolare all’inizio della coltivazione.
LE CURE COLTURALI: eliminare costantemente le erbe spontanee (a mano o con sarchiatore) in prossimità delle piante coltivate in quanto competono con queste per le risorse e sono fonti di inoculo di numerose malattie. Per evitare la comparsa delle infestanti risulta efficace l’utilizzo della pacciamatura, con paglia o con film plastici bianchi sopra e neri sotto, che in alcuni casi può pure indurre aumenti di produzione.
LE IRRIGAZIONI: si consiglia, per una migliore gestione e un risparmio idrico, l’impianto a goccia con manichetta forata che evita di bagnare la vegetazione riducendo le problematiche fitosanitarie. Considerato il loro apparato radicale superficiale, questo gruppo di piante richiede annaffiature frequenti evitando eccessi e squilibri idrici mantenendo costante il livello di umidità nel terreno se si vogliono ottenere delle buone produzioni. Irrigare al mattino. Nei periodi caldi e secchi effettuare irrigazioni leggere e frequenti per aumentare l’umidità dell’aria e ridurre la temperatura delle piante.
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Le indivie richiedono irrigazioni abbastanza frequenti, specialmente in piena estate, ma più diradate rispetto alla lattuga. Sono molto sensibili ai ristagni, quindi il terreno si dovrà asciugare in superficie, prima di un nuovo intervento. In autunno di norma non richiedono tante annaffiature, salvo apporti moderati in caso di stagione siccitosa.
Dopo il trapianto è importante irrigare spesso le piantine di indivia scarola, ma senza esagerare, per non rischiare di provocare marciumi radicali. Se l’orto è estremamente piccolo possiamo farlo direttamente con l’annaffiatoio, altrimenti è utile prevedere un impianto di irrigazione a goccia, che è il sistema più consigliato per l’orto, perché non bagna la parte aerea delle piante.
Concimazione
LA CONCIMAZIONE DI BASE: Si sconsiglia la concimazione organica (letame, ecc.) poco prima del trapianto e soprattutto a ridosso del periodo autunno-invernale. Tale concimazione va apportata molto anticipatamente rispetto al trapianto e preferibilmente alla coltura precedente se trattasi di ortaggi non suscettibili all’accumulo di nitrati. Si possono apportare pre-impianto fosforo e potassio.
LE CONCIMAZIONI DI COPERTURA: ogni 7-10 giorni nutrire la pianta con concimi minerali equilibrati contenenti azoto, fosforo, potassio, ferro, magnesio, calcio e microelementi. Seppure piante esigenti di azoto, utile per la formazione delle foglie, è bene evitare eccessi di questo elemento che rendono la pianta più sensibile alle malattie e possono portare ad un accumulo di nitrati nelle foglie. I nitrati, se presenti in quantità eccessive, portano alla formazione di sostanze ritenute pericolose per la salute del consumatore. Una concimazione equilibrata ed una tecnica colturale adeguata limitano questo accumulo.
Le soluzioni:
- Frazionare nel tempo concimazioni azotate per evitare che eccessi portino all’accumulo di nitrati nei tessuti;
- Adottare densità colturali non troppo elevate e esporre le piante, per tutto l’arco della giornata, a pieno sole (sud) per dare alle piante più luce;
- Interrompere le concimazioni azotate qualche settimana prima della raccolta per far smaltire alla pianta eventuali eccessi;
- Raccogliere i cespi in concomitanza di giornate soleggiate e preferibilmente la sera in quanto la pianta smaltisce più nitrati.
Le indivie richiedono concimazioni moderate rispetto alla lattuga, povere di azoto. Alcune settimane prima del trapianto, si apporterà stallatico (in alternativa: letame maturo, compost, agrogel o borlanda), oppure un concime NPK ricco in potassio (es. 2-1-3). Nel corso della coltivazione, in caso di partenza stentata, si potrà intervenire nuovamente, dopo 2 settimane, con modeste quantità di borlanda, agrogel o stallatico macerato, ripetendo in caso di necessità dopo 2 settimane.
Avvicendamenti
GLI AVVICENDAMENTI: si sconsiglia la coltura ripetuta oltre i 3 anni sulla stessa porzione di terreno per non incorrere a danni dovuti agli attacchi di parassiti.
Imbianchimento
L’imbianchimento è una tecnica finalizzata a rendere le foglie dell’indivia più dolci e croccanti e si pratica legando insieme le foglie, per esempio con un filo di rafia, senza stringere troppo. Con l’imbiancatura si possono ottenere cespi con foglie più dolci e croccanti; questa pratica consiste nell’impedire che la luce raggiunga le foglie interne legando i cespi con un elastico quando sono completamente formati. Dopo 10 -15 giorni si ottiene l’imbiancatura del cuore.
Per indivia riccia e scarola (Cichorium endivia) circa una decina di giorni prima della raccolta e quindi più o meno due mesi dopo il trapianto, è necessario prendere un filo di raffia e legare in posizione mediana l’intero cespo in modo che i raggi solari non colpiscano l’interno della pianta. Un altro sistema è quello, una volta legate le piante, di coprire il cespo con un vaso in terracotta capovolto.
Raccolta
LA RACCOLTA: va fatta quando il cespo raggiunge le dimensioni ottimali tipiche della varietà. Il cespo nelle varietà a rosetta e il grumolo nelle varietà incappucciate vanno raccolti con un taglio netto alla base del piede (colletto) con successiva eliminazione delle foglie più esterne.
Le lattughe cappuccio pronte per la raccolta se pressate tra le mani non si comprimono (se immature si deformano). Il ciclo colturale varia da 40 a 120 giorni dal trapianto a seconda del periodo (temperatura e lunghezza del giorno) e della varietà. Possono conservarsi in frigo per 1-2 settimane ma il dato varia in base alle diverse tipologie e varietà.
Quando i cespi hanno raggiunto la grandezza desiderata di solito 300- 350 gr di peso si possono tagliare, con coltello ben affilato, qualche centimetro sotto il livello del terreno.
Parassiti e Malattie
Marciumi, ovvero patologie fungine che portano al disfacimento della pianta, e uno dei fattori determinanti è l’umidità. Alternariosi, malattia fungina che si manifesta con diffuse macchie circolari di colore scuro sulle foglie più esterne. Lumache, che si cibano delle foglie. Contro chiocciole e limacce le strategie sono diverse, dai bicchieri di birra interrati come trappola, allo spargimento di cenere tutta attorno alle piantine. Afidi, che si raggruppano in colonie sulla pianta e ne succhiano la linfa.
Tabella Riepilogativa Coltivazione Indivia Riccia
| Fase | Dettagli |
|---|---|
| Semina | In semenzaio da luglio ad agosto per raccolto autunnale |
| Trapianto | Dopo circa un mese dalla semina, distanziando le piantine di 30 cm |
| Terreno | Sciolto, fertile, ben drenato con pH 6.7-7 |
| Irrigazione | Frequente ma senza ristagni, soprattutto dopo il trapianto |
| Concimazione | Evitare eccesso di azoto, preferire concimi ricchi di potassio |
| Raccolta | Quando il cespo raggiunge 250-300 grammi di peso |