L'espressione "mangia panino magra magra" evoca immagini di restrizione alimentare e preoccupazioni per il peso corporeo. Per comprendere appieno il suo significato, è utile esplorare il contesto del dialetto romanesco e le dinamiche psicologiche legate ai disturbi alimentari.

Cachessia tumorale

Il Dialetto Romanesco e le Sue Espressioni

Il dialetto romanesco comprende tutte le parole della lingua italiana corrente, spesso con piccoli storpiamenti di pronuncia. Qui sono riportate solo le parole che non sono nell’italiano formale o che in romanesco hanno significato o sfumature di significato differenti.

  • A uffa: Senza pagare (dall’acronimo A.U.FA. Ad usum Fabricae, utilizzato nella fabbrica di S.
  • Abbioccasse: Appisolarsi o quasi.
  • Abbuscà: Ottenere (denaro o botte), c’abbuschi !
  • Acchetasse, chetasse: Calmarsi: chetate !
  • Affittà: Affittare; finire: e quanno affitti !
  • Ajo !: Ahi !
  • Allargasse: Prendersi più spazio, confidenza nun t’allargà !
  • Ammagara !: Magari !
  • Anvedi: Guarda un po’: anvedi che mbecille !
  • Arangiasse: Cercare di andare avanti con espedienti: arangiate !
  • Aridaje: Ci rifai !
  • Ariocà: Rifarci: c’ariochi !
  • Aripijasse: Controllarsi: Aripijate !
  • Arzà: Alzare, costare: quanto arza ?
  • Attaccasse (ar tram): Rimanere senza soddisfazione: attaccate !
  • Avecce, avé: Avere (nota: in genere col pron. dimostr.
  • Azzittasse: Zittirsi azzittate !
  • Beccà: Avere (le botte): ce becchi !
  • Bigonzo: Recipiente che si usava a coppie, per spalla o somari.
  • Caccià: Tirar fuori: caccia li sordi !
  • Ceppa: Tronchetto, pene, na ceppa = nulla, tip.
  • Chiappà: Prendere chiappalo !
  • Cioccà: Rimproverare (e punire) duramente; stanare t’ho cioccato !
  • Cotica: Cotenna facioli co le cotiche; insulto generico mica t’ho detto cotica !
  • Crèsta: Nell’espressione “fare la cresta” = prendere parte per se parte dei soldi affidati.
  • Cricche: Crick che ce l’hai er cricche ?
  • Dalli: Imprecazione: e dalli !
  • Dasse: Fuggire, andarsene: se damo ! damose !
  • Ghicio !: Bello !
  • Intignà: Insistere : A678 Intigne (omonimo da intignere e da intignare) Intingere (infinito); insiste (ind.
  • Mano: Mano, ma anche mani metti giù le mano !
  • Marciacce: Simulare, abusare della pazienza altrui: ce stai a marcià !
  • Me cojoni !: Caspita !
  • Metrata (p.es.
  • Montarozzo: Piccolo “monte” di terra, alto anche solo mezzo metro.
  • Piantalla: Smettere piantala !
  • Poro Cristo: Attributo di qualcuno di cui si ha compassione ma che deve da fa un poro Cristo !
  • Procurà: Ausiliare per la costruzione dell’imperativo (soprattutto negli insulti) procura d’annattene a fa n culo !
  • Regolare: Ovvio, naturale è regolare !
  • Regolasse: Controllarsi regolate !
  • Rigazzo, regazzo: Ragazzo a rigà!
  • Rode: Bruciare te rode ?
  • Rogna: Scabbia; cosa problematica; cerchi rogna ? = vuoi litigare ?
  • Ruzzà: Scherzare che, sta a ruzzà ? = scherzi ?
  • Sanpietrino: Blocchetto di pietra per pavimentazione stradale (di solito non di porfido, a Roma, dove viene anche chiamato sercio). Notare che in italiano è uno dei pochissimi casi di dittongo np.
  • Sbaraccà: Traslocare, andarsene sbaracca !
  • Scaciottà: Essere fastidioso, noioso piantala de scaciottà. L’etimologia deriva dall’espressione far venire il latte ai cojoni, latte che, dopo un po’, diventa caciotta.
  • Scafasse: Imparare (dall’esperienza), scafate !
  • Scallasse: Adirarsi nun te scallà !
  • Scoce: Scuocere se scoce la pasta !
  • Scucì: Costare: quanto scuce ?
  • Sfogà: Costare quanto sfoga ?
  • Sgarà: Rompere: Tutto sgarato; contravvenire alle regole.
  • Smammà: Andarsene smamma ! = vattene !
  • Smovese: Muoversi smovite !
  • Spanzà: Dare una cortellata in pancia te spanzo !
  • Spinello: Sigaretta fatta con le cartine, tipicamente da carcerati.
  • Telà: Andarsene tela ! = vattene !

Nel contesto dei disturbi alimentari, l'espressione potrebbe riflettere una preoccupazione eccessiva per l'apporto calorico e un tentativo di limitare l'assunzione di cibo a un panino "magro", percepito come meno calorico o meno "dannoso".

Disturbi Alimentari e Dinamiche Psicologiche

I disturbi della condotta alimentare sono espressione esterna di disagi inerenti al Sé, al senso di inadeguatezza e alla bassa autostima che successivamente, nelle fasi critiche di passaggio, arrivano a manifestare disturbi nella sfera alimentare. L’Analisi Transazionale individua ingiunzioni del tipo: ‘Non essere te stessa’, ‘Non sentire’, ‘Non appartenere’ e Spinte del tipo: ‘Sii perfetta!’, ‘Sforzati!’, ‘Sbrigati!’.

Secondo Renate Göckel, gli attacchi di fame, dal punto di vista simbolico, hanno varie valenze. Per esempio, dalle parole di alcune pazienti: ‘Devo tapparmi la bocca perché quello che ho da dire veramente potrebbe essere o risultare aggressivo o distruttivo, quindi minacciare il rapporto che ho in corso’. Oppure: ‘Ho bisogno di colmare il terribile vuoto che mi porto dentro e che identifico come sintomo di fame anche se so che non è così’.

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L’autrice chiarisce le tipiche idee che ricorrono nel dialogo interno delle sue pazienti affette da un disturbo della condotta alimentare. Appare chiaro, dunque, come la repressione forzata dei sentimenti e delle emozioni generi, oltre che sofferenza psicologica, sintomi fisici.

In proposito, Spagnuolo Lobb riprende la riflessione sul ruolo della dinamica relazionale nella sofferenza legata alle modalità apprese, osservate nelle donne iperfagiche. “Le loro intenzioni ed esperienze precoci si sono fatalmente incontrate con le reazioni ‘confuse’ delle figure di riferimento e di conseguenza essi esperiscono la ‘vicinanza’ dell’Altro con diffidenza e temono continuamente che qualcuno possa ingannarli e imbrogliarli (ed invaderne i confini).

Alcuni punti fondamentali da considerare in un percorso terapeutico con pazienti affetti da disturbi alimentari sono:

  • L'alleanza terapeutica: non ci si può focalizzare troppo presto sul contratto, in quanto in questi casi, esso diventa un punto di arrivo.
  • Il terapeuta: non si interessa del peso o della dieta, anche se non è del tutto disinteressato. Infatti, ciò che vengono considerati comunemente sintomi della malattia rappresentano, al tempo stesso, ‘la loro salvezza’.
  • L'interpretazione: bisogna usarne poca, soprattutto riguardo ai conflitti interni.
  • Le distorsioni cognitive: bisogna educare pedagogicamente alle emozioni, spiegare proprio cosa sia la rabbia, cosa la tristezza, il dolore, la felicità.

In ultima istanza, è interessante capire qual è il meccanismo che spinge queste donne a chiedere aiuto e a decidere di modificare spesso radicalmente la propria vita. “Un giorno […] arriva il cosiddetto ‘ultimo avvertimento’. […] A questo punto molte donne sono pronte a mettere in discussione la propria esistenza fino a quel momento. E’ l’inizio della ‘svolta’. Imparano a trattare se stesse e la propria vita in modo diverso.

Catabolismo Muscolare e Attività Sportiva

In alcune performance sportive ECCESSIVAMENTE protratte e/o intense (maratona, marcia, triathlon-iron man, tour di ciclismo ecc.) il catabolismo muscolare (di norma opportunamente compensato dal recupero, ovvero dagli ormoni anabolici + molecole nutrizionali) può risultare eccessivamente attivato anche in condizioni di eunutrizione e/o di riposo adeguato.

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Un aumento della proteolisi muscolare scaturita dall'esaurimento del:

  • glicogeno epatico a digiuno
  • glicogeno epatico e muscolare durante l'esercizio fisico.

ENTRAMBI QUESTI CASI DETERMINANO CATABOLISMO MUSCOLARE, SIA PER OSSIDAZIONE DIRETTA DEGLI AMMINOACIDI RAMIFICATI CHE PER NEOGLUCOGENESI DEGLI ALTRI MATTONI DELLE PROTEINE TISSUTALI.

Il catabolismo muscolare dello sportivo avviene principalmente a causa dello scompenso tra attività motoria da un lato ed alimentazione + riposo dall'altro. Evitare il catabolismo muscolare non è difficile, basterebbe rispettare un regime alimentare equilibrato e ponderato sull'attività fisica-sportiva specifica.

L'utilizzo degli integratori alimentari può limitare il catabolismo muscolare? Ovviamente, in presenza di una dieta NON bilanciata, ogni santo aiuta! Personalmente credo che il catabolismo muscolare nell'attività sportiva sia INESORABILE entro percentuali del 2-4% rispetto al costo energetico complessivo ma, con una giusta alimentazione accostata ad un corretto recupero, è possibile limitare drasticamente l'utilizzo degli integratori alimentari.

Cachessia Tumorale: Una Condizione Complessa

La cachessia consiste in uno stato di graduale indebolimento biologico caratterizzato da una involontaria perdita di massa muscolare, non causata da una dieta. Dal punto di vista clinico, la cachessia può insorgere in associazione a diverse patologie croniche infiammatorie, al cancro, ad infezioni, a cardiopatie e a diverse altre malattie a sviluppo progressivo e con prognosi negativa. Dal punto di vista sintomatologico, invece, allo stato di debilitazione fisica si presentano anche dolore, alterazioni del gusto, anoressia, nausea e depressione.

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La cachessia tumorale o neoplastica è collegata a prognosi infausta e spesso peggiora la risposta ai farmaci antitumorali. Si stima che la cachessia tumorale si verifichi tra il 50 e l’80% dei pazienti (secondo i diversi tipi e lo stadio del tumore) e che sia causa diretta della morte in circa il 20% dei casi, a seguito di un’ingente perdita di massa muscolare (atrofia). Infatti, lo stato di atrofia avanzata dei muscoli respiratori contribuisce all’insorgere di insufficienza cardio-respiratoria.

La cachessia tumorale rappresenta un fenomeno causato da diversi fattori dipendenti da alterazioni di processi che coinvolgono il sistema nervoso e il sistema endocrino (responsabile della produzione di ormoni). Inoltre, si riscontrano anche alterazioni di meccanismi metabolici all’interno delle cellule che si manifestano poi con il deperimento.

Sintomi della Cachessia Tumorale

L’insorgenza della cachessia nel paziente oncologico è preannunciata da una serie di sintomi:

  • perdita involontaria di peso corporeo maggiore del 5% in 6 mesi;
  • difficoltà a camminare e a muoversi;
  • stanchezza generalizzata e debolezza;
  • alterazione del sonno e mancanza di appetito.

Tali sintomi precedono lo stato depressivo e l’abbandono di sé che subentra in un secondo momento.

Come Affrontare la Malattia

L’esercizio fisico rappresenta il miglior strumento per il paziente oncologico per non cadere nella pericolosa spirale emotiva, causata dalla cachessia, che si può trasformare alla fine in una trappola mortale. L’attività fisica, infatti, in primo luogo può contrastare la cachessia:

  • riducendo lo stato infiammatorio che si diffonde attraverso il sangue;
  • aumentando la massa muscolare e/o modificando il profilo metabolico delle fibre muscolari;

In secondo luogo, invece, può contrastare la malattia perché rappresenta il più potente antidepressivo naturale che permette sia di preservare i muscoli (scongiurando la cachessia) sia di alimentare il buonumore in pazienti affetti da malattie gravi e potenzialmente mortali come i tumori.

Terapie Disponibili per la Cachessia Neoplastica

La terapia migliore per la cachessia è sicuramente l’eliminazione completa del tumore che l'ha causata, risultato purtroppo non sempre ottenibile. Per questo motivo c’è il bisogno di scoprire interventi efficaci per far fronte ad un quadro clinico cachettico.

Dal punto di vista clinico, è stato dimostrato che durante la cachessia aumenta la circolazione nel sangue di molecole addette a propagare lo stato infiammatorio, le cosiddette citochine pro-infiammatorie come l’interleuchina 6 (IL6) o il fattore di necrosi tumorale α (TNFα). Queste molecole hanno appunto il compito di innescare e di diffondere il processo infiammatorio.

Nella cura della cachessia il paziente può essere seguito dai medici specialisti palliativisti. Il team completo coinvolto nella cura del paziente tumorale in cui è insorta cachessia prevede oltre ai medici palliativisti, la collaborazione tra più figure come:

  • psicologi
  • nutrizionisti
  • oncologi
  • medici di medicina generale.

A questi specialisti, si possono aggiungere anche infermieri, fisioterapisti e volontari.

Trial Clinici e Speranze di Vita

La ricerca odierna si sta concentrando non solo su nuovi modi per distruggere il tumore e le metastasi ma anche sul paziente, che viene così debilitato dalla cachessia da non reggere terapie troppo aggressive (anche se potenzialmente efficaci). Rallentare la crescita del tumore e la sua disseminazione ma anche mantenere uno stato generale di salute buono, sia dal punto di vista fisico che psichico, deve essere l’obiettivo dei ricercatori, per evitare che il dimagrimento inesorabile dei pazienti oncologici non porti alla depressione, che contribuirebbe solo a peggiorare il quadro clinico.

Nel campo della cachessia tumorale, la ricerca sta avanzando a grandi passi. Al 31 gennaio 2023, 155 studi clinici sono iniziati per trovare nuove cure per la cachessia tumorale, alcuni sono stati terminati, altri sono in corso, altri ancora in fase di reclutamento. La speranza è che nel prossimo futuro un farmaco utile contro la cachessia tumorale possa arrivare finalmente ai malati di cancro.

Associazioni di Pazienti

Il paziente oncologico affetto da cachessia e i suoi care-giver possono fare riferimento alle associazioni di pazienti per malati oncologici che si mettono a disposizione per prestare supporto e aiuto.

Esistono poi anche alcune società scientifiche più conosciute che mettono a disposizione le loro informazioni per aiutare i pazienti affetti da cachessia nell’ambito delle cure palliative, e sono:

  • SICP: sul sito della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) sono riportati i link di numerose associazioni dedicate alle Cure Palliative.
  • EAPC: la Società Europea di Cure Palliative (EAPC) fornisce informazioni circa le Cure Palliative pensate per professionisti, pazienti, familiari e volontari.

Il team di ricercatori del Laboratorio di Fisiopatologia muscolare, guidati dalla Dr.ssa Rosanna Piccirillo, del Dipartimento di Neuroscienze, ha recentemente scoperto che il muscolo sottoposto a regolare esercizio fisico aerobico produce una proteina capace di proteggere la massa muscolare stessa dalla cachessia. Il nome di questa proteina è musclin.


Terapia Nutrizionale nel percorso oncologico per combattere anoressia e cachessia


Stima del Metabolismo Basale

Si può ottenere una stima accurata del metabolismo basale considerando la composizione corporea dell'individuo. Dalla seguente tabella si ricava che il metabolismo basale è di 1839 Kcal.

Parametro Valore
Metabolismo Basale Stimato 1839 Kcal

È importante ricordare che il metabolismo basale diminuisce con l'età, ma questo declino è modesto. Con una dieta equilibrata, è possibile contrastare il declino metabolico legato all'invecchiamento.

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