Manifestare la nausea dopo mangiato non sempre è indice di patologie nascoste. Tuttavia, la nausea dopo mangiato dovrebbe iniziare a preoccupare il paziente quando si manifesta dopo ogni pasto, o comunque molto spesso, e quando persiste per più giorni consecutivi. Ecco cosa sapere sul malessere che può insorgere dopo aver consumato sushi, analizzando le possibili cause, i sintomi e i rimedi.
Possibili Cause del Malessere Post-Sushi
La nausea dopo mangiato può manifestarsi in associazione anche a numerosi altri sintomi che dipendono, sostanzialmente, dalla causa scatenante. Altri sintomi che possono manifestarsi in associazione alla nausea dopo mangiato e indotti da malattie gastrointestinali non infettive (ad es.
Infatti, invece di nausea e mal di pancia, questa particolare intossicazione alimentare dà mal di testa e prurito. A provocare questa reazione è l’ingestione di una sostanza che chiama istamina.
Sindrome Sgombroide
Mai sentito parlare di sindrome sgombroide? Se durante una cena, o poco dopo, cominciamo a sentire prurito, mal di testa, affanno, tachicardia, eritema diffuso del collo e volto (reazione allergica viso rosso), difficilmente metteremo in relazione questi sintomi con il cibo. Ma se abbiamo mangiato pesce, ci sono pochi dubbi: abbiamo la sindrome sgombroide. La troviamo nei prodotti ittici come risultato della decomposizione dell’istidina, un amminoacido presente nelle specie appartenenti alle famiglie Scombridae e Scomberascidae: tonno, sgombro, sarde, sardine, acciughe (da cui il nome della sindrome).
L’istamina non è di per se tossica: infatti è già presente nel nostro corpo e gioca un ruolo importante nella regolazione del nostro sistema immunitario. Quando veniamo a contatto con sostanze verso le quali siamo particolarmente sensibilzzati, nel nostro corpo vengono liberate grosse quantità di istamina che provoca sintomi quali prurito, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie e tachicardia: è in corso una reazione allergica.
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Intossicazione Alimentare
Indice Quali sono i sintomi dell’intossicazione alimentare?Quanto dura un’intossicazione alimentare?Cosa mangiare in caso di intossicazione?Prevenzione delle intossicazioni alimentari: 5 consigliQuali alimenti sarebbe meglio evitare? In queste situazioni bisogna rivolgersi al più presto al pronto soccorso o al centro anti-veleni per agire tempestivamente e preservare il proprio stato di salute.
La durata dell’intossicazione alimentare può variare da soggetto a soggetto, soprattutto in vista dei quantitativi e dal tipo di tossine ingeriti. Solitamente i sintomi compaiono poco dopo la consumazione del pasto contaminato e durano poche ore o giorni, raramente durano settimane. Per migliorare il decorso della patologia e velocizzare la guarigione è importante adottare delle regole dietetiche ben precise.
In caso di intossicazione alimentare è importante evitare di sovraccaricare di lavoro il nostro apparato digerente. Nei bambini, negli anziani e nei casi di intossicazione alimentare in gravidanza infatti, la reidratazione risulta essere di vitale importanza.
Vedremo ora dei semplici consigli e rimedi contro l’intossicazione alimentare:
- Assicurarsi di aver cotto per bene i cibi
- Lavare correttamente gli alimenti, soprattutto frutta e verdura che spesso vengono consumate crude
- Fare attenzione alla conservazione dei cibi per garantire la maggiore sterilità possibile
- Seguire le norme igieniche prima di preparare i pasti, lavando dunque sia le mani che il piano di lavoro con tutti gli utensili da utilizzare
- Separare i cibi crudi da tutti gli altri per prevenirne la contaminazione
I cibi da evitare sia a scopo preventivo, sia in caso di intossicazione alimentare in atto, sono rappresentati da:
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- Carne cruda
- Pesce crudo non trattato con abbattitore professionale che porta la temperatura a -20°C per almeno 24 ore
- Uova crude
- Latte e latticini non pastorizzati
- Salumi crudi
Come evitare l'intossicazione alimentare dal sushi?
Sintomi del Malessere Post-Sushi
I sintomi della sindrome sgombroide compaiono rapidamente (da pochi minuti a 2-3 ore, in media 90 minuti) dopo l'ingestione dell'alimento e comprendono mal di testa, congiuntive arrossate, bocca che brucia, rossore diffuso della cute, orticaria, nausea, vomito, diarrea e dolori crampiformi addominali. Nelle forme più gravi di sindrome sgombroide, comunque rare, possono insorgere difficoltà respiratorie, palpitazioni, ipotensione e ischemiamiocardica.
L’indigestione si manifesta solitamente con sintomi quali gonfiore addominale, pesantezza, bruciore, fino all’eruttazione e alla nausea. A volte però il disturbo è tale che si presentano brividi e sensazione di freddo, sudorazione e mal di testa.
I sintomi della congestione sono molto fastidiosi, facilmente riconoscibili e non vanno trascurati. “Possono comparire anche annebbiamento della vista, capogiri fino alla perdita completa della coscienza”, precisa il prof.
Rimedi e Trattamenti
L'eventuale trattamento in caso di grave intossicazione prevede l'impiego di antistaminici.
Quando la nausea dopo mangiato è provocata da problemi digestivi di natura non patologica, ma connessi, ad esempio, a pasti troppo abbondanti, potrebbe non essere necessario alcun trattamento. Difatti, il sintomo potrebbe lentamente regredire man mano che i processi digestivi avanzano. Se ciò non dovesse accadere, è possibile ricorrere all'uso di digestivi naturali (ad esempio, tisane digestive a base di menta e/o liquirizia).
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Qualora, invece, la nausea dopo mangiato sia provocata da infezioni batteriche, il medico potrebbe ritenere necessario ricorrere all'utilizzo di farmaci antibiotici. Se la nausea dopo mangiato è causata dalla presenza di calcoli della cistifellea, il trattamento dovrà essere mirato alla loro eliminazione.
Se la dispepsia compare in modo occasionale, per evitare di patire più del dovuto i postumi del pranzo si può ricorrere a farmaci da banco in grado di favorire il processo digestivo e ridurre senso di pesantezza e bruciore di stomaco.
Per il gonfiore le sostanze più indicate sono quelle in grado di assorbire i gas in eccesso come il dimeticone, il simeticone o il carbone vegetale, che hanno un’azione lenitiva sui fenomeni di eruttazione, flatulenza causati da un eccesso di aria nello stomaco.
In caso di modesta indigestione occasionale o di problemi digestivi più costanti, ma lievi, possono venire in aiuto anche semplici rimedi naturali, come tisane calde a base di finocchio o infusi di limone e zenzero, o semplici fiori di camomilla. In caso di peso allo stomaco e digestione lenta, lo zenzero è molto utile anche masticato fresco o disidratato, in piccole quantità, poiché stimola la secrezione gastrica, facilitando il processo digestivo e, quindi, lo svuotamento dello stomaco.
Si possono assumere farmaci contro la febbre, il mal di testa e il dolore muscolare, antiemetici (contro il vomito e la nausea) e antidiarroici, se necessari. Tuttavia, se i sintomi non si risolvono spontaneamente in 3-5 giorni, è bene consultare il medico.
Prevenzione
Prima di tutto “la catena del freddo”, che conserva il pesce dal mare alle nostre tavole, deve essere eseguita correttamente. Naturalmente sulla catena del freddo abbiamo poco potere di intervento. A casa nostra, invece, possiamo fare molto: utilizzare borse termiche per il trasporto del pesce dal luogo di acquisto, evitare di ricongelare prodotti scongelati. Bisogna evitare di lasciare a lungo a temperatura ambiente pietanze a base di pesce e prodotti della pesca.
Per prevenire episodi di indigestione è, innanzitutto, importante mangiare in modo sano ed equilibrato, evitando gli alimenti che si sa di tollerare meno. Ma soprattutto è opportuno prendersi il tempo per consumare il pasto con tranquillità avendo cura di masticare bene e lentamente.
Cereali integrali (sotto forma di pasta, riso e pane), frutta (poco acida) e verdura (preferibilmente cotta e non troppo fibrosa), accompagnati da molta acqua naturale a temperatura ambiente e da piccole quantità di condimenti vegetali a crudo (primo tra tutti, l'olio extravergine di oliva), sono la base per una dieta a prova di indigestione, cui possono essere aggiunti pesce e carni magre (fresche e non lavorate/speziate), formaggi e uova.
Sui latticini e legumi, ci sono opinioni controverse, in generale è sempre bene assumerne con moderazione e valutare la reazione personale a questi alimenti in modo da consumarli in maniera ragionevole sulla base dei personali livelli di tolleranza. Qualunque sia il cibo scelto, per digerirlo bene è indispensabile masticarlo accuratamente per sminuzzarlo il più possibile e amalgamarlo con la saliva riducendo, così, il successivo lavoro dello stomaco.
Quindi, per ridurre il rischio di malesseri post prandiali è fondamentale evitare di mangiare troppo in fretta e cercare di farlo senza essere disturbati e senza stress. Un altro consiglio utile e spesso ribadito, ma poco seguito, è evitare di concentrare l'assunzione di cibo in uno o due pasti principali, ma prevederne almeno 4-5 più leggeri. In questo modo, lo stomaco dovrà lavorare meno e produrrà meno succhi gastrici.
Quelle che ancora in molti pensano siano falsi miti in realtà sono regole salvavita fondamentali, da seguire per evitare brutte sorprese e rovinarsi le vacanze. Non trascuriamo i consigli dell’esperto e cerchiamo di essere sempre prudenti al mare, in piscina o negli altri casi che abbiamo elencato prima.
Il primo passo è sicuramente prendersi cura del benessere del proprio intestino prestando la giusta attenzione a ciò che si ingerisce: oltre a ridurre la quantità di cibo ad ogni pasto e oltre distribuire la propria dieta su pranzi e cene più leggeri e spuntini più frequenti, è di fondamentale importanza non trascurare la qualità degli alimenti che costituisce la base della propria alimentazione.
Per proteggere la mucosa gastrica e non irritare ulteriormente un intestino già debilitato, è assolutamente necessario eliminare dalla propria routine alimentare alcool e bevande gassate, oltre a quelle contenenti caffeina. Ma il problema non è, ovviamente, solo nei liquidi: è bene, per la salute dell’apparato digerente, ridurre anche l’assunzione di cibi grassi e fritti, di olio e di condimenti particolarmente speziati o piccanti.
È inoltre un buon consiglio mangiare almeno un paio di porzioni di pesce azzurro a settimana, preferendolo alla carne rossa o particolarmente grassa, e integrare il proprio menù con tipologie variegate di cereali, e differenti tipi di frutta e verdura di stagione.
Correggere le cattive abitudini in fatto di alimentazione, e, quando necessario, assumere integratori alimentari o farmaci procinetici da banco per migliorare la digestione è di norma sufficiente per stare meglio.
Molto meglio mangiare poco e bene, e aiutare il processo di scomposizione del cibo con una masticazione lunga e approfondita, piuttosto che digiunare del tutto. Ciascun pasto dovrebbe avere una durata di almeno trenta minuti. Dopo mangiato, può essere utile e salutare una piccola passeggiata, meglio se all’aria aperta; questa buona abitudine è particolarmente raccomandata dopo pasti abbondanti.
Chi soffre di cattiva digestione dovrebbe modificare le proprie abitudini alimentari. Il primo consiglio è quello di mangiare lentamente, masticando a lungo ed evitando di parlare molto. Importante in caso di dispepsia anche modificare la propria dieta e seguire un’alimentazione bilanciata.
È consigliabile ridurre l’introito di alcuni grassi di origine animale, tra cui insaccati, carni rosse, burro, uova e latticini. Anche i piatti elaborati, fritti o conditi con menta e spezie piccanti. Da evitare anche i piatti pronti, che generalmente comportano un maggior apporto di conservanti e sale, e i piatti dolci o salati con la panna. Da diminuire l’apporto di pomodoro e di agrumi, e attenzione a caffè, cioccolato e liquirizia.
Tra gli alimenti da favorire ci sono invece i cereali, in particolare quelli integrali, che aiutano la digestione, le verdure e l’olio d’oliva. Bene anche la preparazione di piatti a base di carni bianche e pesce, da cuocere prevalentemente al vapore o al forno.
A una dieta equilibrata è fondamentale associare una vita attiva: basta effettuare per mezz’ora al giorno un’attività come camminata veloce, bicicletta o corsa per aiutare la digestione e diminuire la tensione emotiva.
Tabella Riepilogativa Alimenti da Evitare e Favorire
| Alimenti da Evitare | Alimenti da Favorire |
|---|---|
| Carne cruda | Cereali integrali |
| Pesce crudo non trattato | Verdure (cotte e non fibrose) |
| Uova crude | Olio d'oliva |
| Latte e latticini non pastorizzati | Carni bianche e pesce (cotti al vapore o al forno) |
| Salumi crudi | Frutta poco acida |
| Alcool e bevande gassate | Acqua a temperatura ambiente |
| Cibi grassi e fritti | Tisane digestive |
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