La storia della marmellata Santa Rosa è un affascinante viaggio attraverso l'evoluzione dell'industria alimentare italiana, intrecciandosi con le vicende di aziende storiche e le preferenze dei consumatori. Dalle sue origini artigianali fino all'acquisizione da parte di grandi gruppi industriali, Santa Rosa ha saputo mantenere un posto di rilievo nel cuore degli italiani.

Marmellata Santa Rosa

Le Origini: Dalla Malmusi alla Panigal

La storia di Santa Rosa affonda le sue radici nella Malmusi e Grandini, una ditta bolognese nata per la produzione di saponi e candele steariche. Nel 1934, Paolino Gentili acquistò la SAV (Società Anonima Vigevani), trasformandola poi in SASI (Saponerie Anonima Saponerie Italiane). La "fabbrica del sapone" del Pontelungo, segnata da un'alta presenza femminile, fu purtroppo distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale.

Negli anni '50, l'azienda lanciò il sapone confezionato "Sole", un marchio che si estese poi a una vasta gamma di prodotti per la pulizia della casa. Nel 1967, la Saponerie Italiane Panigal rilevò le Conserve Pecori, specializzata nella produzione di marmellate, dando vita alla Panigal SpA.

Fu così che, nel 1968, fece la sua comparsa sul mercato la Confettura Santarosa, seguita nel 1976 da "Pomodorissimo", il primo passato di pomodoro in bottiglia. Nel 1988, il Gruppo Gentili vendette il settore detergenti della Panigal alla ditta tedesco-olandese Benckiser. Nel giugno 1989, anche il ramo alimentare della marmellata Santarosa fu ceduto alla CPC Knorr (poi Unilever).

L'Acquisizione da Parte di Valsoia

Nel settembre 2011, Valsoia si è aggiudicata le marmellate e le passate di Santa Rosa, consegnando a Unilever un assegno di 25,26 milioni di euro. Con l'accordo firmato, Valsoia si è impegnata a rilevare il 100% di J&T Italia, che custodisce il marchio Santa Rosa e Pomodorissimo. L'operazione ha riportato in Italia un marchio glorioso dell'alimentare.

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Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente e azionista di maggioranza di Valsoia, ha dichiarato di puntare su marchi leader con forte presenza nella grande distribuzione, con l'obiettivo di costruire un polo salutistico partendo da Valsoia. La strategia prevede di introdurre confetture e pomodoro, prodotti tipici della dieta mediterranea, con un'attenzione particolare alla riduzione dello zucchero nelle marmellate e alla valorizzazione degli antiossidanti nelle conserve di pomodoro.

Con Santa Rosa, il gruppo bolognese ha superato la soglia dei 100 milioni di fatturato. Il deal non ha avuto conseguenze sull'equilibrio finanziario, grazie alla liquidità di Valsoia e al MOL previsto intorno ai dieci milioni.

Marmellata Valsoia
Marmellata Valsoia

La Filosofia di Valsoia: Salute e Tradizione

Valsoia nasce nel 1990 con l'obiettivo di sfruttare le proprietà nutrizionali della soia per rispondere alla crescente domanda di salute e benessere. L'azienda offre bevande vegetali, gelati, dessert, olio e vari altri prodotti. Recentemente, ha stretto un accordo per commercializzare gelati e yogurt bio a marchio Almaverde Bio.

Sassoli de Bianchi ha sottolineato come una vasta percentuale di italiani dichiari di seguire una dieta e di scegliere prodotti salutistici, evidenziando l'enorme potenziale di sviluppo in questo settore.

FRANCESCO CIRIO - La storia di un genio italiano dell'industria alimentare

La Pubblicità di Santa Rosa: Un Viaggio tra le Bellezze Italiane

La pubblicità della marmellata Santa Rosa ha sempre evocato un'atmosfera calda e familiare, suscitando curiosità riguardo ai luoghi che fanno da sfondo alle sue narrazioni visive. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, lo spot non è stato girato in un unico luogo, bensì in due suggestive località italiane: Civita di Bagnoregio nel Lazio e il Borghetto di Ostia Antica, sempre nel Lazio.

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Civita di Bagnoregio: La "Città che Muore"

Civita di Bagnoregio, soprannominata la "città che muore", rappresenta l'immagine iconica che apre lo spot. La sua posizione isolata e la sua architettura medievale intatta la rendono un set cinematografico naturale di grande impatto visivo. La scelta di Civita di Bagnoregio per la pubblicità Santa Rosa non è casuale: la sua immagine potente evoca immediatamente un senso di genuinità, di artigianalità e di legame con la terra.

Civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio

Borghetto di Ostia Antica: Un Tuffo nel Passato

Il Borghetto di Ostia Antica costituisce il cuore pulsante dello spot, l'ambientazione principale dove si svolgono le scene di vita familiare e quotidiana. Il Borghetto offre un'immagine più intima e raccolta rispetto alla grandiosità di Civita, creando un contrasto che arricchisce la narrazione visiva dello spot. La scelta del Borghetto di Ostia Antica come seconda location risponde a un'esigenza di creare un ambiente più realistico e familiare, pur mantenendo un'aura di bellezza e di autenticità.

La decisione di utilizzare queste location è frutto di una precisa strategia registica e di marketing, che combina esigenze estetiche, narrative e di comunicazione del marchio. La scelta di location così evocative contribuisce a rafforzare l'immagine di marca di Santa Rosa, associandola a valori come la tradizione, l'autenticità e il legame con il territorio italiano.

L'Antico Ricettario dei Conti Santa Rosa

L'esponente più famoso della dinastia è l'eroe risorgimentale Santorre Derossi di Santa Rosa che guidò l'organizzazione del moto costituzionale del 1820-21 con l'appoggio del principe Carlo Alberto. È presumibile che la famiglia abbia lasciato il palazzo di campagna dopo il 1821, anno dell’esilio di Santorre, trasferendosi nella propria casa di Torino. E quindi queste ricette manoscritte sono anche state piatti di Santorre ragazzo e poi di Santorre adulto, divenuto nel frattempo sindaco - “Maire” - di Savigliano e patriota rivoluzionario coerente sino alla morte con i suoi ideali di libertà.

Il ricettario è stato scritto con ogni evidenza per anni successivi dal primo Settecento - insolito primato culinario subalpino! - sino ai primi dell'Ottocento. È un sollievo dello spirito sfogliare queste pagine: nessuna paura del colesterolo, niente diete che riducono all'anoressia, niente mortificazioni da Quaresima. È tutto un trionfo di burro, panna, lardo, uova, zucchero, carne - parecchia carne di ogni tipo - e poi salsicce, salami, prosciutti…

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Il periodo di Santorre dista alcuni decenni da quello del Giovin Signore di Parini, ma con gli anni l'esecuzione delle ricette non cambia di molto, il procedimento è sempre il medesimo anche se può mutare qualche ingrediente o sistema di cottura.

Ricette dall'Antico Ricettario

Fesa di Vitello: Preparata una fesa di Vitello dal peso di una libra circa e ben battuta perche Riescha frolla Si metta in cazeruola un bichiere d'aceto ma che non sia troppo forte quatro o cinque garofani, altretanti ginepri, e grani di pepe, poco Timo e Magiorana, Rosmarino una foglia dall’oro, poco scorza di limone, una cipoletta, e porro, presemolo, Zelero, carotta e poco sale tutto questo si faccia Bolire per qualche poco e ciò fatto si versi sul Vitello e si lascia così in infusione Ben chiuso Fino al dì suseguente.

Pollo: Prendete ed allestite un Pollo fatelo Rinvenire con butirro in una Cazeruola sale Pepe prezemolo cipoletta fonghi ed un bacello dalio il tutto Ben trito, mettete nel fondo di una Cazeruola delle fette di Vitello e la Pollastra di sopra con tutto il suo condimento, e coperta di lardo in fette fatela quocere a fuoco lento, quando e cotto disgrassate la salsa e passatela alla stamigna, aggiongendo un chuchiajo di sugo colato ed alquanto di agresto gustate se e condito servite.

Ingredienti e Ricette: Un'Evoluzione nel Tempo

La preparazione richiede, oltre la cottura, essenzialmente zucchero e riguardo alle dosi viene subito da pensare al diabete. Certo la frutta allora era più piccola, forse un po’ ticchiolata e comunque meno perfetta di quella che oggi pretendiamo sulla tavola, ma il sapore di quei codogni (mele cotogne), abricò (albicocche), griotte (visciole), portogalli, uva, ampole (lamponi), cerese, frole, melloni, pernigone (susine), ormai non sappiamo nemmeno immaginarlo abituati come siamo a frutta e verdura coltivata con antiparassitari e veleni vari.

E curiosando tra i dolci, c'è una ricetta in particolare che sembra senz'altro familiare: è il Formaggio inglese. In realtà non si tratta di un formaggio perché gli ingredienti sono quelli di un dolce e la denominazione formaggio può essere semplicemente ironica. Ma l'aggettivo inglese ci viene in aiuto: si tratta in effetti del famoso plum-cake, la torta con le prugne secche che appunto nel Settecento dalla Germania si diffonde in Inghilterra, in Francia e quindi in Italia.

A fronte di tante ricette relative alla carne, ai dolci, alla produzione di vermut, alkermes, rosoli ed elisir vari e addirittura alla distillazione dell’acquavite, troviamo un accenno appena alla verdura. La verdura aveva minor pregio della carne, questa l’opinione del tempo.

L'Impatto della Pubblicità sulle Location

La scelta di Civita di Bagnoregio e del Borghetto di Ostia Antica come location per la pubblicità Santa Rosa ha avuto un impatto positivo su entrambi i luoghi, contribuendo a aumentarne la visibilità e l'attrattività turistica. Dopo la messa in onda dello spot, sia Civita di Bagnoregio che il Borghetto di Ostia Antica hanno registrato un aumento della notorietà e del flusso turistico.

Tabella: Fatturato e Valutazione di Santa Rosa

Anno Fatturato (milioni di euro) EBITDA (milioni di euro) Valutazione (x EBITDA)
2010 48.9 3 8.5

La pubblicità Santa Rosa, utilizzando location italiane di grande fascino, ha contribuito a promuovere il territorio nazionale e il Made in Italy.

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