Fra pochi giorni tutto il mondo celebrerà il panino più famoso di sempre. Non tutti sanno però che il panino più famoso al mondo, simbolo della gastronomia made in USA, ha radici molto più lontane.

Se le prime tracce risalgono all’Antico Egitto, quando veniva consumato sotto forma di polpetta, è a cavallo del XVIII e XIX secolo che si fa strada con il nome di "hamburg steak" in onore di Amburgo, la città in cui la bistecca di carne tritata e pressata ha avuto per la prima volta un nome.

Simbolo di informalità - si mangia rigorosamente con le mani -, gusto e convivialità, l’hamburger è protagonista di scene indimenticabili di film cult come Pulp Fiction e American Beauty, e ha ricevuto dichiarazioni d’amore da personaggi come Andy Warhol, Heidi Klum e Joe Bastianich.

E quando si parla di hamburger non si può non legarne il successo al nome di Ray Kroc, che ha trasformato ristorante di San Bernardino di proprietà dei due fratelli McDonald nella catena di ristorazione più grande al mondo, utilizzando l’hamburger come bandiera.

Con l’apertura nel 1955 del primo ristorante McDonald’s a Des Plaines, nell’Illinois, viene venduto il primo hamburger al prezzo di 15 centesimi. 1955 è l’anno in cui Ray Kroc apre il primo ristorante McDonald’s a Des Plaines, nell’Illinois ed è una data simbolo.

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Infatti tutto ha inizio nel 1954, quando Ray Kroc, venditore di frullatori elettrici Multimixer, decide di recarsi presso un ristorante di San Bernardino, di proprietà dei due fratelli McDonald, per capire la ragione di una così alta richiesta del suo modello di punta per preparare milkshake. Ray Kroc rimane talmente entusiasta della loro semplice e geniale gestione imprenditoriale, che poco dopo si offre di diventare loro agente licenziatario.

Kroc sperimenta in proprio il successo del modello di business ed elabora la sua visione di creare ristoranti McDonald’s in tutti gli Stati Uniti, così nel 1955 fonda la McDonald’s Corporation e 5 anni dopo acquista i diritti esclusivi per il nome McDonald’s. Appena tre anni dopo, nel 1958, McDonald’s ha venduto già 100 milioni di hamburger. Oggi McDonald’s - nel mondo - serve ogni giorno oltre 60 milioni di clienti, quanto l’intera popolazione italiana.

In Italia, l’hamburger, diventa un cult negli anni ‘80 quando McDonald’s approda nel Bel Paese. Da allora il panino ha continuato a riscuotere sempre più successo.

McDonald’s celebra le proprie origini con il 1955. In tutti i ristoranti McDonald’s dal 25 gennaio al 12 aprile Milano, 25 gennaio 2011 - McDonald’s compie 55 anni e per l’occasione, dal 25 gennaio al 12 aprile, arriva nei ristoranti italiani 1955, per assaporare il gusto generoso e autentico dell’America anni ‘50.

Il “1955” nasce da una ricetta esclusiva, è un panino dal gusto unico e dalla consistenza generosa, proprio come si faceva nei Favolosi Anni ’50, quando è iniziato il fenomeno McDonald’s.

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La carne leggermente pepata - in una “ricca” combinazione con cipolla grigliata, caramellata e doppia salsa - il gusto deciso del bacon e dei freschi pomodori trasportano immediatamente chi l’assaggia nel vero gusto Old Style che non mancherà di affascinare i clienti di oggi.

Il panino viene accompagnato per l’occasione da classiche patate a spicchi con salsa deluxe, tipiche alette di pollo e da un McFlurry brownies che completano degnamente una vera esperienza gastronomica americana.

“1955 è l’omaggio alle nostre origini e ai nostri 55 anni di storia” dichiara Marco Ferrero, direttore marketing e comunicazione McDonald’s Italia. “È la ricetta con la quale ribadiamo le nostre origini e la nostra tradizione che affonda nell’autentico gusto americano e che convive, senza contraddizione e ostacoli, anche con le ricette d’ispirazione italiana che abbiamo lanciato in questi ultimi anni e che i nostri appassionati sostenitori dimostrano di apprezzare scegliendoci sempre più numerosi ogni giorno. A riprova di ciò anche nel 1955 utilizziamo carne bovina 100% italiana”.

BURGER BUNS: i panini da burger direttamente a casa! Sofficissimi! 🍔😍

Gli Ingredienti del Panino McDonald's

Ma quali sono, allora, gli ingredienti presenti all’interno del panino di McDonald’s Italia? Acqua, farina, zucchero, olio di girasole, sale e lievito. Quello che va detto è che la percentuale di zuccheri contenuta (13%) all’interno del pane di McDonald’s Italia non è di certo bassa e farà storcere il naso ai più attenti all’indice glicemico degli alimenti: il senso di tale quantitativo è però quello di mantenere la mollica del pane solida anche quando il panino verrà composto ed entrerà in contatto con i condimenti e le salse.

Uno dei fatti più curiosi? Sicuramente riguarda il cetriolino: uno degli ingredienti più discussi, nel 1958 fu tolto dall’hamburger ma un anno dopo, nell’agosto del 1959, fu reintrodotto e mai più cancellato dalla ricetta.

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Da dove arriva il pane che mangiamo da McDonald’s Italia? Ve lo dico io. Il pane all’olio del McDonald’s deve infatti rispettare dei parametri rigidissimi: non solo sapore, ma anche forma e colore. “La sicurezza alimentare - ci viene detto - passa attraverso la selezione rigorosa dei fornitori, dall’analisi scrupolosa dei laboratori e dalla tracciabilità della filiera“.

Un’ultima curiosità sulla East Balt Bakery? Ciao, sono un piccolo impasto di pane pronto per essere cotto.

Altro che fette di pane tristi; sua moglie Fanny sforna un panino morbido, dolce e rotondo come il sole a mezzogiorno. BOOM! Nasce il primo burger con il “bun”come lo conosciamo oggi. Non sapevano ancora di aver rivoluzionato i pranzi del sabato e le serate post sbronza di mezzo pianeta. Ma attenzione! Morale della favola? Ma il vero protagonista qui è il panino stesso: il Bun, soffice e leggermente dolce che abbraccia la polpetta, tenendo insieme sapori e consistenze in un morso perfetto.

Iniziamo con lo Tangzhong, altro non è che Il trucco ninja per panini soffici come guanciali. Mescolate tutto per bene cercando di non fare grumi, poi mettete sul fuoco a fiamma bassa e girate con pazienza, come quando aspettate che carichi Netflix. Quando il composto si addensa e diventa una cremina lucida tipo gel per capelli anni ’90 è fatta.

Mettete tutto in planetaria: farina, zucchero, lievito, latte, uova e il vostro mitico Tangzhong (che a questo punto sarà bello freddo e gelatinoso). Montate il gancio impastatore e lasciate che la macchina faccia il lavoro sporco. Continuate finché l’impasto non si avvolge felice intorno al gancio (si chiama “incordatura”).

Trasferitelo sul piano di lavoro leggermente infarinato, fate una bella palla e poi mettetelo a lievitare in una ciotola coperta nel forno spento con un pentolino d’acqua calda per creare l’umidità giusta.

Una volta che l’impasto è bello gonfio e fiero di sé, dividetelo in palline da circa 100 g l’una (sì, potete usare la bilancia, non è barare). Infornate a 190°C per circa 20 minuti, o finché non diventano belli dorati e profumati da far invidia a qualsiasi bakery.

COME FARCIRLI:Questi buns sono come una tela bianca: perfetti per ogni tipo di burger, dal classico cheeseburger con doppia fetta di formaggio, alla versione veggie con avocado e hummus, fino a quello super gourmet con cipolle caramellate e salsa speciale.

CONSIGLI PER LA CONSERVAZIONE:Se per miracolo avanzano (ma dubito), conservateli in un sacchetto per alimenti ben chiuso a temperatura ambiente, così resteranno morbidi per 2-3 giorni. Se invece volete fare i furbi, potete congelarli ben sigillati e tirarli fuori qualche ora prima di usarli.

Conta solo il cronometro. Da McDonald’s è tutto programmato, al secondo. E chi ci lavora non deve fare altro che seguire alla lettera procedure rigidissime. Mangiare in un ristorante McDonald’s è una questione di gusti. Lavorarci, invece, è tutta questione di numeri. Di tempi. Di Sincronizzazioni. E, lasciatevelo dire da chi ci ha lavorato per tre anni, di molta, molta concentrazione.

Basta una manciata di secondi di troppo, un attimo di esitazione e tutto l’intero meccanismo rischia di incepparsi. Per farvi un’idea, da quando un cliente si mette in fila a quando riceve il vassoio con la sua ordinazione devono passare duecentodieci secondi. Ogni cassa ha un cronometro che inizia a scandire il tempo appena si comincia a digitare l’ordine sullo schermo. Quando il cliente se ne va col suo vassoio, il cronometro di ferma. Duecentodieci secondi, non un secondo in più e, possibilmente, qualche secondo in meno.

La temperatura delle friggitrici è di duecentoquindici gradi. Quella delle piastre di centottanta. Il pane viene tostato per trentacinque secondi. Il toster è simile alla griglia per hamburger dei chioschi notturni. La carne, invece, viene cotta in apposite piastre automatiche. Quelle stesse piastre che stanno a centottanta gradi per sessantatré secondi in media.

Ogni piastra è regolata a seconda del panino da comporre. Accanto alle piastre ci sono piccoli congelatori a pozzetto con dentro la carne per i panini. Prendi la carne dal pozzetto e la metti sulla piastra. Poi aspetti. La carne la devi prendere con i guanti. Monouso.

La temperatura minima che deve avere la carne appena cotta è di sessantanove gradi. Ogni mattina il manager di turno (uno di quelli con le camicie bianche che trovate in ogni McDonald’s) controlla la temperatura dei primi hamburger. Li infilza con un tester sterilizzato e aspetta. Se la temperatura è giusta, la carne può essere venduta, altrimenti viene buttata. Si reimpostano le piastre e si mettono a cuocere altri hamburger.

Sopra queste piastre ci sono sempre i vassoi per il bacon. Il bacon arriva in cucina già surgelato e lo si lascia scongelare all’aria. Il tempo di scongelamento è più o meno di trenta minuti. Il tempo entro cui lo puoi mangiare è quattro ore. La presenza del bacon nel panino determina l’assenza di sale nella carne. Il bacon che avanza viene buttato via.

Tutti i panini devono essere pronti prima che la carne sia cotta. Se il cliente vuole mangiare un cheeseburger, si può mettere a cuocere la carne nello stesso istante in cui si mette a tostare il pane. Il pane si mette nel toster sopra un vassoio.

Sessantatré secondi meno trentacinque fa ventotto. In ventotto secondi bisogna condire il pane sopra il vassoio con senape, ketchup, cipolla disidratata, cetriolo e formaggio cheddar; appoggiare il vassoio al bordo della griglia e aspettare che la carne sia pronta; a fine cottura prendere la carne con la spatola e metterla sul panino. Chiudere il panino, incartarlo e metterlo sul bin. Il bin è come fosse un dispenser. Ci si mette il panino e si aspetta che un cassiere, dall’altra parte, lo prenda e lo dia al cliente. Tempo totale novanta secondi. Ogni panino può rimanere nel bin per dieci minuti. Non uno di più, non uno di meno. Se entro quei dieci minuti il panino non viene venduto, si butta via, perché il suo gusto non sarà più all’altezza degli standard imposti da McDonald’s.

Ogni alimento ha il suo “tempo di vita” e ci sono timer sparsi per tutta la cucina che avvertono i crew (quei ragazzi con la polo arancione e il cappellino) di quando è ora di cambiare un determinato alimento. Le patatine, per esempio, devono essere vendute entro sette minuti da quando vengono scolate dalle friggitrici, perché altrimenti diventano immangiabili e questo a McDonald’s non piace (e neanche ai clienti).

Ogni scadenza è segnalata da un bip, sempre diverso in base alla sua funzione. C’è un bip per ogni piastra, uno per ogni toster, uno per ogni friggitrice; uno che avverte delle scadenze, uno che segnala l’arrivo di una machina al McDrive. E ce n’è uno che dice che è ora di andarsi a lavare le mani.

Perché è obbligatorio lavarsi le mani (e gli avambracci) ogni ora e, comunque, tutte le volte che ci si tocca viso/capelli/vestiti/eccetera, tutte le volte che si rientra da una pausa o si cambia mansione, tutte le volte che si esce dalla cucina o ci si entra. Tassativo.

La cucina di un McDonald’s, alla fine, funziona come una catena di montaggio. I tempi sono dettati dai timer e dai bip. Niente è lasciato al caso. Tutti sano quello che devono fare. Tutti sono coordinati. Tutti si muovo insieme. Come gli ingranaggi di un orologio, per intenderci.

Tutto è controllato, inventariato e programmato. Tutto. Grazie a un programmino informatico che, sulla base dei dati storici sui consumi e sulle vendite, fornisce una stima di guadagno e di consumo giornaliera, settimanale e mensile.

A questo va aggiunto il contributo umano, esperienziale: eventi nelle vicinanze, maltempo, sciopero degli studenti, sciopero dei mezzi pubblici. Tutto questo lo dovete sapere perché è quello che molti, per lo più ragazzi, fanno per tirare avanti. Sei giorni alla settimana per cinque ore al giorno. Trenta ore in tutto. Trenta ore alla settimana per quattro settimane fa centoventi ore al mese. Per dodici mesi fanno millequattrocentoquaranta ore all’anno. Per tre anni fanno quattromila trecentoventi ore. Si lavora di sabato, si lavora di domenica, si lavora alle feste comandate. Si lavora sempre.

In una cucina McDonald’s, fondamentalmente, è tutta una questione di numeri, tempi, sincronizzazioni. Bisogna avere buona memoria e massima lucidità. E un orecchio ben allenato.

Anche se spesso parliamo indistintamente di hamburger e burger, i due termini non sono davvero intercambiabili. Con i primi si fa riferimento solo ai medaglioni di carne bovina; i secondi, invece, possono essere preparati anche con il pesce, le verdure e i legumi. Insomma, se è vero che tutti gli hamburger sono burger, non possiamo dire che tutti i burger sono hamburger.

Con carne o senza, entrambe le versioni sono molto apprezzate dai consumatori in tutto il mondo. Secondo Fine Dining Lovers , il preferito degli americani resta l’hamburger, anche nelle varianti cheeseburger e bacon burger: solo negli USA vengono consumati circa 13 miliardi di panini con carne all’anno.

Hamburger deriva dal nome della città tedesca Amburgo, dove è nata originariamente questa preparazione. Agli inizi del XIX secolo la ricetta arrivò negli Stati Uniti per mano degli immigrati tedeschi. Qui l’hamburger acquisì subito consensi e in poco tempo iniziarono a fioccare numerose paninerie e anche i primi fast food.

La paternità dell’hamburger made in USA è però ancora dibattuta. Quello che sappiamo per certo è che il successo del medaglione di carne si lega al nome di Ray Kroc, l’imprenditore che fondò McDonald’s nel 1955.

Nel corso del tempo l’hamburger è stato rivisto e migliorato svariate volte, fino a farlo diventare, negli ultimi anni, anche protagonista di ricette gourmet. Per citarne una, il “Golden Boy” del ristorante olandese De Daltons è attualmente il panino più caro del mondo.

I burger di carne non sono più l’unica offerta sul mercato e oggi, molto spesso, i consumatori scelgono di provare le alternative di pesce e di verdure. Una soluzione tanto in voga è quella dei fish burgers, i medaglioni di salmone, tonno o pesce spada. In genere la preparazione in casa non richiede più di mezz’ora e le varianti possibili sono veramente tante. I più fantasiosi, volendo, potrebbero sostituire i medaglioni con dei filetti di pesce (al naturale o panati) o una tartare.

L’altra grande proposta è quella dei burger vegetariani e vegani, preparati con sole verdure, con i cereali o con i legumi. Qualsiasi sia il medaglione scelto, la regola per preparare un buon burger parla chiaro: non strafare.

Oltre ai burger, infatti, è importante prestare attenzione alla scelta dei condimenti e del pane. Il burger perfetto resta sempre succoso e, se questo con la carne bovina è più facile, perché perde liquidi in cottura, il pesce o le verdure rischiano invece di risultare secchi o persino stopposi. Sia i fish burgers che i vegan burgers si prestano ad essere serviti con l’hummus. Questa preparazione è facilmente personalizzabile in molti modi diversi per sposare ogni tipo di abbinamento.

Per quanto riguarda il pane, il burger bun non è un panino qualsiasi. In italiano possiamo tradurlo come panino al latte, ha una forma tonda o allungata e si presta particolarmente ad assorbire i condimenti senza sfaldarsi. Tipi diversi di burger richiedono differenti panini. Il più gettonato per il pesce è il carbon bun con carbone vegetale e semi di papavero, leggero e digeribile; o anche il Gua Bao, un panino soffice della cucina asiatica che accompagna bene i medaglioni di pesce, di manzo e di pollo.

IngredientePercentuale (nel pane)
AcquaN/A
FarinaN/A
Zucchero13%
Olio di girasoleN/A
SaleN/A
LievitoN/A
Cheeseburger

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