Questo articolo esplora le storie di due donne che hanno saputo reinventarsi e trovare il successo in ambiti diversi: Eleonora Sabatini, ex Miss Italia, e Giuliana Arcarese, star dei social media nel mondo del make-up.

Eleonora Sabatini: Dalla Corona alla Cucina Salutare

Eleonora Sabatini è rimasta nella memoria storica di Miss Italia per essere stata una miss sovversiva, con capelli cortissimi e una dichiarazione che creò scalpore nel 2015. Dopo la vittoria del concorso di bellezza, ha intrapreso lo studio delle biotecnologie, ha ripreso a giocare a basket e ha coltivato la sua passione per la cucina, che ha radici familiari profonde.

«A me piace mangiare, vengo da una famiglia di ristoratori: ho unito l’alimentazione sana allo sport», racconta al Corriere. Tutto questo si è concretizzato in un canale YouTube in cui pubblica videoricette sane e gustose, come l’hamburger light, o polpette di merluzzo con patate e olive taggiasche.

In un Paese che non rinnova i fondi per contrastare i disturbi alimentari, le dichiarazioni di Sabatini al Corriere sono importanti. Quando racconta della sua esperienza in cui il controllo del corpo era andato perso, spiega: «Avevo sbagliato una dieta e il fisico era stressato. Finché lo “combattevo”, non perdevo peso».

Eleonora Sabatini Miss Italia

Giuliana Arcarese: Da San Cataldo all'Ohio, una Favola Moderna

Potrebbe essere questo il titolo della storia di Giuliana Arcarese, miss “MaKe Up Delight”, come è conosciuta da oltre un milione di persone sui social. Perché quella che oggi sembra una favola contemporanea, è iniziata con un colpo di fulmine ma si è realizzata grazie all’incrollabile forza di volontà e all’inesauribile impegno di questa 45enne originaria di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta.

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Giuliana Arcarese oggi vive a Cleveland in Ohio, dopo aver girato per gli Stati Uniti e per l’Italia, assieme al marito Brian e ai figli Joseph e Jacob. Segni particolari: bellissima, come sa esserlo una donna che non si vergogna di mostrarsi senza filtri sui social come nella vita. Una star della rete che ancora si emoziona rievocando quella sliding door, quell’evento inaspettato che ha cambiato la sua vita.

«Dopo il liceo linguistico a Caltanissetta - dice - mi sono trasferita a Catania per frequentare la facoltà di Scienze Politiche. Come tutti gli universitari dell’epoca, gironzolavo per il centro e meta fissa era la Collegiata. Una sera, appena entrata, ho visto da lontano questo ragazzo alto. Mi colpì moltissimo tanto da non riuscire a staccargli gli occhi di dosso, ma non dissi una parola».

Nelle settimane successive, Giuliana aveva continuato a pensare a quel giovane di cui non sapeva neanche il nome. «Sospettavo che non fosse italiano ma nulla di più - aggiunge - e un po’ mi rammaricai per il mio silenzio. Poi per caso lo rividi in un locale, lui si avvicinò per parlare e da lì è partito tutto».

All’inizio Brian, americano dell’Ohio e allora soldato di stanza alla base Nato di Sigonella, era restio ad avere una relazione seria ma non seppe resistere a un sentimento tanto travolgente da farli convolare a nozze, lei 22enne e lui 23 enne, in meno di un anno da quell’incontro.

«Ci siamo sposati negli Stati Uniti e poi in Sicilia - ricorda Giuliana - e i primi anni sono stati davvero duri, però ci amavamo e questo ci bastava». Di soldi in casa ce n’erano pochi, perché lo stipendio di Brian, allora soldato semplice, non era granché.

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Il primo impiego è stato quello di consegnare giornali in Virginia. Alle 2 del mattino Giuliana caricava in macchina le copie dei quotidiani per poi distribuirle nelle case e dentro le colonnine in strada. Gli impieghi successivi sono stati dei più vari, da addetta alle pulizie nelle case a segretaria sino a quello più inatteso: arruolarsi nell’esercito americano.

Per uno straniero è possibile far parte dell’esercito americano, purché sia in possesso della green card e accetti di essere destinato a specifiche sezioni per motivi di sicurezza nazionale. All’Arcarese toccò l’aeronautica. L’addestramento fu simile a quello che si vede nei film americani, duro, finalizzato a selezionare solo chi era realmente motivato.

«Chiamavo mio marito e piangevo», dice la donna che come primo incarico fu adibita a un servizio abbastanza inconsueto. «Ero addetta ad accogliere le salme dei soldati uccisi all’estero - ricorda - corpi che arrivavano nelle stesse condizioni in cui erano al momento del decesso, senza alcuna ricomposizione.

L’esperienza militare terminò con la scadenza del contratto e la scoperta della gravidanza e la nascita dei due figli, Jospeh e Jacob. Giuliana si prese una pausa per dedicarsi a loro; durante questo periodo, lesse un annuncio su un giornale in cui si parlava di un corso per make up artist e subito decise di iscriversi.

Sarà che questo era il destino di questa donna, sarà che in fondo nulla accade mai per caso, di lì a poco, sfogliando la rivista Elle, Giuliana fu colpita da un servizio su queste ragazze che facevano video tutorial su Youtube. «Pensai che avrei potuto farlo pure io, dato che ero per tanto tempo a casa - ricorda - non avevo idea di come si facesse, come si montasse un video, lo giravo e lo pubblicavo senza tagli. Ero ancora un po’ imbranata ma diretta, schietta, senza artifici. Da un articolo della rivista Elle le è venuta voglia di sperimentare un nuovo lavoro e sulla rivista Elle, Giuliana è stata celebrata come fenomeno di costume.

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Eppure questi numeri non le hanno dato alla testa, la notorietà non le ha tolto neanche un pizzico di spontaneità. Non nasconde il suo italiano marcato da un accento dialettale, né si vergogna di mostrarsi in pigiama senza trucco sui social. Con estrema sincerità ammette di essersi emozionata quando è stata invitata alla Casa Bianca, durante la presidenza Obama.

Dopo aver girato in lungo e in largo gli States, la famiglia si è trasferita in Ohio, terra natale del marito. «Brian ha ricoperto vari ruoli nell’esercito, diventando anche ufficiale per poi andare a lavorare per il Pentagono - dice - ma oggi si è congedato e si occupa di consulenze per il governo americano. Questo ci ha consentito di progettare una vita e una casa che fossero stabili nel tempo, senza dover pensare a continui traslochi.

Della villa in mezzo ai boschi in cui abitano oggi, Giuliana ha raccontato tutto sui social, dalla posa delle fondamenta alla scelta delle finestre. E intanto ha mandato avanti la sua nuova attività, quella di imprenditrice nel settore dei cosmetici. «Ho lanciato la mia linea di make up - racconta - in collaborazione con un’azienda italiana, perché volevo associare il mio nome a prodotti che fossero di alto livello».

La scelta del brand rispecchia il carattere della donna; fra i lip mousse uno è di grande successo, quello rosso fuoco non a caso chiamato “Lava”, perché della sua terra ha grande nostalgia. Con candore confessa che sente molto la lontananza dalla Sicilia. «A causa della pandemia - dice - sono costretta a non poter programmare un viaggio. Il mio desiderio è di poter tornare a casa.

Giuliana Arcarese Make Up Delight

Festa degli Hamburger a Collegno

La Festa degli hamburger si terrà sabato prossimo in via Santa Lucia dalle 19, è richiesta la prenotazione entro martedì. I piatti saranno preparati dalla cooperativa Opificio 512 ed il ricavato della festa sarà destinato a sostenere il progetto di cohousing Civico 34, insieme ad altre iniziative che si rivolgono a minori, soggetti fragili e persone in stato di disabilità.

Il ritiro dei biglietti è possibile alla sede in via Brescia 20, da lunedì a venerdì dalle 9 alle 16, oppure presso Giraluna in via Matteotti, martedì dalle 10 alle 16, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, oppure sabaro dalle 9 alle 12. In caso di maltempo la festa sarà sostituita dal servizio d'asporto, attivo dalle 19.15.

"The Residence": Un Thriller Comico alla Casa Bianca

Su Netflix arriva “The Residence”, una serie tanto irriverente quanto intelligente. Facendo tesoro di tali insegnamenti, Paul William Davies ha deciso di adattare il romanzo di Kate Andersen Brown, “The Residence”, per creare una serie TV in grado di intrigare e divertire. Prodotta da Shondaland e distribuita da Netflix, la serie riesce a fondere gli elementi fondamentali della letteratura di Agatha Christie con l’affascinante mondo della serialità. Sfruttando, ovviamente, le linee guida della Maestra britannica.

Il luogo è la Casa Bianca, una delle dimore più famose e suggestive del mondo. Il perfetto palcoscenico per una trama che mescola il mistero di un (apparentemente) irrisolvibile omicidio con un umorismo fine ma efficace. “The Residence” infatti è quasi totalmente ambientato tra le mura della sfarzosa White House, dove si è consumato l’omicidio di A. B. Wynter (Giancarlo Esposito), lo Chief Usher. Ed è proprio nella suggestiva residenza presidenziale che si sviluppa una sceneggiatura ben scritta e che, fortunatamente, rompe lo schema tipico di certi prodotti in cui ogni episodio confutava la teoria sviluppata in quello precedente. In “The Residence” infatti la teoria sul possibile omicida si evolve assieme alla sceneggiatura.

I personaggi sono i membri dello staff della Casa Bianca, ovvero i sospettati. Invero il tutto avviene durante un’importante cena di Stato con i ministri australiani, per riconciliare i rapporti tra i due paesi. Trattandosi di una serie corale il rischio maggiore era quello di trascurare la caratterizzazione di alcuni protagonisti, oltre a quella dei personaggi secondari, ma la trama elaborata da Paul William Davies riesce a donare il giusto spazio ad ogni individuo coinvolto nel caso. Merito anche di una caratterizzazione che enfatizza le peculiarità dei membri dello staff. Da Marvella (Mary Wiseman), l’iraconda chef della Casa Bianca, a Harry Hollinger (Ken Marino), lo scettico consigliere del Presidente, a Tripp Morgan (Jason Lee), lo scapestrato fratello del Capo di Stato americano, i profili dei soggetti nati dalla mente di Kate Andersen Brown si delineano puntata dopo puntata.

Tra tutti i protagonisti è proprio Cordelia Cupp, interpretata da una strabiliante Uzo Aduba, che spicca per caratterizzazione e peculiarità. Appassionata di bird watching, come la Miss Marple di Agatha Christie, e geniale quanto Hercule Poirot, la detective Cupp si presenta come la miglior investigatrice del mondo, colei che è in grado di risolvere anche il caso più irrisolvibile. Una fama che si è guadagnata partecipando ad alcune indagini particolarmente complicate.

In una serie con un cast stellare, che comprende interpreti del calibro di Giancarlo Esposito, Randall Parker, Ken Marino, Jason Lee e Susan Kelechi Watson, la fu Occhi Pazzi di “Orange is the New Black” riesce a dominare la scena con una scioltezza davvero lodevole. Cordelia è un personaggio geniale, una di quelle donne che ha fatto dell’intelligenza la sua arma migliore. Riesce a pensare e ad agire fuori dagli schemi, e mentre tutti danno di matto, urlano e litigano lei osserva, deduce e risolve. Ma la cosa più esemplare è quel tagliente umorismo che spesso sfocia in un sarcasmo tanto sublime da riuscire a far passare per ottuso chiunque le ponga la domanda sbagliata. Per quanto ponderata o casuale questa possa essere.

Il tutto esternato grazie ad una regia, affidata a Liza Johnson e Jaffar Mahmood, in grado di far immergere lo spettatore nell’avvolgente atmosfera dalla Casa Bianca. Alternando i campi lunghi, che accentuano la sfarzosità della dimora presidenziale, ai primi piani e ai movimenti di macchina, che aiutano ad enfatizzare l’espressività dei protagonisti, i due registi riescono a trasmettere tutta l’ansia e il mistero che aleggia nel luogo del delitto.

E quella prospettiva nella seconda puntata, in cui il panorama che circonda la White House ci viene mostrato attraverso la prospettiva di un falco in volo, è un preziosismo tecnico di rara bellezza. La colonna sonora infine, incalzante ed energica, oltre a donare un ritmo dinamico alla vicenda, accresce il valore di una storia in grado di incuriosire e appassionare ad ogni sequenza. “The Residence” è quindi una serie TV scritta e diretta in maniera ineccepibile.

The Residence Netflix

Costruire un Brand olistico: intervista ad Arianna Testi.

La Rivoluzione del Delivery: Just Eat e i Migliori Ristoranti a Domicilio in Italia

Anche questo fa parte della fine lockdown: salvo rare eccezioni, stellati e aspiranti tali si sono rimessi sotto a cucinare per i clienti dei propri locali mentre chi faceva consegne a casa ben prima dei terribili mesi passati continua a svolgere il suo importante lavoro. Bella l'idea di Just Eat, il colosso mondiale che tramite una app porta pranzi e cene a domicilio, di creare la top list attraverso la nuova Guida ai migliori 50 ristoranti a domicilio in Italia che ha valutato i circa 12mila legati alla piattaforma.

Scaricabile online e strutturata attraverso 11 premi denonimati Takeaway Awards, la guida segnala le migliori performance per risultati (come ordini, volumi raggiunti con il delivery e clienti), i ristoranti più amati dai consumatori fino ai tre premi speciali divisi in miglior progetto sostenibile, miglior progetto innovativo e ristorante più social identificati da una giuria di qualità. «Abbiamo voluto premiare la capacità di generare un sistema virtuoso con un impatto su tutti gli attori», spiega Daniele Contini, country manager di Just Eat Italia. «Ma al tempo stesso si è voluto evidenziare quanto la ristorazione può fare con il digitale, sfruttando in pieno la nuova frontiera».

Mister Pizza, il n.1

Per la guida, il miglior ristorante a domicilio in Italia è il milanese Mister Pizza, in via Tito Livio 7, che ha nella Pizza Patatosa la sua specialità anche se le più vendute risultano Margherita, Americana e Diavola. La categoria Migliori Performance è dedicata ai locali che hanno saputo raggiungere, nel corso del 2019, risultati eccezionali e totale apprezzamento da parte dei clienti.

Il numero uno in Italia è stato Food Delivery Ex Mercato - Hamburger & Tex Mex a Roma che offre un viaggio gastronomico fra America e Messico tra burrito con chili e cheeseburger. Il podio nelle città del Nord vede nell'ordine il milanese Sushi Oita & Poke Bowls, il padovano Fastdrink24 e ancora il milanese The Burger Grill. Al centro, i premiati sono tutti a Roma: il già citato Food Delivery Ex Mercato - Hamburger & Tex Mex, Gado Sushi e Gelateria Blue Ice. I più bravi al Sud e nelle isole sono in Sicilia: la Pizzeria Polleria Popi Popi e La Brace a Palermo, Chan Sushi Bar a Catania. Meritoria l'attenzione ai piccoli centri dove il delivery si sta conquistando spazi importanti: i migliori per la guida Just Eat sono stati Kyoto a Saronno, Tesoro a Sesto San Giovanni e Shabu a Seregno. Tutti nell'hinterland milanese.

Bologna protagonista

Nella categoria Miglior servizio ai clienti, Mister Pizza ha prevalso sia in campo nazionale che al Nord dove sul podio sono finiti i già citati Fast Drink24 e Sushi Oita & Poke Bowls. Al centro, il trio premiato è composto dai romani Xun, Gelateria Blue Ice, Miss Pizza Forno a Legna mentre al Sud e isole, la top list annovera i napoletani Paninoteca Beneduce e Mascalzone insieme a Kentia di Palermo. Infine, tra le realtà non metropolitane, i più bravi sono risultati Strapizza a Zola Predosa, Pronto Pizza a Villanova di Guidonia, Aladino’s Food & Pizza a Lecce.

Quanto alla miglior new entry in Italia, Just Eat ha indicato Qbib Pokeria & Bubble Tea a Bologna, piccolo paradiso hawaiano cresciuto sotto la Garisenda e gli Asinelli. E sempre a Bologna si trova il locale a maggior tasso di fedeltà ossia Gusto Pizza. Simpatica l'iniziativa dei premi speciali: miglior responsabilità sociale a The King di Monopoli e Hat - Hamburgeria Toscana di Pisa; miglior concetto innovativo a Lime - Sapori del Mondo di Roma e Crops Salads Soup & Co. di Trieste; ristorante più social alla catena Hamerica’s e Peschef di Trani.

Viva la Pizza

A proposito di catene, la classifica della guida vede in ordine decrescente Old Wild West, Burger King, America Graffiti, Alice Pizza e Zushi. Ultima categoria esaminata è quella dei locali più amati dal pubblico che vede la pizzeria Sciuè Sciuè di Pisa la n.1 in Italia e ovviamente nel Centro. Al Nord, i tre migliori sono Aldo’s Pizza a Verona, Cama’ffare a Padova e Pizzeria Ristorante da Chi Ragas a Parma.

Come detto, Sciuè Sciuè è prima al Centro davanti a La Piccola Capri, sempre a Pisa, e Cotta a Legna a Roma. Al Sud e nelle isole, la passione dei clienti è a Palermo per Popi Popi, pizzeria e polleria, e La Brace mentre al secondo posto c'è Dolce Morso a Taranto. Si impone una valutazione proprio su queste ultime classifiche: se le tendenze toccano il mondo, dalla storica richiesta di cibo cinese e sushi giapponese sino alla novità poké e all'inaffondabile pollo, è sempre sua maestà la pizza a tenere banco. Tutti i locali più amati la vedono protagonista assoluta o cuore dell'offerta.

Tabella dei Migliori Ristoranti a Domicilio in Italia (Just Eat)

Categoria Vincitore Città
Miglior Ristorante a Domicilio Mister Pizza Milano
Migliori Performance Food Delivery Ex Mercato - Hamburger & Tex Mex Roma
Miglior Servizio ai Clienti Mister Pizza Milano
Miglior New Entry Qbib Pokeria & Bubble Tea Bologna
Ristorante più Amato Sciuè Sciuè Pisa

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