L’olio al tartufo è uno dei condimenti più apprezzati in cucina. Con due sole gocce riesce a dare carattere a ogni piatto, con un'esplosione di gusto e di profumo. Olio extravergine di oliva italiano più tartufo pregiato: il risultato non può che essere un elisir di gusto, una vera delizia.

L’olio al tartufo bianco è uno dei modi più pratici e veloci per gustare tutto l’aroma unico e profumato del tartufo bianco. Oltre a essere perfetto come “integratore” al tartufo fresco, è perfetto come insaporitore per tutte le tue ricette preferite.

Ma come scegliere un olio al tartufo di qualità? E come utilizzarlo al meglio in cucina? Scopriamolo insieme.

Come si prepara l'Olio al Tartufo

Come Riconoscere un Olio al Tartufo di Qualità

Tutto molto bello se la mettiamo così, ma diciamoci la verità: di 100 bottiglie di olio al tartufo che troviamo in commercio solo una piccola percentuale contiene effettivamente materie prime di qualità. L’olio al tartufo è, ahimè, un prodotto eccellente sulla carta, ma spesso scadente nella realtà. Questo perché la denominazione “al tartufo” vuol dire tutto e nulla, e comprende condimenti effettivamente di prima qualità come intrugli pessimi.

Dove sta il discrimine? Come si fa a scegliere bene? Vi svelerò questo segreto, ma è il segreto di Pulcinella: basta leggere l’etichetta.

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La Qualità delle Materie Prime

Partiamo dall’olio: sempre e solo italiano. Oppure comprate quello extra UE, ma poi non vi lamentate se sa di benzina.

E poi lui, il divo della cucina, il nostro amato tartufo. Scommetto che vi state chiedendo “bianco o nero?”, ma credetemi, non è questo il punto. Certo, tra uno scorzone e un tartufo bianco d’Alba la differenza aromatica, e di prezzo, esiste, ma l’importante è la qualità delle materie prime.

Non è detto che un olio al tartufo bianco sia superiore. Meglio un buon olio al tartufo nero, fatto bene, con la giusta quantità di tartufo, che un sedicente “olio al tartufo bianco pregiato” se poi di tartufo c’è solo l’odore, per altro artificiale.

La quantità conta. L’olio al tartufo è un condimento deciso, da dosare con le dovute attenzioni, ma se compro l’olio al tartufo è perché voglio sentire il tartufo! Cosa me ne dovrei fare di un olio con lo 0,5% di tartufo magari pieno di aromi chimici? Quindi, occhio all’etichetta.

E poi c’è lui...Sì, lui, l’olio CON il tartufo. La differenza? Basta guardare, perché qui il tartufo si vede, non si sente soltanto. Vero tartufo in scaglie per una garanzia di qualità assoluta.

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Una volta che l’olio è di prima qualità, arricchito con preziose scaglie di tartufo bianco d’Alba, c’è poco da discutere, abbiamo tra le mani un vero gioiello. Guardiamo, questo sì, la quantità del tartufo. Se ce n’è mezzo grammo non aspettiamoci la stessa intensità di gusto di un olio con sei/sette grammi di tartufi. Il prezzo cambia di conseguenza, ovvio, ma è un investimento che vale tutto, per portarsi a casa un prodotto davvero eccezionale.

Olio al Tartufo di Qualità

Come Utilizzare l'Olio al Tartufo in Cucina: Idee per Piatti Profumati

Ora che abbiamo visto come riconoscere un buon olio al tartufo, resta solo da capire come usarlo in cucina. Un buon olio al tartufo è davvero un jolly in cucina. Dagli antipasti ai secondi passando per dei bei primi, è l’alleato perfetto per ogni piatto.

L’olio al tartufo bianco ha un gusto più raffinato e un profumo ancora più avvolgente, per cui l’ideale sarebbe abbinarlo a piatti davvero speciali, in grado di valorizzare tutto il suo aroma. Solo una regola: sempre a crudo, mai in cottura. Il prezioso profumo, infatti, rischia di volatilizzarsi se sottoposto alle alte temperature.

Eccezionale sul filetto ai porcini e sulla tartare di manzo, si abbina sorprendentemente bene anche al pesce. Per un piatto super elegante, baccalà al vapore con un filo d’olio al tartufo bianco e un contorno di patate novelle.

Con le uova, si sa, l’olio al tartufo è un classico. Io ve le consiglio sulle uova in versione poché, con il tuorlo ancora bello morbido. Un giro d’olio al tartufo bianco alla fine e il gioco è fatto, per un piatto delizioso e anche scenografico.

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Per quanto riguarda l’olio al tartufo nero, invece, l’abbinamento perfetto, secondo me, è con la pasta fresca. Un bel primo goloso e di sostanza, come le tagliatelle ai funghi, trovano nell’olio al tartufo il complemento perfetto, che esalta il sapore e rende il piatto più elegante.

Va aggiunto sempre alla fine, mai sui fornelli accesi e, mi raccomando, occhio alle quantità. Profumo, gusto e persistenza variano molto in base alla quantità di tartufo effettivamente presente nell’olio, ma in ogni caso ci vuole attenzione, basta poco per sbagliare il piatto.

Ad aggiungere siamo sempre in tempo, ma se ne abbiamo messo troppo, che si fa? Quindi, soprattutto se siete alle prime armi, andateci piano e assaggiate via via.

Esempi di Abbinamenti

  • Pizza: Qualche goccia di questo profumato olio sulla tua pizza preferita darà un tocco nuovo e originale al tutto.
  • Uova: Lo sappiamo tutti che le uova stanno benissimo con l’aroma del tartufo bianco. Allora cosa aspetti?
  • Bruschetta: L’olio al tartufo si usa spesso nella bruschetta, per donare quel tocco sofisticato che piace a molti.
  • Ricotta e Porcini: Ricotta e porcini sono un’accoppiata perfetta, e con il tartufo sono ancora meglio!
  • Funghi al forno: Vuoi renderla più interessante? Aggiungi un filo d'olio al tartufo.

Come Preparare l'Olio al Tartufo in Casa

L’olio al tartufo, è una di quelle cose che non dovrebbe mai mancare dentro una cucina, bisognerebbe sempre averne un po’ a portata di mano ed è per questo che cercherò di dirvi in maniera semplice come prepararlo a casa, per averlo sempre a disposizione.

  1. Pulite bene il tartufo con lo spazzolino dalla terra residua, facendo attenzione a pulire accuratamente tutta la superficie del tartufo, se necessario sciacquate con acqua tiepida ripetendo l’operazione per fare in modo che il nostro olio al tartufo non prenda il sapore della terra.
  2. Grattugiate il tartufo a lamelle e imbottigliarle insieme all’olio evo, facendo bene attenzione a chiudere ermeticamente la bottiglia.
  3. Lasciare riposare l’olio per circa 10 giorni per far si che il tutto si insaporisca per bene.

Possiamo utilizzare per il nostro olio al tartufo sia il tartufo bianco pregiato che quello nero, se vogliamo creare un olio più esclusivo. Allo stesso modo possiamo optare per un tartufo estivo fresco, sicuramente meno impegnativo rispetto a quelli più pregiati.

Il nostro olio aromatizzato è l’ideale sopra alla carne alla brace, al pesce, o anche ai primi piatti di pasta. Insomma sicuramente è un valido alleato durante i nostri pasti, anche solo per degli aperitivi.

Quindi lasciate spazio alla fantasia e buon appetito.

Olio al Tartufo Fatto in Casa

Breve Storia del Tartufo

Prima di parlare della ricetta per l’olio al tartufo, parliamo di questo tesoro dal sapore e dai profumi, che ha affascinato gli amanti del cibo e i ricercatori di profumi particolari per secoli. Originario delle regioni europee e asiatiche, il tartufo è uno dei prodotti alimentari più prelibati e costosi al mondo.

Le prime tracce dell'uso dei tartufi risalgono all'antica Grecia e Roma. Questi delicati funghi sotterranei erano considerati prelibatezze e venivano spesso presentati in banchetti e festività. Gli antichi romani credevano che i tartufi fossero doni degli Dei, e la loro fama crebbe ulteriormente quando il poeta e gastronomo romano Marco Gavio Apicio scrisse di loro nei suoi ricettari. Apicio considerava i tartufi una prelibatezza culinaria e li utilizzava abbondantemente nelle sue creazioni gastronomiche.

I tartufi non erano solo considerati cibi prelibati, ma avevano anche significati simbolici e religiosi. Gli antichi romani, ad esempio, associavano i tartufi a Venere, la dea dell'amore e della bellezza, creando un legame tra la loro forma "nascosta" e la sessualità. In alcune culture antiche, i tartufi erano utilizzati come rimedi medicinali. I Greci, ad esempio, ritenevano che i tartufi avessero proprietà curative e venivano spesso prescritti per trattare varie malattie.

Dopo l'era romana, il tartufo divenne popolare in molte parti d'Europa durante il Medioevo. Tuttavia, nel Rinascimento, il tartufo ritornò in auge grazie alla sua riscoperta come prelibatezza culinaria.

Tipi di Tartufo

Il tartufo è il corpo fruttifero di una particolare categoria di funghi, conosciuti come funghi ipogei. Cresce vicino alle radici di alcuni alberi, chiamati “piante tartufigene”, come la quercia o il leccio.

  • Tuber Uncinatum (Tartufo Autunnale o di Borgogna): Viene raccolto in autunno, tra settembre e dicembre. Il clima mite autunnale conferisce al suo aroma un morbido profumo di legno e funghi. Questo tartufo, con la scorza scurissima, quasi nera, somiglia molto al tartufo nero pregiato.
  • Tuber Brumale Vittadini: É conosciuto anche come trifola nera ma il suo nome ufficiale è Tuber Brumale Vittadini. Si tratta di tartufi dalla forma piccola ed irregolare, con la scorza molto scura e l’interno aranciato con venature bianche.
  • Tuber aestivum Vittadini (Scorzone): Chiamato anche scorzone per il suo rivestimento tondeggiante e particolarmente spesso, viene raccolto con la bella stagione; da maggio a settembre.

Consigli Aggiuntivi

  • Gli unici consigli sono questi, per il resto fatevi guidare dai vostri gusti e sperimentate abbinamenti sempre nuovi.
  • Si possono utilizzare tartufi freschi o essiccati per preparare l'olio al tartufo. I tartufi neri e bianchi sono le varietà più comuni, ognuna con il proprio profilo aromatico.
  • Se si usano tartufi freschi, assicurarsi di pulirli accuratamente per rimuovere eventuali residui di terra. Usare una spazzola morbida o un panno umido per pulire delicatamente la superficie del tartufo.
  • Se si utilizzano tartufi essiccati, macinarli in polvere utilizzando un tritatutto o un mortaio e pestello. La polvere di tartufo essiccato si mescolerà meglio con l'olio extra vergine di oliva, distribuendo uniformemente il suo aroma, garantendo un sapore ricco e autentico.
  • Assicurarsi che le fette di tartufo fresco o la polvere di tartufo essiccato siano completamente immerse nell'olio d'oliva e chiuse in un contenitore ermetico. Lasciare riposare per almeno 1-2 giorni. Una volta che l'olio avrà assorbito il sapore del tartufo, sarà pronto per essere utilizzato.
  • L'olio al tartufo ha un sapore molto concentrato, quindi ne serve solo una piccola quantità per impreziosire il piatto.

Quindi, soprattutto se siete alle prime armi, andateci piano e assaggiate via via.

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