È capitato a tutti di trovare nel frigo alimenti che hanno superato la data di scadenza, magari perché ci si è dimenticati di averli acquistati o perché se ne sono presi in eccesso e non si è fatto in tempo a consumarli. Ma cosa fare in questi casi? Cestinare immediatamente o valutare se l'alimento è ancora sicuro da mangiare?

In questa guida, ti spieghiamo come interpretare correttamente le date di scadenza e quali alimenti possono essere consumati anche dopo la data indicata, senza rischi per la salute.

Alimenti scaduti

Leggere Bene le Etichette e le Date di Scadenza

Quando si parla di alimenti che scadono è necessario fare una precisazione: non tutte le date di scadenza si riferiscono al momento esatto in cui l’alimento non è più commestibile.

Il Regolamento Europeo dal 2011 richiede che sui prodotti alimentari sia scritto il “termine minimo di conservazione" (TMC). Questo è il primo punto su cui fare chiarezza: il TMC indica il tempo entro il quale gli alimenti, se correttamente conservati, mantengono intatte le proprie caratteristiche nutritive ed organolettiche.

Esistono due tipi di indicazioni:

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  • "data di scadenza" o "consumare entro": indica precisamente la data oltre cui l’alimento potrebbe risultare nocivo per la salute e si trova di solito sui prodotti freschi conservabili meno di tre mesi (latticini e derivati, uova, carne e pesce).
  • “consumare preferibilmente entro": riguarda i prodotti alimentari non soggetti a rapida deperibilità. In questo caso l’alimento potrebbe essere consumato anche dopo la data che troviamo sull'etichetta senza correre rischi per la salute.

Ricorda che l’alimento, per essere consumato oltre la data di scadenza, deve essere ancora sigillato, o comunque conservato in maniera ottimale e a corrette temperature. Se il prodotto è già stato aperto non dovrai più consultare la data di scadenza ma dovrai considerare le sue condizioni.

Data di scadenza e termine minimo di conservazione: quali differenze?

Alimenti che possono essere consumati dopo la data di scadenza

1. Latte

Uno dei dilemmi più grandi riguardo al consumo di prodotti scaduti ha come protagonista il latte fresco. In questo caso sarebbe meglio seguire la normativa, che prevede che il latte fresco pastorizzato non venga consumato oltre il sesto giorno dal trattamento termico (10 giorni per il latte microfiltrato pastorizzato). Al massimo puoi consumare il latte giunto all’ultimo giorno, ma oltre la data di scadenza sarebbe meglio evitare di berlo o usarlo per non incorrere nell’eventuale presenza di tossine.

2. Formaggi

Il dubbio sulla data di scadenza riguarda anche i vari prodotti derivati dal latte, per esempio i formaggi. In questo caso è necessario fare una distinzione. I formaggi freschi rientrano nella categoria dei latticini e quindi devi attenerti strettamente alla data di scadenza indicata.

3. Salumi

Per quanto riguarda i salumi vale un po’ lo stesso discorso del formaggio: dipende dalla freschezza dell’alimento. Quelli affettati al banco freschi vanno consumati massimo 3-4 giorni dopo l’acquisto (anche se chiaramente non riportano nessuna data), mentre nel caso dei confezionati devi mangiarli entro la data scadenza, perché oltre è alto il rischio che sviluppino tossine.

4. Yogurt

Il discorso cambia per gli yogurt: grazie al tipo di lavorazione che subisce questo prodotto, infatti, possono essere consumati dopo la data di scadenza indicata, arrivando anche fino a 6-7 giorni dopo.

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Yogurt scaduto

5. Uova

Attenzione alle uova perché la loro deperibilità dipende dal tipo di cottura che vuoi usare. Per quanto riguarda il consumo delle uova fresche, quindi mangiate a crudo per esempio nello zabaione oppure alla coque, è sempre meglio rispettare la scadenza, mentre se cotte in preparazioni come fritte all’occhio di bue o strapazzate possono durare fino a 3-4 giorni oltre la scadenza. Oltre questi periodi potresti andare incontro a rischi alimentari. Un trucco per capire se l’uovo è ancora buono? Usa la “prova dell’acqua”: l'uovo fresco, immerso in un bicchiere d'acqua e sale, rimane a fondo e non galleggia.

6. Pasta e Riso

Entriamo nella categoria dei prodotti a lunga conservazione con pasta e riso. Già la loro scadenza è solitamente molto lunga (generalmente la durata è almeno un paio di anni), ma sono alimenti che dopo la scadenza possono durare almeno un paio di mesi. Il consumo non provoca nessun danno o rischio alla salute, a patto che la confezione sia ancora sigillata.

7. Biscotti Secchi e Cracker

Per prodotti come biscotti secchi e cracker vale lo stesso discorso della pasta: sono alimenti che hanno una lunghissima data di conservazione se sigillati e conservati alla giusta temperatura e possono tranquillamente essere consumati oltre l’indicazione riportata sull’etichetta. È probabile che perdano molta della loro consistenza e delle proprietà organolettiche, ma comunque rimangono non nocivi da mangiare e possono essere utilizzati anche in molte ricette come una sfiziosa cheesecake.

8. Farina

La farina è uno di quegli alimenti che non riesci mai a consumare del tutto e quindi avrai sempre una confezione, aperta o chiusa, che supera la sua data di scadenza. Se il pacco di farina è ben sigillato può essere utilizzata fino a sei mesi oltre la data di consumo preferibile. La regola è sempre la stessa: conservarla ermeticamente chiusa, in un luogo fresco e asciutto. In ogni caso, per sicurezza, quando usi farina scaduta è meglio fare un controllo approfondito per verificare che non ci siano insetti.

9. Olio Extravergine d’Oliva

L’olio extravergine d’oliva è uno dei prodotti più sicuri da conservare oltre la data di scadenza perché rimane un alimento sicuro e sano, a patto chiaramente che sia un olio di alta qualità. In questo caso può essere consumato fino a circa 8 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione, l’unica eventuale problematica può essere una lieve perdita d’intensità delle sue qualità organolettiche.

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10. Conserve

Le conserve sono un prodotto a lunga conservazione che, solitamente, ha una scadenza variabile tra uno e tre anni a secondo dell’alimento.

12. Prodotti in Scatola

Pesce, mais, legumi e tutti gli altri prodotti in scatola sono un po’ come le conserve, ovvero hanno una scadenza molto lunga ma, se conservati a dovere, puoi tranquillamente consumarli entro uno o due mesi dalla data scritta sulla confezione senza incorrere in nessun rischio per la salute.

13. Surgelati

Gli alimenti surgelati, in generale, non hanno grandi problemi con la scadenza e possono essere tranquillamente consumati fino a due mesi oltre la data riportata.

Ti ricordiamo infine, per chiudere la nostra panoramica, che per alcuni alimenti non è obbligatoria l’indicazione della data di scadenza. Rientrano in questa categoria diversi cibi, alcuni molto resistenti come bevande alcoliche, aceto, sale e zucchero, altri facilmente deperibili. Nel caso di frutta e verdura dovresti consumarle entro 3-7 giorni dall'acquisto, mentre per la carne o il pesce fresco devi fare riferimento alla data di confezionamento indicata sull’etichetta e non superarla di massimo 4-5 giorni.

Tabella riassuntiva: Alimenti e Scadenze

Alimento Consumare dopo la scadenza? Note
Latte fresco pastorizzato No Meglio evitare dopo 6 giorni dal trattamento termico
Formaggi freschi No Attenersi strettamente alla data di scadenza
Salumi affettati freschi No Consumare entro 3-4 giorni dall'acquisto
Yogurt Si (fino a 6-7 giorni) Verificare che la confezione sia sigillata
Uova Dipende dalla cottura Crude o alla coque: entro 3 giorni; fritte: entro 1 settimana
Pasta e riso Si (fino a 2 mesi) Se la confezione è sigillata
Biscotti secchi e cracker Si (qualche mese) Possono perdere consistenza e sapore
Farina Si (fino a 6 mesi) Se ben sigillata e conservata in luogo fresco e asciutto
Olio extravergine d'oliva Si (fino a 8 mesi) Può perdere intensità delle qualità organolettiche
Conserve Si (fino a 2 mesi) Se la confezione non è stata aperta
Prodotti in scatola Si (fino a 2 mesi) Se conservati correttamente
Surgelati Si (fino a 2 mesi) Mantenere una temperatura inferiore a -18°C

Ricorda sempre di utilizzare il buon senso e di valutare attentamente l'aspetto, l'odore e la consistenza degli alimenti prima di consumarli, soprattutto se hanno superato la data di scadenza.

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