Gli italiani sono notoriamente molto esigenti quando si tratta di pasta, con regole specifiche su come cucinarla. Negli anni, spezzare gli spaghetti è stato visto con ironia, definita una pratica barbara. Ma perché gli spaghetti non si spezzano mai in due? La scienza ha indagato a fondo su questo interrogativo, rivelando dettagli sorprendenti.

Non di rado, qualcuno decide di spezzare gli spaghetti per farli entrare nella pentola o per ricavare della pastina. Tuttavia, questa abitudine è considerata sbagliata perché sottopone la pasta a uno stress eccessivo prima della cottura, alterandone le caratteristiche.

Come abbiamo detto, spezzare gli spaghetti significa sottoporli a uno stress incredibile prima della cottura. Molti credono che spezzare la pasta riduca i tempi di cottura, ma non è così. Un gruppo di scienziati ha pubblicato uno studio sul Physical Review Letters, spiegando perché gli spaghetti non andrebbero mai spezzati prima della cottura. Questo atto provoca uno stress meccanico che innesca una cascata di rilasci di sostanze e nuove crepe sulla pasta.

Inoltre, spezzare gli spaghetti altera il sapore e la consistenza del piatto finale, compromettendo l'esperienza culinaria.

Spaghetti rotti

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Il Dilemma Scientifico degli Spaghetti

Gli spaghetti sono un vero dilemma scientifico da tempo immemorabile.

Spaghetti, li abbiamo testati così

Già negli anni '40, Richard Feynman, premio Nobel nel 1965, studiò il fenomeno senza riuscire a spiegare perché gli spaghetti non si spezzano in due pezzi uguali. Recentemente, l'Università della California a Berkeley ha studiato perché gli spaghetti si incurvano in acqua e mantengono la forma.

Il motivo principale della curvatura è la gravità: la parte bagnata diventa più debole e non regge il peso della parte asciutta. Se tiriamo fuori lo spaghetto dall'acqua quando inizia a piegarsi, mantiene la curvatura acquisita.

Lo Studio dell'Università di Berkeley

Lo studio, intitolato "Modello basato sulla meccanica per la deformazione indotta dalla cottura degli spaghetti", è stato pubblicato nel 2020 da Nathaniel N. Goldberg e Oliver M. O'Reilly. Per spiegare il cambio di forma durante la reidratazione, gli scienziati hanno scritto equazioni che descrivono il comportamento degli spaghetti in cottura.

Inizialmente, gli spaghetti si gonfiano a causa dell'idratazione. L'acqua si mescola all'amido e la pasta inizia a curvarsi. La metà dello spaghetto a contatto con il fondo pesa di più perché assorbe più acqua, creando un assestamento. La metà superiore si arriccia per effetto della gravità, creando la curva caratteristica.

Per verificare le equazioni, i ricercatori hanno lasciato uno spaghetto in acqua a temperatura ambiente per ore, fotografandolo ogni 15 secondi per simulare la cottura. Il video risultante mostra la rottura dei legami che porta alla piegatura. Per immortalare il momento esatto della rottura, sono stati necessari 250.000 fotogrammi al secondo ad altissima risoluzione.

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Il Mistero Risolto: Come Spezzare gli Spaghetti in Due

Nel 2005, Basile Audoly e Sébastien Neukirch hanno risolto un mistero che nemmeno Richard Feynman era riuscito a chiarire: perché gli spaghetti non si spezzano mai in soli due pezzi? La risposta è legata alle onde flessurali che si propagano lungo lo spaghetto al momento della prima frattura, causando una cascata di fratture secondarie.

Onde flessurali

Tuttavia, un team di fisici del MIT ha scoperto un modo per aggirare questo problema: imprimere una torsione allo spaghetto mentre lo si spezza. Jörn Dunkel, uno degli autori dello studio, spiega che bisogna ruotare lo spaghetto con molta forza.

Nei laboratori del MIT, i ricercatori hanno utilizzato un dispositivo in grado di piegare e ruotare gli spaghetti, filmando centinaia di fratture in condizioni sperimentali differenti. Hanno scoperto che, quando uno spaghetto viene ruotato quasi a 360 gradi e poi piegato, le onde flessurali si dissipano con il movimento rotatorio, evitando ulteriori fratture.

Il Modello Matematico

Vishal Patil ha sviluppato un modello matematico per spiegare come la torsione possa spezzare uno spaghetto in due. Questo modello generalizza il lavoro precedente di Audoly e Neukirch, descrivendo l'effetto "snap-back", in cui un'onda secondaria causata dalla rottura iniziale crea ulteriori fratture. La torsione indebolisce l'effetto snap-back e rilascia energia, prevenendo ulteriori fratture.

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Secondo il modello, uno spaghetto di circa 25 centimetri, se torto di circa 270 gradi e poi piegato, si romperà in due. I risultati sono stati coerenti per gli spaghetti Barilla No. 5 e No. 7.

Ecco una tabella che riassume i risultati dello studio:

Tipo di Spaghetto Lunghezza Torsione Risultato
Barilla No. 5 25 cm 270 gradi Rottura in due
Barilla No. 7 25 cm 270 gradi Rottura in due

Implicazioni Pratiche e Future Ricerche

Questo studio potrebbe avere implicazioni significative nella scienza dei materiali e nella meccanica della frattura. Comprendere come, quando e perché un materiale si rompe è fondamentale in architettura, nella progettazione di strutture multifibre, nanotubi e microtubuli utilizzati nel corpo umano.

Jörn Dunkel ha concluso che questo è stato un progetto interdisciplinare divertente, condotto da studenti brillanti e persistenti che probabilmente non vorranno vedere spaghetti per un po'!

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