La lievitazione riveste un’importanza fondamentale per ottenere una pizza di qualità superiore. Questa fase permette all’impasto di svilupparsi pienamente, conferendo alla pizza una consistenza leggera e soffice, nonché un sapore ricco e complesso. I lieviti naturali o il lievito di birra utilizzati durante la lievitazione contribuiscono a creare le bolle d’aria necessarie per una crosta ben alveolata e una struttura interna morbida ma elastica. La lievitazione è il processo mediante il quale l’impasto della pizza cresce e si sviluppa grazie all’azione dei lieviti, producendo bolle d’aria che conferiscono leggerezza e morbidezza alla crosta.

Lievitazione Pizza

Tipologie di Lievito e i Loro Impatti

La scelta del tipo di lievito utilizzato - naturale, di birra o madre - influisce notevolmente sul risultato finale. L’impasto a lievitazione naturale impiega lieviti selvaggi presenti nell’ambiente e richiede più tempo per maturare, apportando complessità aromatica alla pizza. Il lievito di birra, invece, è più rapido e prevedibile, producendo una lievitazione più uniforme e controllata. Il lievito madre, derivato da una coltura batterica fermentata, aggiunge profondità di gusto e una consistenza particolarmente soffice all’impasto.

La scelta del lievito gioca un ruolo cruciale nella lievitazione. Il lievito di birra, disponibile sia fresco che secco, è ideale per lievitazioni rapide di 2-3 ore. Il lievito madre, invece, offre un impasto più aromatico e digeribile, ma richiede tempi più lunghi, solitamente tra le 4 e le 7 ore. Il lievito istantaneo, sebbene pratico per preparazioni veloci, non è l’ideale per pizze di alta qualità. Scegliere il lievito madre è l’opzione preferita per chi desidera un impasto tradizionale, mentre il lievito di birra è più versatile e adatto a chi ha meno tempo a disposizione.

Tempi di Lievitazione Ideali

I tempi di lievitazione possono variare in base a numerosi fattori. Una lievitazione breve di 2-3 ore è indicata per chi utilizza il lievito di birra e farine di media forza. Una lievitazione media di 8-12 ore è preferibile per ottenere impasti più digeribili e ricchi di sapori. Per chi desidera un impasto a lunga maturazione, la lievitazione a freddo, che può durare da 24 a 72 ore, è la scelta migliore. È importante, per tempi superiori alle 24 ore, spostare l’impasto in frigorifero per preservare l’attività dei lieviti e mantenere la qualità.

Esistono numerosi pareri riguardo il tempo necessario alla fermentazione dell’impasto della pizza, a partire da chi sostiene che siano indispensabili almeno 2 ore di attesa, fino ad arrivare ai fautori delle lunghe lievitazioni che arrivano a 12, 48 o anche 72 ore! Prendendo a riferimento 1 Kg di farina 00/0 impastato con 250-300 gr di pasta madre, i pizzaioli sono soliti suggerire dalle 4 alle 7 ore di attesa a temperatura ambiente; per la stessa quantità di farina impastata con 22-25 gr di lievito di birra, invece, sono sufficienti all’incirca dalle 2 alle 3 ore.

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La tipologia di lievito è una variabile molto importante: il tempo di attesa è più lungo se si vuole fare la pizza con il lievito madre, mentre viene ridotto con l’utilizzo di quello di birra.

La lievitazione lunga, con un tempo di riposo dell’impasto di circa 24 ore, offre notevoli vantaggi. Durante questo periodo prolungato, gli enzimi presenti nel lievito hanno il tempo di agire completamente sull’amido e sulle proteine della farina, producendo composti che conferiscono alla pizza un sapore più complesso e una consistenza morbida e leggera. Inoltre, la lunga lievitazione favorisce una migliore digeribilità dell’impasto, rendendo la pizza più leggera sullo stomaco.

Tecniche specifiche per la lievitazione lunga

Le tecniche specifiche per la lievitazione lunga includono l’utilizzo di temperature controllate, generalmente più basse, per consentire una fermentazione lenta e graduale. D’altra parte, la lievitazione breve, con un tempo di riposo dell’impasto di circa 8 ore, è una scelta più rapida e pratica per gli appassionati che non dispongono di molto tempo per attendere. In questo caso, è importante utilizzare una quantità leggermente maggiore di lievito per compensare il periodo di fermentazione più breve. La lievitazione breve produce comunque una pizza gustosa, ma potrebbe mancare della complessità aromatica e della leggerezza della versione a lievitazione lunga.

In entrambi i casi, sia che si opti per la lievitazione lunga o breve, la cura nel processo e la precisione nelle tecniche sono fondamentali per ottenere una pizza di qualità superiore.

E’ importante capire che questi due processi non avvengono con gli stessi tempi e dipendono, tra le altre cose, dalla farina utilizzata e dalla temperatura a cui viene posto l’impasto.Se utilizziamo farine forti (ad esempio le farine Marino) i processi di maturazione avranno bisogno di più tempo per la loro attività; in questo caso è utile mettere l’impasto in frigorifero in quanto le basse temperature rallentano l’attività del lievito ma non fermano la maturazione. Utilizzando le giuste farine si può far riposare l’impasto in frigorifero per 48 o 72 ore.

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Utilizzando farine più deboli (ad esempio la Caputo) una maturazione a temperatura ambiente di 8 o 12 ore può essere più che adeguata. La dose del lievito dovrà essere graduata in base alla durata di questo periodo e della temperatura ambiente. Più alta sarà la temperatura esterna e più accelerata risulterà l’azione fermentativa del lievito.

La lievitazione in frigorifero e a temperatura ambiente sono entrambe tecniche valide con vantaggi e svantaggi distinti. La lievitazione in frigorifero è più lenta ma consente una maggiore sviluppo di aromi e una migliore gestione del tempo per chi ha una routine impegnativa. Inoltre, la lievitazione in frigorifero rallenta l’attività del lievito, consentendo una lievitazione più controllata e uniforme. D’altra parte, la lievitazione a temperatura ambiente è più rapida e può produrre risultati più immediati, ideali per chi ha bisogno di impasti pronti in tempi più brevi.

Tecniche per una Lievitazione Perfetta

Per una lievitazione ottimale, la temperatura dell’ambiente dovrebbe essere compresa tra i 24°C e i 30°C. Temperature inferiori rallentano la lievitazione, mentre valori superiori ai 38°C possono bloccarla. Anche l’umidità dell’ambiente è importante e dovrebbe mantenersi tra il 70% e l’80% per evitare la disidratazione dell’impasto. La posizione dell’impasto è cruciale: sistemarlo in un forno spento o in un contenitore coperto aiuta a proteggerlo da sbalzi di temperatura e correnti d’aria. Per lievitazioni prolungate, il frigorifero è la soluzione ideale.

La temperatura ambiente ideale per la lievitazione dell’impasto della pizza si situa generalmente tra i 24°C e i 26°C. Tuttavia, è importante adattare questa temperatura in base al tipo di lievitazione desiderata (lunga o breve) e alla quantità di lievito utilizzata.

Come dicevamo, i tempi di lievitazione dell’impasto sono una delle informazioni importanti per sapere come fare una pizza in casa buona, digeribile e di bell’aspetto. Tuttavia vi sono anche altri elementi che influiscono sull’attività dei microrganismi responsabili dell’aumento del volume dell'amalgama: prime fra tutte la temperatura e l’umidità dell’ambiente, ma anche la presenza di zuccheri e la scelta del luogo dove viene lasciato riposare.

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Infine, il luogo dove far lievitare la pizza è un altro fattore da valutare con attenzione quando si deve decidere dove lasciare riposare il panetto di pasta. Assicurati di sistemarlo in un luogo riparato da correnti d’aria e sbalzi di temperatura! Un forno spento è senza dubbio un ambiente ideale, tuttavia potresti valutare altre sistemazioni a seconda delle tue esigenze. Quando hai a disposizione molto tempo puoi riporre l’impasto in frigorifero, specie se vuoi lasciarlo riposare a lungo o la pasta ti risulta molto umida. Per tempi di attesa più brevi, invece, dovresti lasciare la pasta fuori dal frigo, magari in una semplice ciotola infarinata coperta con un canovaccio in tessuto e posta al riparo da variazioni di temperatura.

Errori Comuni e Soluzioni

Durante il processo di lievitazione, possono verificarsi diversi problemi comuni che influenzano la qualità dell’impasto e della pizza finale. Alcuni errori includono una lievitazione insufficiente o eccessiva, una temperatura ambiente non ottimale, o l’uso improprio del lievito. Per affrontare questi problemi, è importante monitorare attentamente l’impasto durante il processo di lievitazione, regolare la temperatura e l’umidità ambiente, e utilizzare la quantità corretta di lievito in base alle specifiche esigenze della ricetta.

Errori comuni possono compromettere la lievitazione. Lavorare eccessivamente l’impasto può ridurre la capacità della maglia glutinica di trattenere l’anidride carbonica, rendendo il risultato meno soffice. Utilizzare farine con basso contenuto proteico non è adatto per lievitazioni lunghe, poiché non supportano la formazione di una maglia glutinica robusta. Infine, è importante evitare di lasciare l’impasto esposto a correnti d’aria, che possono seccare la superficie e influenzare la qualità finale.

La lievitazione su larga scala può presentare sfide uniche, e i professionisti devono essere in grado di identificare e risolvere rapidamente eventuali problemi che possono influenzare la qualità dell’impasto e della pizza finale. Gli errori comuni includono una lievitazione insufficiente o eccessiva, problemi di temperatura o umidità non controllati, o problemi con il lievito utilizzato.

Comprendere le differenze tra la lievitazione in frigorifero e a temperatura ambiente, insieme alla capacità di individuare e correggere gli errori comuni di lievitazione, sono competenze fondamentali per ottenere impasti perfetti e pizze deliziose sia in contesti domestici che professionali.

I Macchinari per la Lievitazione Professionale

Per chi lavora in una pizzeria o vuole ottenere risultati professionali, le celle di lievitazione e i lievitatori rappresentano una risorsa fondamentale. Questi strumenti permettono di controllare con precisione temperatura e umidità, migliorando così la qualità della lievitazione e velocizzandone il processo. Le celle di lievitazione più moderne possono ospitare fino a 18 teglie e sono costruite in acciaio inox, con una regolazione termica che varia dai +10°C ai +60°C, garantendo una gestione ottimale.

I pizzaioli professionisti utilizzano attrezzature specializzate come lievitatori professionali per gestire in modo efficiente e preciso la fase di lievitazione dell’impasto. Questi lievitatori consentono di controllare la temperatura e l’umidità in modo accurato, creando le condizioni ottimali per una lievitazione uniforme e controllata.

La capacità di utilizzare attrezzature specializzate e affrontare con successo gli errori di lievitazione garantisce ai professionisti della pizza la capacità di mantenere elevati standard di qualità e di soddisfare le esigenze dei clienti in un ambiente di produzione di massa.

Consigli per una Pizza Digeribile e Gustosa

Un impasto ben lievitato non è solo soffice ma anche più digeribile. Usare farine di forza adeguata, come la Manitoba, è essenziale per una lievitazione prolungata. Aggiungere una piccola quantità di zucchero può facilitare l’attivazione dei lieviti, ma è fondamentale rispettare i tempi consigliati e non avere fretta per ottenere un risultato ottimale.

Per una pizza fatta in casa morbida e perfetta l’ideale è far lievitare l’impasto una prima lievitazione e, successivamente, far lievitare l’impasto in panetti (se si preferisce cuocere pizze da piatto) oppure in teglia se si preferisce una pizza in teglia. In questo modo, con una doppia lievitare, l’impasto risulterà ancora più soffice e ben lievitato.

Pianificazione della produzione basata su diversi tempi di lievitazione: I professionisti della pizza devono pianificare con precisione la produzione in base ai diversi tempi di lievitazione dell’impasto. Questo richiede una conoscenza approfondita dei tempi di fermentazione e degli effetti sulle caratteristiche dell’impasto finale.

Uso del lievito madre in un contesto professionale: Il lievito madre è ampiamente utilizzato dai pizzaioli professionisti per conferire alla pizza un sapore unico e complesso. L’uso del lievito madre richiede competenze specifiche nella gestione di una coltura batterica attiva e può influenzare significativamente il processo di lievitazione e il risultato finale della pizza.

Comprendere e applicare queste strategie avanzate di lievitazione consente ai professionisti della pizza di offrire prodotti eccellenti, distinguendosi per sapore, consistenza e qualità.

Insieme alla pasta, la pizza è una delle ricette italiane più conosciuta nel mondo. Generalmente, meno lievito contiene l’impasto, più a lungo è possibile conservarlo a temperatura ambiente prima che si surriscaldi. L’impasto della pizza deve essere conservato in un contenitore ermetico o coperto con pellicola trasparente, possibilmente oliato. L’importante è far lievitare una prima volta l’impasto, magari a temperatura ambiente, e dividerlo poi in palline delle dimensioni di una crosta di pizza. Una volta coperto, l’impasto può essere conservato in frigo per circa 2 settimane. Per usarlo, toglilo dal frigo, scartalo e mettilo sul bancone o in una ciotola leggermente infarinata.

Conservare l’impasto nel congelatore è molto simile a conservarlo in frigorifero.


FAQ sulla Lievitazione della Pizza

Qual è la differenza tra lievitazione e maturazione?

La lievitazione è l’aumento di volume dell’impasto grazie alla formazione di anidride carbonica, mentre la maturazione riguarda la scomposizione di amidi e proteine per una migliore digeribilità.

Posso usare la stessa farina per una lievitazione breve e una lunga?

No, per lievitazioni lunghe è preferibile utilizzare farine più forti, come la Manitoba, mentre per lievitazioni brevi sono sufficienti farine con un contenuto proteico medio.

Dove posso far lievitare la pizza per tempi prolungati?

Quando si prepara un impasto per la pizza o per il pane che richiede più di 6-8 ore di maturazione, la lievitazione a temperatura ambiente non può essere utilizzata; esso deve essere necessariamente trasferito in frigorifero, altrimenti gli zuccheri contenuti al suo interno si esauriscono e l'impasto smette di lievitare.


Sperimentare con lieviti diversi, tempi di riposo dell’impasto e condizioni ambientali aiuta a sviluppare competenze e a ottenere risultati sempre migliori. Incoraggiamo quindi sia gli appassionati che i professionisti a continuare a esplorare e a perfezionare le proprie tecniche di lievitazione, poiché la ricerca della perfezione nella pizza è un viaggio appassionante e gratificante.

Pizza Bonci: impasto per pizza a lunga lievitazione - Italian Pizza!

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