La frutta sciroppata è un alimento dolce e conservato a base di frutta fresca. A differenza delle marmellate e delle confetture, la frutta sciroppata richiede l'utilizzo di frutti integri, meglio se privi di ammaccature o abrasioni, tendenzialmente a scarsa o media maturazione; la frutta sciroppata può essere conservata intera, dividendo il frutto a metà o tagliandolo in pezzi.

Giuggiole sciroppate
Giuggiole sciroppate, un classico della tradizione italiana.

Principi di Conservazione

L'efficacia conservativa della frutta sciroppata si basa su due principi ben distinti: uno fisico ed uno chimico.

Cottura e Sterilizzazione

Anzitutto, la frutta sciroppata dev'essere cotta all'interno degli appositi vasi, colmi di sciroppo e riposti in un tegame con acqua da far bollire. NB. Questi vasi devono essere protetti l'uno dall'altro con canovacci o vecchi giornali.

Sarà già noto ai lettori che l'efficacia del risanamento col calore dipende dal tempo e dalla temperatura del trattamento; nella frutta sciroppata, la temperatura si aggira intorno ai 100°C, ragion per cui l'unica variabile su cui intervenire è il tempo. E' quindi necessario capire SE il trattamento termico da applicare risulta quantomeno SUFFICIENTE alla conservazione, poiché una cottura scarsa NON raggiungerebbe il risanamento, mentre una cottura eccessiva tenderebbe a disfare i frutti o i pezzi di frutto.

Una volta raggiunta l'ebollizione, il tempo necessario è pressoché lo stesso per ogni tipo di frutto, poiché il calore ha sempre la funzione principale di annientare i batteri e le muffe (sono sufficienti, a tal proposito, poco più di 5 minuti). A tal proposito, i lettori più preparati potrebbero obbiettare: "la cottura per ebollizione è ANCHE necessaria alla denaturazione enzimatica della polpa! Se tali catalizzatori non vengono bloccati, potrebbe avvenire l'imbrunimento della frutta sciroppata anche senza l'intervento di microorganismi".

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Il tempo che impiega l'acqua del tegame, e poi lo sciroppo dei vasi, a raggiungere la temperatura è SEMPRE sufficiente a far penetrare il calore al centro della polpa disattivando gli enzimi responsabili delle ipotetiche reazioni avverse. Per questo motivo è sufficiente concentrarsi sul problema opposto, ovvero che la frutta non si distrugga per cottura eccessiva; a tale scopo, sarebbe utile una fonte di calore molto intensa che permetta di raggiungere rapidamente i 100°C.

ATTENZIONE! Sconsiglio di immergere i vasetti di frutta sciroppata nell'acqua GIA' in ebollizione, poiché lo sbalzo termico potrebbe determinare la rottura del vetro... quindi un vero e proprio disastro!

Concentrazione dello Sciroppo

Un altro problema nella preparazione della frutta sciroppata è senz'altro costituito dal calcolo della CONCENTRAZIONE dello sciroppo, quindi dal controllo "dell'osmosi". Se, in relazione alla frutta utilizzata, lo sciroppo è troppo povero di zucchero, la frutta tende a GONFIARSI eccessivamente; al contrario, se lo sciroppo risulta eccessivamente concentrato, la frutta tende ad AVVINZIRSI in maniera evidente.

La forza dello sciroppo dovrebbe essere di circa 20° Baumé, che corrispondono a 145-145/S (S = massa specifica dello zucchero), o Brix (o Balling), che rappresentano la proporzione di zucchero in massa. Più la frutta è matura, più lo sciroppo deve essere forte (o concentrato). Ovviamente, si tratta di concetti difficilmente applicabili alla maggior parte dei lettori; tuttavia, esiste un metodo piuttosto semplice per ottenere i 20° di forza dello sciroppo.

Per ottenere il giusto sciroppo è quindi sufficiente preparare la frutta (possibilmente con caratteristiche univoche di maturazione, che sia intera, a metà o a pezzi) e, a parte, uno sciroppo MOLTO concentrato. Calando la frutta nello sciroppo, questa dovrebbe galleggiare (indicando una forza eccessiva); a questo punto, sarà sufficiente addizionare poca acqua alla volta fino a che la frutta tenderà ad affondare blandamente.

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Giuggiole sotto spirito, il gusto incontra il benessere

Le giuggiole sotto spirito rappresentano indubbiamente una ricetta piuttosto nota nella tradizione culinaria italiana, in quanto costituiscono un ottimo alimento da gustare dopo pranzo oppure dopo la cena. Esse si rivelano infatti perfette come digestivo e, grazie ad un’attenta preparazione, propongono un liquore dal sapore estremamente delicato ed adatto a tutti i palati, spesso conosciuto con il nome di “brodo di giuggiole”.

Oltre al liquore che si otterrà grazie a questa ricetta però, saranno le stesse giuggiole ad attivare la funzione digestiva e a regalare una sensazione di leggerezza: sono pertanto particolarmente indicate in caso di pesantezza e gonfiore dopo un lauto pasto. Tuttavia, si presentano persino come un dessert molto originale! Volete provarle? Ecco tutto quello che dovreste sapere, dalle peculiarità di questi particolari frutti fino ad arrivare alle modalità di preparazione.

Giuggiolino

Ricetta Giuggiole sotto spirito

Ingredienti Giuggiole sotto spirito per un barattolo da 1 kg

  • 500 gr. di giuggiole mature
  • 500 ml di alcool a 95°
  • 200 gr. di zucchero di canna
  • La buccia di ½ limone
  • La buccia di ½ arancia
  • 1 cucchiaio di crema di vaniglia

Preparazione Giuggiole sotto spirito

  1. Sterilizzate il barattolo e il tappo.
  2. Tagliate la buccia del limone e dell’arancia in listarelle molto sottili.
  3. Strofinate le giuggiole con un telo e poi disponetele in un ampio barattolo, con capienza di circa 1 kg e munito di chiusura ermetica.
  4. Aggiungete lo zucchero, le scorze di limone e arancia, 10 cl di alcool nel barattolo in cui sono le giuggiole, unite anche la vaniglia e poi chiudete ermeticamente.
  5. Sistemate il barattolo in un posto in cui possa prendere molta luce. Agitate il barattolo ogni tanto e tenetelo lì fino al completo scioglimento dello zucchero. Ci vogliono circa una ventina di giorni.
  6. A questo punto, aggiungete il resto dell’alcool, agitate bene e ponete nuovamente il barattolo in cantina o comunque in un luogo fresco e lasciate riposare per almeno 6 mesi prima di consumare le giuggiole sotto spirito.
  7. Trascorso questo tempo avrete ottenuto un liquore del grado alcoolico di circa 42°, e inoltre le giuggiole sotto spirito saranno un ottimo digestivo, dal sapore particolare e dolce.
Preparazione delle giuggiole sciroppate
Preparazione delle giuggiole sciroppate.

Ma che cosa sono in realtà le giuggiole?

Quando si parla di questo alimento molto spesso si fa confusione e si presentano molti dubbi, non sapendo bene di che cosa si tratti. Le giuggiole sono in realtà dei frutti estremamente dolci che derivano dalla pianta del giuggiolo.

Esse sono caratterizzate da un sapore decisamente dolce, ma con un retrogusto acidulo che ricorda un po’ il sapore della mela. Possono essere consumate come frutti freschi, possono essere utilizzate all’interno di ricette di dolci oppure possono essere adoperate per la preparazione di appetitose confetture.

Le giuggiole sotto spirito rappresentano dunque un’originale variante, che può deliziare il palato di chi predilige gusti intensi e decisi, ma non vuole rinunciare ad un tocco di dolcezza, soprattutto dopo i pasti più saporiti.

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Proprietà e benefici delle giuggiole

Questa preparazione non è solamente molto buona, ma presenta anche alcune proprietà e benefici di una certa importanza. Infatti, dovreste sapere che le giuggiole contengono diverse sostanze nutritive. I principali sali minerali proposti da questi frutti sono il fosforo, il potassio, il rame, il manganese, il ferro e il calcio.

Oltre a ciò, offrono una valida dose di vitamina B3 e vitamina C, quest’ultima in una quantità davvero considerevole: decisamente molto più alta rispetto ai più comuni agrumi.

Le giuggiole come si mangiano? Le raccolgo dall’albero, le lavo e le mangio con la buccia. Attenzione al nocciolo! Tra le ricette con giuggiole trovate anche il Liquore di giuggiole: un gustoso digestivo . Ottima anche la confettura di giuggiole. Sul mercato si trovano anche le giuggiole essiccate.

Giuggiole e dieta

Sapevate che le giuggiole possono essere tranquillamente consumate anche da chi sta seguendo una dieta dimagrante e vuole restare in forma? Sì, è così, e questo è dovuto al loro elevato contenuto di acqua e al ridottissimo contenuto di grassi. Per ciò che concerne le calorie, invece, se ne possono contare circa 79 per ogni 100 grammi di frutto.

Le giuggiole sotto spirito sono dunque in grado di accontentare tutte le necessità e possono essere gustate sia da sole, che come amaro a fine pasto. Leggerezza e soddisfazione sono assicurate!

Allora, che ne dite… avete voglia di provare questo particolare liquore digestivo preparato con questi speciali frutti? Prendete nota degli ingredienti e seguite attentamente le modalità di preparazione: avrete bisogno di attendere un po’ di tempo prima di assaporarlo, ma vi assicuro che non ve ne pentirete!

Valori Nutrizionali della Frutta Sciroppata (per 100g)

Nutriente Valore
Calorie Circa il doppio rispetto alla frutta fresca
Zuccheri Elevati (saccarosio, glucosio, fruttosio)
Fibre Simili alla frutta fresca, ma più digeribili
Vitamine Ridotte (soprattutto vitamina C)
Minerali Inferiori a causa della diluizione

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