I pisarei sono un formato di pasta tipico della tradizione piacentina, realizzato con ingredienti semplici e poveri, ma dal gusto unico e inconfondibile. La ricetta ha origini antiche: si narra che il formato di pasta sia nato nel Medioevo con gli ingredienti che i contadini e monaci avevano a disposizione. Pare infatti che i pisarei venissero offerti ai pellegrini provenienti da tutta Europa di passaggio lungo la via Franchigena. Anche una delle ipotesi rispetto all'origine del nome lo vedrebbe derivare dallo spagnolo "pisar" che significa schiacciare, il gesto per creare il tipico incavo centrale perfetto per raccogliere il sugo.

Inizialmente, i pisarei venivano preparati con acqua, farina e pangrattato, e conditi con un sugo semplice a base di verdure e lardo. Nel corso del tempo, al formato di pasta fu abbinato il sugo di fagioli, per rendere più nutriente il piatto. E ancora oggi vengono preparati così!

Caratterizzati da una forma a conchiglia con superficie graffiata, i pisarei sono fatti in questo modo per permettere a sughi e condimenti di restare aggrappati e rendere ogni boccone una vera esplosione di sapori.

Vediamo quindi come condire i pisarei per primi piatti genuini e gustosi.

Innanzi tutto va detto che il classico sugo di pomodoro fresco e basilico con spolverata di pecorino, tanto sta bene con orecchiette e cavatelli, tanto si sposa alla perfezione anche con la tipica pasta piacentina, proprio perché ne condivide la superficie ruvida e l'interno a conca.

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Allo stesso modo i pisarei sono perfetti per i sughi di pesce, non tanto molluschi e crostacei, per cui la pasta lunga è sempre da preferire, quanto piuttosto per i condimenti a base di cernia, tonno o anche salmone.

Ottimi anche i pisarei con il pesto genovese e con i sughi cremosi, mentre invece questo filo di pasta sarebbe da evitare con le verdure come friarielli e barba di frate, molto filamentosi e quindi non adeguati ad una pasta piccola con apertura stretta.

In ultimo, anche un buon piatto di pisarei con un condimento a base di funghi champignon non è affatto male, tutt'altro. Il sugo deve essere corposo, in modo che la pasta possa finire la cottura direttamente il padella e impregnarsi del liquido.

Ovviamente ogni famiglia ha, nel proprio sugo casalingo, l’ingrediente preferito: chi mette il soffritto con più verdure, chi solo la passata, chi aggiunge salsiccia, chi peperoncino.

La semplicità di esecuzione ed il modestissimo costo per la sua realizzazione, rendono questa ricetta adatta anche ai neofiti dell’arte culinaria.

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Pasta e fagioli borlotti | Pisarei e faso | Ricetta Piacentina. pisarei e fasò. asmr. blogfamiglia

Ricetta dei Pisarei senza Fagioli

Ecco una ricetta base per preparare i pisarei senza fagioli, da personalizzare poi con il vostro sugo preferito:

Ingredienti per l'impasto (6 persone):

  • 500g di farina
  • 200g di pane secco grattugiato
  • 1 cucchiaio di strutto
  • Acqua calda salata q.b.

Preparazione dell'impasto:

  1. Versare il pane in una terrina e bagnarlo con acqua calda.
  2. Amalgamarlo con la farina fino ad ottenere un impasto abbastanza morbido.
  3. Lasciare a riposo l’impasto per circa 40-50 minuti.
  4. Staccare da esso delle porzioni grosse come un limone e con le mani formare delle strisce a forma di serpentello.
  5. Tagliare dei tocchetti non troppo grossi spolverarli di farina e schiacciarli ad uno a uno con il pollice fino a che si ottiene la forma di uno gnocchetto.

Una volta preparati i pisarei, potete cuocerli in acqua bollente salata e condirli con il vostro sugo preferito. Ecco alcune idee:

  • Sugo di pomodoro fresco e basilico
  • Pesto genovese
  • Sugo di funghi
  • Ragù di carne
  • Sugo di pesce (cernia, tonno, salmone)

Servire in tavola, a parte, con grana grattugiato.

Non solo pisarei e fasò, ma tante altre ricette gustose per onorare questo filo di pasta emiliano.

Nella versione “moderna” viene usata la salsa di pomodoro, fagioli borlotti e la salsiccia lucanica (la luganga).

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Puoi conservare i pisarei e fasò in frigorifero per un giorno al massimo. In alternativa puoi anche congelare separatamente il sugo e la pasta cruda, solo nel caso in cui tu abbia utilizzato ingredienti freschi.

Per la pasta consigliamo di distribuire i pisarei su un vassoio, farli rassodare qualche ora in freezer e poi raccoglierli in sacchetti per alimenti già porzionati e più comodi.

I suoi ingredienti “poveri” svelano che questa prelibata ricetta è nata dalle usanze contadine, nelle cucine dove nulla si buttava ma tutto si conservava e trasformava.

Il nome Pisarei deriverebbe, secondo la tradizione, dalla storpiatura della parola dialettale piacentina “bissa”, cioè biscia-serpente, dalla forma assunta dall’impasto pasta prima di essere tagliato in “gnocchetti”.

Un’altra interpretazione riporta l’origine del nome al termine spagnolo Pisar, cioè pestare-schiacciare: i gnocchetti, infatti, vengono schiacciati e arrotolati sotto le dita in modo che possano assumere la tradizionale forma necessaria per accogliere il sugo di fagioli.

La lunga e affascinate strada dei sapori italiani ci porta con questa ricetta a scoprire un territorio che incanta al primo sguardo e poi rapisce inesorabilmente una volta scoperti i suoi tesori culinari: stiamo parlando dei colli piacentini e la ricetta che vi proponiamo è quella dei pisarei e fasò.

Letteralmente pisarei e fagioli, i pisarei e fasò sono degli gnocchetti di farina, pangrattato e acqua accompagnati con un sostanzioso sugo di pomodoro e fagioli insaporito con il lardo.

Anche una delle ipotesi rispetto all'origine del nome lo vedrebbe derivare dallo spagnolo "pisar" che significa schiacciare, il gesto per creare il tipico incavo centrale perfetto per raccogliere il sugo.

Nel corso del tempo ai pisarei sono stati aggiunti i fagioli e la pancetta per rendere ancora più nutriente la pietanza.

Per preparare i pisarei e fasò iniziate dai fagioli borlotti, poneteli in un ampia ciotola colma d’acqua e lasciateli in ammollo per 12 ore o una notte, coperti con pellicola trasparente 1. e avvolgetelo nella pellicola trasparente 10.

Fate riposare l’impasto in un luogo fresco per 1 ora (fuori da frigo andrà bene).

Tagliate i filoncini di pasta a pezzetti grandi come un fagiolo 13. Con il pollice pressate ciascun gnocchetto per creare un incavo all’interno 14.

I pisarei sono pronti 15; potete distribuirli su un vassoio foderato con un panno da cucina pulito e asciutto, leggermente infarinato.

Ora occupatevi del sugo: sbucciate e tritate finemente la cipolla 16, tritate anche il lardo 17. poi unite il lardo tritato 19, mescolate per insaporire e quando la cipolla sarà appassita, unite anche i fagioli cotti in precedenza e scolati accuratamente 20, copriteli con la passata di pomodoro 21 e proseguite la cottura del sugo per circa 20 minuti.

Potete conservare i pisarei e fasò in frigorifero per un giorno al massimo. In alternativa potete congelare separatamente il sugo e la pasta cruda se avete usato ingredienti freschi.

Per la pasta consigliamo di distribuire i pisdarei su un vassoio, farli rassodare qualche ora in freezer e poi raccoglierli in sacchetti per alimenti già porzionati e più comodi.

I Pisarei e fasò sono il piatto principe della cucina piacentina le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

I suoi ingredienti “poveri” svelano che questa prelibata ricetta è nata dalle usanze contadine, nelle cucine dove nulla si buttava ma tutto si conservava e trasformava.

Il nome Pisarei deriverebbe, secondo la tradizione, dalla storpiatura della parola dialettale piacentina “bissa”, cioè biscia-serpente, dalla forma assunta dall’impasto pasta prima di essere tagliato in “gnocchetti”.

Un’altra interpretazione riporta l’origine del nome al termine spagnolo Pisar, cioè pestare-schiacciare: i gnocchetti, infatti, vengono schiacciati e arrotolati sotto le dita in modo che possano assumere la tradizionale forma necessaria per accogliere il sugo di fagioli.

Vino consigliato: Barbera, Bonarda, Gutturnio.

Un’altra interpretazione riporta l’origine del nome al termine spagnolo Pisar, cioè pestare-schiacciare: i gnocchetti, infatti, vengono schiacciati e arrotolati sotto le dita in modo che possano assumere la tradizionale forma necessaria per accogliere il sugo di fagioli.

La lunga e affascinate strada dei sapori italiani ci porta con questa ricetta a scoprire un territorio che incanta al primo sguardo e poi rapisce inesorabilmente una volta scoperti i suoi tesori culinari: stiamo parlando dei colli piacentini e la ricetta che vi proponiamo è quella dei pisarei e fasò.

Letteralmente pisarei e fagioli, i pisarei e fasò sono degli gnocchetti di farina, pangrattato e acqua accompagnati con un sostanzioso sugo di pomodoro e fagioli insaporito con il lardo.

Anche una delle ipotesi rispetto all'origine del nome lo vedrebbe derivare dallo spagnolo "pisar" che significa schiacciare, il gesto per creare il tipico incavo centrale perfetto per raccogliere il sugo.

Nel corso del tempo ai pisarei sono stati aggiunti i fagioli e la pancetta per rendere ancora più nutriente la pietanza.

Per preparare i pisarei e fasò iniziate dai fagioli borlotti, poneteli in un ampia ciotola colma d’acqua e lasciateli in ammollo per 12 ore o una notte, coperti con pellicola trasparente 1. e avvolgetelo nella pellicola trasparente 10.

Fate riposare l’impasto in un luogo fresco per 1 ora (fuori da frigo andrà bene).

Tagliate i filoncini di pasta a pezzetti grandi come un fagiolo 13. Con il pollice pressate ciascun gnocchetto per creare un incavo all’interno 14.

I pisarei sono pronti 15; potete distribuirli su un vassoio foderato con un panno da cucina pulito e asciutto, leggermente infarinato.

Ora occupatevi del sugo: sbucciate e tritate finemente la cipolla 16, tritate anche il lardo 17. poi unite il lardo tritato 19, mescolate per insaporire e quando la cipolla sarà appassita, unite anche i fagioli cotti in precedenza e scolati accuratamente 20, copriteli con la passata di pomodoro 21 e proseguite la cottura del sugo per circa 20 minuti.

Potete conservare i pisarei e fasò in frigorifero per un giorno al massimo. In alternativa potete congelare separatamente il sugo e la pasta cruda se avete usato ingredienti freschi.

Per la pasta consigliamo di distribuire i pisdarei su un vassoio, farli rassodare qualche ora in freezer e poi raccoglierli in sacchetti per alimenti già porzionati e più comodi.

I Pisarei e fasò sono il piatto principe della cucina piacentina le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

I suoi ingredienti “poveri” svelano che questa prelibata ricetta è nata dalle usanze contadine, nelle cucine dove nulla si buttava ma tutto si conservava e trasformava.

Il nome Pisarei deriverebbe, secondo la tradizione, dalla storpiatura della parola dialettale piacentina “bissa”, cioè biscia-serpente, dalla forma assunta dall’impasto pasta prima di essere tagliato in “gnocchetti”.

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