La torta di riso è una ricetta della tradizione amata da tutti i bolognesi e non solo. Si tratta di un dolce tipico della cucina emiliana: una torta semplice e genuina a base di riso e latte, senza farina e lievito, dalla consistenza morbidissima e cremosa che si scioglie al morso come un tartufo, dal profumo intenso di vaniglia e un gusto indescrivibilmente squisito!

La Torta di riso bolognese, conosciuta anche come Torta degli Addobbi, è un dolce iconico della tradizione emiliana, preparato principalmente durante il periodo pasquale. Questo dessert, semplice e genuino, conquista per la sua consistenza cremosa e il profumo intenso di mandorla.

La torta di riso è un dessert profumato e scioglievole in bocca tipico della pasticceria emiliana, una ricetta molto golosa, adatta anche a soggetti celiaci e intolleranti al glutine, a base di latte, uova, zucchero, farina di mandorle, riso e aromi.

Si tratta di un dolce dalle origini antichissime; che veniva preparato a Bologna, già intorno al 1400, in occasione del Corpus Domini, fine maggio; momento in cui balconi e finestre venivano addobbati a festa con drappi colorati e si offriva questo dolce tagliato a rombi a parenti ed amici!

Torta di Riso

La Storia della Torta di Riso

In passato si chiamava torta degli Addobbi come la festa religiosa durante la quale era tradizione prepararla. La ricorrenza del Corpus Domini a Bologna prese il nome di festa degli Addobbi per il fatto che le strade interessate dalla processione dovevano essere addobbate (da qui addobbi). E sin dal XV secolo, in occasione di questa celebrazione si preparava e offriva la torta di riso che finì per essere chiamata con il nome della festa.

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E’ una ricetta tradizionale bolognese che veniva preparata durante la antichissima “Festa degli addobbi” nel mese di maggio, in concomitanza con le celebrazioni del Corpus Domini. In occasione di questa festa venivano appesi alle finestre drappi colorati e decorati, gli “addobbi” e veniva preparata, dalle donne di casa la “torta di riso” che veniva offerta ad amici e parenti.

Nel 1566 il cardinale di Bologna, Gabriele Paleotti, riorganizzò l’evento. Leggendo le cronache del tempo, ho provato a immaginare Bologna in quei giorni di giugno. I portici erano arredati come case, le colonne rivestite di stoffe preziose e festoni di alloro, le facciate dei palazzi impreziosite da drappi, ghirlande e fiori. Da un lato all’altro della strada si tendevano grandi pezze di tela che dovevano proteggere la processione dal sole e che, al contempo, contribuivano a creare una atmosfera intima, come se tra casa e portico fosse un continuum. Le famiglie benestanti ricevevano per strada e le case erano sempre aperte per accogliere ospiti e amici.

La sera, la città s’illuminava. Balconi, terrazze e portici si riempivano di candelabri e lumi di cera. E se di giorno le funzioni religiose scandivano la festa degli Addobbi, la sera era festa di popolo che affollava le strade bevendo vino e mangiando torta di riso.

La torta degli addobbi si poteva comprare a tranci da uno qualunque dei banchi di dolci che accompagnavano l’evento religioso e si consumava come un cibo di strada.

Il poeta e letterato Giacomo Leopardi, spettatore degli Addobbi nel 1826, descrisse l’evento al padre in una lettera del 3 luglio. Leggi cosa scrisse: Il tempo ha favorito la festa degli addobbi, che a me, poco amante degli spettacoli, è parsa una cosa bella e degna d’esser veduta, specialmente la sera, quando tutta una lunga contrada, illuminata a giorno, con lumiere di cristallo e specchi, apparata superbamente, ornata di quadri, piena di centinaia di sedie tutte occupate da persone vestite signorilmente, par trasformata in una vera sala di conversazione.

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Naturalmente quella del Quattrocento era molto diversa dalla versione moderna. Non avremmo trovato amaretti e liquore alle mandorle che, oggi, sono considerati due sapori classici della torta di riso tradizionale. Anticamente era un dolce costoso che pochi potevano permettersi per via di zucchero, mandorle, cedro candito.

Nel corso del Novecento gli ingredienti divennero più accessibili e la ricetta quella che conosciamo oggi. Nel secondo dopoguerra, a Bologna, la torta di riso era già diventata la torta delle feste (di Natale e Pasqua). Oggi è un dolce che si trova tutto l’anno nei forni della città. Per me resta un dolce delle occasioni speciali.

Nel corso dei secoli la ricetta è cambiata ma una cosa è restata uguale dal Quattrocento a oggi. La torta di riso, una volta raffreddata, si taglia a losanghe, a rombi, a quadretti.

Ricetta Torta di Riso Tradizionale

Come ogni ricetta tradizionale, esistono tante versioni. Con canditi, aggiunta di pinoli, liquore alla mandorla, al cioccolato! Quella che vi regalo oggi, è Ricetta originale della Torta di riso della nonna di una cara bolognese: la Torta di riso classica semplicissima da realizzare e dal risultato strepitoso!

La Torta di riso emiliana è la base della torta bolognese utilizzata per realizzare la versione più ricca detta anche torta degli addobbi ed è, per me, il dolce dei ricordi, quello che preparavo fin da piccolina insieme a mia nonna. Come tradizione vuole, esiste una ricetta originale depositata ma, ogni famiglia ha la sua versione che arricchisce o alleggerisce a piacere.

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Generalmente se ne preparano due versioni, una arricchita con amaretti, canditi e liquore che, nella nostra famiglia, si prepara per le feste natalizie e pasquali; e una più leggera e delicata che si prepara il resto dell’anno.

Ingredienti

  • 1200 g di latte intero
  • 200 gr di riso Carnaroli (o Arborio)
  • 100 g di mandorle (tritate grossolanamente)
  • 4 uova
  • 200 g di zucchero semolato
  • 1 bacca di vaniglia
  • Scorza di limone (1 limone)

Preparazione

  1. Metti il latte in un tegame con la bacca di vaniglia incisa per il lungo e la scorza del limone (solo la parte gialla) tagliata a striscioline abbastanza larghe.
  2. Porta a bollore, versa il riso e fate cuocere per 12/14 minuti (dipende dal riso che utilizzate ma deve essere al dente), spegnete e fate raffreddare completamente.
  3. Elimina la bacca di vaniglia e la scorza del limone ( se vi piace, potete anche lasciarla nella torta, conferirà note di grande freschezza), aggiungi le mandorle tritate grossolanamente, lo zucchero, le uova e amalgamate molto bene tutti gli ingredienti.
  4. Rivesti una tortiera da 24 cm con carta da forno, versa il composto all’interno e fate cuocere il dolce in forno preriscaldato a 170° per circa 50/60 minuti o fino a quando la superficie diventerà dorata.
  5. Sforna il dolce e fate raffreddare.

La torta di riso è pronta, potete servirla al naturale oppure bagnare la superficie con un bicchierino di Sassolino o di Amaretto.

Il segreto per una Torta di riso perfetta: cremosa al punto giusto e morbidissima è la cottura lenta del riso nel latte e vaniglia. Questo processo consente al riso di ammorbidirsi; scomponendosi da chicchi in crema! Per aromatizzare la torta di riso, io ho scelto liquore all’amaretto che regala un profumo squisito insieme alla vaniglia! Ad ogni modo, nelle note vi ho aggiunto altre le varianti e la soluzione per una versione analcolica!

Fresca e delicata, la Torta di riso è perfetta da servire come dessert per tutte le stagioni, in particolare in primavera e per la Santa Pasqua! Dal momento che la sua caratteristica è: più passa il tempo, più diventa buona, è ideale da trasportare in gita e scampagnate fuori porta, oltre che per merende squisite, magari da servire con un buon te! Essendo senza glutine è adatta anche ai celiaci proprio come la Torta Caprese.

Ti sorprenderà la sua bontà! Metti da parte. Trita a coltello metà delle mandorle e nel mixer l’altra parte. Tieni da parte. Trita finemente a coltello il cedro candito. Tieni da parte.

In un tegame versa il latte, aggiungi riso e scorza grattugiata del limone. Mescola. Cuoci il riso nel latte per 30 minuti, mescolando spesso e su fiamma bassa, o fino a quando acquista la consistenza di un budino lento. Spegni il riso, aggiungi lo zucchero e mescola.

Ora aggiungi anche gli amaretti tritati e mescola. Poi unisci mandorle, cedro, 20 g di alchermes e 50 g di liquore alle mandorle, un pizzico di sale e mescola sino a ottenere un composto cremoso e omogeneo (come nella foto del riso nel tegame di metallo che trovi sotto la ricetta). Lascia riposare il composto per 15 minuti prima di aggiungere le uova una alla volta, incorporando prima di introdurre la successiva.

Nel frattempo, preriscalda il forno a 170 gradi, funzione statica. Ungi lo stampo e versa il composto. Cuoci in forno già caldo per un'ora.

Sforna e quando il dolce è ancora caldo usa uno stuzzicadenti per bucherellare la superficie e spennellare per due volte la superficie della torta a distanza di 15 minuti. Usa 60 g di liquore di mandorle o, se preferisci diluisci il liquore con acqua.

Una volta ottenuta una consistenza cremosa 3, leva dal fuoco e fai raffreddare. Incorpora la farina di mandorle 6. Trascorso il tempo, sforna la torta di riso 9 e lascia raffreddare.

Noi abbiamo utilizzato nell'impasto anche delle mandorle tostate e del cedro candito. Iniziamo cuocendo il riso per 3-4 minuti in acqua, e scoliamolo. Facciamo bollire il latte con la scorza di limone, versiamoci dentro il riso e aggiungiamo burro e zucchero, continuiamo a far cuocere per 10 minuti. Versiamo in una tortiera (prima occorre imburrarla o passare un filo d'olio) e facciamo cuocere in forno per circa 170-180 gradi per una ventina di minuti.

Accendere il forno a 200°. Sbattere le uova, e aggiungere il latte a filo, continuando a mescolare delicatamente (vedi consiglio). Aggiungere anche la scorza grattugiata e i 400 g di zucchero. Imburrare la teglia e stendervi il riso raffreddato. Premerlo in modo da ricoprire il fondo della teglia. Infine versare delicatamente la crema sul riso. Cuocere la torta di riso carrarina per circa 1 ora, fino a che la superficie sarà dorata. Fare raffreddare la torta.

Se volete preparare la torta di riso tradizionale aggiungete al riso cotto nel latte, oltre agli ingredienti che trovate in questa ricetta, anche 100 g di amaretti sbriciolati, un bicchierino di mandorla amara e 100 g di cedro candito tritato. Procedete alla cottura, in una teglia rettangolare, seguendo la ricetta scritta sopra poi, appena estratta dal forno forate la superficie della torta con uno stuzzicadenti e bagnatela con qualche cucchiaio di amaretto o altro liquore alla mandorla amara.

Terminata la cottura, a fuoco spento, rimuovi la scorza di limone e aggiungi lo zucchero. Versa il composto in una teglia da 30x25 con un foglio di carta forno sul fondo e inforna in forno ventilato a 150°C per 70/90 minuti.

Fate bollire il latte con un pizzico di sale. Aggiungete lo zucchero, il Sassolino (o l’anisetta) e la scorza di un limone. Versate il primo uovo e amalgamate completamente, poi ripetete l’operazione con il secondo uovo e il terzo. Versate il composto in uno stampo imburrato e infarinato e lasciate riposare per 2 ore. Mettete la torta in forno preriscaldato a 180° C sul ripiano centrale. Dopo 45 minuti toglietela dal forno, spolverate la superficie calda con un po’ di zucchero e spruzzate con anisetta o Sassolino.

Consigli

  • Se vi è piaciuta la torta di riso provate anche la pinza e la zuppa inglese, sono dolci tipici della nostra tradizione, una più buona dell’altra.
  • Se desideri puoi arricchire il dolce con qualche cucchiaiata di crema pasticciera, così da renderlo ancora più morbido e cremoso, puoi aggiungere a piacimento scagliette di cioccolato fondente, uvetta e frutta candita, oppure puoi cimentarti con una versione ancora più ghiotta al cacao.
  • Consiglio: non sbattere il composto di uova con troppa forza, così che non si formino troppe bollicine d’aria.
  • Note*: Se volete rendere analcolico il dolce, potete sostituire il liquore con succo di arancia filtrato. In questo modo, potranno mangiarlo anche i bambini! Poi cuocete in forno ben caldo a 180° per circa 50 minuti nella parte media del forno, fino a doratura.
  • Potete mettere il liquore che volete o metterli misti.

Conservazione

  • La torta di riso si conserva a temperatura ambiente, sotto a una campana per dolci, per 3-4 giorni massimo.
  • A temperatura ambiente per circa 3 - 4 giorni. Se fa caldo, potete conservarla anche in frigo!
  • Conserva la Torta di riso in frigorifero, coperta con pellicola trasparente, per un massimo di 4 giorni.
  • Puoi congelarla a fette, avvolgendole in pellicola e riponendole in un contenitore ermetico.
  • La torta di riso dolce si conserva in frigo per due giorni.

La torta di riso dolce una torta cremosa e preparata con ingredienti semplici e genuini. Una ricetta tipica toscana e infatti dalla toscana mi arriva. Dovete sapere che la mia mamma e il mio papà vanno tutte le estati in vacanza con due loro amici che sono di Forte dei Marmi. Grazia, l’amica di mia mamma, è famosissima per la sua torta di riso dolce e ogni volta tutti le chiedono di prepararla ma non le avevo mai chiesto la ricetta. Quest’anno sono riuscita a chiedergliela ben due volte ma ho sempre rimandato perché non avevo mai tempo di cuocerla (cuoce una marea di tempo ma ne vale la pena).

Torta di riso, la ricetta originale (con un tocco in più) La preparazione è semplice: il riso si cuoce nel latte aromatizzato con vaniglia e limone, quindi si aggiungono al riso raffreddato le uova sbattute con lo zucchero e gli albumi montati. Ciò che ho aggiunto di mio è l’ultimo passo della ricetta. E’ una torta nutriente e che sazia, quindi una teglia basta per almeno 10 persone. Cuocere il riso al dente per ca. 10 minuti, in acqua salata. Scolarlo bene e lasciarlo raffreddare. Preparare la crema della torta di riso carrarina. Essa viene preparata non solo per Pasqua, ma anche in occasione di altre feste primaverili come il 25 aprile e il 1 Maggio. Ciò che mi ha colpito di questa torta di riso è che ogni fetta non sia un pezzo unico, ma divisa in due parti.

Ma esiste anche la variante dolce, meno conosciuta. In realtà la ricetta non ha origini locali, anzi è arrivata anticamente dai Paesi anglosassoni, importata da cuochi del territorio che avevano fatto esperienza all'estero, "ligurizzandosi" con il tempo.

Certo! La torta di riso reggiana è una specialità della tradizione dolciaria della regione Emilia Romagna: è inserita nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Provincia di Reggio Emilia. Buonissima, golosa e dall’altissimo contenuto nutritivo è una bontà che farà subito colpo in famiglia. L’origine di questa torta risale agli inizi del 1900 quando le “mondine”, le donne delle famiglie contadine, si trasferivano nelle piantagioni delle zone di Vercelli per raccogliere il riso.

torta di riso dolce di Massa Carrara (da una vera Massese)

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