Nel panorama della musica italiana, alcune canzoni hanno saputo esplorare la sensualità e il piacere in modi unici e memorabili. Tra queste, "Rossetto e Cioccolato" di Ornella Vanoni si distingue per la sua capacità di intrecciare elementi culinari e sentimentali in un'esperienza sensoriale avvolgente.

Ornella Vanoni

Ornella Vanoni, interprete di "Rossetto e Cioccolato"

Il pezzo fa parte di un bellissimo album, Sheherazade, pubblicato nel 1995 e prodotto da Mario Lavezzi grande collaboratore della cantante. L'album che contiene Rossetto e cioccolato è Sheherazade e uscì nel 1995, quando Vanoni aveva già una trentina d’anni di carriera alle spalle - aveva esordito sul finire degli anni Cinquanta. Autori: Oscar Avogrado, Roberto Pacco e la Vanoni.

Un Inno al Piacere: Metafore e Allusioni

La canzone è ricca di metafore e lascia spazio alla fantasia. "Ci vuol farina perché funzioni, i brividi alla schiena e gli ingredienti buoni", canta Ornella Vanoni in Rossetto e Cioccolato, trasformando in musica una delle combo più riuscite: quella tra amore e cibo. Quelli che snocciola Ornella Vanoni in Rossetto e cioccolato sono gli ingredienti di una ricetta perfetta, procendendo in parallelo tra elmenti culinari e sentimentali o fisici.

L’uno richiede tatto, attenzioni ed emozioni, l’altro richiede gusto, dedizione e creatività. Insieme sono in grado di condurre al tanto agognato e ricercato piacere. Perché è questo il loro traguardo: il piacere nella sua forma più istintiva, primordiale ed immediata.

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E vicendevolmente si intersecano, toccano e influenzano, riuscendo a dare vita a sensazioni uniche e irripetibili. Il risultato finale da ottenere è un buon piatto, o meglio, una bella (bella bellisima) storia d’amore, «per masticarsi a poco a poco».

Parliamo di Ornella Vanoni e della canzone "Rossetto e Cioccolato" del 1995.

L'Amore e il Gusto Dolce delle Cose

L’amore è soggettivo. L’amore è i cinque sensi concentrati su qualcuno. Dunque, è strettamente e intimamente collegato ad ognuno di noi. Ma pensando al gusto dell’amore, anche senza particolare precisione, esclameremmo tutti “dolce”. Perché l’amore lo è.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Emotion e condotto da Kai Qin Chan dell’università olandese di Radboud a Nijmegen, ha confermato che parlare d’amore rende più dolce il sapore delle cose. E gli studiosi sono andati dritti alla sorgente della vita, per cercare una spiegazione plausibile: il neonato che si nutre del latte materno, molto dolce, associa, già appena nato, quel sapore all’amore, creando un indissolubile legame con la madre.

Cibo e Eros: Un'Armonia di Sapori

Nonostante, grazie a un ormone, la noraepinefrina, gli innamorati tendano a mangiare di meno sentendosi carichi ed energici, il cibo resta comunque un ottimo mezzo per accendere e riaccendere la passione. Tutto questo può creare terreno fertile per un primo incontro. A nutrire l’eros ci pensano pietanze ed ingredienti specifici, definiti afrodisiaci, dal nome della dea greca Afrodite.

Scegliere con cura il posto in cui consumare il pasto, creare un atmosfera più intima mangiando seduti sul tappeto o sul divano: piccole attenzioni, grande risultato. Preparare piatti leggeri, in vista del dopocena, sfiziosi e che assecondino i gusti di entrambi: questo non rende affatto desperate housewives, ma piuttosto sensuali e capaci, un mix perfetto in grado di soddisfare i principali e più importanti bisogni di un uomo. Stuzzicare il partner durante la preparazione, dal momento che “certe azioni in cucina ricordano movimenti, parole e gesti che hanno il loro corrispettivo nella sfera sessuale”, come afferma il libro Love Cooking - Ricette per accendere la passione.

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Ingredienti Afrodisiaci: Un Tocco di Sensualità

Alcuni cibi sono noti per le loro proprietà afrodisiache, capaci di stimolare i sensi e accendere la passione.

  • Cioccolato: Contiene anandamide, feniletilamina e triptofano, sostanze che stimolano il piacere e l'euforia.
  • Peperoncino: Grazie alla capsaicina, agisce come un viagra naturale.
  • Ginseng: Migliora le performance fisiche e aumenta il desiderio sessuale.
  • Anguria: La citrullina ha un effetto simile al Viagra nella cura della disfunzione erettile.
  • Fragole e fichi: Tuffate nel cioccolato, sono l’incarnazione della lussuria.
  • Ostriche: Contengono sostanze in grado di aumentare estrogeni e testosterone.
  • Tartufo, Caviale e Champagne: Il prezzo esorbitante sicuramente è già in grado di donare una piacevole sensazione di eccitazione.
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Alcuni alimenti afrodisiaci

Il Cioccolato nel Cinema: Metafora di Vita e Desiderio

Il cioccolato nel cinema non ha solo un impatto dal punto di vista del significato ma anche estetico. Il cioccolato è un cibo riconoscibile, nell’immaginario collettivo rappresenta il dolce per eccellenza che può arricchirsi di mille ingredienti diversi. Se, andando indietro nel templo, cerco di ricordare i film visti con dentro il cioccolato me ne vengono a mente almeno tre, con riferimenti e significati diversi.

  • Forrest Gump: Il cioccolato, in una scatola di cioccolatini, è utilizzato come metafora della vita.
  • Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato: Un mondo fantastico dove il cioccolato è al centro di tutto.

Non a caso nei primi approcci amorosi si regala sempre una scatola di cioccolatini. Luisa Spagnoli inventò i famosi Baci Perugina, cioccolatini fatti di gianduia ricoperti di cioccolato fondente con all’interno una nocciola intera. Li ricordiamo accompagnati sempre dai famosi bigliettini con messaggi d’amore che si perdono nella notte dei tempi. All’inizio doveva chiamarsi “cazzotto” perché ricordava la forma delle nocche di una mano chiusa in un pugno, ma fu l’intuizione di Giovanni Buitoni, giovane amministratore della Perugina, a cambiarlo in un più romantico “bacio”.

Su YouTube il videoclip della canzone contra oltre 74 milioni di visualizzazioni. In un’intervista a Ciao Maschio di Nunzia De Girolamo, Sal Da Vinci ha rivelato che Rossetto e caffè inizialmente era pensata tutta in italiano. La prima espressione in napoletano che si trova nel testo “sai ca mor’ per te”, ovvero “sai che muoio per te”. È come se Sal Da Vinci fosse il Cicerone dell’ascoltatore in un viaggio musicale dei sentimenti, le cui tappe principali sono immagini familiari ma allo stesso tempo suggestive come la sigaretta che sa di profumo o il rossetto lasciato sul bordo di una tazzina di caffè.

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