Negli ultimi mesi, diversi lotti di salame sono stati ritirati dal commercio in Italia a causa di vari rischi per la salute dei consumatori. Questi ritiri sono stati segnalati dal Ministero della Salute attraverso il suo portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari.

È sempre più importante essere al passo con le notizie che riguardano i generi alimentari, per non ritrovarsi con brutte sorprese. Grazie a queste segnalazioni è possibile tenere sotto controllo la qualità che si mette sulle proprie tavole.

Rischio Chimico: Presenza di Piombo

Un lotto di salame è stato ritirato per la possibile presenza di piombo oltre i valori consentiti. Come spiega lo stesso avviso di richiamo, datato 29 febbraio e pubblicato il 1 marzo dal Ministero della salute, il ritiro del salame è stato disposto per un possibile rischio chimico per i consumatori, causato dal possibile superamento del valore di piombo contenuto nel prodotto. Il salame oggetto del richiamo è prodotto dalla ditta Kofler Viktor & Andreas OHG nel proprio stabilimento di Lana, nella provincia autonoma di Bolzano.

Il salame con capriolo ‘Rehsalami’ è venduto sia sottovuoto in pezzi da circa 200 grammi ciascuno sia con peso variabile. Il piombo però è un contaminante ambientale che spesso è inevitabile e la sua presenza è diffusa anche in conseguenza delle attività umane passate. Il piombo delle munizioni da caccia con cui viene abbattuta la selvaggina in alcuni casi può rimanere nella carne.

Il regolamento Ue non prevede limiti massimi di piombo per la carne di selvaggina ma il salame richiamato è prodotto con carne mista proveniente anche dal maiale per la quale è previsto invece un limite, al pari della carne di bovini, ovini e pollame.

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Il piombo è un metallo pesante che nell'organismo può provocare danni agli organi e alterare le funzioni fisiologiche.

Contaminazione da Salmonella

Un altro motivo di ritiro è la contaminazione da Salmonella. Il comunicato diffuso dal Servizio Ausl di Piacenza è molto chiaro e non lascia spazio a dubbi. Tutti i lotti in commercio possono essere contaminati da Salmonella e per questo motivo il produttore ha ritirato da tutti i punti vendita gli insaccati ancora esposti sugli scaffali. I supermercati a loro volta dovrebbero aver esposto un cartello per avvisare i clienti.

Il problema non riguarda solo i salumi ritirati dal commercio in questi giorni, ma anche quelli acquistati in precedenza e magari conservati nel frigorifero di casa. Le analisi condotte dall’Ausl hanno verificato la presenza di salmonella anche in lotti confezionati in maggio, giugno e luglio. Per questo il comunicato invita a non consumare tutte le confezioni di Salame Piacentino DOP del Salumificio Val d’Ongina di Monticelli.

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Il problema non interessa solo punti vendita e supermercati situati in provincia di Piacenza, visto che sono state avvisate anche le Asl di Parma, Varese, Milano, Cremona, Bergamo, Lodi, Pavia e Monza Brianza dove ci sono punti vendita che hanno commercializzato lotti di salame contaminato. L’allerta è scattata in seguito all’aumento di casi di salmonellosi registrati in provincia di Piacenza (100 nel 2012 e 154 nei primi nove mesi del 2013). Quest’anno in 61 casi si è potuta accertare come causa la stessa salmonella evidenziata nei controlli effettuati sul salme Val d’Ongina.

L’Ausl ha prontamente lanciato l’allerta online, invitano i cittadini a non consumare il prodotto per precauzione e di restituirlo al punto vendita.

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Il salame può essere prodotto in maniera sicura, controllando il rischio di salmonellosi, anche se occasionalmente, si segnalano focolai epidemici legati a prodotti artigianali e industriali. Nella Pasqua 2004 nel Lazio un tipo di salame denominato “La corallina” causò 63 casi di salmonellosi.

Altre volte sono le spezie aggiunte al salame che possono essere contaminate. Per eliminare le salmonelle finite nell’impasto servono i batteri lattici “buoni” che si sviluppano durante la fermentazione e la stagionatura che rendono la vita impossibile alle salmonelle.

Se però la fermentazione non è controllata bene, oppure è troppo breve (magari per mantenere un prodotto “fresco”) o viene ridotta per ragioni commerciali, le salmonelle sopravvivono e possono far ammalare le persone. Per evitare problemi bisogna fare spesso controlli in azienda e valutare attentamente il processo produttivo.

Per evitare futuri problemi, aziende ed autorità non possono dare per scontato che i salami siano tutti e sempre sicuri; servono verifiche sul campo approfondite, sui processi e sui controlli, in laboratorio e a tavolino.

Il Ministero della Salute ha annunciato il richiamo di un lotto di salame toscano, prodotto e distribuito con il marchio “I Salumi di Sciano”. Il salame toscano oggetto del richiamo è venduto in pezzi interi di circa mezzo chilo ciascuno e appartiene al lotto numero 190324, con termine minimo di conservazione fissato al 20 agosto 2024.

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La scoperta di Salmonella nel salame toscano ha portato a un rapido intervento del Ministero della Salute, che ha emesso un avviso di richiamo per proteggere la salute pubblica. A scopo precauzionale, il Ministero consiglia vivamente di non consumare il salame toscano del lotto indicato e invita tutti coloro che lo hanno acquistato a restituirlo al punto vendita per ottenere un rimborso o una sostituzione.

Gelli Salumi Srl ha assicurato che sta collaborando pienamente con le autorità sanitarie per risolvere la situazione e prevenire futuri rischi.

La salmonella è un batterio che può provocare da semplici disturbi del tratto gastrointestinale (febbre, dolore addominale, nausea, vomito e diarrea) fino a forme cliniche più gravi (batteriemie o infezioni focali a carico per esempio di ossa e meningi) che si verificano soprattutto in soggetti fragili (anziani, bambini e soggetti con deficit a carico del sistema immunitario). Come spiega l'Istituto superiore di sanità, i sintomi della malattia possono comparire tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione di alimenti contaminati (ma più comunemente si manifestano dopo 12-36 ore) e si protraggono per 4-7 giorni.

Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero.

Salmonella

Rischio Microbiologico: Listeria Monocytogenes

Il Ministero della Salute ha emanato due differenti note di richiamo per la presenza di Listeria in altrettanti salumi. Il lotto interessato è il 341 con data di scadenza 28 ottobre 2024. L’affettato è prodotto da M&C Srl nello stabilimento di Pascarola, zona industriale Asi di Caivano (Napoli), con marchio identificativo It S2q20 Ce.

Il richiamo del 15 ottobre 2024 riguarda invece il Salame adorino a marchio La bottega di Adò. Il lotto interessato è il 2401203. Il salame è quello da 300 grammi intero sfuso con l’etichetta nera con il logo attorno al budello e una seconda etichetta, appesa con lo spago alla parte superiore, riportante la dicitura senza glutine, il logo e sul retro i valori nutrizionali.

Tre salumi sono stati ritirati dal mercato dal ministero della Salute per rischio microbiologico. Si tratta del salame nostrano dolce Mariga, dove il produttore di Vicenza ha trovato tracce di listeria; del bastone di salame dolce e del filone di salame del Salumificio Colombo di Lecco, dove sono state rilevate tracce di salmonella.

  • Salame nostrano dolce, marca Mariga.
  • Bastone di salame dolce, salumificio Colombo.
  • Filone di salame, salumificio Colombo.

La Listeria monocytogenes può svilupparsi sul prosciutto crudo o sul salame sia in fase di lavorazione che di conservazione. Prolifera soprattutto in ambienti umidi: nonostante la stagionatura, anche i salumi possono trattenere dei liquidi all’interno.

Anche la listeria è un batterio che si manifesta in genere con sintomi gastrointestinali. Può portare a una gastroenterite acuta febbrile che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione ma può causare, nei casi più gravi, meningiti, encefaliti e gravi setticemie. Nelle forme sistemiche l’incubazione può protrarsi anche fino a 70 giorni.

Nelle donne in gravidanza la listeriosi può provocare l'aborto, la morte in utero del feto, parto prematuro e infezioni neonatali.

Sono ben due i nuovi avvisi di richiamo alimentare diffusi, nelle scorse ore, dal Ministero della Salute. Gli avvisi in questione riguardano un lotto di salame venduto in varianti diverse da un marchio italiano. Il motivo del richiamo è il rischio microbiologico a causa della possibile presenza di un batterio potenzialmente dannoso per la salute dei consumatori. Si tratta della Listeria Monocytogenes.

Il ritiro è relativo al lotto 348304 del salame venduto dal Salumificio Borgo Dora S.p.A. a marchio Borgo Dora. La produzione della merce è effettuata dallo stesso Salumificio Borgo Dora S.p.A., azienda identificata con la sigla IT 926 L CE che ha sede a Torino, in Corso Vercelli 279/A - 10155.

Come si legge all'interno del comunicato ufficiale di richiamo, il ritiro del lotto di salame dal commercio si è reso necessario a causa del rischio microbiologico. All'interno dell'alimento, infatti, è stato individuata una sospetta presenza di Listeria Monocytogenes. Per questo motivo, chiunque avesse acquistato il prodotto è invitato a non consumarlo e restituirlo al punto vendita. L'esercente si occuperà del rimborso o della sostituzione della merce.

La Listeria Monocytogenes è un batterio che può contaminare cibi come latticini, salumi, verdure e prodotti pronti al consumo. A differenza di molti batteri, la Listeria può sopravvivere e proliferare a basse temperature, inclusi i normali livelli di refrigerazione. Il consumo di alimenti contaminati può causare listeriosi, un'infezione che presenta sintomi come febbre, dolori muscolari, nausea e diarrea. La listeriosi è particolarmente pericolosa per donne in gravidanza, neonati, anziani e persone con sistema immunitario compromesso. Nelle donne incinte, può causare aborti spontanei, nascite premature o infezioni neonatali. In casi gravi, l'infezione può estendersi al sistema nervoso centrale, causando meningite o sepsi, potenzialmente letali. La prevenzione include buone pratiche igieniche, conservazione adeguata degli alimenti e adesione a eventuali richiami alimentari.

Presenza di Escherichia Coli

Il ministero della Salute ha annunciato il ritiro di diversi lotti di salamini da Cinta Senese DOP a marchio Renieri a causa della presenza di geni di Escherichia coli produttore di Shiga tossina (STEC). Il richiamo è stato disposto dal produttore per motivi di sicurezza alimentare.

I prodotti interessati sono:

  • Salamini da Cinta Senese DOP (pezzi interi da 350 grammi) con i seguenti lotti e termini minimi di conservazione (TMC):
    • Lotti: L2453O, L2502O, L2503O, L2504O, L2505O, L2506O, L2507O, L2508O.
    • Scadenze: 01/05/2025, 08/05/2025, 15/05/2025, 22/05/2025, 29/05/2025, 05/06/2025, 12/06/2025, 19/06/2025
  • Salamini da Cinta Senese DOP (tranci da 180 grammi) con i seguenti lotti e TMC:
    • Lotti: L2502O, L2503O, L2504O, L2505O, L2506O.
    • Date di scadenza: 08/05/2025, 15/05/2025, 22/05/2025, 29/05/2025, 05/06/2025

I prodotti sono stati realizzati dall’azienda Digar Srl, con sede in località Pian dei Peschi 6, a Poggibonsi (Siena), e identificati con il marchio UE IT 9 902 L.

A scopo precauzionale, l’azienda invita i clienti a non consumare i prodotti appartenenti ai lotti indicati. Chiunque li avesse già acquistati può restituirli al punto vendita per ottenere un rimborso o una sostituzione. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare l’avviso ufficiale pubblicato dal Ministero della Salute.

Sebbene la maggior parte dei ceppi di Escherichia coli siano innocui, alcuni possono rappresentare un rischio per la salute umana, provocando episodi di gastroenterite con sintomi di varia intensità, tra cui crampi addominali, vomito e diarrea con tracce di sangue. L’infezione può derivare dal consumo di acqua o alimenti contaminati, in particolare frutta e verdura consumate crude, latte non pastorizzato e carne poco cotta.

Questo tipo di infezione risulta particolarmente pericoloso per i bambini piccoli e gli anziani, che possono sviluppare una grave insufficienza renale nota come sindrome emolitico-uremica. Il batterio Escherichia coli è sensibile alle alte temperature, quindi una corretta cottura degli alimenti consente di eliminarlo.

Altri Richiami Alimentari

Il Ministero della Salute e la catena di supermercati Carrefour hanno annunciato il ritiro dal mercato di cinque prodotti alimentari. La decisione riguarda quattro tipi di salumi, richiamati per possibile rischio microbiologico, e una confezione di spinaci cotti, coinvolta per un errore di etichettatura.

Il Ministero ha comunicato il ritiro precauzionale di due tipologie di salame prodotte dall’azienda G.A. Prodotti Toscani: la briciolona di puro suino e il salame campagnolo. Il provvedimento è stato adottato a causa del sospetto di contaminazione da Listeria monocytogenes. I prodotti sono commercializzati in pezzature da 500 grammi (briciolona) e 300 grammi (salame campagnolo) e appartengono al lotto L. 00000115, con tutte le relative date di scadenza.

Un altro richiamo riguarda un lotto di spinaci cotti a marchio La Verde Fattoria, ritirato dal produttore a causa di un errore nell’indicazione della data di scadenza. In etichetta è riportata la data 14/06/2025, mentre la corretta scadenza sarebbe il 14/03/2025. Il prodotto è venduto in confezioni da 400 grammi e appartiene al lotto 04/03/2025.

Raccomandazioni per i Consumatori

I prodotti oggetto di richiami alimentari del Ministero della Salute sono immediatamente ritirati dai supermercati. Se invece l’acquisto è già stato effettuato, non bisogna assolutamente consumare i salumi e riportarli in negozio: si ha infatti diritto alla sostituzione o al rimborso totale del prezzo. Non è obbligatorio presentarsi con lo scontrino, anche se questo può sicuramente accelerare le pratiche.

Per motivi di sicurezza, si consiglia di non consumare i prodotti segnalati se appartenenti ai lotti sopra indicati. Chi avesse acquistato questi articoli può restituirli al punto vendita per ottenere un rimborso o una sostituzione.

Ecco una tabella riassuntiva dei principali richiami:

Prodotto Motivo del Richiamo
Salame con capriolo ‘Rehsalami’ Possibile presenza di piombo oltre i valori consentiti
Salame Piacentino DOP Contaminazione da Salmonella
Salame Toscano “I Salumi di Sciano” Contaminazione da Salmonella
Salame nostrano dolce Mariga Presenza di Listeria
Bastone di salame dolce, filone di salame (Salumificio Colombo) Presenza di Salmonella
Salamini da Cinta Senese DOP (Renieri) Presenza di Escherichia coli
Briciolona di puro suino, salame campagnolo (G.A. Prodotti Toscani) Sospetta contaminazione da Listeria monocytogenes

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