Negli ultimi anni, la gastronomia nipponica ha conquistato sempre più spazio, offrendo un'ampia varietà di piatti che vanno oltre il solo sushi. Chi cerca i migliori ristoranti di sushi a Roma sa che la cucina giapponese è molto più del solo sushi.

Accanto ai locali specializzati in sushi tradizionale, stanno nascendo anche format fusion che uniscono la tecnica giapponese a ingredienti e sapori di altre cucine. Ma il sushi, si sa, fa tendenza.

In Italia il sushi è diventato così popolare da non essere più consumato solo nei ristoranti, ma sempre di più venduto anche nella GDO. Un’ulteriore indagine BVA Doxa, commissionata da Just Eat nel 2023, evidenzia come, grazie all’uso più frequente delle piattaforme di food delivery, per un intervistato su due il consumo di sushi sia nettamente aumentato rispetto al passato. A inizio 2024 arrivano dall’Osservatorio TheFork, in un’indagine condotta in collaborazione con Format Research, le stime che vedono la cucina asiatica - principalmente giapponese e cinese - sul podio delle nuove attività di ristorazione avviate tra ottobre 2022 e settembre 2023.

SUSHI FATTO IN CASA - Ricetta ORIGINALE GIAPPONESE di Sai Fukayama

Ristoranti di Sushi a Roma: Una Selezione di Eccellenza

Okasan

È stata Machiko Okazaki ad aver fondato sia questo bel locale che il ristorante Okasan e la pasticceria Hiromi Cake (entrambi giapponesi, entrambi nel quartiere Prati): tutte insegne che si distinguono per la cura, la professionalità e la buona qualità della proposta. Qui, tra eleganti arredi in legno massello, una proposta classica, dedicata alle specialità della regione del Kansai.

Sushi ben fatto e offerto in un menu articolato, ma anche portate di cucina tradizionale, come il doteiaki (manzo cotto a bassa temperatura) o il maguru katsu special (polpette di tonno fritte). Servizio cortese e preciso.

Leggi anche: Ristoranti giapponesi a Lecce

Sushisen

Riferimento sicuro per chi vuole provare una cucina nipponica di qualità in un ambiente dall’atmosfera intima e dallo stile contemporaneo. Uno dei primi indirizzi capitolini a proporre un menu dedicato al Giappone e che ancora oggi si distingue per la materia prima di qualità assoluta e sulla grande maestria nel trattarla al meglio, con rigore e semplicità.

Si spazia tra sushi, sashimi, tempura di verdure o pesce e molte altre delizie da accompagnare a tè, sakè o scegliendo da una ristretta lista di referenze enoiche italiane.

Kohaku

Apertura recente e già molto acclamata quella di Kohaku, nei pressi di via Veneto. Un locale dall’eleganza sussurrata, colori pastello e servizio felpato, con donne di sala dal sorriso accogliente. Protagonista la cucina giapponese nella nobile forma kaiseki, una sorta di tradizionale degustazione di più portate.

Da godere in sala, in un formidabile menu di piatti caldi e freddi, a base di pesce, carne e verdure, o, per i veri appassionati del sushi, da sperimentare al banco: ci si accomoda di fronte a chef Kazuaki Kawane per lasciarsi guidare in un percorso di tagli, consistenze e armonie.

Umami

Un locale di atmosfera, accogliente, in cui, come da tradizione nipponica, tutti gli elementi sono posti in elegante equilibrio tra loro nella realizzazione di una generale armonia dell’ambiente. Quindi, tanta cura per i dettagli, ma non solo per quanto riguarda gli arredi.

Leggi anche: Menu YUM Sushi Campi Bisenzio

La proposta culinaria dell’insegna di Yukari Ohashi e Onorio Vitti è infatti figlia di grande attenzione, riposta nella selezione delle materie prime come nella ideazione e nella composizione dei piatti.

Che spaziano tra perfetti sashimi, le ottime composizioni dei nigiri, l’ampia creatività dei roll, i piatti tradizionali di carne a base di pregiati tagli di Wagyu, oltre a un corollario di certezze che va dai gyoza al ramen. Si beve bene, scegliendo da una bella carta di vini che annovera anche bollicine francesi. Sake in chiusura.

Taki

Il bel locale in edizione romana (anche a Milano e a Porto Cervo) dello chef nippo-brasiliano Roberto Okabe offre bel design, atmosfera e musica lounge, ampi specchi, tavoli esterni, sedute comodissime e luci molto soffuse. Buona idea esplorare il menu con l’aiuto del personale di sala, giovane e gentile.

La selezione di tartare, sushi e nigiri è ricca e ben curata, fatta con materie prime di qualità e, classici a parte, propone anche invitanti carpacci, come l’Okabe Mix, summa dei “mari” in salsa di gazpacho. Ma è sul crudo-cotto che si esprime al meglio la cucina, come nella deliziosissima tagliatella di seppia scottata con germogli di soia, spinaci e funghi in salsa miso; così come nell’Ebiten alle 7 spezie, un uramaki (in otto pezzi) di gambero in tempura, mango e shichimi. Bella anche la proposta di special maki, dei primi e secondi piatti (con l’immancabile carne di Kobe) e la seconda selezione, “rinforzata”, di sushi e sashimi.

Finger’s

Non lontano dalla Città Universitaria della Sapienza, questa insegna è porto sicuro in città per chi cerca un sushi vero, fatto di purezza, materia prima e tecnica esperta. La proposta è classica: il sushi è elaborato nelle varianti tradizionali, come nigiri e sashimi.

Leggi anche: Wasabi: usi e benefici

Da non perdere il toro, la ventresca di tonno rosso, e l’unagi, l’anguilla laccata. Poi ci sono ottime tempure, carpacci e maki, insieme ai più corposi chirashi. La selezione dei vini è piccola ma molto interessante. L’ambiente minimal e ovattato come dev’essere.

Kunihiro

Un’insegna che si è evoluta nel tempo con una cura del dettaglio al millimetro quella di Kunihiro Giuliano Este. Si scendono poche scale per ritrovarsi al cospetto di un kaiten che non resta mai sguarnito e invita ad accomodarsi per vivere un’esperienza informale.

Oppure si sceglie il tavolo, nella sala arredata con eleganza minimale, schermata da un separé. Il menu è ricco e raffinato, con crudi, bocconi come takoyaki e gyoza, sushi di gran livello, che beneficia della freschezza della materia prima (evidente anche nel sashimi) e di un’attenta preparazione del riso. Per conoscere fino in fondo le potenzialità di questa cucina, però, bisogna concedersi l’omakase, il menu deciso sartorialmente per gli ospiti dallo chef Yamamoto Eiji.

Izakaya

La passione per la cucina nipponica di Micaela Gianbanco - che con Paolo Campesi ha avviato il progetto - ha dato vita, dove meno te lo aspetti, a un’izakaya (osteria giapponese) di autentica fattura, nell’ambiente e nelle specialità che arrivano in tavola. Lo spazio è ridotto, prenotare è obbligatorio, e l’attesa può protrarsi anche per diverse settimane.

Ma vale la pena provare: ottimi sono i fritti, dalla tempura di gamberi al tonkatsu, come pure i takoiyaki di polpo e la selezione di udon e ramen (ricchi di gusto). La qualità del pesce si nota soprattutto nei crudi - che convincono anche quando trattati con marinature tradizionali. Per dessert, doraiyaki e mochi. Valida selezione di sake e distillati nipponici.

I Migliori Sushi All You Can Eat a Milano: Una Classifica Aggiornata

Tra Milano e dintorni si contano circa 500 ristoranti sushi all you can eat e non; l’esperienza ci insegna che non sempre la qualità è garantita, per questo ci siamo prodigati a selezionarne alcuni. Ecco una classifica dei migliori sushi all you can eat a Milano, basata su criteri di valutazione rigorosi:

  • Il parere della community tramite sondaggi
  • L'atmosfera e la cura della location
  • La velocità e la qualità del servizio
  • La varietà offerta dal menù
  • La qualità dei prodotti e dei piatti
  • Il prezzo del menù all you can eat

Questa classifica è dinamica e si aggiorna col tempo in seguito a nuovi ristoranti recensiti e considerando i pareri di tutta la community:

Posizione Ristorante Valutazione Prezzo Pranzo (Feriale) Prezzo Pranzo (Festivo) Prezzo Cena
1 Ifu Oriental Milano 9 €17,80 €20,80 €33,80
2 Ishi Sushi 8,6 €18,00 €23,00 €31,90
3 Ginza Loreto 8,4 €18,00 €20,00 €28,00
4 Yoji Sesto 8,2 €14,90 €29,00 €29,00
5 Kaiseki 8,2 €18,00 €22,00 €33,00
6 Ayu Sushi 8 €18,00 €22,00 €35,00
7 Duo Rice 7,8 €16,90 €18,90 €33,90
8 MiSushi 7,8 €18,90 €18,90 €31,90
9 Toyama 7,6 €16,90 €18,90 €31,90
10 Umi 7,4 €15,90 €19,90 €28,90

Assolutamente da provare il carpaccio di branzino con cipolla rossa marinata e frutto della passione da Ginza Loreto.

Da Ifu Milano, la location è carina e arredata in modo originale, l’ambiente è accogliente e pulito; il servizio è stato piuttosto veloce ed i camerieri molto disponibili anche a modifiche sulle portate; il menù offre una grande scelta di uramaki (da 4 pezzi), nigiri, gunkan e ravioli; il pesce è di qualità e nei piatti prevale sul riso; il rapporto qualità prezzo è elevato (pranzo: 17,80€ feriali, 20,80€ festivi, cena sempre 33,80€).

Sushi Gambero Rosso

Sushi preparato con cura

Guida Sushi 2025 di Gambero Rosso

Nella guida Sushi 2025 di Gambero Rosso ci sono tante storie di amore per la cultura nipponica: 223 indirizzi, tra sushi bar, izakaya, fine dining, locali fusion, un’appendice dedicata ai migliori take away. Milano stravince, per insegne segnalate e premiate.

Del resto, è nel capoluogo lombardo che rintracciamo le origini della cucina giapponese di qualità in Italia, grazie al lavoro di decani, come i soci dell’AIRG (Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi), premiata anche dal Ministero degli Affari Esteri del Giappone per l’impegno nel promuovere l’autentica cultura nipponica nella Penisola.

Sushi

Sushi misto

Tra le pagine della guida Sushi 2025 troverete un simbolo, le Tre Bacchette: indicano le migliori proposte di sushi in Italia secondo gli ispettori del Gambero Rosso. Sono 32, a trainare la Lombardia (Milano), come dicevamo, con ben otto locali premiati. A seguire Lazio, Campania e Puglia, ognuna con quattro insegne ai vertici, poi Piemonte ed Emilia Romagna, con tre premiati. Infine un Tre Bacchette a testa per Toscana, Marche, Abruzzo, Umbria, Sicilia e Sardegna.

Torna un riconoscimento che avevamo fortemente voluto nella prima edizione, i Maestri del Sushi, elogio - conferito in collaborazione con Kikkoman - alla carriera dei cuochi che hanno fatto scuola e traghettato la cultura del sushi in Italia. Tra questi i decani giapponesi della ristorazione milanese, come Haruo Ichikawa (Ichikawa), Hirazawa Minoru (fondatore di Poporoya e Shiro Poporoya), Yoshinobu Kurio (Yoshinobu), Wicky Priyan (Wicky’s Innovative Japanese Cuisine), Ikeda Osamu (chef oggi da Shiro Poporoya), Masashi Suzuki (chef di Iyo Omakase).

Tra i nuovi premi speciali di questa edizione la Novità dell’Anno, in collaborazione con Mundi Riso: il premio va, ancora una volta a Milano, ma a un outsider della cucina giapponese, Andrea Arcieri, giovane ragazzo membro di una famiglia pugliese dedita alla ristorazione di mare, che ha sparigliato tutte le carte aprendo Azabu10. Il premio al Miglior Servizio di Sala va, invece, al sud, a Salerno. Cresce il fronte servizio e abbinamenti nei ristoranti: vino, sake, birre, cocktail, il sushi offre un territorio sfidante per le discipline del pairing.

tags: #Sushi

Post popolari: