Negli ultimi anni, il sushi ha conquistato un posto di rilievo nella dieta degli italiani. Considerato un piatto dietetico, nutriente e salutare, viene consumato anche più volte a settimana. Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli delle potenziali controindicazioni, specialmente in relazione agli esami del sangue e ad alcune condizioni di salute specifiche.

Sushi

Sushi e Colesterolo Alto

Il colesterolo alto è una condizione che può portare a gravi problemi di salute come malattie cardiache e ictus. Una delle principali strategie per gestire il colesterolo alto è attraverso una dieta equilibrata e salutare. Tuttavia, può essere difficile capire quali alimenti siano adatti per chi ha il colesterolo alto, soprattutto quando si tratta di cibi esotici come il sushi.

Il colesterolo è una sostanza grassa presente nel sangue, necessaria per molte funzioni corporee. Tuttavia, quando i livelli di colesterolo nel sangue sono troppo alti, possono formarsi depositi nelle arterie, aumentando il rischio di malattie cardiache e ictus. Esistono due tipi principali di colesterolo: il colesterolo LDL (low-density lipoprotein), noto come "colesterolo cattivo", e il colesterolo HDL (high-density lipoprotein), o "colesterolo buono".

Il sushi è un piatto tipico della cucina giapponese, composto principalmente da riso e pesce crudo. Dal punto di vista nutrizionale, il sushi può essere considerato un alimento equilibrato: il riso fornisce carboidrati, il pesce fornisce proteine e omega-3, e gli altri ingredienti come alghe e verdure forniscono vitamine e minerali.

Il pesce, ingrediente principale del sushi, è generalmente considerato un alimento salutare per il cuore, grazie al suo alto contenuto di acidi grassi omega-3. Tuttavia, alcuni tipi di pesce possono avere un alto contenuto di colesterolo. Inoltre, alcuni tipi di sushi possono includere ingredienti come maionese o salsa di soia, che possono aumentare il contenuto di grassi e sodio.

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Consigli per chi ha il colesterolo alto

Se hai il colesterolo alto e vuoi mangiare sushi, ci sono alcuni consigli che puoi seguire. Prima di tutto, scegli tipi di sushi con pesce a basso contenuto di colesterolo, come il tonno o il salmone. Evita il sushi con ingredienti ad alto contenuto di grassi, come la maionese o l’avocado. Inoltre, limita il consumo di salsa di soia, che è alta in sodio.

In conclusione, chi ha il colesterolo alto può mangiare sushi, purché faccia attenzione a quali tipi di sushi mangia e in che quantità. Il sushi può essere un alimento salutare per il cuore, ma è importante ricordare che la gestione del colesterolo richiede una dieta equilibrata e uno stile di vita sano.

Prepararsi agli Esami del Sangue

L’esame del sangue è una procedura, generalmente, semplice e veloce. Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsati da comportamenti errati.

Cosa fare prima delle analisi del sangue

  • Dieta abituale: «Nei giorni precedenti, è bene mantenere la dieta abituale ed evitare brusche variazioni dell’apporto calorico, sia in eccesso sia in difetto», raccomanda il dottor Francesco Milone. La stessa indicazione vale per il pasto che precede l’esame, in genere la cena.
  • Farmaci: Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete.
  • Fumo: È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente.
  • Attività fisica: L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti.
  • Malattie acute: Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea.
  • Idratazione: «Tutte le condizioni che comportano disidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito».

Effetti del fumo sul sangue

Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone. Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.

Influenza dell'attività fisica

«Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviatain Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nel cervello», spiega il dottor Milone.

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Sushi: Benefici e Rischi

Il pesce crudo contiene (rispetto al pesce cotto) una maggior quantità di omega-3, un acido grasso essenziale che può avere molti benefici sulla salute, per esempio, riducendo il rischio di diabete e malattie cardiache. La sicurezza del pesce crudo dipende da numerosi fattori, prima di tutto, dal modo in cui viene pescato, trasportato e conservato.

ESAMI DEL SANGUE FONDAMENTALI - Che molti medici NON prescrivono

Generalmente, la cottura ad alta temperatura, è in grado di uccidere gli agenti patogeni che possono provocare infezioni da microorganismi o parassitosi (il tipo più diffuso è la parassitosi intestinale da Anisakis, un’infezione che provoca forti dolori addominali, vomito e nausea) ma, nel caso in cui venga consumato crudo, è necessario che il pesce, sia trasportato e conservato secondo le linee guida vigenti e venga abbattuto per un tempo minimo di ventiquattro ore a una temperatura di almeno -20° prima di essere mangiato, per eliminare la maggior parte dei rischi.

A livello nutrizionale, come per ogni categoria alimentare, il problema consiste nella quantità. Il sushi spesso viene utilizzato come pasto “sgarro”; ad oggi sono presenti molti ristoranti che presentano la formula “all you can eat” ovvero mangi quanto vuoi ad un prezzo fisso.

Anisakis: Un Rischio da Non Sottovalutare

L’anisakidosi (o anisakiasi) è un disturbo causato dagli anisakis, nematodi (vermi) parassiti capaci di annidarsi nelle pareti dello stomaco. Le larve producono una sostanza che attrae nella zona colpita diversi agenti del sistema immunitario (globuli bianchi eosinofili) che tendono a formare un granuloma nei tessuti che circondano il parassita.

L’anisakis, durante lo stadio di sviluppo tipico dell’infestazione del pesce, è visibile ad occhio nudo e si presenta come un verme di lunghezza compresa tra 1-3 cm; il colore è variabile, di gradazione tra il bianco ed il rosato (nel pesce può prendere in parte il colore della carne). Il corpo, a sezione tonda, è piuttosto sottile e tende a presentarsi arrotolato su sé stesso in una spirale.

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Alcune persone, dopo o durante l’ingestione di pesce crudo o poco cotto, avvertono una sensazione di prurito in gola: si tratta del verme che si muove nella bocca o nella gola. Anche se ben cotte, le larve di Anisakis possono ancora rappresentare un pericolo per gli esseri umani.

Quando infettano il pesce le anisakidi rilasciano diverse sostanze biochimiche nei tessuti circostanti e a causa di queste si possono verificare manifestazioni allergiche acute, ad esempio orticaria e shock anafilattico, accompagnate o meno dai sintomi gastrointestinali.

Anisakis

Diagnosi e trattamento

Negli altri casi può essere necessario l’endoscopio, cioè un dispositivo a fibre ottiche che permette al medico di esaminare l’interno dello stomaco e la parte iniziale dell’intestino tenue (gastroscopia). In alternativa per diagnosticare il disturbo spesso ci si basa sulla storia del paziente, che riferisce di aver mangiato pesce o calamari crudi o non ben cotti.

Sushi e Condizioni Particolari

Gravidanza

Quando si parla di crudo in gravidanza, una delle domande più frequenti riguarda proprio il sushi, e la possibilità di mangiare o meno pesce crudo in generale. Vale sempre la raccomandazione però di preferire i cibi cotti, perché i parassiti e microrganismi che possono essere presenti nel cibo crudo sono sensibili alle cotture.

Tuttavia, i cibi crudi sono sensibili anche al congelamento e ad altri processi di conservazione, tanto che la legislazione europea (Regolamento CE n. 853 del 2004) obbliga chi somministra prodotti ittici (pesce) crudi a utilizzare prodotti congelati o sottoposti a congelamento preventivo a -20° per almeno 24 ore.

In gravidanza, la scelta del cibo dovrebbe sempre seguire la regola dell’alimentazione sana ed equilibrata. Tuttavia, anche i molluschi si possono mangiare in gravidanza a patto che siano ben cotti: infatti, se i molluschi sono crudi, aumenta il rischio di infezioni e tossinfezioni alimentari causate principalmente dalla salmonella.

Reflusso Gastroesofageo

Per chi soffre di malattia del reflusso gastroesofageo, un disturbo caratterizzato da acidità gastrica e risalita di acido dallo stomaco verso l’esofago, esistono ormai numerosi farmaci efficaci e sicuri in grado di tenere sotto controllo i sintomi.

Oltre ai farmaci, da assumere seguendo le indicazioni e i consigli del medico o del farmacista, è molto importante seguire una dieta anti-reflusso gastrico. Idealmente, si dovrebbe attendere almeno 3-4 ore prima di coricarsi dopo aver mangiato: quindi, meglio evitare di cenare troppo tardi.

Da evitare, invece, l'attività fisica intensa o gli sforzi dopo aver mangiato perché i movimenti rapidi e la pressione a livello addominale tendono ad allentare la tenuta del cardias e a favorire il reflusso gastrico. Inoltre, l'intensificazione del metabolismo muscolare e il richiamo di sangue a livello periferico distolgono l'organismo dal processo digestivo, rendendolo meno efficiente.

Alimenti da evitare e da preferire

  • Cottura e condimento: Per garantirne la massima digeribilità, devono però essere cotti al punto giusto e abbinati a un condimento leggero: meglio usare piccole quantità di olio extravergine d’oliva “a crudo”, evitando i grassi di origine animale, come burro, lardo o panna.
  • Spezie: Queste spezie promuovono la produzione dei succhi gastrici e, in alcune persone più che in altre, tendono ad allentare la tenuta del cardias. Attenzione anche a menta, anice e semi di finocchio.
  • Sale: Attenzione a non eccedere con il sale: oltre a favorire l’ipertensione, è uno dei principali stimolatori della secrezione acida gastrica.
  • Salumi e formaggi: Pochi salumi e soltanto magri, come bresaola, prosciutto crudo, cotto naturale. Pollice verso, invece, per gli erborinati (gorgonzola, roquefort, blue) e i fondenti (fontina, taleggio, brie, tomini), così come per la burrata, i formaggi freschi più cremosi e grassi e per il mascarpone.
  • Cucina etnica: Meglio girare al largo dalla cucina etnica, che sia cinese, indiana, magrebina o messicana: troppe spezie e glutammato un po’ ovunque.
  • Sushi: Via libera a sushi e sashimi, evitando però salsa di soia e wasabi.

Chemioterapia

La dieta, in questa fase, deve aiutare l’organismo ed in particolare l’intestino, a prepararsi a ricevere la chemioterapia. Obiettivo è impostare una dieta che possa contribuire a prevenire, contenere o combattere gli effetti collaterali, rappresentati principalmente da mucositi, nausea e vomito.

I disturbi più comuni che possono insorgere durante il ciclo di chemio o radioterapia sono il calo dell’appetito e l’alterazione del gusto, l’infiammazione delle mucose, la diarrea, la stipsi, la nausea e/o il vomito. Tali disagi, di intensità variabile da persona a persona, dal tipo di terapia oncologica e dal dosaggio, sono per lo più passeggeri e scompaiono solitamente dopo alcuni giorni dal trattamento.

Alimenti consigliati e sconsigliati durante la chemioterapia

Disturbo Alimenti Consigliati Alimenti Sconsigliati
Calo dell’appetito o alterazioni del gusto Tisane ai semi di finocchio, di anice stellato o tè (meglio se verde) Consumare acqua durante i pasti
Infiammazione delle mucose Cerali integrali e legumi (lenticchie rosse e legumi interi) sotto forma di crema, riso integrale, verdura verde, pesce (sgombro bollito, salmone o pesce azzurro), frutta fresca e/o secca (noci, noccioline), soia, semi di zucca e di lino, olio extravergine di oliva e olio di riso. Carni rosse e conservate, uova, fritti, snack salati, pomodori e succhi da essi derivati, grassi, formaggi grassi, dolciumi, cioccolato, pizza e farine raffinate, prodotti integrali cotti al forno, cibi speziati o duri, bevande zuccherate e frizzanti, bevande contenenti caffeina, agrumi, alcolici.
Diarrea Alimenti ricchi di sodio o potassio (banane, arance, succo di pesca e albicocca, patate bollite e purè), cibi poveri di fibre (riso integrale, pane tostato), yogurt bianco e pesce il cui grasso riduce l’infiammazione Carne e formaggi, bevande molto calde o molto fredde, zuccherate e frizzanti, birra, vino, bevande alcoliche e contenenti caffeina, agrumi, latte o alimenti che lo contengono (gelati, frappè, panna acida), alimenti molto speziati, fritti e dolci.
Stipsi Acqua, bevande a base di mela e agar agar, tè, succhi di frutta (meglio se alla prugna), dieta ricca di fibre, cibi integrali con pane integrale a lievitazione naturale o con i semi di lino, riso integrale o altri cereali (sempre integrali) accompagnati da verdure N/A
Nausea e vomito Cibi salati e asciutti (ad esempio gallette di riso integrale già salate) Fritti o cibi con forte odore, cereali cotti al forno e proteine animali

Seguire questi consigli può aiutare a garantire che gli esami del sangue forniscano risultati accurati e a mantenere una dieta equilibrata e salutare, adatta alle proprie esigenze specifiche.

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