Durante la gravidanza, l'assunzione di farmaci richiede particolare attenzione. L’ideale sarebbe non prendere nessun tipo di medicinale. Tuttavia, in caso di necessità, è fondamentale valutare attentamente i benefici e i rischi potenziali per la madre e il feto.
Si può prendere la Tachipirina in gravidanza?
Il paracetamolo, principio attivo della Tachipirina, è uno dei pochi medicinali che le donne in gravidanza possono assumere. Se necessario, Tachipirina può essere usata in gravidanza. È opportuno usare la dose più bassa possibile che riduce il dolore e/o la febbre e assumerla per il più breve tempo possibile.
In caso di dolore o febbre durante la gravidanza, il paracetamolo è uno dei pochi farmaci che possono essere assunti con relativa sicurezza, anche se, come tutti i medicinali, prima dell’uso è indispensabile rivolgersi al proprio medico. Medicinali da banco a base di altri principi attivi, come l’ibuprofene o il ketoprofene, nonché l’aspirina ad alte dosi, invece, sono in genere sconsigliati.
In generale, la tachipirina non va assunta in caso di allergie al principio attivo oppure in caso di problemi al fegato che ne compromettano la funzione, come una grave insufficienza epatica.
Rischi Potenziali del Paracetamolo in Gravidanza
Tuttavia, studi recenti sembrano suggerire che il suo impiego non sia del tutto privo di rischi per il nascituro. Le prove a questo proposito sono emerse solo negli ultimi anni e non sono ancora del tutto consolidate, ma rafforzano la raccomandazione di usare il paracetamolo con estrema cautela durante la gestazione.
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Secondo uno studio dell’università di Edimburgo, assumere paracetamolo per un periodo prolungato, nel corso della gravidanza, può causare disturbi riproduttivi nei bambini di sesso maschile. Concretamente, si è osservata una riduzione dei livelli di testosterone, che provocherebbe un maggior rischio di sterilità, cancro ai testicoli e testicoli ritenuti.
Un altro studio, condotto dal Norwegian Institute of Public Health, afferma che prendere paracetamolo durante la gravidanza contribuisce ad aumentare il rischio che il bambino possa avere un minor sviluppo neuronale. Per realizzare lo studio sono stati raccolti i dati di donne norvegesi che avevano avuto figli tra il 1999 e il 2008 ed è stato studiato il comportamento dei bambini all'età di tre anni. I ricercatori hanno osservato che i bambini esposti al paracetamolo per più di 28 giorni nel corso della gravidanza, mostravano un minore sviluppo psicomotorio e della comunicazione.
Una ricerca del 2022 ha evidenziato come i figli di madri che avevano usato il paracetamolo nel terzo trimestre, all’età di 3 anni avevano punteggi significativamente più elevati nelle scale che misurano i problemi del sonno e dell’attenzione. Le evidenze emerse da questa e altre ricerche hanno portato un gruppo di esperti a sollecitare una revisione delle raccomandazioni in uso negli Stati Uniti.
I tempi e la durata dell’assunzione sarebbero elementi critici. Dato che durante la gestazione sono pochi i farmaci antidolorifici e antipiretici sicuri e che febbre e dolore possono comunque avere effetti negativi sul feto, l’uso del paracetamolo in gravidanza non può essere vietato.
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Studi e Ricerche sul Paracetamolo in Gravidanza
Diversi studi hanno esaminato gli effetti dell'esposizione al paracetamolo durante la gravidanza sullo sviluppo dei bambini. Ecco alcuni risultati chiave:
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- Studio dell'Avon Longitudinal Study of Parents and Children: L’esposizione prenatale nel 1° o nel 2° trimestre si associava a un aumento del rischio di disturbi comportamentali e di deficit nell’attenzione/iperattività. In caso di esposizione nel 2° trimestre è stato riscontrato anche un aumento del rischio di sintomi emotivi e di difficoltà generali.
- Studio danese: I bambini le cui madri erano state esposte a paracetamolo presentavano un rischio aumentato di HKD (disturbi ipercinetici), di utilizzo di farmaci per ADHD e di comportamenti riconducibili a ADHD.
- Studio norvegese: L’esposizione prenatale a lungo termine al paracetamolo è stata associata a un aumentato rischio nel ritardo a camminare, nel ritardo dello sviluppo motorio, in alterazioni della comunicazione, in alterazioni del comportamento e in problemi di comportamento.
È interessante notare che l’ibuprofene non è stato associato a deficit nello sviluppo psicomotorio, suggerendo uno specifico effetto del paracetamolo.
Sebbene le ricerche descritte abbiano i limiti relativi alla natura osservazionale e retrospettiva degli studi, nell’insieme sembrano suggerire che effettivamente il paracetamolo possa avere effetti sullo sviluppo del bambino.
Raccomandazioni sull'Uso di Tachipirina in Gravidanza
La raccomandazione è di consultare il proprio medico in caso di dubbio e usare la minima dose efficace per il minor tempo possibile.
Anche se il paracetamolo è annoverato tra i farmaci utilizzabili in gravidanza, questi risultati suggeriscono un minimo di cautela e senza dubbio ulteriori verifiche. L’effetto sembra essere correlato alla durata dell’esposizione, pertanto se l’uso di paracetamolo non può essere evitato durante la gravidanza è opportuno limitare la terapia al minimo indispensabile.
Tachipirina Sciroppo: Composizione e Dosaggio
È fondamentale rispettare la posologia, che varia in funzione del peso corporeo. La posologia massima per via orale negli adulti è di 3000 mg di paracetamolo al giorno.
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Composizione di Tachipirina Sciroppo (120 mg/5 ml):
- Paracetamolo: 120 mg ogni 5 ml
- Eccipienti: Saccarosio, sodio citrato, saccarina sodica, metile paraidrossibenzoato, potassio sorbato, macrogol 6000, acido citrico monoidrato, aroma fragola, aroma mandarino, acqua depurata.
Schema posologico di Tachipirina sciroppo:
| Peso | Età (approssimata) | Dose singola | Dose giornaliera |
|---|---|---|---|
| 7-10 kg | 6-18 mesi | 5 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| 11-12 kg | 18-24 mesi | 5 ml | Fino a 6 volte (ogni 4 ore) |
| 13-20 kg | 2-7 anni | 7,5 - 10 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| 21-25 kg | 6-10 anni | 10 ml | Fino a 6 volte (ogni 4 ore) |
| 26-40 kg | 8-13 anni | 15 - 20 ml | Fino a 4 volte (ogni 6 ore) |
| 41-50 kg | 12-15 anni | 20 ml | Fino a 6 volte (ogni 4 ore) |
| > 50 kg | > 15 anni | 20 ml | Fino a 6 volte (ogni 4 ore) |
| Adulti | - | 20 ml | Fino a 6 volte (ogni 4 ore) |
Nei bambini è indispensabile rispettare la posologia definita in base al peso corporeo e non in base all’età, che è approssimativa ed indicata solo a titolo di informazione. Al di sotto dei tre mesi, in caso di ittero, è opportuno ridurre la dose singola per via orale.
Avvertenze e Precauzioni
Usare con cautela in caso di alcolismo cronico, eccessiva assunzione di alcool, anoressia, bulimia o cachessia, malnutrizione cronica, disidratazione, ipovolemia. Il paracetamolo deve essere somministrato con cautela a pazienti con insufficienza epatocellulare, epatite acuta, carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi, anemia emolitica.
Durante il trattamento con paracetamolo prima di assumere qualsiasi altro farmaco controllare che non contenga lo stesso principio attivo, poiché se il paracetamolo è assunto in dosi elevate si possono verificare gravi reazioni avverse. Invitare il paziente a contattare il medico prima di associare qualsiasi altro farmaco.
Lo sciroppo contiene saccarosio: usare con cautela in pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al fruttosio, da malassorbimento di glucosio-galattosio, o da insufficienza di sucrasi-isomaltasi; di cio' si tenga conto, inoltre, per l'uso in pazienti diabetici e in pazienti che seguono regimi dietetici ipocalorici.
Interazioni con Altri Farmaci
L'assorbimento per via orale del paracetamolo dipende dalla velocità dello svuotamento gastrico. La somministrazione concomitante di colestiramina riduce l'assorbimento del paracetamolo. L'assunzione contemporanea di paracetamolo e cloramfenicolo può indurre un aumento dell'emivita del cloramfenicolo, con il rischio di elevarne la tossicità. L’uso concomitante di paracetamolo (4 g al giorno per almeno 4 giorni) con anticoagulanti orali può indurre leggere variazioni nei valori di INR. Usare con estrema cautela e sotto stretto controllo durante il trattamento cronico con farmaci che possono determinare l’induzione delle monossigenasi epatiche o in caso di esposizione a sostanze che possono avere tale effetto (per esempio rifampicina, cimetidina, antiepilettici quali glutetimmide, fenobarbital, carbamazepina). Lo stesso vale nei casi di etilismo e nei pazienti trattati con zidovudina.
Effetti Indesiderati
Come tutti i medicinali, TACHIPIRINA può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Di seguito sono riportati gli effetti indesiderati del paracetamolo:
- Patologie del sistema emolinfopoietico: Trombocitopenia, leucopenia, anemia, agranulocitosi
- Disturbi del sistema immunitario: Reazioni di ipersensibilità (orticaria, edema della laringe, angioedema, shock anafilattico)
- Patologie del sistema nervoso: Vertigini
- Patologie gastrointestinali: Reazione gastrointestinale
- Patologie epatobiliari: Funzionalità epatica anormale, epatite
- Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: Eritema multiforme, Sindrome di Stevens Johnson, Necrolisi epidermica, eruzione cutanea
- Patologie renali ed urinarie: Insufficienza renale acuta, nefrite interstiziale, ematuria, anuria
Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati. Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se si nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informare il medico o il farmacista.
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