I taralli al vino bianco senza lievito sono una specialità culinaria che affonda le sue radici nel Sud Italia. Questa ricetta, semplice e gustosa, è ideale per chi cerca uno snack croccante e saporito, perfetto da gustare in ogni momento della giornata.

A differenza di altre varianti, questa ricetta non prevede l'utilizzo del lievito, garantendo comunque un risultato finale impeccabile. I taralli senza lievito sono talmente buoni che finiranno in un battibaleno, perfetti per accompagnare l’antipasto.

La ricetta dei taralli senza lievito è tipica del sud Italia, ma conosciuta e apprezzata in tantissime altre regioni. I taralli senza lievito sono a dir poco saporiti, croccanti, friabili da far venire l’acquolina in bocca a tutti.

Esistono molte varianti di taralli: quelli pugliesi, i taralli napoletani con pepe e mandorle o quelli lucani con l’uovo nell’impasto.

I taralli all’olio e vino senza bollitura sono friabili e gustosi snack tipici della tradizione meridionale semplici da realizzare.

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Si possono anche conservare in una scatola di latta per diversi giorni e gustarli ogni volta che vorrai.

TARALLI PUGLIESI RICETTA DELLA NONNA

Ingredienti e Preparazione

I taralli salati senza lievito sono una ricetta molto semplice con ingredienti facilmente reperibili; non prevede l’utilizzo del lievito. Sono una ricetta tipica del sud Italia molto diffusa in Calabria e Basilicata, sono simili ai taralli pugliesi ma senza vino. Il risultato finale ti stupirà per la sua croccantezza e bontà.

Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 200 ml di acqua o di vino bianco secco
  • 130 ml di olio extra vergine di oliva
  • 14 g di sale fino
  • 40 g di semi di finocchio
Taralli al vino bianco

Preparazione:

Vediamo insieme la ricetta sprint!

  1. Mettiamo in una terrina la farina, il sale e l’olio extra vergine di oliva, i semi e versiamo a filo l’acqua o il vino bianco secco.
  2. Impastiamo per bene e non appena otteniamo un impasto omogeneo e senza grumi, ci fermiamo e formiamo una palla, lasciamola in una ciotola leggermente infarinata.
  3. Lasciamo riposare per una mezz’ora.
  4. Riprendiamo l’impasto dopo il tempo trascorso e stendiamo su una piano da lavoro leggermente infarinato.
  5. Realizziamo un filone, tagliamo a pezzi, ricaviamo degli anelli e chiudiamoli.
  6. Riempiamo una pentola ampia con acqua e portiamo ad ebollizione e immergete i taralli per 10 minuti.
  7. Scoliamoli man mano e adagiamoli su una leccarda da forno ricoperta di carta forno e lasciamo cuocere in forno caldo a 180° per 35 minuti o fino a quando non saranno dorati.
  8. Sforniamo e serviamo i taralli.

In alternativa:

  1. Versa, su un piano liscio e pulito, la farina e aggiungi, uno alla volta, tutti gli ingredienti
  2. Mescola e lavora con le mani finché non risulti un panetto sodo e omogeneo
  3. Prendi delle piccole porzioni di impasto e ricava dei cordoncini
  4. Da ogni cordone taglia un pezzettino di impasto e forma un tarallo. Continua così utilizzando tutto l’impasto.
  5. Disponi i taralli su una leccarda foderata da carta da forno. Preriscalda il forno a 200° C e inforna per 15-18 minuti circa abbassando a 180° C (modalità ventilata).

Consigli e Varianti

  • Sostituzioni: Puoi sostituire la farina 00 con farina 0 o mix di varie farine, ma fai attenzione alla quantità di acqua da aggiungere, non sarà la stessa segnata in ricetta. Puoi sostituire i semi di finocchio con altre spezie come l’anice, il cumino etc. Non si può sostituire l’olio d’oliva.
  • Consigli: Il consiglio principale è quello di formare dei bigoli di uguale spessore, questo per avere una cottura uniforme, in quanto le parti più spesse cuoceranno meno di quelle più sottili.

I taralli sono buoni da gustare come stuzzichino pomeridiano piuttosto che come finger food, sarebbe una bella idea servirli insieme a taglieri di salumi e formaggi se si organizza una cena a buffet o per una festa di compleanno.

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Taralli al vino bianco serviti con salumi e formaggi

Taralli Dolci

Questi biscotti mi legano molto alla mia infanzia, erano i biscotti che faceva la mia nonna materna e quelli di cui più andavo matta. Ricordo che li facevamo insieme la domenica pomeriggio e con noi c’era anche l’altra mia nonna e mia mamma. Mi divertivo come non mai, mi incantavo a vedere la nonna che arrotolava i filoncini con tanta naturalezza, per poi formarli. Tuffarli nello zucchero poi quanto mi piaceva, avere tutte le dita zuccherose e dolci.

Non ho tantissimi ricordi dell’infanzia ma alcuni sono ben saldi nella mia memoria, come questo e come altri che mi legano ai miei nonni.

Conservateli in scatola di latta ben chiusa o in un contenitore emetico.

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