Il tarassaco (Taraxacum officinale), conosciuto anche come dente di leone, soffione, pisciacane e cicoria selvatica, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracee. Si conoscono numerose sottospecie e varietà, ma la più rinomata è proprio il Taraxacum officinale. Originaria dell’Europa e ampiamente distribuita nelle zone temperate dell’emisfero settentrionale, questa pianta è abitualmente consumata come alimento e le sue foglie, radici e fiori trovano impiego anche in fitoterapia.
Origini e Denominazioni
Alcuni autori fanno risalire le origini del nome "tarassaco" ai termini greci "taraxis" (disordine, squilibrio) e "akas" (rimedio). Significative sono anche le denominazioni tradizionali attribuitegli nei vari Paesi del Mondo, tra le quali ricordiamo l'italiano "piscialetto" e il francese "pissenlit".
Caratteristiche Botaniche
Il tarassaco è una pianta erbacea perenne, tra le prime Asteraceae a fiorire in primavera. Possiede una robusta radice fittonante e fusti glabri e lattiginosi che raggiungono un’altezza di 30-40 cm. Al termine dei fusti si trovano i fiori, di colore giallo-dorato intenso, ligulati, che si inseriscono in un talamo evidente e sono riuniti in capolini, i quali a loro volta racchiudono centinaia di fiorellini chiamati flosculi: i capolini si chiudono al tramonto e si riaprono al sorgere del sole. Il tarassaco si riconosce facilmente per i suoi capolini floreali di colore giallo intenso, che si chiudono al calar del sole e si riaprono al ritorno della luce (il tarassaco è conosciuto anche come girasole dei prati).
Come abbiamo detto il tarassaco cresce spontaneo in tutto l’emisfero settentrionale, dunque anche in Italia e nella zona Mediterranea, grazie al clima temperato. La pianta del tarassaco cresce spontanea in molte zone d’Italia e del mondo: è molto simile alla cicoria ma può essere riconosciuto per la forma delle foglie, oblunghe e dentellate, per i fiori di colore giallo intenso.
Storia e Usi Tradizionali
Le prime notizie dell’utilizzo del tarassaco ci giungono dai testi di medicina araba del X e XI secolo, che riportavano testimonianze circa le proprietà digestive, toniche, depurative del sangue e del fegato e diuretiche della pianta. Già i nativi americani sfruttavano le sue qualità per curare malattie del fegato o facilitare i processi digestivi e, ancor prima, gli arabi al pari dei cinesi lo usavano per elaborare particolari medicamenti.
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Oltre ad essere uno dei rimedi più noti della tradizione popolare, il tarassaco è utilizzato anche come alimento, data la sua abbondanza nei campi e nei prati dove cresce spontaneo. In medicina tradizionale il tarassaco è considerato un “messaggero del rinnovamento”, probabilmente per il suo colore giallo e la fioritura primaverile.
Composizione e Principi Attivi
Il tarassaco contiene un’ampia gamma di molecole e metaboliti secondari, acidi fenolici (acido cicorico, acido clorogenico), flavonoidi (derivati della luteolina, quercetina), cumarine, terpeni (triterpeni, fitosteroli e lattoni sesquiterpenici), ed è anche un’importante fonte di vitamine (A, C, E e K) e minerali (calcio, magnesio, rame, silicio, zinco, manganese), le cui attività biologiche interessano vari aspetti della salute umana. I principi attivi del tarassaco si concentrano in particolare nelle radici e nelle foglie, ma anche nei fiori gialli. Le foglie del tarassaco contengono beta-carotene, vitamina C e ferro e calcio in quantità notevole. Il tarassaco presenta varie proprietà farmacologiche, grazie soprattutto alle sostanze amare che caratterizzano anche il suo gusto: tarassicina e inulina.
Proprietà e Benefici del Tarassaco
Al tarassaco vengono associate diverse proprietà e benefici, che fanno di questa pianta uno dei fitorimedi più apprezzati al mondo. Il tarassaco viene utilizzato per favorire la digestione, regolare il flusso biliare e per stimolare la diuresi, per le sue proprietà coleretiche e colagoghe, diuretiche e blandamente antinfiammatorie. Come abbiamo visto il tarassaco possiede numerose proprietà benefiche, in particolare per fegato, vescica biliare, intestino e pancreas.
- Drenante epato-biliare: in quanto sollecita a livello epatico le vie enzimatiche responsabili della coniugazione dei metaboliti e della loro eliminazione. Il tarassaco contiene inoltre taraxasterolo, che favorisce la produzione della bile e la rende più fluida, attuando un’azione coleretica che impedisce la formazione di depositi e favorisce il flusso della bile dal fegato all’intestino.
- Digestivo: grazie ai principi amari che favoriscono l’appetito e la secrezione gastrica. Aiuta a coordinare il processo digestivo e favorisce la dimissione della bile e dei succhi pancreatici, in quanto stimola l’attività del pancreas.
- Oltre alle sue proprietà diuretiche il tarassaco è in grado di favorire l’aumento di bile e il suo passaggio dal fegato all’intestino, ma non solo, ha anche proprietà antinfiammatorie, purificanti, e disintossicanti nei confronti del fegato.
In particolare il tarassaco ha capacità cardioprotettive e può svolgere un ruolo importante nella profilassi e nel trattamento delle malattie cardiovascolari.
Indicazioni Terapeutiche
- Disfunzioni epatobiliari ed epatopancreatiche: come dispepsia, disappetenza, alitosi, digestione lenta, stasi biliare, gonfiori addominali, pancreatiti, colelitiasi, ipercolesterolemia, disbiosi intestinale e stipsi.
TARASSACO, 3 motivi che lo rendono utilissimo
Utilizzo in Cucina
Sono in molti a chiedersi come consumare il tarassaco. In cucina se ne utilizzano principalmente i fiori e le foglie, che possono essere mangiate crude se tenere, o cotte, a vapore o leggermente bollite in acqua salata e poi ripassate in padella. Le foglie giovani di tarassaco possono essere consumate crude o cotte, impiegate per delle insalate primaverili depurative, in frittate o pesti per condire la pasta, magari speziati con del timo o della santoreggia. In Liguria viene utilizzato per il ripieno dei pansoti, una pasta tipica, assieme ad altre verdure.
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Del tarassaco sono commestibili anche i fiori, buoni sia da mangiare in insalata che per preparare ottime tisane digestive e depurative. Le foglie più grandi possono essere mangiate cotte, mentre quelle interne e più piccole servono ad arricchire le insalate. Il fiore, invece, può servire per preparare marmellate e tisane.
Un tempo era considerato il piatto dei poveri e, per questo, era solitamente servito nelle tavole delle famiglie più modeste anche in occasioni importanti come, ad esempio, una promessa di matrimonio.
Ricetta: Tarassaco con Zucchine
Scottare il tarassaco in poca acqua bollente leggermente salata per 3-4 minuti, in modo che si ammorbidisca rimanendo croccante e di colore verde brillante. Nel frattempo in una padella antiaderente fare appassire leggermente il cipollotto con l’olio. Aggiungere le zucchine e cuocerle per 5 minuti girandole spesso. Unire il tarassaco lessato, mescolare bene e cuocere per altri 5 minuti. Distribuire le verdure in una pirofila da 24 cm foderata con carta da forno anche lungo i bordi e livellare, quindi versare il composto a base di uova cercando di amalgamarlo alle verdure. Sale e pepe q. Sale e peperoncino q.
Dal punto di vista nutrizionale costituisce un piatto completo: contiene quantità adeguate di tutti i macronutrienti ed è un’eccellente fonte di fibre alimentari e di moltissimi micronutrienti essenziali.
Raccolta e Conservazione
Le foglie di tarassaco vanno raccolte in primavera, quando sono nel loro periodo balsamico e presentano la maggiore concentrazione dei principi attivi. È importante raccoglierle in luoghi poco inquinati, e raccogliere quanto basta per il proprio consumo personale, in modo da non intaccare la specie. Una volta raccolte devono essere lavate ed asciugate, e successivamente possono essere consumate oppure essiccate o macerate.
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Se decidete di dedicarvi alla raccolta del tarassaco si consiglia vivamente di farlo lontano da strade molto frequentate e centri abitati, questo per evitare la possibilità, per altro neanche molto remote, di mangiare verdura inquinata. Molto spesso i prati nelle campagne dei centri abitati vengono concimati con sostanze altamente dannose all’organismo umano.
Come Preparare Infusi e Decotti
Oltre ad essere utilizzate nella preparazione dell’infuso, le radici di tarassaco tostate e macinate vengono utilizzate per realizzare una bevanda surrogato del caffè. Per preparare l'infuso si utilizza un cucchiaio di radici di tarassaco essiccate per una tazza d’acqua. Per preparare la tintura madre bisogna mettere in un barattolino di vetro circa 100-150 g di radice di tarassaco e successivamente coprirli con della vodka. Trascorsi i due mesi si può filtrare il tutto e trasferire il liquido in una bottiglietta scura con contagocce. Si consiglia di utilizzarlo per produrre un decotto, al fine massimizzarne gli effetti diuretici.
Metodo di preparazione: Prendere 15 grammi di radici essiccate e farle bollire per circa cinque minuti in 200 ml.
Controindicazioni
Dato il suo effetto stimolante a livello gastrico, il tarassaco va evitato in caso di gastrite, ulcera peptica, coliche biliari e calcoli alla cistifellea o allergia alle piante della famiglia “Asteraceae”. Il tarassaco non andrebbe somministrato in concomitanza con terapie che possono determinare iperkaliemia tra cui beta-bloccanti, FANS e ACE-inibitori e nei pazienti che assumono terapie con litio. Inoltre, l’uso del tarassaco è sconsigliato nei bambini con età inferiore ai 12 anni, durante la gravidanza o in allattamento, il tarassaco è da assumere con cautela ed esclusivamente sotto consiglio medico, anche in caso si assumano farmaci antidolorifici, regolatori della glicemia e diuretici.
Il tarassaco non ha particolari controindicazioni, a patto che non si presenti una particolare sensibilità o intolleranza alla famiglia delle Ateraceae e che se ne consumino le quantità raccomandate. Quando invece non deve essere assunto il tarassaco?
Considerata l'elevata presenza di potassio nelle radici e nelle foglie di tarassaco, la concomitante assunzione di supplementi dietetici del minerale può causare un apporto dietetico eccessivo di potassio.
Dosaggio
La dose giornaliera consigliata di tarassaco secco è di 3-10 grammi di droga (costituita da radici e parti aeree), da assumersi tre volte al giorno. Non esiste una raccomandazione in merito alla porzione di tarassaco come alimento. Il consumo del tarassaco fresco è legato principalmente alla raccolta delle piante selvatiche o coltivate. Può essere reperito in quasi tutto il periodo dell'anno, ma la stagione nella quale abbonda di più è la primavera.