Capita a tutti di trovare alimenti scaduti in frigo o in dispensa. Ma cosa succede se troviamo dei biscotti scaduti da 4 mesi? Sono ancora commestibili o rischiamo la nostra salute? Questo articolo esplora i rischi associati al consumo di biscotti scaduti e fornisce indicazioni utili per interpretare correttamente le date di scadenza degli alimenti, riducendo così lo spreco alimentare e garantendo la nostra sicurezza.
Era il 19 maggio del 2014 quando il portavoce del ministro dell'Agricoltura tedesco dichiarò che «l'Unione Europea sta valutando l'abolizione della data di durata minima per la pasta, il riso, il sale e altri alimenti di lunga durata», tra cui il caffè, in nome della lotta allo spreco di cibo. Una proposta a dir poco incomprensibile in Italia - con una teutonica attenzione a dir poco “sospetta” su cibi tipicamente italiani come la pasta e il riso - spalleggiata da molti Paesi del Nord Europa come Germania, Olanda, Lussemburgo, Svezia, Danimarca e Austria.
Se l'abolizione della data di scadenza appare un provvedimento a dir poco demenziale, è però anche vero che un cibo scaduto non è sempre da buttare. Almeno in alcuni casi. Oggi, peraltro, sempre per evitare lo spreco alimentare, la Ue sta valutando di inserire una nuova dicitura: «Spesso buono oltre».
Cosa Dice la Legge Italiana Sulla Scadenza dei Cibi?
Prima, però, occorre fare chiarezza su cosa dice la legge italiana in materia di scadenza dei cibi. La data di scadenza riportata sulle confezioni indica il giorno (o il mese) fino al quale il prodotto è idoneo a essere consumato rispettando le regole di conservazione suggerite dal produttore. Oltre questo termine, nei cibi si potrebbero sviluppare batteri nocivi per la nostra salute.
Carni, formaggi freschi, latte, pasta fresca e altri prodotti rapidamente deperibili devono riportare la dicitura «Da consumarsi entro»: qui non sono ammesse deroghe, se non limitatissime. Meglio quindi attenersi rigorosamente alla data di scadenza, con le pochissime eccezioni che vedremo tra poco.
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Mentre in quelli non soggetti a rapida deperibilità deve comparire la scritta «Da consumarsi preferibilmente entro». Per i prodotti che si conservano fino a 3 mesi è obbligatoria l'indicazione del giorno, fra 3 e 18 mesi è sufficiente il mese, oltre i 18 mesi è invece sufficiente specificare l'anno di scadenza.
È capitato a tutti di trovare nel frigo alimenti che hanno superato la data di scadenza: magari ti sei dimenticato di averli acquistati o ne hai presi in eccesso e non hai fatto in tempo a consumarli. Ci sono alcuni alimenti, infatti, che se conservati correttamente possono essere consumati anche se scaduti senza avere nessun problema o effetto collaterale come la temuta intossicazione alimentare. In questa guida ti illustriamo quali sono e ti spieghiamo anche come dovresti leggere la data di scadenza.
Freschi e Immortali
L'indicazione della data di scadenza non è obbligatoria per frutta e verdura fresca (e integra, non sbucciata), vino, aceto, sale, zucchero allo stato solido, pane, focacce, prodotti di pasticceria fresca, bevande alcoliche con percentuale di alcol non superiore al 10% e gomme da masticare.
Leggere bene le etichette e le date di scadenza Quando si parla di alimenti che scadono è necessario fare una precisazione: non tutte le date di scadenza si riferiscono al momento esatto in cui l’alimento non è più commestibile. Il Regolamento Europeo, infatti, dal 2011 richiede che sui prodotti alimentari sia scritto il “termine minimo di conservazione" (TMC).
Questo è il primo punto su cui fare chiarezza: il TMC indica il tempo entro il quale gli alimenti, se correttamente conservati, mantengono intatte le proprie caratteristiche nutritive ed organolettiche. "data di scadenza" o "consumare entro", che indica precisamente la data oltre cui l’alimento potrebbe risultare nocivo per la salute e si trova di solito sui prodotti freschi conservabili meno di tre mesi (latticini e derivati, uova, carne e pesce); “consumare preferibilmente entro", che riguarda i prodotti alimentari non soggetti a rapida deperibilità. In questo caso l’alimento potrebbe essere consumato anche dopo la data che troviamo sull'etichetta senza correre rischi per la salute.
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Ricorda che l’alimento, per essere consumato oltre la data di scadenza, deve essere ancora sigillato, o comunque conservato in maniera ottimale e a corrette temperature. Se il prodotto è già stato aperto non dovrai più consultare la data di scadenza ma dovrai considerare le sue condizioni.
Ma cosa si intende per termine minimo di conservazione? Si intende che un determinato alimento, purché conservato correttamente, può perdere alcune proprietà ma può essere mangiato in tutta sicurezza. Ne sono un esempio i biscotti che al massimo perdono la friabilità ma sono comunque commestibili. Riepilogando: la scadenza degli alimenti cambia in base alla loro tipologia.
Mangiare cibo scaduto fa male? Non sempre. La data di scadenza dei prodotti alimentari è importante ma, come abbiamo visto, mangiare cibo scaduto è possibile quando si tratta di cibi scaduti che si possono mangiare "preferibilmente entro". Sempre a patto che siano stati conservati in maniera ottimale.
In generale, sono gli alimenti secchi e privi di acqua. Biscotti e crakers fanno parte dei cibi scaduti che si possono mangiare dopo la scadenza. Possono perdere in friabilità e freschezza ma non rappresentano alcun pericolo per la salute.
I cereali si possono consumare fino a un anno dopo la data di scadenza. Ma vanno conservati in maniera corretta e in un luogo fresco e asciutto per evitare che si deteriorino. Tra i cibi scaduti che si possono mangiare dopo la scadenza ci sono le fette biscottate. Come i biscotti, le fette biscottare possono essere consumate sino a due mesi dopo la data indicata.
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Pasta e riso, che solitamente scadono dopo un paio d'anni, il consumo si può prolungare di un paio di mesi. E lo stesso vale per i biscotti, i cracker e i sughi. L'olio extravergine d'oliva può addirittura essere consumato fino ad 8 mesi oltre la data di scadenza.
La pasta secca dura tantissimo: fino a 2/3 anni. Questo perché è quasi priva di umidità e, perciò, non sviluppa microbi indesiderati. Il riso è uno dei cibi scaduti che si possono mangiare dopo la data impressa sull'etichetta. Come la pasta può durare anche un paio d’anni. Prima di cucinarlo, controllate comunque sempre che non ci siano insetti o altri organismi indesiderati.
La scadenza dei prodotti alimentari non influisce sugli inscatolati, come ad esempio il pomodoro, i fagioli, i piselli o i ceci. Anche questi sono cibi scaduti che si possono mangiare oltre la data indicata e sino a un anno dopo.
In definitiva, è sì necessario fare molta attenzione alla scadenza degli alimenti ma diversi cibi scaduti si possono mangiare. Tuttavia, al di là delle regole da osservare su conservazione e scadenza, bisogna sempre affidarsi anche il buon senso.
La scadenza degli alimenti non sempre è importante perché ci sono alimenti che non scadono mai:
- il caffè: purché conservato nella confezione originale, pena la perdita dell’aroma.
- il cioccolato fondente: non deperisce se ben conservato.
- il miele: contiene poca acqua e tanti zuccheri, caratteristiche che inibiscono lo sviluppo di batteri.
La data di scadenza degli alimenti va assolutamente rispettata quando riguarda gli alimenti freschi, senza conservanti e quindi soggetti a deterioramento e a contaminazioni. In questo caso, mangiare cibo scaduto può esporre a seri guai per l’organismo:
- i formaggi freschi: prima della scadenza, riciclateli.
- il latte fresco: si può consumare solo fino a sei giorni dopo la data del trattamento termico.
- il pesce: quello azzurro va consumato nel giro di due giorni dopo che è stato pescato.
- lo yogurt: può essere mangiato sino a una settimana dopo la data di scadenza con, però, una riduzione delle sue proprietà nutritive.
Saper organizzare il frigo per evitare gli sprechi è una delle regole più importanti da rispettare perché, come si è visto, la corretta conservazione è davvero fondamentale. Quando la data di scadenza degli alimenti si avvicina, si può però ricorrere a una delle tante ricette antispreco disponibili. Ad esempio, se la data di scadenza incombe su affettati e formaggi si può preparare una gustosa torta salata.
Oppure, si possono trasferire gli alimenti negli appositi sacchetti e congelarli per essere consumati al momento opportuno. E ancora, se il cibo non è proprio più commestibile utilizzatelo nella compostiera per ottenere un ottimo fertilizzante fai da te. Basta un po’ d’attenzione e di buona volontà per salvare il cibo dalla spazzatura.
Attenzione, però. Queste regole valgono solo se i prodotti sono stati conservati correttamente, come prescritto dal produttore. Il consiglio, poi, è quello di fidarsi dell'impressione che si ha a prima vista: muffe, parti marce e cattivi odori sono quasi sempre un indicatore chiaro, il prodotto non è commestibile. La vendita di prodotti scaduti, poi, risulta in ogni caso vietata dalla legge.
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Prodotti Specifici e Scadenze: Cosa Bisogna Sapere?
Vediamo ora alcuni prodotti specifici e come comportarsi con le loro date di scadenza:
Latte Fresco
Un problema riguarda il latte fresco scaduto: lo buttiamo o non lo buttiamo? Per il latte fresco pastorizzato la data di scadenza è fissata, per legge, al sesto giorno dal trattamento termico, mentre si sale a 10 giorni per il latte microfiltrato pastorizzato. Oltre queste date il consumo non è consigliabile.
Il latte che sta per scadere (giunto all'ultimo giorno) può però essere ancora utilizzabile per alcune preparazioni, come consiglia la stessa Assolatte: latte fritto, omelette, dolci (previa bollitura del latte) e frullati.
Formaggi e Yogurt
Per quanto riguarda i formaggi, quelli freschi vanno consumati entro la data di scadenza indicata, mentre quelli stagionati e a pasta dura possono essere tranquillamente consumati ancora per diversi giorni rimuovendo le eventuali muffe. Gli yogurt si possono consumare per 6-7 giorni dalla data di scadenza, anche se le proprietà nutritive risulteranno via via ridotte.
Surgelati
Per i surgelati, il consumo in genere non crea problemi nei due mesi successivi alla data di scadenza. Con alcune eccezioni: i gamberetti surgelati, ad esempio, se scaduti non vanno assolutamente consumati crudi per il rischio di listeriosi. Anche per i cibi in scatola (incluso il pesce) la scadenza si può tranquillamente prolungare per altri due mesi.
Uova
Attenzione invece alle uova: se consumate crude o alla coque, si può valutare il consumo entro 3 giorni oltre la scadenza; se fritte però si può arrivare a una settimana, fermo restando la validità di trucchi come la “prova dell'acqua” (l'uovo fresco, immerso in un bicchiere d'acqua, rimane a fondo e non galleggia).
| Alimento | Scadenza | Note |
|---|---|---|
| Latte Fresco Pastorizzato | 6 giorni dal trattamento termico | Usare per preparazioni se all'ultimo giorno |
| Formaggi Freschi | Entro la data di scadenza | Rispettare la data |
| Formaggi Stagionati | Consumabili anche dopo | Rimuovere le muffe |
| Yogurt | 6-7 giorni dopo la scadenza | Proprietà nutritive ridotte |
| Surgelati | Fino a 2 mesi dopo la scadenza | Evitare gamberetti crudi scaduti |
| Uova Crude | Entro 3 giorni dalla scadenza | Usare la prova dell'acqua |
| Pasta e Riso | Qualche mese dopo la scadenza | Se ben conservati |
| Biscotti e Cracker | Anche dopo la scadenza | Possono perdere friabilità |
In definitiva, la gestione degli alimenti scaduti richiede attenzione e buon senso. Valutare attentamente il tipo di alimento, le condizioni di conservazione e le proprie impressioni sensoriali può aiutare a ridurre lo spreco alimentare senza compromettere la salute.
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