La domanda "Chi ha rubato la marmellata?" evoca ricordi d'infanzia e storie familiari. Ma cosa si nasconde dietro questo semplice quesito? Scopriamo insieme il significato e la storia di un prodotto che ha subito trasformazioni a causa delle normative europee.
La marmellata tra fiabe e realtà
Fabio Scaramucci, con i suoi spettacoli di "conta/canta/storie", ci trasporta in un mondo di fiabe dolci, popolate da bambini golosi e avventure fantastiche. In queste narrazioni, la marmellata e altri cibi prelibati diventano elementi centrali, capaci di evocare un immaginario collettivo ricco di significati profondi.
Le fiabe, infatti, non sono solo racconti per bambini, ma anche portatrici di lezioni morali e raccomandazioni sagge, che trasmettono valori fondamentali e una concezione del mondo. Spesso dimentichiamo che il modo migliore per apprezzare il senso di qualcosa è ripeterlo, raccontarlo.
Anche il libro di Corraini parla di contemporaneità, in questo caso della fruizione delle notizie e di fake news. Chi ha rubato la marmellata? vede ai testi Andrea Coccia, giornalista di Slow News e ai disegni, o meglio agli scarabocchi, Maicol&Mirco. La prefazione di Irene Caselli ci porta al centro del problema: i bambini non sono il futuro, ma il presente e il presente è complesso da raccontare.
Gli autori mettono in guardia verso le informazioni che sono come caramelle - meglio non accettarle dagli sconosciuti - e spiegano come le fonti siano simili agli amici; è importante, infatti, tenersi i vecchi ma anche farsene di nuovi. E soprattutto saperle riconoscere è fondamentale per tentare di avvicinarsi alla verità, operazione davvero complessa.
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La direttiva europea e la "scomparsa" della marmellata
La Comunità Europea ha quasi cancellato la parola marmellata dagli scaffali dei supermercati. Ora sui vasetti va scritto confettura e fra dieci vasetti contenenti confettura di frutti vari se ne troverà uno con il nome di marmellata con agrumi perché solo essa può chiamarsi marmellata. Persino la marmellata di castagne è sparita perché ora è stata ribattezzata crema di marroni!
La direttiva CE 113/2001 stabilisce che per "marmellata" si intende solo il prodotto a base di agrumi, mentre gli altri prodotti rientrano nella categoria delle "confetture", ad eccezione della "crema di marroni".
Ciò significa chiaramente che per accontentare un singolo Stato che usava una denominazione anomala e che non era neanche ben integrato nella Comunità Europea, si è violato il linguaggio comune e tradizionale di almeno 12 Stati. Viene da chiedersi che cosa abbia ottenuto in cambio l'Italia: forse la tutela della crema di marroni!
Ma le stranezze della direttiva non finiscono qui; essa inizia dicendo che marmellate e confetture si possono fare solo con la frutta ed elenca fra essa zenzero, sorbo dell'uccellatore (NB: il traduttore italiano ha preso una cantonata e ha tradotto con sorbe che sono i frutti del Sorbus domestica), olivello spinoso, bacche di rosa canina; subito dopo però ci ripensa e dice che solo nelle confettura non extra, non si possono usare queste specie di frutta: mele, pere, prugne a nocciolo aderente, meloni, angurie, uva, zucche, cetrioli e pomodori.
Un'ultima chicca: la direttiva stabilisce che si possono usare "erbe aromatiche" e poi aggiunge, a parte, le foglie di Pelargonium odoratissimum, ma, si badi bene, solo in prodotti a base di cotogne!" Ma è una direttiva un ricettario? Perche mai non si può mettere un'erba aromatica dove pare e piace?
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Storia e diffusione della parola "marmellata"
Eppure la marmellata è un prodotto antichissimo in Oriente ed Occidente perché l'uomo è sempre stato attratto da calorifici cibi dolci ed ha presto imparato s cucinare frutti nel miele (Apicio) e, in mancanza di miele, ad addensare succhi di frutta.
Da secoli la parola marmellata ha un suo preciso significato, noto a chiunque la mette su di una fetta di pane! Cioè un prodotto fatto con frutti cotti nello sciroppo di zucchero e più o meno finemente passati. In epoca più recente nei libri di cucina si è iniziato a distinguere fra marmellata e confettura, ma noti autori di libri di cucina sono concordi nel dire che è una distinzione che lascia il tempo che trova; al massimo, se proprio si vuol essere pignoli, si può chiamare marmellata quella conserva (come la chiamava l'Artusi) in cui il frutto è passato al setaccio e chiamare confettura quella conserva in cui rimangono frutti interi o a pezzetti.
La cotognata è già citata in un documento del 1340 e la marmellata si ritrova citata nel libro del 1584, "Dello Scalco" scritto da Giovan Battista Rossetti, al servizio della duchessa Lucrezia d'Este. In Francia il termine è documentato nel 1573, in Inghilterra nel 1480, in Germania nel 1597.
Non è ben chiaro per quale motivo gli altri paesi abbiano adottato per indicare la marmellata una parola portoghese che indicava la cotognata (il nome greco del frutto era melimelon e cioè "miele-mela"), già ben nota come tale. Qualcuno attribuisce l'esportazione del termine al letterato e viaggiatore fiorentino Filippo Sassetti, ma quando egli si recò a Lisbona nel 1579 il termine era già noto al di fuori del Portogallo.
La parola marmellata si ritrova, con il suo significato generale, in Spagna, Francia, Danimarca, Germania, Norvegia, Polonia, Svezia, Ucraina, Croazia, Finlandia, Bielorussia, Grecia. Unico paese che "sballa" è l'Inghilterra. Lì la parola marmellata indica quasi esclusivamente la marmellata di arance e la ricetta classica prevede l'uso di sole arance di Siviglia (arancia amara, melangolo); poi per attrazione vi sono rientrate le marmellate di pompelmo, limone, mandarino, ecc.; tutte le altre marmellate sono chiamate jam; il termine fruit preserve indica la marmellata che contiene ancora pezzetti di frutta e cioè quella che noi chiameremmo confettura.
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Tabella riassuntiva: Marmellata vs Confettura secondo la normativa europea
| Prodotto | Definizione |
|---|---|
| Marmellata | Prodotto a base di agrumi |
| Confettura | Prodotto a base di altri frutti (escluso castagne) |
| Crema di marroni | Prodotto a base di castagne |
Strategie per comprendere i testi espositivi
Appassionare le giovani lettrici e i giovani lettori a questa tipologia testuale è quindi abbastanza semplice. Un primo aspetto da far notare alla nostra comunità di lettrici e di lettori è che la maggior parte dei testi in cui siamo immersi quotidianamente appartiene a questa tipologia: i manuali su cui studiano non sono forse testi espositivi? Le recensioni sull’ultimo videogame uscito non hanno forse caratteristiche ponte tra espositivo e argomentativo? Per non parlare del mondo dell’informazione.
Quando stiamo per iniziare un nuovo argomento di Storia, Geografia o qualunque altra disciplina o quando stiamo semplicemente per leggere un testo espositivo, possiamo spingere le ragazze e i ragazzi a esplicitare le loro preconoscenze attraverso la strategia Che cosa so già. Spieghiamo loro che ciò è importante perché funziona da ancoraggio cognitivo: in questo modo le nuove informazioni si integreranno con maggior facilità a quanto già in loro possesso.
Un momento importante per le ragazze e i ragazzi è poi quello della rielaborazione che permette di capire quanto effettivamente di ciò che si è letto è stato compreso e quanto invece si è semplicemente “mandato a memoria”.
Dopo aver acquisito una certa dimestichezza con la lettura di testi espositivi, averne capito ed esplicitato le caratteristiche in quella fase chiamata “immersione” (qui trovate un articolo dedicato a questo argomento), possiamo guidare la scrittura in ogni fase del processo: dall’individuazione di un argomento d’interesse per chi scrive, alla sua focalizzazione, alla ricerca di informazioni aggiuntive, alla strutturazione e organizzazione del testo, alla sua stesura, revisione e infine pubblicazione.
La fase di prescrittura è cruciale: dovrebbe essere ben chiaro, dall’analisi dei testi mentore, come sia imprescindibile la suddivisione del testo in paragrafi (ognuno focalizzato su un concetto chiave) disposti secondo un ordine non casuale. Anche all’inizio della scrittura pertanto si interviene a supportare l’organizzazione del testo mediante una o più strategie.
Si insiste molto sull’evitare di scrivere testi aridi, che siano un mero elenco di informazioni: è importante invece condurre le ragazze e i ragazzi a capire che anche un testo espostivo/informativo può essere scritto in modo coinvolgente e “caldo”. Come? Con la strategia Dai fatti alle scene possiamo fornire uno strumento per lavorare efficacemente su questo aspetto.
Libri consigliati per approfondire
- Gianumberto Accinelli, illustrazioni di Serena Viola, Fili invisibili della natura, Lapis Edizioni, 2017
- Gianumberto Accinelli, illustrazioni di Andrea Antinori, Altri fili invisibili della natura, Lapis Edizioni, 2018
- Dino Ticli, illustrazioni di Andrea Antinori, Piante e animali terribili, Lapis Edizioni, 2017
- Andrea Coccia, Chi ha rubato la marmellata? Impariamo a verificare le informazioni, Corraini edizioni, 2020
- Daniele Aristarco, Fake. Non è vero ma ci credo, Einaudi ragazzi, 2018
- Daniele Aristarco, Piccolo dizionario della politica, Einaudi ragazzi, 20121
- Imen Jane, Fatti un’idea. Economia, ambiente, diritti e doveri, 75 cose da sapere per capire come funziona il mondo, Rizzoli 2022
- Emmanuelle Pouydebat, illustrazioni di Julie Terrazzoni, Atlante di zoologia poetica, L’Ippocampo, 2019
- Alison Davies, illustrazioni di Tom Frost, Piccola guida alle spiagge, Nomos edizioni, 2023
- Jonathan Drori, illustrazioni di Lucille Clerc, Il giro del mondo in 80 alberi, L’Ippocampo, 2018
- Jonathan Drori, illustrazioni di Lucille Clerc, Il giro del mondo in 80 piante, L’Ippocampo, 2020
- Mike Unwin, Ruyuto Miake, Giro del mondo in 80 uccelli, L’Ippocampo, 2022
- Daniele Zovi, Giuliano Dall’Oglio, Sguardi nella natura, Ronzani editore, 2022
- Libri della casa editrice Editoriale scienza
- Collana “Le quindici domande” di Editrice Il Castoro
- Monika Viacenaviciené, Che cos’è un fiume, Topipittori, 2019
- Serenella Quarello, illustrazioni di Alessio Alcini, Estintopedia, Camelozampa, 2022
- Paola Vitale, illustrazioni di Rossana Bossù, Il giardino delle meduse, Camelozampa, 2021
- Paola Vitale, illustrazioni di Rossana Bossù, Chi sarà?, Camelozampa, 2017
- Lena Sjöberg, Fatti assodati sulle uova, Camelozampa, 2013
- Britta Teckentrup, La penna, Uovonero, 2022
- Sarah Zambello, Susy Zanella, Nuvolario.
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