La storia della confetteria Mucci di Andria ha inizio nel lontano 1894, quando Nicola Mucci, giovanissimo, apre il suo primo laboratorio nel cuore del centro storico, a pochi passi dalla Cattedrale. Tutto ebbe però inizio nel 1894 nel primo laboratorio per la produzione di confetti, cioccolato e caramelle, a quattro passi dalla Cattedrale, in una piccola bottega del centro storico di Andria, dove un giovanissimo Nicola Mucci, sperimentava la creazione di prodotti dolciari che sapessero sedurre i palati più raffinati, inebriando gli acquirenti con quel profumo di cioccolato, vaniglia e cannella che pervadeva le stradine del vicinato, e che ancora oggi si respira quando entri nella bottega Mucci in quella che è stata intitolata, non a caso, via del Museo del Confetto. Nicola dunque comincia a produrre cioccolato, caramelle e confetti, utilizzando, per questi ultimi, le mandorle pugliesi, poi nel 1920 inventa “Mandorla Imperial”, un inedito confetto realizzato con la pregiata mandorla pelata “Fra Giulio”, nota come “Avola di Puglia”, ricoperta da uno strato di cioccolato bianco e leggermente confettata. E' un vero e proprio trionfo.
Un'antica tradizione rispettosa delle originali ricette dell'alta confetteria artigianale, una lunga storia di dolcezza, una grande passione mai sopite, che continuano ancora oggi con la quarta generazione della Famiglia Mucci. Arriverà negli anni Trenta alla creazione dei famosi “Tenerelli Mucci”, lavorati ancora oggi secondo la ricetta originale, con mandorle pugliesi della varietà “Filippo Cea” di Toritto, presidio slow food in terra di Bari, e “Nocciole del Piemonte IGP”, ricoperte da cioccolato fondente bianco e da un leggero strato di confettura colorata.
Oggi, nella prima sede storica non c’è più la produzione, che è stata spostata in uno stabilimento a Trani, ma il museo del Confetto “Giovanni Mucci”, riconosciuto anche dal ministero per i Beni e le Attività Culturali. Gli attuali eredi Mucci, figli e nipoti di Giovanni, inaugurano poi, nel 1987, il moderno stabilimento a Trani, dove, ancora oggi, si producono confetti e dragées, sempre fedeli ai canoni e ai metodi artigianali dell’alta tradizione confettiera.
Le dolci creazioni di Nicola hanno successo e la produzione cresce, l’intraprendente andriese, nel 1926 fa edificare un primo grande stabilimento, dotandolo di nuovissimi impianti per la fabbricazione di cioccolato, confetti e caramelle. Il nuovo opificio contava oltre ottanta dipendenti, di cui tre quarti erano ragazze addette alla decorazione dei confetti, all’incarto di caramelle, cioccolatini e uova pasquali. Nel 1934, a causa della crisi del ‘29, la produzione si riduce e Nicola è costretto a ridimensionare l’azienda e a trasferirsi nuovamente nella prima fabbrica.
Giovanni Mucci erediterà la fabbrica avviata da papà Nicola e sviluppa l’attuale brand “Mucci Giovanni dal 1894”. Ben presto i prodotti varcano i confini regionali e nazionali. Nel 1975 l’azienda passa nelle mani dei figli di Giovanni.
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I CONFETTI MUCCI RACCONTANO LA STORIA DEL CARNEVALE ANDRIESE
La Quarta Generazione e l'Innovazione nella Tradizione
Oggi a gestire la confetteria c’è la quarta generazione di Mucci: i fratelli Cristian, Loredana e Manuela e la loro cugina Cristina. Ognuno con ruoli diversi, portano avanti la lunga tradizione di famiglia e ogni anno introducono novità nelle referenze, passate ormai a diverse centinaia. Nel 1975 l’azienda passa nelle mani dei figli di Giovanni che, con immutata passione, curano e tramandano non solo i segreti di famiglia, ma soprattutto l’amore e l’entusiasmo per il loro lavoro.
«Era il 1920 quando il mio bisnonno - spiega Cristian Mucci - creò la cosiddetta Mandorla Imperial, un nuovo confetto realizzato con la pregiata mandorla pelata “Fra Giulio”, nota come “Avola di Puglia”, ricoperta da uno strato di cioccolato bianco e leggermente confettata. Qui furono creati negli anni ’30 i famosi “Tenerelli Mucci®”, confetti dal cuore tenero realizzati con “Mandorle di Toritto (BA)” e “Nocciole del Piemonte I.G.P.”, ricoperte da finissimo cioccolato fondente e bianco, leggermente confettate.
Sempre più utilizzati per le ricorrenze o per la cosiddetta confettata al termine dei matrimoni, i Tenerelli così come tutti gli altri prodotti Mucci sono lavorati solo con aromi e coloranti naturali e sono tutti senza glutine, senza conservanti, senza ogm. L’azienda ha ottenuto anche le cerficazioni vegan e senza lattosio per alcune tipologie. E per chi ha necessità di limitare l’apporto di zuccheri ci sono anche i Dragées senza zuccheri aggiunto, edulcorati con maltitolo. «Abbiamo ottenuto anche la certificazione Halal, escludendo naturalmente i confetti con ripieno di liquore, per le persone di fede musulmana e anche quella Kosher per gli osservanti della fede ebraica. Abbiamo sempre pensato che i confetti, simbolo di festa e di gioia, dovessero essere gustati da tutti, senza eccezione.
Oltre ai grandi classici, ai Tenerelli, ai Dragées, Mucci produce ancora i famosi Fruttini di marzapane: miniature di frutta come pera, ciliegia, limone, pesca che le maestre dolciarie dipingono ancora a mano proprio come si faceva un tempo. Sul fronte delle novità, invece, l’azienda ha da poco lanciato sul mercato i Cristalli di Limoncello. «Si tratta - spiega Cristian Mucci - dell’evoluzione dei Dragéer. Sono piccoli confetti fatti con sciroppo liquido che possono essere conservati in freezer. In questo modo quando si mangiano i cristalli si rompono in bocca facendo fuoriuscire il ripieno di liquore.
«La nostra produzione è fatta ancora come un tempo. Anche le confezioni vengono realizzate a mano da persone che lavorano con noi da oltre vent’anni. Non ci sono robot né macchine industriali. Ogni pacchetto è fatto con cura maniacale… non dico che controlliamo i confetti uno a uno, ma quasi. Per noi sono come figli e ci riempie d’orgoglio sapere che saranno i protagonisti di momenti di felicità dei nostri clienti». Durante l’anno vengono utilizzati 80 quintali di mandorle di Toritto (BA), 55 quintali di “Nocciole Piemonte IGP”, 30 di mandorle “Pizzuta di Avola” e oltre 470 quintali di cioccolato.
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Mucci figura come l'unica azienda al mondo certificata sia per confetti halal che kosher, mentre da poco è stata inserita una linea vegana. "Lì ci siamo resi conto di quanto è dura la realtà dei produttori di cacao e di quanto sia necessaria una produzione più sostenibile. I coltivatori hanno una resa sul cacao bassissima e molti stanno abbandonando questa attività. Con questi progetti solidali cerchiamo di incentivare una coltivazione ormai abbandonata dai giovani" racconta Manuela. L'impegno che combina qualità a solidarietà sembra l'unica strada possibile per proseguire, strato dopo strato, la lunga storia dei confetti Mucci.
«Innovazione, naturalità, storia, qualità, tradizione - afferma Cristian - i punti fermi della famiglia Mucci, che oggi continua a lavorare solo con le mandorle siciliane Pizzuta di Avola (Siracusa), le mandorle pugliesi di “Toritto” (BA) e le “Nocciole Piemonte IGP”, il “Pistacchio verde di Bronte DOP” e le migliori fave di cacao.
Il Museo del Confetto "Giovanni Mucci"
Nella sede originaria della Fabbrica, vicino al Duomo di Andria, è allestito dal 2004 il Museo del Confetto “Giovanni Mucci”, ospitato in una bella palazzina liberty dalle volte in pietra, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali come luogo di particolare interesse storico nazionale e membro del circuito Locali Storici d’Italia. Tutto inizia nel lontano 1894, quando Nicola Mucci avvia la prima fabbrica nel centro storico di Andria, dove è attualmente ubicato il Museo del Confetto “Giovanni Mucci”, riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e annoverato fra i Locali Storici d'Italia.
Il Museo è ospitato nella sede storica della fabbrica, in Via Museo del Confetto,12 a pochi passi dalla Cattedrale di Andria e raccoglie in quattro sezioni: documenti, utensili, macchinari e stampini per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato. Frutto di una paziente ed appassionata ricerca, il Museo raccoglie in quattro sezioni documenti, utensili, apparecchiature, stampini utilizzati per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato. Imperdibile la visita al Museo del Confetto, collocato in una palazzina in stile liberty in Via del Confetto, nel cuore del centro storico di Andria. Riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e annoverato tra i locali storici d’Italia, il Museo raccoglie utensili, macchinari, bassine in rame; tutto il necessario che serviva per la produzione di confetti, caramelle e cioccolato.
Quando entri nella confetteria di Via del Museo del Confetto, si viene avvolti dal profumo di cioccolato, vaniglia e cannella, il profumo delle feste, accolti dal coloratissimo banco da esposizione che racconta oltre un secolo di antiche tradizioni custodite gelosamente custodite dalla famiglia Mucci, sotto lo sguardo della Musa Glauce che ha ispirato Nicola e Giovanni Mucci, e che dall’affresco del soffitto, eseguito nel 2004 dal pittore andriese Carmine Conversano, soprannominato il “pittore della povera gente”, mentre sembra lasciar scivolare su quanti entrano una pioggia di confetti variopinti. Da qui è possibile seguire, in un percorso “storico-didattico” che svela le tecniche di lavorazione che, anche laddove le attrezzature più antiche come le bassine vanno a evolversi in più moderni impianti tecnologici, continuano a eseguite nel segno dell’antica tradizione confettiera: spellatura, imbiancatura, confettatura e lucidatura rimangono le quattro fasi per trasformare in tre quattro giorni la materia prima in confetto.
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Sarà affascinante ascoltare il racconto della storia di Casa Mucci. Scoprirete il significato dell’antica tradizione “Petresciata”, una pioggia di confetti cannellini che veniva riversata sul capo delle future spose dal fidanzato, un simbolo di augurio e fecondità. Un tempo, neanche troppo lontano, ad Andria le future spose venivano omaggiate con la “Petresciata”: una pioggia di confetti, simbolo di fecondità e di buon auspicio, che veniva fatta cadere sul capo delle ragazze dai loro fidanzati durante il periodo di Carnevale.
I confetti Mucci raccontano più di un secolo di storia di prelibate dolcezze, con accostamenti di sapori originali e raffinati, uniti alla selezione di materie prime di qualità e coloranti del tutto naturali. Tra i prodotti più famosi ci sono pure i Fruttini di Marzapane, ancora oggi lavorati e decorati a mano; le Gocce al Rosolio con un ripieno analcolico alla frutta; gli storici Cannellini e Confetti Ricci, questi ultimi nelle varianti zucchero di canna o zucchero di barbabietola; le specialità Ghiaia, una lavorazione che rende questi confetti esternamente assai simili ai sassolini di mare, ma che nascondo al loro interno un cuore tenero e delizioso.
Una gustosa alternativa ai classici confetti sono i dragées: rifiniti con una copertura di cioccolato bianco, al latte o fondente, racchiudono un’anima morbida, liquida o croccante. Negli anni Ottanta nasce il primo dragée alcolico, ripieno di liquore alla Sambuca, grazie alle idee innovative ed ai continui esperimenti della famiglia Mucci. In seguito, vengono introdotti i dragées con altri tipi di liquore e non solo: nascono i dragées al caffè, ai canditi, alla liquirizia, al cocco, alla gianduia.
In un'epoca in cui i matrimoni sono in calo, anche la vendita dei confetti ha subito rallentamenti, fino al brusco crollo della pandemia, quando le cerimonie erano praticamente bandite. "Sopravvivere è stata dura, ma abbiamo resistito e saputo adattarci ai tempi. Per ripartire la quarta generazione punta ai mercati esteri, adattandosi alle difficoltà dell'export, dato che talvolta è necessario modificare le ricette in base ai Paesi, senza però tradire la qualità dell'originale.
Materie Prime Selezionate
La Mucci Giovanni, per la realizzazione delle ricette, impiega solo materie prime di prima scelta tra le quali ricordiamo le mandorle di Avola, migliore varietà al mondo, la mandorla di Toritto presidio Slow Food come i pistacchi verdi di Bronte o la nocciola tonda gentile delle Langhe “Piemonte”.
Quando si assaggia un articolo Mucci si comprende che si è davanti a un prodotto superiore e ci si abbandona ad una sensazione di piacere che coinvolge tutti sensi.
Simbolo di buon auspicio e prosperità. Da regalare agli invitati e agli ospiti, da gustare in famiglia per celebrare i momenti più belli. Il confetto è un piccolo scrigno di gusto e felicità. Ad Andria una delle fabbriche più antiche d’Italia lo produce ancora come una volta. Come vuole la tradizione, insomma, che si tratti di una nascita, di un battesimo, di un matrimonio o di una laurea, non c’è festa senza confetti. Piccoli scrigni di mandorle, cioccolato e zucchero che oggi hanno mille gusti e consistenze. Soprattutto nella cittadina del nord barese, Andria, in cui è nata oltre cent’anni fa una delle più importanti aziende artigianali del settore. Se in Puglia pronunci la parola confetto, infatti, è inevitabile pensare alla famiglia Mucci.
| Materia Prima | Provenienza | Utilizzo |
|---|---|---|
| Mandorle di Avola | Sicilia (Siracusa) | Confetti, Mandorla Imperial, Regina Elisabeth |
| Mandorle di Toritto | Puglia (Bari) | Tenerelli Mucci, Confetti al cioccolato |
| Nocciole Piemonte IGP | Piemonte | Tenerelli Mucci |
| Pistacchio verde di Bronte DOP | Sicilia | Specialità varie |
| Fave di Cacao | Vari | Confetti e Dragées al cacao |
ANDRIA - Centoventi anni di dolcezza. Sarà anche scontarlo dirlo e scriverlo, ma è la realtà. Una storia cominciata nel lontano 1894. Il fondatore è Nicola Mucci (il nonno degli attuali titolari) che avvia il primo opificio in pieno centro storico, a pochi passi dalla Cattedrale di Andria. Ha lavorato nella cioccolateria svizzera Caflish di via Toledo a Napoli e dà vita ad un sogno: aprire un laboratorio tutto suo. Intorno al 1920, Nicola Mucci crea la “Mandorla Imperial”, un nuovo confetto, unico, realizzato con la mandorla pelata di Bari ricoperta da uno strato di cioccolato bianco e leggermente confettata. E' un vero e proprio trionfo.
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