“Mamma, c’è profumo di albero di Natale!”. Se si prepara lo sciroppo di pino mugo, in effetti il profumo è quello. Dell’albero di Natale. Ogni estate preparo almeno un paio di vasetti di questo delizioso sciroppo, come rimedio invernale per il mal di gola o la tosse. Ma perché limitarsi alla cura dei malanni? Il suo profumo ricorda le calde giornate estive in montagna e il suo sapore è delicato e complesso…assolutamente unico!
Cos'è il Pino Mugo?
Il Pino Mugo è una pianta officinale spontanea, aghiforme e sempreverde dal portamento arbustivo. Il pino mugo (pinus mugo) è una conifera spontanea tipica delle zone alpine e prealpine. Cresce a quote elevate, spesso in condizioni climatiche avverse, e si distingue per la sua forma arbustiva e per l’intenso profumo resinoso. È noto soprattutto per le sue proprietà balsamiche, espettoranti e antinfiammatorie. Dalle sue gemme e dai suoi aghi si ricavano estratti utilizzati in fitoterapia e aromaterapia.
Del pino mugo si utilizzano prevalentemente le gemme, gli aghi e talvolta le giovani pigne. Le gemme vengono raccolte in primavera, quando sono ancora tenere e ricche di principi attivi. Gli aghi invece si impiegano per infusioni, decotti o estrazioni in olio e alcol; infine le pigne vengono talvolta utilizzate nella produzione di sciroppi.
Proprietà del Pino Mugo
- Balsamiche: Utile in caso di tosse, mal di gola, raffreddore e stati influenzali.
- Espettoranti: Favorisce la fluidificazione del muco.
- Antinfiammatorie: Aiuta a ridurre l'infiammazione delle vie respiratorie.
- Antisettiche: Utile per prevenire le affezioni all’apparato respiratorio.
Ricetta dello Sciroppo di Pino Mugo
Questo sciroppo si può preparare sia con lo zucchero di canna che con lo zucchero bianco. Lo zucchero è fondamentale per formare lo sciroppo. Iniziate a preparare lo sciroppo di pino mugo tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno in modo da averlo a disposizione per l’inverno.
Ingredienti:
- Rametti di pino mugo
- 1 kg di zucchero (500g per la preparazione iniziale, 500g per la preparazione successiva)
- 1 litro di acqua
- Acido citrico (q.b., per una conservazione più lunga)
Preparazione:
- Prendete i rametti di pino mugo, che avrete diligentemente raccolto in montagna 😉 e sciacquateli sotto l’acqua corrente.
- Lasciate asciugare o tamponate con della carta da cucina per asciugare.
- Quindi con una forbice tagliate gli aghi, molto vicino al rametto.
- Ora mescolate gli aghi con metà dello zucchero (500 g), poi trasferite nel frullatore e frullate il tutto per sminuzzare gli aghi.
- Prendete una pentola capiente e portate ad ebollizione 1 litro di acqua.
- Quando bolle togliete dal fuoco e versate il mix di zucchero e aghi di pino mugo.
- Mescolate per fare sciogliere lo zucchero.
- Aggiungete l’acido citrico, mescolate e riportate a bollore.
- Lasciate bollire per 5 minuti e poi versate in bottiglie pulite.
- Conservare il vostro sciroppo di pino mugo in un luogo fresco ed asciutto.
Io ci ho aggiunto l’acido citrico, per conservarlo più a lungo. Eccovi la ricetta!
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Sciroppo di Pino Mugo per la Tosse con Pigne Verdi
Con le pigne di pino mugo ancora verdi potrete preparare uno sciroppo per la tosse che è considerato un rimedio naturale molto efficace. La preparazione dello sciroppo per la tosse con le pigne verdi di pino mugo è semplicissima dato che servono solo due ingredienti, cioè piccole pigne ancora verdi e zucchero preferibilmente di canna. Poi vi serviranno dei barattoli di vetro.
Infatti non dovrete fare altro che riempire uno o più barattoli di vetro con una manciata di pigne verdi di pino mugo e poi ricoprire il tutto con lo zucchero. Dovrete chiudere i barattoli con un tappo ermetico. Raccogliere le pigne in montagna, possibilmente lontano da strade trafficate. Riempire il vaso di vetro con le pigne e coprire con lo zucchero fino all’orlo. Chiudere con il tappo. Lasciare il vaso al sole (sul davanzale della finestra) per tutta l’estate, scuotendolo ogni tanto.
Nel mese di settembre si potrà procedere filtrando il composto, rimuovendone le pigne. Lo sciroppo di Pino Mugo ha proprietà emollienti e balsamiche per tosse e infiammazioni delle vie aeree. Oltre ad essere buono, è molto potente, grazie all’azione della resina delle pigne. In caso di tosse e mal di gola, si può assumere un cucchiaio semplicemente al bisogno o, se i sintomi sono intensi, anche due volte al giorno, mattino e sera.
Tisana al Pino Mugo
La tisana al pino mugo è una tisana diversa dalle altre. In primis per l’ingrediente principale, ossia il pino mugo, un cespuglio aghiforme sempreverde. Il pino mugo non è tra le più piante più utilizzate, né in ambito officinale né tantomeno gastronomico. Tuttavia può dare molto in termini di gusto, versatilità e proprietà nutrizionali. In secondo luogo questa tisana è particolare in quanto il procedimento richiede una piccola variazione sul tema delle classiche tisane. Anzi, assomiglia quasi a un decotto, infatti gli aghi vanno sobbolliti insieme all’acqua e poi lasciati in infusione. E’ un passaggio necessario visto che sono piuttosto coriacei. Il consiglio è di utilizzare la fiamma molto bassa in quanto i principi nutritivi potrebbero deteriorarsi.
Ricetta Tisana al Pino Mugo
Ingredienti:
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- q.b. di aghi di pino mugo
- q.b. di acqua
- miele (facoltativo)
Preparazione:
- Iniziate lavando le foglie di pino mugo e tagliando le estremità marroni, che sono piuttosto legnose.
- Se possibile, preferite gli aghi giovani che sono di un bel verde.
- Tritate gli aghi più finemente che potete e trasferiteli in un pentolino pieno d’acqua.
- Ora scaldate il tutto a fiamma molto bassa, in questo modo la vitamina C (presente negli aghi) tenderà a non degradarsi con il calore.
- Fate sobbollire per 20 minuti, poi spegnete il fuoco e lasciate riposare gli aghi in infusione nell’ acqua bollente.
- Di base dovrebbero bastare 10 minuti, tuttavia, come accade per tutte le tisane, maggiore è il tempo di infusione e più intenso è il sapore.
- Durante l’infusione assaggiate la tisana, quando il gusto vi soddisfa procedete con il filtraggio.
- Se reputate il sapore del pino mugo troppo selvatico potete equilibrarlo con un po’ di miele.
Non è consigliato assumere questa tisana più di due volte al giorno.
Proprietà della Tisana al Pino Mugo
Il pino mugo, utilizzato nella nostra tisana, si fa apprezzare per le sue proprietà officinali. Non mancano comunque principi nutritivi di base, presenti in generale nelle verdure e negli ortaggi. Il riferimento è alla vitamina C, che abbonda negli aghi del pino mugo. Per inciso, la vitamina C svolge un ruolo antiossidante, quindi aiuta a ridurre l’insorgenza del cancro, contrastando i radicali liberi. Inoltre supporta le difese immunitarie e aumenta la capacità di contrasto alle infezioni.
Per quanto concerne le proprietà officinali, il pino mugo si caratterizza per una buona capacità antisettica. Dunque, può essere utile per prevenire le classiche affezioni all’apparato respiratorio ed alleviarne i sintomi nel caso in cui si fosse già contratta la malattia. Infatti, il pino mugo può essere definito come una pianta “balsamica”. In virtù di ciò risulta utile in caso di tosse, mal di gola, raffreddore e stati influenzali più o meno pronunciati.
Il Miele come Ingrediente Facoltativo
Il sapore del miele si sposa molto bene con quello del pino mugo. Quando compaiono insieme all’interno di una tisana, creano un interessante contrasto tra sentori dolci e sentori balsamici. La questione ruota attorno al sapore “forte” del pino mugo, che alcuni potrebbero giudicare eccessivo, selvatico e troppo balsamico. La soluzione è però a portata di mano, ossia basta aggiungere un po’ di miele. Esso funge da dolcificante, per questo è bene assaggiare la tisana al pino mugo prima di terminare l’infusione. Se all’assaggio si percepisce un sentore eccessivo è opportuno integrare il miele.
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La presenza del miele è giustificata anche dalle sue proprietà nutrizionali, infatti è ricco di vitamine e sali minerali, che esprimono anche una certa varietà. E’ ricco anche di antiossidanti. Inoltre il suo indice glicemico è basso, almeno rispetto allo zucchero (una buona notizia per chi soffre di diabete).
Vari tipi di miele per la tisana al pino mugo:
- Miele di castagno: un miele dal gusto deciso, amarognolo e lievemente tannico.
- Miele di tiglio: un tipo di miele adatto a chi predilige un’esperienza più delicata.
- Miele di melata di abete: un tipo di miele per le scelte più audaci.
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Usi del Pino Mugo in Cucina
Il pino mugo può sembrare un ingrediente difficile da integrare in cucina, in quanto è molto particolare e insolito. Invece il pino mugo può partecipare a tante ricette. Per esempio può essere utilizzato per aromatizzare sciroppi e liquori fatti in casa, come il celebre liquore al pino mugo, noto per le sue proprietà digestive e balsamiche. Inoltre gli aghi possono essere infusi in aceto di mele o olio extravergine d’oliva per ottenere condimenti originali, perfetti per insalate invernali o per marinature di carne bianca.
Alcuni chef creativi impiegano l’infuso di pino mugo come base per riduzioni da accompagnare a secondi piatti, oppure come elemento aromatico per la preparazione di dessert rustici, come mousse alla ricotta o gelati artigianali. Infine il pino mugo può essere utilizzato anche per aromatizzare il burro chiarificato.
FAQ sul Pino Mugo
Che sapore hanno gli aghi di pino mugo?
Gli aghi di pino mugo hanno un sapore molto aromatico, resinoso e leggermente amaro. Il profilo gustativo ricorda quello di alcune erbe officinali e di alcune varietà di tè verde molto intense. Quando vengono infusi rilasciano note fresche, balsamiche e pungenti, che possono risultare piacevoli soprattutto in inverno. Il sapore degli aghi può variare leggermente in base alla freschezza del materiale vegetale e al metodo di preparazione.
A cosa fa bene il pino mugo?
Il pino mugo è noto per le sue proprietà balsamiche, espettoranti e antinfiammatorie. È utile in caso di raffreddore, tosse, sinusite e altre affezioni delle vie respiratorie. Grazie ai suoi composti volatili, come i terpeni, ha un’azione decongestionante e favorisce la fluidificazione del muco.
Ricordiamo che la raccolta di pino mugo non è libera ma è regolamentata da leggi regionali, che possono variare da zona a zona.
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