Paola Cortellesi, nata a Roma il 24 novembre 1973, è una figura poliedrica dello spettacolo italiano. Attrice, comica, imitatrice, sceneggiatrice e, dal 2023, anche regista, Cortellesi ha saputo conquistare il pubblico grazie al suo talento, alla sua ironia e alla sua capacità di affrontare temi importanti con leggerezza e profondità.

Paola Cortellesi

Gli Inizi e il Successo con "Cacao Meravigliao"

L'esordio assoluto di Paola Cortellesi nel mondo dello spettacolo risale al 1987, quando aveva appena 13 anni. In quell'anno, partecipò alla trasmissione di Renzo Arbore 'Indietro tutta!', prestando la sua voce per il falso sponsor del "Cacao Meravigliao". Questa esperienza segnò l'inizio di una brillante carriera.

È lei che canta Cacao Meravigliao, la famosissima canzone.

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, a 19 anni studia recitazione con Beatrice Bracco, della scuola Teatro Blu di Roma.

Il Cinema e la Collaborazione con Riccardo Milani

Paola Cortellesi è al cinema con il suo nuovo film "Ma cosa ci dice il cervello", diretto dall’uomo che le sta accanto da 17 anni, il regista Riccardo Milani. Oltre che interpretarlo, Paola Cortellesi ha collaborato alla sceneggiatura. Nel cast ci sono anche Claudia Pandolfi, Lucia Mascino, Vinicio Marchioni, Stefano Fresi, Carla Signoris.

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Paola Cortellesi e Riccardo Milani, suo marito dal 2011, hanno una figlia, Laura, nata nel 2013.

Nel 2015 Paola Cortellesi e Antonio Albanese dividono il set di 'Mamma o papà?', remake del francese 'Papa ou maman?'. La regia è sempre di Riccardo Milani.

Nel 2014 Paola Cortellesi è di nuovo diretta dal marito Riccardo Milani in 'Scusate se esisto!'. Con lei ci sono Raoul Bova e Marco Bocci.

Da allora la Cortellesi ha avuto modo di lavorare con molti registi, tra i quali il marito Riccardo Milani, che l'ha diretta in ben sette film.

In "Ma cosa ci dice il cervello" interpreta Giovanna, impiegata al ministero vessata da madre e inciviltà quotidiana. No. Perché la mia Giovanna è una donna invisibile. Lavora al Ministero, in uno di quei palazzoni di otto piani. Per gli altri non esiste. È una qualunque, anche se poi si scoprirà ben altro. Di lei mi interessa raccontare l’assuefazione. Perché Giovanna, come succede a tutti, accetta quello che le accade intorno. Le cattive maniere. Il non rispetto degli altri e delle regole della comunità.

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Siete ex compagni del liceo che si rivedono e danno una svolta alle loro vite.

«Li scriva, per favore. Questo lavoro si fa insieme. Non da soli.

Cast del film Ma cosa ci dice il cervello

Selfie di gruppo a Siviglia. Da sinistra, Lucia Mascino, Vinicio Marchioni, Stefano Fresi e Paola Cortellesi.

Filmografia Selettiva con Riccardo Milani:

Anno Titolo
2014 Scusate se esisto!
2015 Mamma o papà?
2019 Ma cosa ci dice il cervello

L'Impegno Sociale e l'Osservazione della Realtà

Paola Cortellesi si definisce un'osservatrice attenta della realtà che la circonda. Prendo appunti. Sull’estranea di cui so dalla cronaca, ma anche sui discorsi delle amiche e su quello che sento al bar quando vado a prendere il caffè. Dicevano che facevo caricature. Non era vero. Non mi fissavo su qualcuno, ma su un modo di affrontare alcune questioni. Per questo, forse, nessuno si è mai arrabbiato e, anzi, Letizia Moratti mi scrisse una cosa bellissima. Tutto e tutti.

Sarà che l’unica cosa che mi fa davvero paura è il caos… Hanno offeso persino la senatrice Liliana Segre. Non mi piace che tutti pensino di poter fare tutto, che credano di sapere ogni cosa. E, poi, che lo dicano al bar. Siamo tutti allenatori della nazionale e presidenti del consiglio.

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Si. Vengono bullizzati gli insegnanti, si rende conto? Quando io portavo a casa una nota, i miei se la prendevano con me. Non con i professori, che oggi vengono picchiati per strada. Si attacca la scelta di aver deciso di occupare una certa posizione. È questa l’inciviltà. Per fortuna mi salva l’ironia. Che è fondamentale per vivere.

Continua a osservarci e a raccontarci. Come è cambiato il suo sguardo?Mi piace sempre spettinare i cliché. Perché una donna deve essere per forza moglie e madre? Perché la singletudine femminile è sinonimo di solitudine, e invece un maschio single è il guerriero che prende in mano la sua vita? Ci sono donne a cui non interessa trovare una relazione stabile. Oppure che non accettano quei compromessi che il vivere con un’altra persona comporta: quelli del cuore, dei sentimenti. Chi ci riesce è davvero coraggiosa.

Sì, ma solo perché sono cresciuta con due genitori che ancora adesso si prendono per mano. Glielo auguro.

"C'è ancora domani": L'Esordio alla Regia

L'opera prima di Paola Cortellesi: "C'è ancora domani", è uno straordinario film nel quale l'attrice romana esordisce nella regia a 49 anni, dopo una fortunata e più che meritata carriera televisiva e cinematografica, che l'ha vista passare dalle Tv private a quella di Stato, da un genere all'altro, perché Paola che di solito predilige suscitare il riso è anche come non pochi attori brillanti più che capace a far piangere e commuovere. È il caso della sua splendida interpretazione di Maria Montessori nell'omonimo film televisivo del 2006, quando commosse mezza Italia che la vide recitare in maniera intensamente drammatica la vita della celebre educatrice nota in tutto il mondo.

Ed eccola approdare a sua volta alla regia, con un film che ricalca la lezione neorealista con la forza dei neofiti che hanno saputo apprendere bene gli insegnamenti ricevuti dai Maestri del Cinema del passato.

E proprio nel passato: il 1946, si svolge la vicenda, benissimo interpretata da un gruppo di attori Valerio Mastandrea e Paola Cortellesi, che ha il ruolo della casalinga frustrata anche verbalmente dal marito, che la tiene al guinzaglio permettendole solo di replicare verbalmente ai suoi interventi maschilisti.

Delia è il nome della donna, madre di tre figli - una ragazza e due ragazzini (che lei chiama pupi alla maniera romana) i quali sono buzzurri come il padre che li ha generati, e il nonno (suocero di Delia), che vive nella piccola e squallida casa popolare del Testaccio, quartiere fra i più poveri di Roma.

Delia non è solo una casalinga bensì svolge il mestiere di sarta e infermiera per varie persone del quartiere.

La scelta registica di realizzare il film in bianco e nero si è rivelata vincente, poiché il non colore restituisce alla grigia vicenda tutta la drammaticità insita in essa.

Delia riceve da un suo vecchio spasimante in procinto di lasciare Roma per emigrare al Nord a lavorare come meccanico in una autofficina l'invito a seguirlo a Milano per vivere insieme quella storia d'amore interrotta da ragazzini e che forse avrebbe significato per entrambi una dimensione di felice convivenza.

L'ultimo giorno rappresentato nel film vede Delia recarsi alle urne per dare il proprio voto alla Repubblica, e sancire la caduta di una monarchia.

Cacao Meravigliao

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