Il Lazio, cuore pulsante dell'Italia, è una terra di contrasti e tradizioni. Terra di imperatori, artisti e poeti, il Lazio ha sempre avuto un ruolo centrale nella storia dell'Italia. Questa centralità si riflette anche nella sua cucina, un mix di tradizioni, sapori e storia. La tradizione dolciaria romana rappresenta un viaggio attraverso i secoli, un intreccio di culture, tradizioni e sperimentazioni.
Niente burro, solo olio d’oliva, zucchero sì ma anche tanto miele: la tradizione dolciaria laziale è fatta di pochi e semplici ingredienti, che danno vita a una serie di biscotti friabili e perfetti da gustare a fine pasto.
Ciambelline al vino dei castelli romani
Le Ciambelline al Vino dei Castelli Romani
Meritano un capitolo a parte le ciambelline al vino, biscotti condivisi da tante regioni dell’Italia centrale, in particolare Lazio (soprattutto la zona dei Castelli Romani, dove sono chiamate in dialetto “’mbriachelle”), Abruzzo e Umbria. Sono delle ciambelline dal gusto casalingo, immancabili a fino pasto sulle tavole delle osterie tradizionali e le fraschette, accompagnate da un bicchiere di vino rosso.
Gli ingredienti sono pochi, solo quattro: farina, zucchero, olio d’oliva, vino. Le ciambelline al vino dei Castelli Romani, sono una ricetta tipica laziale per dei biscotti facilissimi senza uova. Sono tantissime le tipologie di ciambelle presenti nel Lazio: rustiche, facili da preparare in casa, quasi sempre senza uova o latticini.
Preparazione:
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- Formate una fontana con la farina.
- Aggiungete lo zucchero, l'olio, il vino ed i semi d'anice.
- Impastate il composto con le mani.
Le deliziose ciambelline al vino, perfette a fine pasto.
I Mostaccioli Romani
I mostaccioli romani sono biscotti tradizionali a base di miele, noci e spezie, con origini antiche e legami culturali profondi. Non c’è regione del Centro o Sud Italia che non annoveri, fra le specialità dolci, una ricetta dei mostaccioli, prodotti in origine preparati durante la vendemmia (il nome deriva proprio da mostum, mosto).
Preparazione:
- Preparate un impasto con farina, noci miele pepe e cannella.
- Stendete l'impasto con un mattarello, quindi tagliare la sfoglia in rettangoli della dimensione desiderata.
La Crostata di Ricotta
Dolce tipico della cucina romana, nella versione della mia famiglia La crostata di ricotta è uno dei dolci che più amo. La semplicità della frolla.
I Bignè di San Giuseppe
Buongiorno, oggi voglio fare gli auguri a tutti papà con questi golosi bignè di San Giuseppe fritti, dolci tipici della cucina romana, che si usa preparare proprio per la festa del papà. I bignè di San Giuseppe, sono un dolce tipico della cucina romana, tradizionalmente sono fritti, ma stavolta li prepariamo in versione al forno.
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Preparazione:
- Fate sciogliere il burro in un pentolino con dell'acqua.
- Aggiungete la farina e un pizzico di sale.
- Mescolate prestando attenzione a non far formare dei grumi e lasciate cuocere per cinque minuti.
I deliziosi bignè di San Giuseppe, un classico della cucina romana.
Il Pangiallo
Il pangiallo è un dolce di Natale tradizionale del Lazio, un impasto di frutta secca, cioccolato, caffè e canditi. Come ogni ricetta della tradizione, ogni famiglia ha la sua versione.
La Ciambella Sorana
La Ciambella Sorana, conosciuta anche come ciammèlla, è un prodotto da forno salato tipico della città di Sora, situata nella Ciociaria.
I Tozzetti
Simili ai più celebri cugini toscani (cantucci), i tozzetti si distinguono per l’uso di nocciole, prodotto ampiamente diffuso nella Tuscia e da sempre impiegato in pasticceria. Ogni famiglia conserva la sua ricetta, spesso arricchita con liquori o altri aromi, ma la preparazione base prevede farina, zucchero, uova, limone, lievito, nocciole e solitamente olio d’oliva, anche se alcuni preferiscono usare lo strutto.
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La Pupazza Frascatana
Sezze, in provincia di Latina, è un borgo medioevale caratteristico tutto da scoprire, custode di tradizioni culinarie antiche e golose. Una figura femminile ricavata da una frolla insolita, casareccia e “povera”, a base di farina, olio d’oliva, miele e aroma d’arancia. La pupazza rappresenta la “mammana”, levatrice che un tempo si dedicava alla cura dei bambini nelle case di campagna mentre le madri erano impegnate nella vendemmia. Secondo un antico racconto popolare, la mammana era in grado di calmare qualsiasi capriccio offrendo ai più piccoli del vino di Frascati da un seno finto.
Preparazione:
- Formate una fontana con 100 gr di farina, unite acqua tiepida e lievito. Impastate e lasciate lievitare per 1 ora.
- Fate rinvenire l'uvetta in acqua tiepida. Tagliate le mandorle a metà.
Altre Delizie Laziali
Le ciambelle al mosto, per esempio, realizzate in tempo di vendemmia nella zona dei Castelli Romani, con mosto d’uva, zucchero, olio, farina e uvetta, legate particolarmente al comune di Marino. E poi le ciambelle degli sposi di Rocca di Papa, ancora ai Castelli, con scorza di limone e ricoperte di zuccherini, chiamate così per l’antica usanza di legare alle partecipazioni di matrimonio un sacchetto di biscotti in un numero preciso a seconda del grado di parentela.
Tipiche di Pasqua, le ciambelle scottolate somigliano, molto, per preparazione, ai taralli: è prevista infatti una doppia cottura dell’impasto, che viene prima bollito e poi passato in forno.
La tradizione popolare italiana narra che, durante la notte tra il 1 e il 2 novembre, i defunti tornino a far visita ai parenti, portando con loro dei doni. È per questo motivo che in molte regioni si usava un tempo lasciare dolcetti e acqua in cucina per i parenti in visita dall’aldilà. Biscotti a base di farina, zucchero e uova dalla consistenza friabile.
Devono il loro nome alla forma a giglio, simbolo della dinastia francese dei Borbone: infatti, questi dolcetti arrivano a Palestrina grazie alla famiglia Barberini, che ha importato la ricetta dalla corte di Luigi XIV in Francia, dove per tempo era stata esiliata perché accusata di malgoverno.
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