Negli ultimi mesi, due tragici eventi hanno scosso l'Italia, sollevando interrogativi sulla sicurezza del consumo di sushi. Entrambi i casi riguardano donne di 40 anni che hanno accusato malori dopo aver consumato sushi in ristoranti, portando alla loro prematura scomparsa.

Il caso di Giuliana Faraci

La vittima è Giuliana Faraci, una donna di 40 anni originaria di Alcara Li Fusi e morta a Sant’Agata, nel Messinese. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, Giuliana Faraci avrebbe accusato dei malori venerdì scorso, dopo una cena al ristorante di sushi a Capo D'Orlando.

Gli inquirenti stanno ricostruendo tutte le fasi dell'assistenza alla donna da parte del 118. Da quanto messo nero su bianco nella denuncia dei familiari della donna, quest'ultima avrebbe infatti chiesto ai sanitari di essere portata in ospedale. Richiesta ripetuta anche dalla madre che la assisteva.

Il sostituto procuratore di Patti, Andrea Apollonio, ha aperto un'inchiesta sul caso e la sorella di Giuliana, accompagnata dall'avvocato Salvatore Mancuso, è andata al commissariato di polizia presentando un esposto e chiedendo un accertamento autoptico per chiarire le cause del decesso. Domani sarà conferito l'incarico per l'autopsia.

Secondo quanto ricostruito dai parenti, la sera del 19 luglio la donna era andata a cena fuori con alcune amiche. Poi il malore una volta rientrata a casa, con febbre, diarrea e vomito. L'unica del gruppo ad accusare tali sintomi. Quindi l'arrivo del 118 e la prima assistenza dei sanitari con una flebo e un elettrocardiogramma che avrebbe escluso cause cardiologiche. In quella circostanza la donna avrebbe chiesto di essere portata in ospedale. La mattina successiva il decesso, scoperto dalla madre.

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Il legale della famiglia, Salvatore Mancuso, ha allontanato le voci su un consumo di sushi o altre tipologie di pesce crudo da parte della donna. Quella sera, la 40enne, come rivelato dai familiari, ha mangiato linguine all'astice e fritto misto, così come le amiche. Il pomeriggio successivo i primi sintomi fino al tragico epilogo.

Sconcerto e dolore nei cittadini di Sant’Agata Militello, dove viveva la donna, cordoglio espresso anche da Bruno Mancuso, il sindaco di Sant'Agata, (la donna lavorava nel suo studio medico) che ha detto: "Per me é un vero lutto, è una persona di famiglia" e sui social scritto: "Siamo increduli e devastati dal dolore, cara Giuliana ci hai lasciati troppo presto. Tristezza e rabbia ci assalgono, non ci si puo' rassegnare a una morte di cui non ci sono spiegazioni".

Giuliana Faraci

Le ipotesi sulle cause del decesso

Tra le ipotesi più accreditate, c'è quella che Giuliana Faracia sia stata colpita da anisakidosi (o anisakiasi) un disturbo causato dagli anisakis, nematodi (vermi) parassiti capaci di annidarsi nelle pareti dello stomaco, riporta BlogSicilia.it.

Venerdì sera la donna era stata a cena fuori con alcune amiche, ma nessuna di loro è stata male. La donna, come sottolinea l'avvocato Mancuso, "non ha mangiato sushi o pesce crudo durante la cena", afferma in riferimento a quanto fatto circolare nelle scorse ore.

"Non risponde al vero - aggiunge - quanto scritto da alcune testate giornalistiche, ipotizzando arbitrariamente la possibile causa di una intossicazione alimentare e del conseguente decesso. Attendiamo fiduciosi gli esiti dell'autopsia per avere dei chiarimenti medico-legali sulle cause di questa tragica e prematura morte". I primi sintomi del malore sono comparsi sabato pomeriggio, quando la donna ha accusato febbre e vomito e sintomi intestinali. Domenica, visto il peggiorare della situazione è stata anche visitata dai medici del 118 che le hanno fatto un elettrocardiogramma.

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Stamattina la donna è stata ritrovata senza vita nella sua abitazione, dai parenti che erano con lei. Sarebbe morta nel sonno e la salma è stata trasferita presso la camera mortuaria dell'ospedale di Patti in attesa dell'autopsia.

Il caso di Rossella Di Fuorti

Lo scorso anno aveva perso la vita in circostanze simili Rossella Di Fuorti, 40enne di Napoli, che aveva accusato un malore dopo avere festeggiato il compleanno con la famiglia in un ristorante del capoluogo partenopeo dove aveva consumato del sushi.

Dopo le tante notizie sulla morte della 40enne di Napoli, deceduta dopo un pranzo a base di sushi in un ristorante giapponese, i familiari sono intervenuti tramite il loro legale per fare chiarezza. La correlazione tra il pasto a base di pesce crudo consumato due ore prima di morire, per il momento, non è ancora confermata e sul corpo della donna non è stata ancora effettuata l’autopsia.

La tragedia è avvenuta a Napoli giovedì 9 febbraio. Rossella Di Fuorti aveva scelto di festeggiare il suo compleanno in un ristorante ‘all you can eat’ cinese-giapponese del quartiere Fuorigrotta. Insieme a lei c’erano i suoi familiari e i suoi bambini.

Per questo i familiari, attraverso il legale Sergio Pisani, hanno fatto sapere a ‘Repubblica’ che il pranzo al ristorante è emerso solamente nella ricostruzione delle ultime tappe della vita di Rossella prima della morte. Per questo, precisano, da parte loro non è mai partita alcuna accusa contro il ristorante. In questo momento si attendono gli esiti dell’autopsia disposta dalla Procura di Napoli e dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, che ha prelevato alcuni campioni di cibo dal ristorante.

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Sulla morte della donna la Procura di Napoli ha subito aperto un'indagine delegata ai carabinieri del Nas che hanno effettuato una ispezione nel ristorante prelevando, contestualmente, campioni delle pietanze consumate da Rossella, al fine di accertare se il decesso potesse essere riconducibile proprio al pasto. La polizia giudiziaria, durante l'ispezione, rilevò anche dei problemi di carattere igienico sanitario e, in via cautelativa, dispose la chiusura del ristorante dove si possono consumare pietanze orientali.

Sarebbe stata un' emorragia cerebrale a causare la morte di Rossella Di Fuorti, la 40enne deceduta lo scorso 9 febbraio nella sua casa, a Napoli, dopo avere festeggiato il compleanno con la famiglia in un ristorante del capoluogo partenopeo dove aveva consumato del sushi. Secondo le prime risultanze emerse dall'esame autoptico disposto sostituto procuratore Giuliana Giuliano, che si è svolto oggi nel Secondo Policlinico di Napoli, sembrerebbe però che la morte della 40enne sia ricondicibile a cause naturali.

Rossella Di Fuorti

Anisakiasi

Anisakis: un pericolo nascosto nel pesce crudo?

L'anisakidosi è una malattia causata dall'ingestione di larve di Anisakis, un parassita presente in diverse specie di pesci e cefalopodi. Se il pesce infetto viene consumato crudo o poco cotto, le larve possono infestare l'apparato digerente umano, causando sintomi come dolori addominali, nausea, vomito e, in rari casi, reazioni allergiche gravi.

La prevenzione dell'anisakidosi si basa principalmente sulla cottura adeguata del pesce (almeno 60°C per 10 minuti) o sul congelamento preventivo a -20°C per almeno 24 ore, come previsto dalla normativa europea.

Anisakis

Misure di sicurezza e controlli

A seguito di questi eventi, è fondamentale che le autorità competenti intensifichino i controlli sulla filiera del pesce, dalla pesca alla ristorazione, per garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie e la corretta applicazione delle procedure di prevenzione dell'anisakidosi. Allo stesso tempo, è importante sensibilizzare i consumatori sui rischi connessi al consumo di pesce crudo e sull'importanza di scegliere ristoranti affidabili e di seguire le indicazioni per una corretta preparazione domestica.

La tabella seguente riassume le principali informazioni sui due casi:

Vittima Luogo del decesso Data del decesso Presunta causa Consumo di sushi
Giuliana Faraci Sant'Agata Militello (ME) Luglio 2023 Anisakidosi (ipotesi) Negato dai familiari
Rossella Di Fuorti Napoli Febbraio 2023 Emorragia cerebrale (accertata)

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