In quarant’anni di carriera, Elio e le Storie Tese hanno messo alla berlina tutto e il contrario di tutto. Non un cliché è rimasto illeso: impegno e disimpegno, rock e pop, mainstream e nazionalpopolare, Sanremo e i complessi del Primo Maggio.
Ma qual è il significato dietro il loro celebre slogan "Forza Panino"? Per capirlo, dobbiamo immergerci nel mondo unico e dissacrante di questa band.
Il Ritorno sulle Scene e la Liturgia Eliaca
Dopo il Concertozzo benefico dello scorso anno, Elio e le Storie Tese hanno concesso il bis tornando a suonare per una giusta causa. Soprattutto, dopo il loro recente annuncio, l’appuntamento carpigiano si è rivelato il preludio al nuovo tour nei teatri che partirà il 5 ottobre da Genova con il primo dei 30 appuntamenti già fissati per lo spettacolo Mi resta solo un dente e cerco di riavvitarlo.
Un modo come un altro per rinsaldare ulteriormente il rapporto tra gli Elii e la comunità dei loro seguaci, attori non certo secondari di una performance la cui formula è sempre più simile a quella della liturgia. L’impressione che domina la primissima parte del concerto, in effetti, è quella di un diffuso bisogno di ritualità collettiva che, represso per cinque anni, sfocia finalmente in un coro generale e inarrestabile. Poco male, se dopo Cassonetto differenziato per il frutto del peccato egli stesso incorona prematuramente il pubblico come «il più a tempo del panorama internazionale».
L’ingresso dell’architetto è un altro snodo della lunga liturgia eliaca, che egli si incarica di agganciare all’attualità musicale quando nell’interludio del Vitello dai piedi di balsa fa il verso a Brividi - già parodiata l’anno scorso - e alla Annalisa del tormentone Mon amour.
Leggi anche: Qual è il re dei panini McDonald's in Italia?
«Sembra di essere al Love MI» aggiunge sarcastico presentando «l’esponente LGBTQI del gruppo»: Carmelo (Vittorio Cosma), personaggio ormai di primissimo rango che non manca di incarnare la parte più caustica dell’Elio-pensiero riscrivendo We Are the Champions secondo il suo classico slogan “Mi piace il cazzo”. E all’improvviso ci ritroviamo lontani anni luce dall’epoca del politically correct, in quella realtà parallela propria degli EelST.
La Tracklist da Singalong e l'Impegno Sociale
In una tracklist da singalong scorrono Urna, TVUMDB - con l’immancabile omaggio a Feyez - Gargaroz e El Pube, la cui coda latin è il classico “ruggito” della squadra che sta iniziando a carburare. È il brano che apre la sezione danzereccia del Concertozzo, con il frontman a chiamare le mani di Carpi, «che poi sarebbero carpi e metacarpi». Seguono Discomusic e Born to Be Abramo, ed Elio finalmente si lascia andare a una risata.
La prima parte dello spettacolo è portata a casa in scioltezza, e l’intervallo è tutto per le associazioni PizzAut e Tortellante, realtà esemplari per l’autonomia e la dignità professionale che i ragazzi autistici da esse assunti dimostrano di meritare. Un tema che, come è noto, tocca da vicino Elio, il quale mette in guardia dalla pericolosa «immagine di un autismo leggero» alla base di un’inadeguatezza che è tanto dell’UE quanto della scuola pubblica.
Noi siamo pronti, e voi? Essere donna oggi e Storia di un bellimbusto conducono al momento sanremese, quel «concorso canoro quasi vinto» dalla Terra dei cachi e, sette anni dopo, dalla geniale Canzone mononota. «Siamo stati battuti da Mengoni… che tu sia maledetto!» ringhia Elio, rincuorandosi col fatto che «però abbiamo battuto i Modà». E ci sembrano lontani anni luce anche quei palchi dell’Ariston.
Faso e Christian Meyer iniziano a sciogliersi, ritrovando la postura dei tempi d’oro; Cosma-Carmelo ringrazia il Cristo «per questa serata… e per il cazzo», mentre l’uditorio riprende a salmodiare su Uomini con borsello e Parco Sempione. «La parte più interessante sta per arrivare», sottolinea Elio, «questa era solo l’anteprima del concerto». E così anche il rito del bis viene parodiato e dissacrato, presentando Supergiovane come ultima canzone dell’anteprima. Un autospoiler in piena regola.
Leggi anche: Scopri il Jiamo
Il Ritorno di Rocco Tanica e il Significato di "Forza Panino"
Altri colpi di scena erano stati annunciati, e così si riapre con uno stacco netto delle telecamere che riprendono il palco: c’è Rocco Tanica, e il boato adesso è quasi commosso. Dopo aver guidato la versione strumentale di Plafone, è lui stesso a voler immortalare il pubblico: prende il telefono e, senza proferir parola, fa segno ai 10 mila di Carpi di stringersi. «Ero a Correggio con Il Sogno di Elio e le Storie Tese, uno dei tanti gruppi tributo che spopolano in tutto il mondo», dice qualche minuto dopo, imbracciando la tastiera a tracolla con cui lancia Shpalman, suo ultimo intervento.
Sale sul palco anche il Trio Medusa, promotore della reunion degli Elii: «Non potevamo pensare di avere davanti tanti anni senza la loro musica». Il pubblico di Carpi è chiaramente della stessa idea, ed è davvero questo l’aspetto che emerge maggiormente dal secondo Concertozzo. Al termine del quale ritroviamo anche l’ultima e ben rodata liturgia, il mantra con cui la multigenerazionale comunità eliaca invoca l’amen di Tapparella.
Ci era mancato, quel «Forza Panino» collettivo.
Elio E Le Storie Tese - FORZA PANINO (Tapparella)
Il coro "Forza Panino!" è diventato uno slogan dei fan di Elio e Le Storie Tese. La canzone non ci dà nessuna informazione su questo Panino, ma spesso nella versione live Elio ne parla, dicendo che Panino è un ragazzo che ha il potere di cambiare radicalmente una festa a cui partecipa: se la festa è brutta diventa bella, se è bella diventa brutta.
Sanremo e "La Terra dei Cachi"
Gli Elii sono stati anche in grado di scombussolare uno dei templi della musica italiana, come il Festival di Sanremo: gli ElsST parteciparono per la prima volta nel 1996 con il brano La Terra dei Cachi, mostrando in poche sere tutta la loro potenza dissacrante: dai costumi demenziali al brano eseguito in 55 secondi. Questo leitmotiv diventò familiare al pubblico televisivo nel 1996, quando Elio E Le Storie Tese parteciparono trionfalmente al Festival di Sanremo proponendo La Terra Dei Cachi, brano che, se non può essere considerato uno dei migliori della band, quantomeno permise loro di allargare ulteriormente la schiera di aficionados che ne segue tuttora il percorso musicale.
Leggi anche: Gustoso Panino con Sardine
"Eat the Phikis": Un Album Iconico
Nuovi aficionados o no, gli Elio E Le Storie Tese nel 1996 divennero davvero un'istituzione, e lo dimostra proprio il disco in uscita quell'anno, Eat The Phikis, probabilmente l'ultimo grande album della loro sostanziosa carriera discografica. Se ascoltate anche solo in parte la musica della band, vi prego di osservare la tracklist alla vostra destra e controllare quanti brani conoscete: sono sicuro che ne conterete parecchi, e questo perchè Eat The Phikis è riuscito a concentrare in 70 minuti una collezione non indifferente di canzoni diventate ormai dei classici sia negli stereo di casa sia dal vivo.
Tracklist di "Eat the Phikis"
| # | Titolo |
|---|---|
| 1 | Vincitori o Campioni? (intro) |
| 2 | La Terra dei Cachi (live in Sanremo) |
| 3 | Burattino Senza Fichi |
| 4 | T.V.U.M.D.B. |
| 5 | Lo Stato A, lo Stato B |
| 6 | El Pube |
| 7 | Omosessualità |
| 8 | Mio Cuggino |
| 9 | First Me, Second Me |
| 10 | Milza |
| 11 | Li immortacci |
| 12 | Tapparella |
Tra tutti spicca ovviamente l'immensa, inossidabile Tapparella, brano di chiusura di ogni loro concerto, che nel finale -tra una citazione dei Deep Purple ed un'altra- inserisce il celeberrimo coro Forza Panino!, già allora dedicato al polistrumentista Feiez ma che successivamente, al momento della sua morte nel 1998, acquisì un valore quasi catartico.
Oltre a Tapparella e La Terra Dei Cachi in molti conoscono -a ragione- Lo Stato A, Lo Stato B, ripresa dalla sigla di Mai Dire Gol, Il Concetto Di Banana, e Mio Cuggino, famosa soprattutto per la partecipazione nel finale di Aldo-Rolando del trio Aldo Giovanni e Giacomo e con alla batteria nientemeno che Vinnie Colaiuta. A questi pezzi aggiungerei la dissacrante Burattino Senza Fichi, tra cui spiccano le citazioni dei Beatles e qualche perla testuale di Elio; T.V.U.M.D.B. che, per quanto fin troppo simile a After The Love Has Gone degli Earth Wind & Fire -brano a cui comunque si ispira dichiaratamente- sfoggia una collaborazione con la cantante Giorgia davvero encomiabile; El Pube dotata di un ritmo assolutamente trascinante ed un testo divertentissimo.
Un capitolo a parte lo lascio per Li Immortacci, brano secondo me di punta per ogni buon rocker che si rispetti grazie a tutte le citazioni geniali delle grandi star passate a miglior vita (li Immortacci, appunto).
tags: #Panino