A chi non piace la frittura di pesce? Il piatto più ordinato nei ristoranti di pesce è una ricetta tipicamente italiana, complice probabilmente la vastità delle nostre coste. Prepararlo in casa è piuttosto semplice, basta seguire la ricetta.

Da zona a zona, varia unicamente il tipo di pescato utilizzato, ma la panatura resta la stessa. Per un’ottima frittura di pesce, oltre a pesce fresco, occorre unicamente farina di semola e olio di semi per friggere. Niente pastella, niente uova, niente pangrattato: richiede semplicità e per servirla basteranno sale e fettine di limone. Seguite passo passo la ricetta del fritto di pesce.

La frittura di pesce è uno dei piatti più ordinati nei ristoranti. Ma il fritto misto di pesce fa venire alla mente ricordi e voglia di mare. Questo piatto offre un’esperienza culinaria versatile, adattandosi splendidamente a varie occasioni. Ideale per un ricco buffet, il fritto misto di pesce aggiunge un tocco di raffinatezza e freschezza a qualsiasi tavola.

Delizia di mare pronta a conquistare il palato più esigente, il nostro squisito fritto misto di pesce è la quintessenza della freschezza e del sapore marino. Siamo in periodo natalizio e sicuramente andrò ad acquistare ancora per preparare al meglio il nostro pranzo di natale. Ecco quello che ho trovato in questa gastronomia in questo periodo di isolamento. In una parola? eccellente!!

FRITTO MISTO di PESCE e ANELLI di CIPOLLA ricetta fritto misto

Come Preparare un Fritto Misto di Pesce Perfetto

Iniziando a scegliere il protagonista del piatto: la varietà è molto importante come lo è anche la freschezza del pesce.

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  1. Pulizia del pesce: Cominciate dalla pulizia del pesce.
  2. Calamari: Per pulire i calamari dovrete rimuovere prima la testa dalla sacca, quindi occuparvi della cartilagine, che andrà rimossa. Occupatevi quindi di rimuovere le interiora, infilando le dita all’interno della sacca. Ora togliete via la pelle del calamaro, anche dalla coda. Passate ai tentacoli: incidente la parte del calamaro subito sopra gli occhi, quindi con una pressione sui tentacoli estraete il dente. Lavate tutto bene e accuratamente sotto l’acqua fredda: potete ora tagliare ad anelli i vostri calamari.
  3. Triglie: Passate ora alla pulizia delle triglie. Dovrete innanzitutto desquamare il pesce, aiutandovi con un coltello e raschiando via partendo dalla coda e arrivando fino alla testa. Eliminate poi i “baffetti” e le pinne. Terminata questa operazione incidente il ventre della triglia ed eliminate le interiora del pesce. Per ultimo dovrete ora sfilettare, facendo attenzione ad eliminare eventuali lische presenti.
  4. Moscardini: Occupatevi ora dei moscardini. Per pulirli dovrete capovolgere la testa, senza fare alcuna incisione, ed eliminare le interiora. Sciacquate bene sotto l’acqua, quindi ricapovolgete la testa. Per eliminare gli occhi potrete aiutarvi con delle forbici e fare una piccola incisione. Ultimo passaggio quello del dente: vi basterà spingere i tentacoli per farlo fuoriuscire.
  5. Alici (o Sarde): Passate alla pulizia delle alici (o delle sarde, a seconda della vostra preferenza). Eliminate la testa premendo le branchie con i polpastrelli e sfilandola via.
  6. Infarinatura: In un contenitore preparate la semola, che vi servirà per infarinare il pesce. Procedente quindi con l’operazione, riponendo il pesce su una superficie non bagnata, per evitare la formazione di fastidiosi grumi.
  7. Frittura: Fate scaldare l’olio in una padella: sarà molto importante, per la riuscita di un buon fritto, la temperatura. L’olio dovrà essere a 180 gradi per far sì che il pesce frigga davvero bene. Per essere certi della temperatura dell’olio, vi consigliano di dotarvi di un comodo termometro da cucina: vi sarà molto utile non solo per la frittura di pesce ma anche per altri tipi di fritti o preparazioni.
  8. Cottura: Quando l’olio sarà caldo procedete per tipo di pesce, cominciando dalle triglie, proseguendo poi con i moscardini, poi con i calamari, con le alici e con i gamberi. Non commettete l’errore di friggere il pesce tutto insieme.
  9. Scolatura e Servizio: Scolate il pesce non appena dorato aiutandovi con una schiumarola. Trasferitelo su carta assorbente, salate e servite, accompagnato da fettine di limone.

La frittura di pesce si mangia appena pronta, ancora calda e croccante. Sconsigliamo infatti di conservarla in frigo dopo la cottura: è bene consumarla subito, ben calda.

Fritto Misto di Pesce

Un invitante piatto di fritto misto di pesce, pronto per essere gustato.

Variante Piemontese: La Frittura Mista alla Piemontese

La frittura mista piemontese si realizza cuocendo la semola nel latte portato a ebollizione e lasciandola riposare per una giornata prima di ritagliarne delle losanghe che verranno passate nell’uovo e nel pangrattato. Portate il latte a bollitura con lo zucchero e la scorza di limone e unite a pioggia la semola, mescolando. Sbollentate la cervella, i filoni e le animelle per 2 minuti e scolateli. Tagliate tutte le carni a fettine e il semolino freddo a losanghe. Passate le carni nelle altre due uova leggermente sbattute e nel pangrattato. Fate friggere tutti gli ingredienti impanati in olio bollente.

Se vi avanza un pò di frittura mista piemontese è possibile riscaldarla in forno.

Fritto di Paranza: Un'Altra Deliziosa Variante

La frittura di paranza è una frittura di pesce davvero gustosa e semplice da realizzare. Ottenere una buona frittura di paranza, significa realizzare un fritto misto di paranza, ovvero a base di pesci di taglia piccola. Nella frittura di paranza, i tipi di pesce solitamente utilizzati sono sogliole, lattarini, alice, triglie, calamaretti, gamberetti e tutto ciò che offre il pescato del giorno.

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Per quanto riguarda la farina da usare, in proposito ci sono diverse scuole di pensiero. Secondo alcuni va bene la classica farina 00 ma la maggior parte dei ristoratori è concorde sul fatto che sia meglio utilizzare quella di semola di grano duro. Fate cuocere i pesci fin quando non diventano ben dorati in superficie. Una volta pronti, prelevateli con un mestolo con fori, scolateli e trasferiteli su un piatto ricoperto di carta assorbente.

Il fritto di paranza andrebbe consumato solo sul momento. Con il passare delle ore, infatti, la consistenza tende a perdere sempre più croccantezza facendosi molliccia e acquisendo un sapore più amarognolo.

La Cucina di Biella: Un Viaggio tra Sapori e Tradizioni

Un viaggio alla scoperta di Biella e provincia non può esimersi dall’assaggiare i piatti tipici di Biella. Ovviamente anche qui troveremo le ricette classiche della tradizione culinaria ed enogastronomica piemontese. Ma la provincia di Biella si caratterizza anche per piatti e preparazioni tipiche della zona. Piatti che, a volte, sono peculiari della zona, mentre altre volte sono rivisitazioni o varianti alternative di ricette locali presenti anche in altre zone.

Uno dei piatti tipici della cucina di Biella è un piatto unico, la cosiddetta polenta concia, particolarmente apprezzata nella zona di Oropa. Si tratta di una polenta di mais insaporita con formaggio o burro e che trova la sua massima espressione quando viene abbinata a formaggi stagionati come il Maccagno o anche a formaggi freschi come i classici tomini. Questi ultimi, a loro volta, possono donare al piatto sapori unici e diversi a seconda di come sono aromatizzati.

Non manca, poi, anche un piatto tipico di tutto il Piemonte, la bagna cauda, con aglio, acciughe e olio. Fra i primi piatti, troveremo tantissime minestre, zuppe e anche piatti a base di polenta. Da segnalare anche il ris an cagnun, un riso bollito e mescolato con toma e burro. Il riso, fra l’altro, lo troviamo anche nel mactabe, una minestra molto densa e usato spesso come piatto unico la sera.

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Il riso è anche il protagonista del ris e riundele, cioè del riso e malva e della cosiddetta minestra marià, a base di riso, biete e spinaci. Anche qui troviamo, poi, la panissa, un risotto con cipolla, salsiccia, salame e fagioli. Lo troverete in diverse parti del Piemonte, con qualche piccola variante a seconda degli ingredienti usati. Tra i primi piatti dominano quelli a base di riso. In questo caso possiamo avere risotti al formaggio, risotti alle verdure o anche al latte e castagne.

Sempre fra in questa categoria troviamo anche la zuppa con brodo, verdure e pane raffermo. Molte zuppe sono a base di pane e fra di esse spicca la supa mitunà, insaporita dal gusto variabile delle erbe dei prati: a seconda di quelle raccolte, il gusto della minestra varia parecchio.

Da usare come antipasto, come aperitivo o anche come secondo piatto, abbiamo anche i salumi. Molti dei salumi biellesi sono conservati in contenitori di terracotta, ricoperti di grasso. Possono essere consumati come tali o anche abbinati alla frittata (per esempio nella frittata con il salame o frità rugnusa).

Fra i secondi piatti, oltre alla sacoccia ripiena, al coniglio in scivé e alla gallina farcita (la farcia è preparata con prezzemolo, aglio, pan grattato, fegatini di gallina, prosciutto, uova, sale e pepe), piatti ricchi in passato utilizzati la domenica o nei pranzi importanti, ecco che abbiamo i capunet, cioè degliinvoltini di foglie di bietola o di cavolo, farciti con uova e verdure (li ritroviamo anche in altre zone del Piemonte). Non mancano poi contorni a base di fiori di zucca e cipolle.

Avevamo, poi, citato prima i formaggi. Questa è la patria della toma, declinata in diverse varianti: nella zona di Oropa e delle Valli di Cervo predomina la toma a pasta semigrassa, mentre nella Valle Mosso e nella Valsessera abbiamo quella a latte intero (il Maccagno di cui parlavamo prima). Fra i formaggi freschi spiccano i tomini (chiamati sancarlìn quando sono insaporiti con aglio e peperoncino, frachèt quando sono conditi con olio, aceto e spezie e tumìn eletric quando sono amalgamati con olio e paprika).

Un piatto particolare è la fundùa ‘d zeile, una fonduta di toma fresca fusa con uova e Rumex acetosa.

Si passa poi ai dolci: qui, come in molte altre parti del Piemonte, predominano i torcetti, i canestrelli e anche le paste di meliga con farina di mais. Una specialità dolciaria del posto è l’arsumà, una spuma di uova e zucchero che viene diluita con latte o vino.

Tabella dei Piatti Tipici Biellesi

Piatto Descrizione Ingredienti Principali
Polenta Concia Polenta di mais arricchita con formaggio e burro Farina di mais, formaggio (Maccagno, tomini), burro
Bagna Cauda Salsa calda a base di aglio, acciughe e olio Aglio, acciughe, olio extravergine d'oliva
Ris an Cagnun Riso bollito condito con toma e burro Riso, toma, burro
Panissa Risotto con cipolla, salsiccia, salame e fagioli Riso, cipolla, salsiccia, salame, fagioli
Capunet Involtini di foglie di bietola o cavolo ripieni di uova e verdure Foglie di bietola/cavolo, uova, verdure

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